MILANO. IL TOP: IBRAHIMOVIC. Un’altra tripletta rossonera, ma questa volta in due partite e, quindi, non vale per portarsi a casa il pallone: l’ha realizzata Zlatan Ibrahimovic, che con due gol di testa ha abbattuto la Roma e permesso al Milan di proseguire la rimonta in campionato e con un’altra rete a Minsk ha timbrato il passaporto europeo dei rossoneri, che sono già qualificati agli ottavi di finale, anche se (per motivi di fuso orario) hanno dovuto aspettare un paio d’ore e la vittoria del Barcellona per l’ufficialità. E’ un po’ banale dire che Ibra è un giocatore decisivo per il Milan; lo si
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Cassano, ipotesi di “ombrellino” al cuore
MILANO. La situazione clinica di Antonio Cassano – colpito da un fenomeno vascolare ischemico transitorio sabato sera e ricoverato al Policlinico di Milano il giorno dopo – permane stabile e senza sintomi. La situazione clinica, secondo quanto si apprende, induce ottimismo tra i sanitari per la ripresa, anche se potrebbe rendersi necessario un piccolo intervento chirurgico al cuore. I medici continuano ad indagare, attraverso analisi cliniche e procedure diagnostiche, sulle cause che potrebbero aver determinato il malore dell’attaccante del Milan. Due in particolare: una potrebbe essere stata la formazione di un piccolo embolo (un grumo di sangue) partito da chissà dove e che ha raggiunto un piccolo vaso del cervello con la complicità di un lieve difetto del cuore (foro nel setto che separa i due atri). Per questo, per evitare che il fenomeno possa ripresentarsi una delle ipotesi circolate sarebbe quella di intervenire sul cuore per correggere quel difetto e ‘tappare il bucò con un ombrellino metallico. Quando un fenomeno ischemico cerebrale del genere colpisce una persona giovane, dopo aver escluso altre cause, i neurologi che si occupano di ictus ipotizzano la cosiddetta embolia paradossa. Ma dovrebbero coesistere due condizioni: una predisposizione del soggetto a formare trombi del sangue e l’esistenza di un foro (forame ovale) nella parete che separa gli atri del cuore facendo sì che l’embolo, una volta formato, passi dal cuore destro a quello sinistro prendendo la via dell’aorta e dei vasi del collo, e ancora più su verso i vasi del cervello. Gli accertamenti in corso dei sanitari potrebbero essere diretti proprio in questa direzione per verificare la coesistenza dei due fenomeni. «Se venisse confermata questa pista – spiega Antonio Rebuzzi, direttore della unità di terapia intensiva cardiologica del Policlinico Gemelli di Roma – un intervento di riparazione del setto potrebbe essere effettuato dai cardiologi interventisti applicando un ombrellino metallico attraverso un catetere inserito in una vena della gamba. Si introduce dalla vena femorale un catetere che risale fino al cuore, dove si posiziona un doppio ombrellino che chiude il foro da una parte e dall’altra. Un intervento relativamente semplice (due-tre giorni di ricovero), efficace e che non lascia conseguenze. Se non ci sono altri danni, dal punto di vista cardiologico la ripresa è ottima ». C’è una seconda ipotesi da percorrere e cioè la dissecazione di un vaso del collo: si forma un trombo che si stacca, va in circolo e si ferma a fine corsa quando arriva ad un’arteriola del cervello di diametro inferiore chiudendo il flusso di sangue e creando una mancanza di ossigeno nella zona irrorata. Il fatto importante e che conforta, secondo quanto si apprende, è che i sintomi sono del tutto regrediti da subito e il giocatore sta bene, grazie anche alle terapie praticate. FORSE INTERVENTO AL CUORE Mentre Ibrahimovic segnava il vantaggio del Milan a Minsk e Boateng festeggiava mostrando una maglia con il numero 99, ad Antonio Cassano veniva servita le cena nel reparto di Neurologia del Policlinico di Milano dove è ricoverato dopo l’ictus ischemico che lo ha colpito sabato sera. E dove resterà almeno fino a domani, quando il medico del Milan Rodolfo Tavana e il primario Nereo Bresolin valuteranno insieme gli esami di questi giorni e decideranno come procedere. Non si scarta l’operazione per sanare un difetto cardiaco, come già anticipato dal patron del Milan Silvio Berlusconi, e non sarebbero esaurite le speranze di rivederlo in campo. Per tutta la giornata sono rimaste stabili e senza sintomi le condizioni di Cassano – il cui primo desiderio del mattino è stato di poter vedere la partita – che fra un accertamento e l’altro ha avuto accanto a sè mamma Giovanna e la moglie Carolina, apparsa in tarda mattinata meno tesa di ieri. Tranquillità è lo stato d’animo che ha fatto trasparire l’ambiente milanista a Minsk. Adriano Galliani chiede «un minimo di pazienza». «Cassano sta bene, la situazione si sta evolvendo bene, siamo moderatamente ottimisti – ha fatto sapere dalla Bielorussia l’ad rossonero -. Domani ci sarà un comunicato congiunto del Policlinico di Milano, che ringraziamo per tutto quello che sta facendo, e del Milan, che farà chiarezza». Intanto analisi cliniche e procedure diagnostiche si ripetono, i medici continuano a indagare sulle possibili cause dell’ictus che ha colpito il 29enne attaccante della Nazionale. Una di queste potrebbe essere la formazione di un piccolo embolo (un grumo di sangue) che ha raggiunto un piccolo vaso del cervello con la complicità di un lieve difetto cardiaco presente circa nel 20% della popolazione senza manifestarsi. Si chiama Forame ovale pelvio (Pfo) ed è un foro di meno di 2 millimetri di diametro fra i due atri del cuore, che può passare inosservato anche negli esami a cui è sottoposto un atleta come Cassano. Ma lo avrebbe rilevato l’ elettrocardiogramma transesofageo dopo il ricovero dell’ attaccante del Milan. Ogni decisione sarà presa dopo il ritorno a Milano dalla trasferta di Minsk di Tavana, che sabato sera appena ha colto i sintomi di Cassano ha deciso di portarlo al pronto soccorso. In casi simili è prassi intervenire con la tecnica a ‘ombrellinò: partendo da una vena nella gamba si applica attraverso un catetere un ombrellino metallico che ‘tappa il bocò. È un intervento in anestesia locale, con due o tre giorni di ricovero, a cui segue una terapia di anticoagulanti. Era più grave la disfunzione cardiaca di Kanu, che dopo l’intervento ha giocato ancora ad alti livelli, in Inghilterra. In Italia i parametri per l’idoneità agonistica sono più rigidi, ma Cassano spera comunque di tornare in campo a giocare con i compagni di squadra Alexandre Pato e Luca Antonini, che sono passati a trovarlo nel pomeriggio come gli amici Giampaolo Pazzini («L’ho trovato meglio di quanto pensassi», ha raccontato l’interista), Marco Materazzi, Lapo Elkann e Gigi D’Alessio. Tanti i messaggi ricevuti da Cassano, anche una telefonata di auguri dal presidente dell’Inter Massimo Moratti, da sempre suo ammiratore. E nel pomeriggio una ventina di tifosi milanisti della Curva Sud ha appeso fuori dall’ospedale uno striscione: «Antonio non mollare, sotto la Sud torna a segnare». GALLIANI: DOMANI UN COMUNICATO «La situazione si sta evolvendo bene, siamo moderatamente ottimisti. Domani ci sarà un comunicato congiunto con il Policlinico di Milano, che ringrazio, che farà chiarezza». Intervistato da Sky prima di Bate Borisov-Milan, l’ad dei rossoneri Adriano Galliani fa il punto sulla situazione di ‘Fantantoniò. «Ciò