Un Pazzo Milan difende il suo terzo posto con tanto cuore

05 Mag 2013 15:00
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MILAN-CATANIA, IL MIGLIORE IN CAMPO

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I rossoneri battono il Catania ma sono costretti a rimontare due volte pur avendo dominato la partita; decisiva una doppietta di Pazzini e dopo la paura del sorpasso il Milan è ancora terzo.

29.04.2013 01:44 di Davide Bin  articolo letto 7 volte

© foto di MASCOLO/PHOTOVIEWS

Tutto come prima con una giornata in meno, ma che fatica e che batticuore! Il Diavolo fa soffrire le pene dell’inferno ai suoi tifosi prima di vincere la partita con il Catania e riportarsi al terzo posto in classifica dopo il momentaneo sorpasso nel pomeriggio ad opera della Fiorentina. Per più di un’ora è stata la classica partita stregata in cui il Milan attaccava, tirava in porta a ripetizione, sfiorava varie volte il gol e il Catania segnava nelle due uniche conclusioni verso la porta di Amelia; solitamente partite del genere finiscono malissimo per chi ha contro di sè la dea bendata, invece i rossoneri ci hanno messo cuore, impegno, determinazione e sono stati premiati da una vittoria strameritata e il fatto di averla ottenuta dopo mille sofferenze rende tutto più bello ed esaltante. Allegri ha incassato la fiducia della Curva Sud e ha ripagato i tifosi con la mossa decisiva, il cambio che ha risolto la partita e una situazione complicata; il mister rossonero ha sempre sostenuto che chi entra a partita in corso è ugualmente importante, se non addirittura di più, rispetto a chi comincia la sfida dall’inizio e in quest’occasione ha avuto pienamente ragione, perchè Pazzini, entrato dopo più di un’ora di gioco con il Milan in svantaggio, ci ha messo dieci minuti a ribaltare il punteggio con una doppietta da grande opportunista, fondamentale per il campionato della sua squadra. Tutti, comunque, meritano elogi, anche chi ha commesso errori e giocato meno bene, perchè tutti ci hanno messo impegno, cuore e voglia di vincere e ciò è sempre molto gradito ai tifosi, se poi si vince…ancora meglio!

La formazione schierata da Allegri è quella ipotizzata alla vigilia: Bonera (capitano per l’occasione) al posto dello squalificato Zapata, De Sciglio preferito a Constant sulla sinistra, Nocerino ripescato al posto di Ambrosini (anche se di fatto è Montolivo a sostituire il capitano in posizione centrale davanti alla difesa), Flamini che rientra dopo la squalifica e spedisce in panchina Muntari e Boateng confermato in attacco insieme al rientrante Balotelli, che ha scontato la squalifica ed El Shaarawy, chiamato a dimostrare di essere in ripresa e “coccolato” dalla curva con tanti cori in suo onore. Cori anche per mister Allegri e, qualora non fosse chiaro il pensiero del cuore pulsante del tifo rossonero, compare anche un’inequivocabile striscione che recita: “PIU’ RISPETTO PER IL NOSTRO MISTER ALLEGRI”. In fondo l’allenatore toscano ha fatto un ottimo lavoro in questi anni e in particolar modo in questa stagione, che sembrava disgraziata e fallimentare e in cui, invece, a poche giornate dalla fine il Milan è terzo in classifica. La vittoria della Fiorentina a Marassi nel pomeriggio non lascia alternative ai rossoneri: se già alla vigilia di questa giornata era importante vincere contro il Catania, ora è addirittura fondamentale, per non subire il sorpasso e difendere quel misero ma importantissimo punticino di vantaggio che vorrebbe dire qualificazione ai preliminari di Champions. Serata piovosa a Milano e non si può certo dire che ci sia il pubblico delle grandi occasioni, tenuto lontano dal maltempo, dal ponte del 25 aprile, dallo scarso richiamo di un avversario insidioso e ostico ma non di gran nome e dalla delusione degli ultimi risultati negativi che hanno interrotto sul più bello la rimonta rossonera, ormai conclusa perchè il secondo posto è irraggiungibile e bisogna limitarsi a non farsi soffiare il terzo.

La curva incita a gran voce un Milan che parte sparato e reclama subito un rigore per un fallo di mano di Legrottaglie in area, ma la palla gli schizza sul braccio dopo una deviazione di un compagno a distanza ravvicinata, anche se il braccio è effettivamente largo. I rossoneri sono scatenati e concludono varie volte verso la porta di Frison: Balotelli tira fuori, lo stesso SuperMario arriva un attimo in ritardo in scivolata sull’invitante traversone basso di Boateng, poi una mischia nell’area piccola di Frison, originata ancora da un traversone da destra di Boateng non ha esito positivo; il Milan spinge e sembra sul punto di passare in vantaggio da un momento all’altro, ma il calcio è dispettoso, senza logica, spietato e, così, accade che alla prima occasione in cui si affaccia in avanti è il Catania a segnare il beffardo gol dell’ex con Legrottaglie che di testa svetta nell’immobile difesa rossonera e incorna in rete il cross di Lodi; l’ennesimo gol subito su pallone spiovente in area da calcio piazzato, l’ennesimo gol (14°) subito di testa, tutte costanti negative che negli ultimi tempi sembravano risolte e, invece, si sono materializzate nuovamente. Il Milan sbanda per qualche minuto e rischia il tracollo sul tiro di Gomez respinto da Amelia, ma poi i rossoneri riprendono l’assedio e quando lo splendido tiro al volo di Boateng si stampa sulla traversa, la partita sembra davvero segnata. Frison comincia a diventare protagonista respingendo una conclusione di Nocerino, poi davanti alla sua porta sembra calare un velo trasparente ma resistentissimo che impedisce al pallone di entrare in occasione di una mischia in area in cui succede di tutto, con respinte a corpo morto dei difensori e dello stesso Frison su vari tentativi rossoneri. Sugli spalti i tifosi sono disperati e increduli: il Milan dovrebbe essere abbondantemente in vantaggio, invece è addirittura sotto e sembra davvero una maledizione che prosegue quando l’esordiente portiere del Catania vola a deviare una sassata di Balotelli su punizione che sembrava destinata in rete a fil di palo. Il giusto premio per i rossoneri arriva proprio allo scedere del tempo, quando Boateng addomestica un cross di Abate e Flamini lo scaraventa in rete con un violento rasoterra in cui c’è tutta la grinta di una squadra che non vuole mollare e arrendersi alla sfortuna dopo un’ottima prestazione. Da sottolineare che si tratta del terzo gol consecutivo del francese dopo quelli a Fiorentina e Napoli (ha saltato Milan-Juventus per squalifica), quindi è davvero un momento di grazia per il centrocampista corso.

