Ambro: "Il Barça di adesso ricorda il Milan di quando sono arrivato io, i più forti e i più invidiati"

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22.11.2011 19:30 di Federico Gambaro   articolo letto 82 volte

© foto di Federico De Luca

Lunga intervista a “Uefa.com” del capitano rossonero, Massimo Ambrosini, che parla di vari temi alla vigilia della super sfida europea con il Barcellona: “E’ rilassante esserci qualificati e giocarci il primo posto in casa. Sappiamo che non ci sono problemi perché, anche dovessimo perdere, saremmo comunque qualificati – esordisce il centrocampista milanista – Ma se dovessimo vincere avremmo un motivo in più per sorridere. Sappiamo che arrivare primi vorrebbe dire affrontare una seconda negli ottavi e noi vogliamo sicuramente andare più avanti rispetto alle ultime annate in questa competizione”. Il capitano, poi, parla del girone affrontato dal Milan: “Abbiamo avuto un girone particolare, con la squadra più forte del mondo e altre due di un livello sicuramente inferiore al nostro. A differenza di altre edizioni ci siamo confrontati con due realtà un pochino differenti. Ci dispiace aver sprecato un’occasione per restare in testa all’ultima partita, ma ci sono ancora due gare per cercare di finire primi”. Ambro si sposta in seguito sulla stretta attualità e la sfida di domani sera ripartendo dagli elementi evidenziati nella gara di andata: “L’andata? In realtà avevamo impostato la partita in tutto un altro modo. Fino allo scadere del primo tempo la squadra non aveva subito troppo il Barcellona, e abbiamo anche avuto un paio di occasioni che potevamo sfruttare meglio per raddoppiare. Poi è chiaro che quando giochi contro il Barcellona devi anche mettere in preventivo di subire perché è una squadra di un livello tecnico talmente superiore che prima o poi riesce a prendere in mano la situazione. Cosa che è successa nel secondo tempo quando oggettivamente hanno giocato solo loro. Sono la squadra da battere? Non solo quest’anno. Nelle ultime stagioni, quando hanno perso è stato un evento. Negli ultimi anni questa squadra ha lasciato una traccia nel modo del calcio che rimarrà per sempre. Il Barcellona di adesso è un po’ il Milan di quando sono arrivato io, la squadra più forte, la più invidiata”.

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