che mi preme dire ai tifosi ed alle persone che vogliono bene ad Antonio Cassano – aggiunge Galliani – è che lui sta bene ed è in miglioramento». LA SOLIDARIETA’ SUL WEB In tempi di social network, l’affetto degli amici e dei tifosi di Antonio Cassano trova canale privilegiato di espressione nei post di Facebook o attraverso i cinguettii di twitter. Sono migliaia, e probabilmente non c’è modo di contarli tutti, i messaggi di auguri, di sostegno, di incoraggiamento dedicato al fantasista del Milan che hanno trovato spazio nella rete negli ultimi due giorni. Sostenitori del Milan o solo del suo fantasista, colleghi calciatori, sportivi e uomini di spettacolo hanno digitato un pensiero per ‘Fantantoniò, che avrà sicuramente difficoltà a registrarli tutti. Al modaiolo twitter si erano affidati già ieri il compagno di squadra Kevin Boateng, il collega di nazionale Giuseppe Rossi e del campione dell’Nba Danilo Gallinari. Anche l’ex fuoriclasse Ronaldo gli ha dedicato un breve ma efficace «Forza Cassanò. Il cinguettio oggi si è intensificato e ha coinvolto gli juventini Alessandro Matri e Paolo De Ceglie e il centrocampista del Malaga Enzo Maresca. Un tweet particolare, rivolto anche a Rino Gattuso, è giunto da Enrico Ruggeri, punto di forza della nazionale cantanti: »Un abbraccio per Antonio e Rino – ha digitato il cantautore-presentatore -. Sono due ragazzi eccezionali, sensibili ai temi della solidarietà. Forza: c’è ancora bisogno di voi. Gli amici vi stanno aspettandò. Immancabile l’intervento di Fiorello, interista come Ruggeri, nella rassegna stampa realizzata con il video pubblicato su Twitter: «Ti voglio bene Antonio». Impossibile valutare la massa dei messaggi su Facebook, ma colpisce che tanti messaggi di incoraggiamento, quasi la metà del totale, vengano dall’estero, dall’Europa ma anche dal Medio Oriente e dal Sud America. Leggo RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ibra non basta, con il Bate finisce 1-1
MINSK. Ibrahimovic doubleface, un rigore molto dubbio, molte palle sciupate, ansia e paura per il compagno Antonio Cassano in ospedale: sono gli elementi di una serata storta del Milan che ha pareggiato contro il Bate Borisov, dominando praticamente per un’ora. Complice un campo difficile, quello del Dinamo Stadium, letteralmente gremito, un catino di tifosi forsennati dove il Milan è stato in parte beffato. La qualificazione non è matematica ma non è in discussione. Di certo, la vicenda di cassano deve aver destabilizzato la squadra, emotivamente colpita. Lo tsunami mediatico non ha aiutato. In ogni caso, il Milan ha ceduto forse più sul piano fisico, lasciando troppi spazi al Bate Borisov che sulle ripartenze si è resto pericoloso. Il Bate si conferma una compagine ostica, arcigna, combattiva: in casa può creare più di un problema agli avversari. Arrivati a San Siro con un pullman turistico, si sono presi questa sera la loro rivincita. Il pareggio è stato salutato come una vittoria dallo scatenato tifo locale. La partita era iniziata nel migliore dei modi per il Milan che parte alla grande: ci prova Aquilani con il destro, ribatte Skavyc sull’altro fronte. Al 16′ salva Bordachev su Aquilani, due minuti dopo ‘sassatà di Ibrahimovic. È il prologo del gol che cade al 22′: lo svedese è abile nel pressare Simic e propiziare la giocata di Robinho che avanza sulla destra e mette la palla al centro per il destro rasoterra di Ibrahimovic, imprendibile per Gutor. La goia del gol è composta ed è chiaro che è dedicato ad Antonio Cassano. Boateng si alza la maglietta, sotto porta quella del compagno, la numero 99. La strada sembra spianata verso una vittoria rotonda, corroborante in una serata rigida e grigia come il morale della vigilia. Robinho tenta con un bel destro a giro, parato con la mano. I rossoneri schiacciano i bielorussi nella loro area: al 39′ clamoroso palo di Robinho. Si va al riposo con la fiducia di poter mettere al sicuro il risultato e, infatti, si riprende ed è sempre Robinho a sciupare altre occasioni. E, come sempre, la legge del calcio è implacabile. Subito dopo, accade l’incredibile: Abate duella con Kotsevoy in area. L’arbitro Rasmussen non ha dubbio: rigore per Bate. Renan Bressan dal dischetto batte Abbiati. Il Milan trema e va in confusione, Baga è pericolosissimo, mentre Ibrahimovic mostra buona volontà, si danna ma non fa la differenza. Il risultato non cambia più e il portiere rossonero salva il risultato a tempo quasi scaduto e riesce a bloccare ancora Baga che si invola in contropiede. Boateng tenta il tutto per tutto a tempo scaduto ma l’arbitro fischia. È finita. Si torna a casa e si conclude una trasferta complicata, il morale era sicuramente messo a dura prova dal malore di Antonio Cassano che ha interrotto una sorta di luna di miele dopo la vittoria di Roma. Non bisogna piangersi addosso anche perchè la qualificazione è in tasca. Domani si chiarerà la vicenda di Fantantonio, un tassello importante per preservare la serenità del gruppo. Di certo, Ibrahimovic ha bisogno di una squadra che giri attorno a lui: oggi Robinho non lo ha aiutato più di tanto. Le assenze sono pesanti e determinanti. In campo anche Ganz, il futuro, per esordio in Champions a soli 18 anni. Leggo RIPRODUZIONE RISERVATA.
Milan forza tre: Ibra e Nesta stendono la Roma
ROMA. PACE FATTA – Luis Enrique e Mauro Tassotti si stringono la mano. Il gesto elegante del tecnico spagnolo, che perdona ufficialmente Tassotti del colpo ricevuto durante i Mondiali del 94 in USA, è da sottolineare. ALLEGRI PAPA’ – Il tecnico rossonero, che è diventato papà per la seconda volta e ha fretta di rientrare a Livorno a conoscere sua figlia, preferisce Robinho a Cassano, forse per concedere un turno di riposo al barese in vista dell’impegno di coppa. Dietro al brasiliano e allo svedese si posiziona Boateng, davanti al terzetto di centrocampo composto da Aquilani, Van Bommel e Nocerino. Abate, Nesta, Thiago Silva e Zambrotta completano lo schieramento sulla linea di difesa. DIFESA IN AFFANNO – I rossoneri partono al piccolo trotto. La Roma in campo è molto corta: complice il pressing asfissiante sul portatore di palla dei romanisti e la loro linea difensiva alta, il centrocampo milanista, con tutti gli uomini apparentemente in scarsa condizione atletica, non ha tempo di costruire. Ci si affida a palle lunghe che trovano sistematicamente Robinho e Ibrahimovic in fuorigioco. Con il centrocampo in difficoltà, il Milan rincula indietro nella propria metà campo e la difesa sotto pressione sarà la costante di tutta la gara. ROMA LEGGERA – È la Roma che fa gioco, soprattutto sul versante destro, dove Zambrotta e Nocerino faticano a contenere. Il Milan si difende con ordine scarso ma sufficiente a contrastare il peso specifico poco elevato del reparto offensivo giallorosso. Burdisso al 7’ ci prova di testa su corner, ma la palla si spegne sul fondo abbondantemente a lato del palo della porta di Abbiati. BOA SI SVEGLIA – La linea difensiva rossonera pare poco concentrata e al 10’ Van Bommel deve spazzare in fallo laterale una palla pericolosa in area di Cassetti, incuneatosi a destra sul versante di Zambrotta e tenuto in gioco da un errore di Abate. Al 17’ Boateng, che fino ad ora ha dormicchiato, decide di accelerare e serve Aquilani a destra. L’ex di turno crossa per Ibrahimovic che anticipa