Segnare proprio prima dell’intervallo di solito è un’ottima cosa, perchè deprime gli avversari ed esalta chi realizza il gol: in effetti il Milan torna in campo caricatissimo, perchè il pareggio non basta e bisogna vincere, quindi l’assedio riprende nei primissimi minuti della ripresa, favorito da un possesso palla continuo e da ritmi alti. El Shaarawy prova a sbloccarsi ma il suo tiro è debole e centrale e non può impensierire più di tanto l’ottimo Frison, che vola a respingere anche un colpo di testa di Montolivo; ovviamente per brevità sto ricordando solo le occasioni più eclatanti di una serie lunghissima, che caratterizza tutto l’avvio di secondo tempo ad un ritmo impressionante. Il Milan spinge a testa bassa, vuole la vittoria, cerca anche il sostegno del pubblico con ampi gesti di molti giocatori e i tifosi rispondono incitando la squadra, ma, come nel primo tempo, arriva la beffa che gela San Siro: una veloce azione manovrata del Catania coglie impreparata e sbilanciata la difesa rossonera, Bergessio si trova solo davanti ad Amelia e lo batte con un pallonetto che non gli lascia scampo. Il Catania ha una percentuale di realizzazione altissima, quasi del 100%, mentre il Milan deve recriminare sulle tante occasioni create e non concretizzate e ora lo spettro della sconfitta aleggia ancor più minaccioso, perchè c’è meno di mezz’ora a disposizione per scacciarlo. Anche questa volta il Milan, comprensibilmente, sbanda un po’ e fatica a reagire, facendo temere che sia sul punto di arrendersi alla serata stregata. Allegri corre ai ripari e inserisce Pazzini al posto del deludente Nocerino (anche qualche fischio impietoso per lui al momento del cambio), riportando Boateng a centrocampo e allargando un nervoso Balotelli (che manda a quel paese l’arbitro e si becca un’altra ammonizione ingenua). El Shaarawy conferma di essere in un periodo di scarsa vena realizzativa con una conclusione maldestra solo davanti alla porta, ma strappa applausi con le sue chiusure difensive e correndo a più non posso per dare una mano alla squadra in ogni zona del campo. Evidentemente tocca ad altri l’onere e l’onore di risollevare il Milan e ci pensa il Pazzo con una fantastica doppietta “alla Inzaghi” in pochi minuti: prima ribadisce in rete una corta respinta di Frison su una violenta conclusione di Balotelli da fuori area (e tutto San Siro trattiene il fiato perchè il pallone sbatte sul palo prima di entrare e visto ciò che è già successo in questa partita non si sa mai…), poi finalizza un veloce contropiede che parte dal limite dell’area rossonera (forse con un fallo di Boateng…) e libera al tiro El Shaarawy; anche in questo caso Frison prova a metterci una pezza ma Pazzini è appostato come un falco, mette in rete da splendido opportunista e fa esplodere il boato liberatorio dei tifosi rossoneri, che hanno visto le streghe, hanno temuto sconfitta, sorpasso della Fiorentina e fine del sogno Champions, ma ora possono finalmente esultare perchè il Milan è in vantaggio. La paura non è, però, finita, perchè il Catania non si arrende e sfiora il pareggio quando Bergessio si inserisce fra i due immobili centrali rossoneri e devia poco sopra la traversa l’invito di Gomez. Allegri capisce che bisogna rinforzare gli ormeggi di una squadra che ha speso tanto e manda in campo Muntari al posto del generoso, stanco e sfiduciato El Shaarawy, che non ha, purtroppo, ritrovato la via della rete. Il Milan risparmia qualche secondo di sofferenza ai suoi tifosi grazie al rigore provocato da un fallo di Izco su Balotelli e che lo stesso SuperMario trasforma in gol con la solita freddezza spiazzando Frison e finalmente si può gioire per una vittoria importante, giunta al termine di una partita ricca di emozioni e di occasioni a ripetizione, in cui il Milan si è spaventato un paio di volte ma è stato bravo a non mollare e a recuperare con grande generosità e determinazione un risultato fondamentale in questo finale di stagione ancora tutto da vivere, perchè il duello con la Fiorentina non è ancora finito, ma questi tre punti sofferti e meritati daranno sicuramente entusiasmo ed euforia a tutto il gruppo rossonero, che vuole fortemente questo terzo posto e lo ha dimostrato con una prestazione gagliarda e orgogliosa, non mollando di fronte alle difficoltà e alle avversità e mostrando carattere e gran cuore, quel vecchio cuore rossonero che batte sempre forte nei momenti che contano.   

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