il difensore e incorna perentorio a fil di palo la rete del vantaggio rossonero (0-1). BOTTA E RISPOSTA – La Roma riprende a spingere ed al 28’ guadagna il quarto corner. Burdisso, appostato al centro dell’area rossonera, sovrasta col fisico Zambrotta e devia indisturbato di testa la palla del pari alle spalle dell’incolpevole Abbiati (1-1). Ma la gioia dei tifosi romanisti dura ben poco. Al 30’ Robinho batte un corner. La difesa giallorossa non sembra molto organizzata. Nesta se ne accorge e ne approfitta, saltando solo soletto in area a girare di testa in porta il pallone del nuovo vantaggio (1-2). Cassetti, che si è completamente scordato di controllare l’ex laziale, si dispera. La reazione romanista c’è ma è poco incisiva. Ci prova Pjanic al 32’ su calcio di punizione (giallo a Van Bommel) da trenta metri, che sorprende Abbiati ma sfiora soltanto il palo. Tenta Pizarro accentrandosi da sinistra al limite dell’area, ma il suo destro è bloccato in due tempi dall’estremo difensore rossonero. Il Milan pare ridestarsi nei minuti finali della frazione. IBRA SPRECA – Ibrahimovic riceve palla su rimpallo al 38’, ma Juan lo chiude in angolo. Si fa male il giovane Borini e Luis Enrique manda in campo Bojan Krkic. Al 40’ Boateng, memore della tripletta di Lecce, prova dai venticinque metri su invito di Robinho, ma il tiro è solo un lontano parente delle splendide conclusioni di Via del Mare. Pjanic ci riprova dalla lunga distanza al 45’, ma la palla è di poco alta. L’ultima occasione della prima frazione è ancora di Ibrahimovic, che appare di nuovo meno lucido del solito. Lo svedese entra in area palla al piede ma concede a Burdisso il tempo di recuperare posizione e di rimpallargli il tiro. SUPER ABBIATI – La Roma inizia la seconda frazione determinata a trovare il pari. L’irruenza di Gago, che trova al 6’ il giallo su Nocerino ne è la prova. Nocerino ci casca e, restituendo il fallo allo stesso Gago, lo raggiunge nella lista degli ammoniti. All’11’ è un miracolo di Abbiati a salvare il risultato. Bojan riceve da Osvaldo una palla filtrante che lo libera davanti al solo Abbiati. Il portiere legge bene l’azione e riesce in uscita, con l’aiuto successivo di Nesta in scivolata, a evitare la seconda marcatura giallorossa. Abbiati al 13’ si deve ripetere, volando a deviare in corner una punizione dai trenta metri di Pjanic. La pressione della Roma è costante: sugli sviluppi del sesto corner per la Roma, è ancora bravo Burdisso a colpire di testa verso la porta rossonera, ma trova pronto ancora Abbiati alla deviazione in angolo. Tocca a Lamela (esce Gago) al 18’ provare a cambiare le sorti dell’incontro: Luis Enrique lo piazza in attacco, arretrando a centro campo Pjanic. È il 20’ e il Milan prova ad organizzare una sortita: Boateng appoggia ad Aquilani, che cerca con un traversone Ibrahimovic, libero a sinistra, ma l’ex romanista, impreciso in molte occasioni questa sera, sbaglia la misura. Boateng chiede il cambio per una contusione rimediata in area rossonera. Allegri manda in campo Emanuelson, mentre Boateng, ormai seduto in panchina, si guadagna un rosso diretto per insulti al guardialinee. Al 25’ Aquilani riceve al limite dell’area e cerca di piazzare la sfera, ma Stekelenburg blocca senza fatica. Ma tocca ancora ad Abbiati salvare il risultato al 28’ quando su calcio d’angolo Osvaldo, appostato al limite dell’area piccola, colpisce a botta sicura. Il portierone, che sembra tanto sicuro tra i pali quanto titubante in uscita, riesce d’istinto a salvare in corner. DENTRO CASSANO – Allegri vuole provare a difendere il vantaggio. Quale migliore difesa se non l’attacco, medita il toscano, spedendo in campo Cassano per il poco brillante Robinho di questa sera al 29’. Cassano prova al 32’ a dare ragione al tecnico: da sinistra entra in area saltando con un fantastico doppio dribbling un paio di difensori, ma il suo destro a girare non gira e la conclusione si spegne sul fondo. Gli ingressi in campo di Emanuelson e del barese hanno rivitalizzato la trequarti rossonera: è proprio l’olandese a servire con precisione Fantantonio lanciato sulla sinistra, che penetra in area e costringe Cassetti a chiudere in corner. Cassano, lasciato completamente solo a sinistra a due passi dalla rete giallorossa, riceve la sfera dall’angolo e serve Aquilani sul versante opposto. Il romano vede Ibrahimovic e pennella una traiettoria del cross per la testa dello svedese che di nuovo si avvita per realizzare la seconda rete personale (1-3). Cassano, che continua a spaziare su tutto il fronte d’attacco, non da riferimenti ai difensori giallorossi ed è un costante innesco per le sortite rossonere. Sempre largo e smarcato, è una boa luminosa nel mare in tempesta della magra serata della formazione milanese: i compagni lo servono e lui detta l’azione. È suo l’assist a Nocerino al 42’: Fantantonio riceve un passaggio filtrante di Ibrahimovic, si allarga e serve sui piedi di Nocerino la palla della quarta rete. Nocerino, distrutto dalla fatica, conclude inspiegabilmente a lato col piatto destro da 20 centimetri dalla linea di porta di Stekelenburg. LA ROMA ACCORCIA – Poco male, si pensa in panchina ed in campo, ormai è finita. In realtà, la Roma trova la seconda rete un minuto dopo, al 43’, quando un destro potente di Lamela dal limite costringe Abbiati alla respinta corta. La difesa dorme, questa volta sono proprio Thiago Silva e Nesta a riposare, mentre Bojan riprende lesto la respinta e insacca (2-3). Allegri, che è forse innervosito per gli errori difensivi, protesta al 45’ e viene invitato a lasciare il rettangolo di gioco. Tocca a Tassotti guidare la squadra per gli ultimi lunghi quattro minuti di recupero. Ma, a parte un intervento in uscita rocambolesco di Abbiati, non c’è più tempo per fare altro. Il Milan porta a casa tre punti, in un modo o nell’altro, e questa è forse l’unica nota positiva della serata. Non è più un mistero. Quello che era stato il reparto difensivo meno perforato della scorsa stagione è oggi un colabrodo. Forse solo la pochezza del fronte d’attacco romanista, con Luis Enrique che rinuncia a una punta di peso come Borriello sistematicamente seduto in panchina, non ha causato ulteriori danni. Dall’altro lato, in attacco, una grande mano è giunta dalla difesa a maglie larghe della Roma, che su tutte le reti rossonere è colpevole di aver lasciato saltare indisturbati Ibrahimovic e Nesta. Il Milan è sembrato affaticato. La squadra, che fa del possesso palla una delle sue armi vincenti, è stata soverchiata dalla Roma, che ha tenuto la sfera tra i piedi per il 56% della gara. È probabile che la causa principale della prestazione indubbiamente poco brillante dei rossoneri, che hanno giocato a sprazzi e quasi sempre su spunti individuali, sia la scarsa condizione dei centrocampisti, per il poco riposo che i turni e gli infortuni concedono loro. Aquilani è apparso il più fresco, mentre Van Bommel è risultato più legnoso del solito, sopperendo alla scarsa condizione con l’esperienza. Nocerino ha terminato la gara stremato, ed è stato necessaria la sostituituzione al 42’ con Ambrosini. Il reparto è alle corde. È necessario recuperare al più presto gli altri atleti a disposizione per un sano turnover, poiché non sempre l’allenatore avversario è pronto a concedere favori. RIPRODUZIONE RISERVATA.
Allegri: “Contro la Roma sarà sfida scudetto”
CARNAGO. Oggi a Milanello, giorno di vigilia di Roma-Milan, ha parlato il mister Massimiliano Allegri. Di seguito le principali dichiarazioni raccolte in sala stampa. “Domani sarà una partita tutt’altro che semplice. La Roma gioca molto bene, ha fatto un’ottima partita mercoledì e ha perso immeritatamente. Giocarci contro è molto difficile, bisogna fare una grande prestazione sia sul piano tecnico che su quello dinamico. Domani c’è la disponibilità da parte di tutti. E’ una partita che vale lo scudetto, è uno scontro diretto. E’ necessario giocarla in modo dinamico e portare a casa un risultato positivo, perché mancano due partite di campionato alla sosta e per noi è impossibile arrivarci senza essere agganciati alla vetta della classifica. Domani ci sono tre punti in palio e dobbiamo fare una partita che ci consenta di dare seguito alle tre vittorie consecutive. Dobbiamo arrivare alla sosta nella migliore situazione possibile in classifica, anche perché siamo partiti in ritardo. La Roma ha fatto un ottimo mercato e sta facendo un passaggio generazionale, ha fatto acquisti giovani di grande qualità tecnica. Luis Enrique sta trasmettendo grandi idee. I giocatori stanno quasi tutti bene. Domani dovrebbe rientrare Van Bommel al posto di Ambrosini. Ho un dubbio tra Robinho e Cassano. Antonini resterà fuori pe il problema alla caviglia. Rientrerà invece Nesta. Dovrò sciogliere un dubbio tra Taiwo e Zambrotta. Abbiati sta facendo molto bene. Abbiamo preso 8 gol in tre partite, ma nelle ultime siamo migliorati non abbiamo preso gol in quattro partite. Credo che siamo sulla buona strada, perché bisogna andare a eliminare errori in fase difensiva e quando stiamo costruendo l’azione, anche se in parte lo abbiamo fatto, non c’è dubbio che per vincere lo scudetto bisogna avere la prima o la seconda difesa più forte del campionato. Non è che con il Parma siamo entrati con un approccio sbagliato, ma per la prima mezzora non abbiamo creato situazioni pericolose. Dopo l’1 a 0 è tutto cambiato. Domani sappiamo che sarà tutta un’altra partita, uno scontro diretto e va giocata nel migliore dei modi. Antonio Cassano ha fatto benissimo fin qui. E’ in una buona condizione fisica. Sta disputando la miglior stagione della sua carriera per instensità atletica e tecnica. Si è messo a disposizione della squadra, si è messo in discussione e questo è importante. C’è solo da rimanere tranquilli, lavorare e continuare in questo modo. Robinho negli ultimi due tre giorni sta molto meglio. Domani mattina deciderò se schierarlo dal primo minuto. Mexes ha una piccola fratturina alla mano, dopo la botta subita nell’allenamento di ieri. Dovrà stare fuori 7 giorni circa. Seedorf ieri ha fatto un buon allenamento, ma essendo stato fuori 25 giorni, mi sembrava poco un solo allenamento per convocarlo. Aquilani con il Parma ha fatto una buona partita. E’ andato vicino due volte al gol, ha dato ordine. Ambrosini ha disputato una buona partita e credo che piano piano stia crescendo di condizione. Van Bommel aveva bisogna di recuperare. Sono due buoni giocatori, affidabili tutti e due, ma giocano nello stesso ruolo, se gioca uno sta fuori l’altro. Al Milan devono restare tutti, perché il Campionato è lungo e avrò bisogno di tutti. Nell’ultima settimana ho visto meglio Inzaghi. Se non è convocato è solo perché ritengo che gli altri siano più avanti di lui come condizione. Con Pippo non ci sono problemi. Io dal Milan non mando via nessuno, per me Pippo rimane e sarà utile nel proseguo del campionato. Credo che portare Inzaghi in ritiro per poi lasciarlo in tribuna sia un po’ una mancanza di rispetto. Io faccio tutte le scelte per il bene del Milan, perchè alla fine quel che conta è il Milan indipendentemente da Allegri e dai singoli giocatori. Dobbiamo fare qualche punto in più. Abbiamo vinto con le piccole, è positivo, è un dato molto importante, certo nel girone di ritorno dovremo fare meglio negli scontri diretti. Quello che conta è domani: bisogna fare un risultato positivo, perché per noi sarebbe importante. Francesco Totti è un grande campione, inventa sempre qualcosa sia con palla in movimento che da fermo. E’ un punto di riferimento per la squadra e quindi è sempre un pericolo per gli avversari, e quando giocano contro di noi meno campioni ci sono in campo meglio è”. Ufficio Stampa A.C.Milan RIPRODUZIONE RISERVATA.
Boateng Vs De Rossi, chi dei due principi può diventare re?
MILANO. Kevin Prince Boateng contro Daniele De Rossi. Il milanista un miscuglio di potenza fisica, dinamismo e pazzia, il romanista intelligenza e forza in mezzo al campo. I due se fossero compagni di squadra potrebbero essere una coppia formidabile di centrocampo. Uno di fronte all’altro per decidere chi è il migliore. Il Boa, per metà tedesco e per l’altra ghanese, emigra in Inghilterra per cercare fortuna calcistica e si consacra in Italia al Milan. L’altro romano al 100% e soprattutto tifoso romanista. Nella sua città e nella sua squadra del cuore si consacra diventando l’idolo dell’Olimpico giallorosso. Continuando con il nostro gioco analizziamo i due campioni e cerchiamo il vincitore, chi fra i due centrocampisti il migliore? Kevin Prince Boateng Tiro 8 Piede dx 7,5 Piede sx 7 Inserimento 9 Potenza 8,5 Velocità 7 Passaggio 6,5 Colpo di testa 7 Punizioni 5,5 Rigori 6 Continuità 7 Carisma 9 Grinta 9 Daniele De Rossi Tiro 8 Piede dx 8 Piede sx 7 Inserimento 8 Potenza 8 Velocità 7 Passaggio 8 Colpo di testa 7,5 Punizioni 7,5 Rigori 7 Continuità 8 Carisma 8 Grinta 8 TOTALE BOATENG 97 TOTALE DE ROSSI 100 RIPRODUZIONE RISERVATA.
Nocerino superstar, Milan a un passo dalla vetta
MILANO. «L’importante era vincere e dare continuità ai risultati – esordisce Massimo Allegri -. La classifica si sta allungando e per noi che siamo partiti in ritardo è importante rimanere lì nelle prime posizioni». Non ha l’aria di chi ha stravinto il tecnico del Milan che fa le pulci ai suoi nonostante i 4 gol segnati al Parma: eroe di serata Nocerino che firma la sua prima tripletta in carriera. «Abbiamo fatto una buona partita – continua Allegri -, ma in certe situazioni dobbiamo fare meglio, stiamo concedendo ancora troppo e all’inizio siamo stati molli. Sabato c’è la Roma e non possiamo permetterci di fare prestazioni così». I rossoneri hanno trovato la terza vittoria consecutiva in campionato e restano a -2 dalla Juve capolista, anche se per Allegri la cosa più importante sembra sia infondere cattiveria agonistica alla sua squadra. «Abbiamo ancora dei cali di tensione – aggiunge il mister milanista -. Dobbiamo tenere sempre alta la concentrazione perchè altrimenti poi ci complichiamo la vita com’è successo a Lecce». Non sta nella pelle l’ex Palermo, la tripletta gli vale il pallone del match e il titolo meritato di miglior marcatore del Milan con 4 reti all’attivo. «Non riesco ancora a rendermi conto di quanto è successo – dice a fine match Nocerino -. Io di solito di gol ne faccio 3 all’anno». Gioia a a parte, Nocerino fa eco ad Allegri per quanto riguarda gli obiettivi a breve termine del Diavolo. «L’importante per noi è essere concreti e dare continuità per arrivare quanto prima lassù – termina Nocerino -. Quando poi ci sarà anche il bel Milan sarà tutto di guadagnato». NOCERINO E L’INCONTRO. Dopo i tre gol in 18′ con cui Boateng ha salvato il Milan a Lecce, ecco la tripletta di Nocerino, che con due reti in centoventi secondi manda ko il Parma e nel finale, dopo la solita rete di potenza di Ibrahimovic e un lampo di Giovinco, sigilla il 4-1 portandosi a casa il pallone della partita. Così i rossoneri escono dal turno infrasettimanale a soli due punti dalla vetta. L’affare delle ultime ore di mercato si rivela sempre più prezioso, perchè Nocerino interpreta bene il ruolo di mezzala sinistra, è bravo negli inserimenti e a conti fatti è il miglior cannoniere (4 centri) di Allegri in campionato. Un gol di rapina con la complicità della difesa del Parma al 30′, una prodezza balistica da fuori area al 32′, e un’incornata di testa su perfetto assist di Cassano al penultimo minuto: giusto per replicare a chi dubita del suo bagaglio tecnico. Il suo impatto è ormai lampante. Come contro il Palermo Nocerino sblocca una partita in cui il Milan domina ma spesso si infrange su Mirante. Quando al 28′ della ripresa Ibrahimovic brucia in velocità Felstcher e segna il 3-0 i conti sono già chiusi da un pezzo e non li riapre (al 38′ della ripresa) il 6/o gol in campionato di Giovinco, meritato dopo una gara passata a predicare nel deserto. Con il minimo sforzo di squadra, è servita la terza vittoria di fila che Allegri voleva per preparare al meglio la trasferta di sabato contro la Roma. Al prossimo turno, e alla sfida con il Cesena, era già proiettato il Parma, e forse per questo Colomba ha lasciato a riposo il diffidato Lucarelli, lanciando al centro della difesa lo svizzero Feltscher, classe 1990, all’esordio in stagione, così come l’ex interista Nwankwo, preferito a Galloppa a centrocampo. Troppo leggero l’attacco con Valdes e Giovinco. Con i palloni recuperati da Valiani, in un paio di occasioni il Parma è anche pericoloso, ma prima Modesto perde l’equilibrio sprecando una ripartenza che sorprende la difesa rossonera, poi Zaccardo non approfitta di un’uscita a vuoto di Abbiati. La formazione è completamente diversa da quella del primo tempo di Lecce, ma il Milan non è molto più reattivo. E uno svogliato Ibrahimovic fa poco per imporsi sull’inesperienza di Feltscher. Fra tanti ‘vacanzierì, emerge Nocerino, che in due minuti spacca la partita. Il Milan non accelera, ma non è necessario perchè nella ripresa il Parma è ancora meno battagliero, e costringe Mirante a superarsi tre volte, due su Aquilani e poi su un colpo ravvicinato di Cassano. Colomba inserisce Biabiany per Valiani, e poi Pellè per Modesto, ma appena si sbilancia viene punito da Ibrahimovic. C’è tempo per il lampo di Giovinco e il tris di Nocerino, che reclama anche per un rigore. Ma per questa volta può accontentarsi. NOCERINO: “TRE GOL LI FACCIO IN UN ANNO” Il suo primo gol rossonero non se lo era goduto appieno perchè era arrivato contro la sua ex squadra, il Palermo. Così oggi Antonio Nocerino ha pensato bene di farne tre di fila al Parma, raccogliendo l’ovazione di San Siro e portandosi a casa il pallone, premio per chi segna una tripletta. «Chapeau!», urla lo speaker dello stadio. «Tre reti di solito le faccio in un anno», dice scherzando (ma non troppo) lui, capocannoniere inaspettato in una squadra che in attacco ha gente come Ibrahimovic e Cassano. «Non mi rendo ancora conto di quello che è successo, fare una tripletta è strano per me – aggiunge Nocerino – sono capocannoniere nel Milan ma è momentaneo. Ciò che ci importa è essere in vetta alla sosta, poi arriverà il bel gioco». Un affare, Nocerino al Milan, come conferma l’ad rossonero Adriano Galliani: «Non immaginavo che il Palermo mettesse in vendita Nocerino. È stato un colpo di fortuna, chi è su piazza fa i colpi, non chi è in vacanza. Chi dorme non piglia Nocerino…». Sul rinnovo del contratto di Allegri, invece, Galliani è molto meno loquace: «Non parlerò mai di contratti, quando vengono fatti li comunichiamo». Il diretto interessato non ne fa un dramma: «Ho parlato con Galliani – dice Allegri – e siamo tranquillamente d’accordo su tutto. È un buono stimolo, ne riparleremo più avanti, a giugno, non c’è fretta». Stasera il Milan «è partito moscio, ma quando i ragazzi si mettono a giocare come devono e com’è nelle loro possibilità è difficile non creare occasioni». Franco Colomba, tecnico del Parma, non può che certificare una partita andata male: «Non siamo scesi in campo rassegnati però dopo il primo gol abbiamo preso dei rischi ed è difficile difendersi contro di loro». GALLIANI ESALTA NOCERINO È stato l’ultimo acquisto della scorsa estate e ora, dopo la tripletta di Antonio Nocerino contro il Parma, Adriano Galliani sorride soddisfatto pensando a quando ha firmato il contratto per comprare il centrocampista dal Palermo mezz’ora prima della chiusura del mercato. «La trattativa è cominciata alle 13.30 dell’ultimo giorno e abbiamo firmato alle 18.25. Sono le cose belle del mercato – ha osservato Galliani ai microfoni di Milan Channel – È stato un colpo di fortuna: chi è su piazza fa i colpi, non chi è in vacanza. Chi dorme non piglia Nocerino… Dal primo minuto oggi si è visto che Nocerino correva come un treno: chi più corre più fa. Lui è un giocatore che corre 11-12 chilometri in una partita, e sa inserirsi molto bene». Archiviato il Parma, Galliani pensa già alla sfida di sabato con la Roma. «È uno scontro diretto fra due candidate allo scudetto, sarà difficilissima, anche perchè come la Juventus la Roma ha il vantaggio di non fare le coppe. Sapevamo – ha continuato l’ad rossonero – che con un filottino di vittorie saremmo passati dalla parte bassa della classifica alle prime posizioni. Adesso si riapre il campionato, con le difficoltà di sempre. Bisogna stare calmi nel calcio, può succedere di perdere della partite, ma abbiamo un organico che può competere per lo scudetto». Infine Galliani ha preferito glissare sul presunto ritocco del contratto dell’allenatore Massimiliano Allegri: «Non parlo mai di contratti, quando vengono firmati li comunichiamo». Gianmaria Lucca – Leggo RIPRODUZIONE RISERVATA.
Sic…transit gloria mundi
MILANO. Cari Fratelli Rossoneri, La Signora con la falce ha voluto per se la vita di un ragazzo di 24 anni di professione motociclista di nome Marco, Marco Simoncelli. Ne scrivo perchè, pur non avendo mai avuto la fortuna di conoscerlo, mi pare di aver perso un amico; una di quelle persone a cui telefoni quando sei giù e hai bisogno di sorridere, con le quali vai a bere una birra per passare una serata serena, vera e senza formalità. Quell’aspetto davvero inusuale: un pennellone secco, secco con una capigliatura esplosiva fatta da un’enorme sfera di capelli ricci, un bel naso importante, un’espressione stralunata da chi si è appena alzato dal letto, una voce da cartone animato e uno sguardo buono, pulito, un poco timido ma con una luce brillante negli occhi. Occhi che diventavano di brace quando saliva su quel bolide a due ruote, mani come tenaglie che domavano motori con 250 cavalli di potenza, grinta da vendere e la vittoria come unico traguardo possibile. Un’irruenza, a volte eccessiva, che stava limando piano, piano trasformandola in classe pura che l’avrebbe sicuramente portato sul quel gradino più alto del podio, quel metro quadrato che tanto aveva agognato. Il destino bastardo se l’è portato via in modo talmente beffardo da non sembrare vero, il suo cavallo d’acciaio impazzito traccia una traettoria che sfida le leggi della fisica e il corpo del povero Marco in completa balia del fato viene travolto da Colin Edwards e, come solo Shakespeare avrebbe potuto immaginare, riceve il colpo di grazia dal suo più grande amico di pista: Valentino Rossi. Il corpo inerme scivola sull’asfalto ed il casco rotola come una pietra lanciata distrattamente, poi un silenzio assordante che sa già di condanna. Nei box il volto stravolto e piangente di Vale e, fuori dalla clinica, il dolore più potente e profondo che possa provare un genitore scolpisce impietosamente il volto del padre. Ammetto senza vergogna alcuna di non aver trattenuto le lacrime. Certo chi gareggia su di una moto che viaggia a più di300 km/hsa che la morte gli siede accanto ad ogni prova, ad ogni giro, ad ogni gara ma i piloti sono gli eletti, coloro i quali osano sfidare gli dei; per farlo occorre un coraggio e capacità quasi inumane, doti che spesso noi “normali” diamo per scontate, ma che non lo sono affatto. Il Sic se n’è andato troppo presto, gli rimanevano ancora tante gare, tante sportellate e, ne sono sicuro tante vittorie…ha avuto la fortuna di rendere la sua più grande passione un lavoro e ci ha lasciati facendo la cosa che più preferiva, (“gnocca” a parte, immagino). Ogni volta che vedevo apparire Marco sul teleschermo riusciva a donarmi un sorriso, come si fa a non volere bene ad uno così…nella mia mente rimarrà sempre l’immagine di una persona solare, gioviale, buona, sorridente, scanzonata. Un bel ragazzone sano, semplice, dotato di una naturale simpatia, una vera rarità in questo mondo pieno zeppo di esseri meschini. Un leone col cuore d’oro e milanista….ciao Marco fai buon viaggio. Da sempre e per sempre Forza SIC!!!! RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il top e il flop della settimana: SuperBoa, Ambrosini irriconoscibile
MILANO. IL TOP: BOATENG. Chiedo scusa fin da subito ad Antonio Nocerino, che con la sua tripletta al Parma avrebbe meritato di essere il protagonista di questa rubrica, anche perchè forse non gli capiterà più di segnare tre gol in una volta sola, ma è chiaro che il tris di Boateng a Lecce ha avuto un peso specifico diverso sulla partita (che il Milan stava clamorosamante perdendo 0-3) e, forse, sull’intero campionato dei rossoneri, perchè la furiosa rimonta al Via del Mare, potrebbe essere la vera svolta in positivo dopo un avvio di stagione tribolato. Kevin Prince ha cominciato la partita di Lecce in panchina, solo perchè alla vigilia era in dubbio per problemi fisici e non certo per altre motivazioni fantasiose sulle quali molti si sono sbizzarriti. Stare in panchina non piace e nessuno, figurarsi ad un tipo focoso come Boateng e, quando Allegri lo ha mandato in campo al poso dell’impalpabile Robinho, il ghanese ha scaricato in campo tutta la sua rabbia nel modo più positivo possibile, dimostrando che il tatuaggio che ha sulla mano sinistra (Believe, credici) non è solo una scritta ma una filosofia di vita. Lui ha creduto in ciò che sembrava impossibile e ha cominciato a scagliare verso la porta del Lecce ogni pallone che gli capitava fra i piedi, perchè con tre gol da recuperare bisognava fare in fretta ed essere terribilmente concreti; con i primi due ha preso le misure, il terzo è entrato, così come il quarto (meraviglioso) e il quinto (meno spettacolare ma importantissimo); tre gol in diciotto minuti, una media davvero impressionante, che ha consentito al Milan di rimontare e, forse, di scacciare definitivamente gli antichi fantasmi di Istanbul con una rimonta simile ma al contrario (cioè inflitta e non subita). Boateng ha dato lezioni di tiro ad una squadra che spesso fatica a scegliere il tiro dalla distanza come soluzione offensiva e ha dimostrato ancora una volta di essere un elemento fondamentale; tante volte, giocando con le prime tre lettere del suo cognome, lo abbiamo paragonato ad un serpente che stritola gli avversari, ma questa volta Boa può essere inteso come il galleggiante al quale il naufrago Milan si è aggrappato per non affondare dopo la tempesta leccese del primo tempo e che ha consentito alla navicella rossonera di riprendere la linea di galleggiamento e ricominciare la navigazione verso la vetta della classifica. Boateng è tornato da Lecce con il pallone della partita (regalato a chi segna una tripletta come succede in Inghilterra), il Milan con tre punti importantissimi, perchè una semplice vittoria a Lecce sarebbe stata normale amministrazione, mentre una rimonta epocale (mai era successo in 112 anni di storia del Milan) darà sicuramente entusiasmo ed euforia a tutto l’ambiente e, forse, è un segno del destino… IL FLOP: AMBROSINI. Se l’eroe di Lecce è stato Boateng, l’emblema del disastro rossonero del primo tempo è stato il capitano Ambrosini; schierato da Allegri al posto dell’acciaccato Aquilani, Ambro ha dimostrato subito di non essere nelle migliori condizioni di forma; ha faticato moltissimo, è stato travolto dall’onda anomala leccese e ha fatto pensare al popolo rossonero che l’allenatore avesse sbagliato formazione, proponendo un giocatore improponibile. Nell’intervallo Ambrosini è rimasto negli spogliatoi e al suo posto è entrato l’inizialmente escluso Aquilani; come sappiamo bene, il Milan si è trasformato e ha realizzato una rimonta storica, ma la sensazione è che la colpa non fosse tutta di Ambrosini ma di un blocco mentale che aveva paralizzato l’intera squadra, per uno di quei misteri del calcio difficile da spiegare. Forse se il capitano fosse tornato in campo nella ripresa si sarebbe riscattato come tutta la squadra, ma con i se e con i ma non si va da nessuna parte e la brutta figura di Ambrosini rimane, anche se non è il caso di infierire. Sicuramente non ha infierito Allegri, che lo ha riproposto prontamente titolare contro il Parma (questa volta al posto di Van Bommel), confidando nel riscatto del capitano che, però, c’è stato solo in parte; piazzato al centro, Ambro ha dovuto correre meno rispetto a quando è defilato sulle fasce, quindi non è andato in grande affanno, anche perchè il Parma era decisamente meno assatanato del Lecce del primo tempo di domenica, ma ha dimostrato di non essere brillante e di soffrire molto soprattutto se affrontato in velocità. Ambrosini è un guerriero, un gladiatore e se gli mancano forza e reattività va incontro a brutte figure; inoltre l’età avanza e ciò rende più complicato recuperare brillantezza dopo le soste forzate ai box per infortunio; Ambro è appena guarito da un fastidioso infortunio alla spalla e ci vuole pazienza prima di rivederlo al top, ma sono sicuro che presto lo rivedremo lottare da autentico condottiero e capitano, sperando che la sfortuna smetta di perseguitarlo sotto forma di infortuni, perchè lui è uno che non molla, ma la salute è importante per allenarsi bene, trovare condizione e brillantezza e dimostrare a tutti quelli che ora lo criticano (ingiustamente e impietosamente) che Ambrosini può ancora essere un pilastro di questo Milan. RIPRODUZIONE RISERVATA.
Lunga vita al “progetto Roma”
MILANO. Rispetto ai miei articoli precedenti, desidero cambiare leggermente la prospettiva di ciò che andrò a scrivere. Devo occuparmi della Roma, ma lo farò senza lente d’ingrandimento. Senza analizzare risultati e classifiche, senza scandagliare ogni reparto giallorosso per approfondire pregi e virtù del prossimo avversario del Milan. Desidero fare un articolo ad ampio respiro e allargare la visuale: più che della Roma intesa come “squadra”, parlerò della Roma intesa come “progetto”. Mi auguro con tutto il cuore che il progetto giallorosso sopravviva, per il bene del calcio italiano. Mi auguro che la scelta di puntare su un allenatore come Luis Enrique venga premiata dai risultati e dal consenso generale. Se un’idea di calcio così affascinante risultasse vincente, altre società potrebbero decidere di emulare i giallorossi. Al contrario, se l’ex tecnico del “Barcelona B” venisse bocciato dal campo e dalla critica, si radicherebbe ancor di più la convinzione che…no, in Italia non siamo fatti per i giovani e per il bel gioco. La filosofia di Luis Enrique nasce nella cantera blaugrana ma in questo primo scorcio di stagione si è impreziosita di un po’ di sano tatticismo italiano. A Genova i suoi ragazzi hanno perso all’ultimo respiro, ma per lunghi tratti sono stati padroni del campo, mostrando coraggio, intelligenza e trame raffinate. Nonostante la bruciante sconfitta, Luis Enrique si è presentato in mix zone per dire che era felicissimo della prestazione, che per la prima volta è davvero felice, che è convinto di aver imboccato la strada giusta. Parole che nei nostri ambienti calcistici suonano strane, dopo una sconfitta maturata all’ultimo minuto con un gol rocambolesco. Ma lui viene da un’altra cultura. Lui viene da una cultura in cui il gioco e il progetto prevalgono sui risultati, anche se poi sono i risultati a dare forma al progetto stesso. Con grandissima onestà, Luis Enrique sa ammettere meriti ed errori, gioie e delusioni, senza mai farsi condizionare dal punteggio scritto sul tabellone. Oltre che la filosofia calcistica e la disponibilità nei confronti dei media, c’è un altro aspetto di Luis Enrique che mi ha conquistato: il modo in cui tratta i giocatori. Abituato a gestire i giovani del Barcellona, ha saputo entrare in uno spogliatoio complicato come quello giallorosso con carisma e convinzione. Non ha avuto trattamenti preferenziali per Totti, Borriello o De Rossi. Non ha puntato subito ad occhi chiusi sui gioiellini Bojan, Lamela e Osvaldo. Ha saputo integrarli, amalgamarli, stuzzicarli e stimolarli. Ora remano tutti dalla stessa parte, vecchi e nuovi, promesse e campioni, talenti e gregari. Per questi tre motivi, auguro a mister Enrique una stagione importante e una luminosa carriera italiana. A partire dalla prossima settimana, naturalmente. Post Scriptum: Guardatevi questo video, ci sono molti insegnamenti. Di calcio e di giornalismo. http://www.youtube.com/watch?v=AOYeKTu1sTM RIPRODUZIONE RISERVATA.
Cassano Vs Giovinco, presente contro futuro della nazionale
MILANO. Antonio Cassano contro Sebastian Giovinco, presente contro futuro. Due grandi talenti della nazionale italiana. Il primo genio e sregolatezza il secondo colpi di classe e velocità. Il primo per tutti è Fantantonio, il secondo la formichina atomica. I due ragazzi sono la dimostrazione che il calcio italiano sa produrre ancora grandi talenti ma che bisogna avere il coraggio di farli giocare con continuità, non mandandoli in prestito in giro per l’Italia. Continuando con il nostro gioco analizziamo i due campioni e cerchiamo il vincitore, chi fra i due fantasisti il migliore? Antonio Cassano Tiro 8 Piede dx 8,5 Piede sx 7,5 Assist 9,5 Velocità 6 Dribbling 8,5 Fiuto del gol 7 Fantasia 9 Punizioni 7 Rigori 8 Tecnica 9 Potenzialità 9 Professionalità 6 Sebastian Giovinco Tiro 8 Piede dx 8,5 Piede sx 7 Assist 8 Velocità 7,5 Dribbling 8 Fiuto del gol 8 Fantasia 8 Punizioni 8 Rigori 8 Tecnica 9 Potenzialità 8 Professionalità 8 TOTALE CASSANO 103 TOTALE GIOVINCO 104 RIPRODUZIONE RISERVATA.
Allegri: “Se giochiamo meglio torneremo favoriti”
CARNAGO. Vigilia di campionato in casa Milan: domani i rossoneri affronteranno a San Siro i gialloblu del Parma. Il match è stato presentato oggi a Milanello dal tecnico Massimiliano Allegri. Di seguito le dichiarazioni raccolte in sala stampa. Su Lecce-Milan : “L’importante è vincere. Alla lunga dobbiamo prendere meno gol, ma per fortuna abbiamo concentrato i gol subiti in tre partite. Il calcio è strano perché ad esempio due domeniche fa in campionato c’erano stati cinque 0-0 e la domenica dopo ci sono stati 15 gol in tre partite. Con il Lecce è finita bene e abbiamo anche meritato alla fine. Nonostante il nostro brutto primo tempo il Lecce ha disputato un ottimo primo tempo. Dobbiamo tornare a prendere meno gol possibili e dobbiamo giocare meglio tecnicamente. Nel primo tempo abbiamo sbagliato molto, ci perdevamo nella trequarti ed eravamo molto lontani tra i vari reparti. Quando ho detto che rifarei le scelte era perché ho deciso di mandare in campo quella formazione che era un’ottima formazione, sapendo che Ambrosini non era nelle migliori condizioni e doveva giocare in un ruolo che ha più difficoltà a fare. Non credevo che nel primo tempo avremmo perso 3-0, ma pensavo già di fare dei cambi che ho dovuto anticipare perché perdevamo 3-0. Se avessimo perso 3-0 con in campo dei giocatori con le caratteristiche per cambiare la partita forse non saremmo più riusciti a recuperare. All’intervallo nello spogliatoio ho detto che quello che era stato fatto era da mettere da parte, che avevamo 50 minuti da giocare al massimo e che potevamo riprendere questa partita perché era nelle potenzialità del Milan. L’aspetto psicologico poi poteva dare la svolta alla partita se avessimo segnato subito; la squadra ha giocato con la giusta cattiveria e il giusto coraggio. Queste partite servono per esaltarsi a volte, per dare il colpo di coda, se poi le cose finiscono bene può essere molto positivo. Quando sono andato nello spogliatoio potevo fare due cose: o rovesciare lo spogliatoio o tranquillizzare il gruppo. Ho scelto la seconda e la squadra ha risposto bene perchè hanno tutti grandi qualità morali e tecniche. Con i ragazzi ho un buon rapporto, c’è molto rispetto e abbiamo un obiettivo importante: riconfermarci e tornare ad essere i favoriti per il campionato. Mercoledì scorso abbiamo giocato in notturna, poi ci siamo allenati due giorni dove abbiamo fatto venire i ragazzi presto e forse abbiamo recuperato poco e male gli sforzi di Coppa. Domenica a Lecce abbiamo dato dimostrazione di poter fare gol in qualunque momento anche nel primo tempo e quindi le premesse per recuperare la partita c’erano e i ragazzi l’hanno fatto nel migliore dei modi.” Sull’impegno di domani : “Sicuramente abbiamo dato un segnale di grande forza, ma dobbiamo evitare di ricadere in queste situazioni perché recuperare è sempre più dispendioso dal punto di vista fisico. Domani la partita sarà difficile: loro stanno bene, hanno un Giovinco che sta facendo bene, presseranno molto e ci metteranno in difficoltà. Sarà difficile e 72 ore dopo avremo un’altra partita importante contro la Roma quindi contro il Parma dobbiamo essere bravi da subito per no rischiare di disperdere troppe energie. Loro hanno giocato una buona partita contro il Genoa, domenica hanno perso immeritatamente, hanno fatto benissimo a Napoli, l’unica brutta partita che hanno giocato è stata la prima con la Juventus, ma sono certamente in crescita anche se domenica hanno perso.” Sul momento della squadra : “Thiago Silva oggi lavorerà con la squadra e ci sono buonissime possibilità che sia della partita. Per Nesta valuterò dopo. Sicuramente giocherà uno tra Robinho e Cassano e ci sono buone possibilità che darò un turno di riposo a Van Bommel. Se non gioca Van Bommel giocherà Ambrosini che domenica ha fatto tecnicamente un buon primo tempo, ma eravamo lunghi ed è normale che il centrocampo ne abbia sofferto. Col Palermo Cassano Ibra e Robinho sono stati molto bravi ed anche l’anno scorso hanno fatto bene, domenica nel primo tempo siamo stati tragici tecnicamente, concedendo tanto agli avversari, allungando i reparti, non siamo stati bravi, ma se giochiamo bene tecnicamente diventa tutto più facile. Cassano aveva bisogno di tempo per inserirsi: l’anno scorso è arrivato a Gennaio ed ha fatto 4 mesi dove è stato determinate, con quattro gol e otto assist. Quest’anno ha lavoarto da subito con la squadra e si è messo a disposizione del Milan perché oltre alle qualità tecniche che sono innegabili, a livello fisico corre e si mette a disposizione della squadra. Lo sta facendo nel migliore dei modi; questo per Cassano è un anno importante e credo che anche lui si sia stancato di sentir parlare di lui anche per una questione di orgoglio personale. Amelia ha riportato una lussazione al dito. Pato sta decisamente bene: l’obiettivo è di farlo rientrare dopo la sosta per evitare il rischio di ricadute.” SULLA SUA CANDIDATURA AL PALLONE D’ORO ALLENATORI: “Rispetto agli allenatori candidati io ho fatto il minimo fino ad ora. Essere in questo gruppo di cinque allenatori è un onore e devo ringraziare chi mi ha permesso di arrivare fino a qui. Ora però devo solo pensare a raggiungere la vetta del campionato e in questo mese importante dobbiamo anche chiudere il discorso qualificazione in Champions League, per poi giocarci il primo posto con il Barcellona.” RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ciao Marco
MILANO. La notizia che non vorresti mai sentire nella domenica in cui il Milan si gioca una buona fetta di credibilità del campionato e, al termine di una partita incredibile, porta a casa i tre punti utili per rimanere attaccati alla lotta scudetto in attesa di assestare l’allungo vincente. Con Ibra in campo, anche se è stato Boateng l’artefice di questa folle giornata, lo scudetto non è più una chimera. Ma un pensiero oggi va al tifoso, a chi ha condiviso anche le gioie recenti delle nostre vittorie, un tifoso simpatico, scavezzacollo, con quella fascina in testa che ricordava tanto il Ruud Gullit di metà degli anni ottanta. Un tifoso e uno sportivo, Marco Simoncelli, campione delle due ruote caduto su quel campo di Sepang che lo aveva laureato re della 250 non più tardi di tre anni fa. Una gomma che si appoggia sull’asfalto, una deviazione pericolosa di traiettoria, l’impatto fatale con i colleghi e il suo corpo esanime che rimane lì sull’asfalto, quasi come fosse paralizzato, una vita che si spegne, un grande dolore. Era tifoso rossonero il campione romagnolo e forse la squadra lo ha voluto celebrare con una partita pazza come sarebbe piaciuta a lui. Sotto di tre goal ha realizzato un impresa rimontando e dando carattere come solo lui avrebbe saputo fare. Ci piace pensare che ci sia una nesso e un collegamento a tutto ciò e che nulla sia capitato a caso. Un tributo dovuto e un ricordo per quel suo grande sorriso e quell’accento tipico del ragazzo della porta accanto che faceva tanto Arrigo Sacchi. Ciao SuperSic, con il tuo sorriso e la tua voglia di vivere hai dato gioia e simpatia a tanti milanisti. RIPRODUZIONE RISERVATA.
Le pagelle di Lecce: Furia Boateng (voto 9), Ambro irriconoscibile (voto 4)
LE PAGELLE DI LECCE-MILAN. Boateng 9 – Solitamente, il 10 in pagella è un eccesso che difficilmente viene assegnato, anche perché, a conti fatti, la perfezione non esiste. Ebbene, ci accodiamo… Eppure, i quarantacinque minuti di K-P Boateng, meriterebbero anche la lode. Gol, pardon, bordate a parte, il ghanese si distingue per forza fisica e buona volontà, spaccando in due la partita con una verve che farebbe invidia al miglior All Black. Altro che trequartista: l’ex Portsmouth è una furia, ruolo non ancora protocollato in questo pazzo mondo del calcio, sempre in continua evoluzione. Una carica di agonismo mista a classe, un concentrato di potenza e qualità al sevizio di un Milan assuefatto, che, in soldoni, non può più farne a meno. Aquilani 6.5 – Nella vita ci vuole ordine… In campo ci vuole Aquilani. Uno squarcio di luce che apre le nubi del centrocampo rossonero, più che mai grigie al Via del Mare di Lecce. L’ex Juve mette giudizio in una squadra povera di idee, confusa e infelice. Impossibile, dunque, rinunciare alle sue geometrie in mezzo al campo. Non esplode come Boateng, questo è certo (difficile per chiunque eguagliare il super ghanese di ieri), ma la sua qualità consente ai rossoneri di ragionare, cancellando con un secco colpo di spugna tutte quelle paure che avevano condizionato e frenato la manovra di gioco nel primo tempo. Nocerino 6.5 – Partiamo dal minuto trentotto della ripresa e da quel lancio che pesca in area Cassano: poi la pennellata del barese, il gol di Yepes, bla bla bla, ecc… Storia ormai nota. Quel tocco, dicevamo, tanto preciso quanto intelligente, calciato da Nocerino. Ok, aveva ragione lui: non è come Gattuso. Ringhio ci perdoni ma difficilmente avrebbe estratto dal suo cilindro un’intuizione così. Che partita, quella del Noce, vivo e pimpante fin dal primo minuto, nonostante la mediocrità generale dei primi quarantacinque di gioco. Un giocatore adesso fondamentale per il diavolo, con il suo moto perpetuo, la sua voglia, il suo cuore. Ma guarda un po’: anche stavolta Galliani c’ha visto giusto! Ambrosini 4.5 – Mai visto un Ambrosini così. La condizione – non ancora brillantissima – avrà influenzato la prestazione del Capitano rossonero, totalmente irriconoscibile a Lecce. Mai in partita, senza mordente, praticamente spento: il biondo numero ventitré sembrava più l’Emanuelson di turno, con tutto il rispetto per l’olandese. Insomma, una situazione anomala, che avrà certamente confuso i sostenitori milanisti accorsi in Salento: è lui o non è lui? Certo che è lui… Da recuperare. Ancora fuori fase Abbiati, autore dell’ennesimo errore di questo suo incerto inizio di stagione. Positiva la prova di Abate, meno quella di Antonini. Yepes si fa perdonare con il gol vittoria l’errore del primo tempo, mentre Nesta, dopo un avvio stentato, sale in cattedra come al solito. Male van Bommel, deludenti i novanta minuti di Robinho e Ibrahimovic. Cassano, invece, si accende ad intermittenza ma risulta comunque decisivo. Ecco, nel dettaglio, tutti i voti dei rossoneri: Abbiati 5 , Abate 6 , Nesta 6 , Yepes 6 , Antonini 5.5 , Van Bommel 5 , Nocerino 6.5 , Ambrosini 4.5 (Aquilani 6.5 ), Robinho 5 (Boateng 9 ), Cassano 6.5 , Ibrahimovic 5.5 RIPRODUZIONE RISERVATA.
Lecce-Milan: Yepes firma il sorpasso
LA VIGNETTA DI CARLO TARANTINI. L’incontro dell’ottava giornata di andata disputato dai rossoneri al Via del mare di Lecce è senza dubbio paragonabile alla Divina Commedia di Dante Alighieri. E infatti a un primo tempo a dir poco infernale (Milan sotto di 3 reti) risponde una ripresa tutta in discesa che consente dapprima a Kevin Prince Boateng (subentrato a uno spento Robinho) di realizzare una tripletta e, nel finale, a incamerare addirittura i tre punti fissando il risultato sul 4-3 grazie a Yepes, il quale su un preciso cross proveniente da sinistra da parte di Cassano riesce a incocciare di testa e a condurre il diavolo in paradiso. RIPRODUZIONE RISERVATA.