LECCE. È un Milan da pazzi, passa a Lecce dopo essere stato sotto per 0-3. Letteralmente preso per mano da Prince Boateng (tre reti in 18′ nella ripresa, dopo essere subentrato a un inesistente Robinho) e Cassano, la squadra di Allegri rimedia ad un primo tempo disastroso e piazza infine il colpo del sorpasso con Yepes che insacca un assist delizioso del reuccio di Bari Vecchia. Allegri ringrazia il gigante ghanese che aveva lasciato inopinatamente in panchina, dopo l’ottima prova di Champions, e tira un sospiro di sollievo approfittando anche delle nefandezze del Lecce che in vantaggio di tre reti, a metà gara, pensava di aver già archiviato la partita. Di Francesco alla vigilia aveva chiesto ritmi alti e i suoi uomini lo hanno accontentato alla grande. Ma ciò è avvenuto solo per 45′. Al 4′ il Lecce è già in vantaggio. Giacomazzi anticipa tutti su punizione di Grossmuller e di testa infila Abbiati. Milan con le cartucce bagnate e Lecce che vola in contropiede. Il raddoppio al 30′. Sugli sviluppi di un angolo, anche perchè spinto da un paio di compagni, Abbiati si fa sfuggire la palla e non trova di meglio da fare che atterrare platealmente Corvia. Dal dischetto l’ex Oddo firma il 2-0. In campo c’è solo la squadra salentina che al 38′ scarica alle spalle di Abbiati il terzo pallone vincente. Grossmuller, approfittando anche di un rimpallo, firma il gol che sembra chiudere la partita. Ma solo per il Lecce. Allegri negli spogliatoi fa autocritica e rimpiazza Ambrosini con Aquilani ma soprattutto Robinho con ‘The Princè. Lo scopo è quello di trovare sbocchi nella manovra offensiva dove il solo Cassano aveva mostrato qualche idea mentre Ibra era stato il secondo assente del reparto, insieme con il brasiliano. E Boateng, che ha una furia da indiavolato e due marce in più di tutti, compagni e avversari, dopo quattro minuti dà il segnale della riscossa: forte conclusione su invito di Aquilani e l’incerto Benassi è battuto. La rimonta è possibile e al 10′ un altro tassello lo mette Cassano che serve Prince. Il ghanese scaraventa dal limite un bolide che Benassi può solo raccogliere dalla rete. 2-3, Milan avanti come un carrarmato e Lecce inesistente. Al 18′ l’agognato pareggio per i rossoneri: Boateng batte ancora Benassi da corta distanza. 3-3 ma non può finire in pareggio perchè i campioni d’Italia non si accontentano. Catturata la preda la vogliono divorare. Così avviene. Al 38′ la rimonta e il sorpasso sono serviti. Cassano pennella con dolcezza, come solo lui sa fare, un cross morbido per Yepes che con una testata vigorosa firma il 4-3 approfittando anche del disorientamento di tutta la difesa. Il Lecce non ha la forza di reagire, anche perchè nella ripresa non c’è mai stato, e il Milan porta a casa una vittoria ottenuta grazie alla determinazione e all’autocritica per essere riuscito in corsa a rimediare a scelte tecniche discutibili. Leggo RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Il top e il flop della settimana: Scossa Robinho, Cassano lezioso
MILANO. IL TOP: ROBINHO. Il Milan riparte di lancio dopo la sosta: due vittorie a San Siro, in campionato e coppa, dimostrano che Allegri ha ritrovato la “sua” squadra, anche perchè sono rientrati molti giocatori importanti e decisivi, fra i quali Robinho, folletto brasiliano, motorino inesauribile che con il suo dinamismo continuo dà un grosso contributo alla squadra. Il suo ritorno è stato come una scossa che ha rivitalizzato una squadra apparsa spesso lenta e prevedibile, ma la cosa più sorprendente è che gli effetti benefici non hanno riguardato solo l’attacco, ma tutta la squadra, difesa compresa, perchè una delle prime regole del calcio è che la fase difensiva comincia dall’attacco e in questo senso il Milan dispone di uno degli attaccanti migliori, capace di muoversi non solo in orizzontale sulla linea offensiva, ma in verticale fra i vari reparti e ciò consente di compattare la squadra e di avere un uomo in più in fase di copertura. Non è un caso che fra le prime note di cronaca che riguardano Robinho nella partita contro il Palermo ci sia un’ammonizione per un’entrata fallosa su un avversario mentre cercava di recuperare un pallone perso, perchè Robinho è così, generoso, inesauribile, capace di saltare l’uomo con facilità, sempre pronto a correre a perdifiato e a farsi trovare in ogni zona del campo, a costo di arrivare con la vista annebbiata dalla fatica sottoporta, sbagliando spesso gol in modo sciagurato. Allegri lo sa e lo perdona volentieri, perchè poi, in effetti, Robinho è uno che la butta dentro spesso: quattordici volte nello scorso campionato (top scorer insieme a Pato e Ibra) e già puntualmente in gol al rientro contro il Palermo, non senza, però, aver centrato per ben due volte il portiere avversario nella stessa azione, confermandosi subito croce e delizia per i tifosi rossoneri, che hanno imparato ad apprezzare il simpatico brasiliano con la faccia da personaggio dei telefilm americani (ricordate Arnold?) che porta allegria nello spogliatoio e vitalità in campo. E’ avvenuto anche nella partita di Champions contro il Bate Borisov, in cui il suo ingresso nell’ultima mezz’ora al posto di Cassano ha dato nuova vivacità ad una squadra che stava rallentando il ritmo; una bella azione personale con una spettacolare serie di finte e tiro fuori, qualche giochetto dei suoi e non è un caso che il raddoppio rossonero sia arrivato con lui in campo, perchè Robinho crea confusione e caos nella difesa avversaria con il suo moto perpetuo e i compagni ne beneficiano, simpaticamente elettrizzati dalla scossa brasiliana che li tiene belli carichi. IL FLOP: CASSANO. In una settimana in cui vinci due partite, segni cinque gol e non ne subisci, è difficile trovare qualcuno che abbia veramente meritato di finire “dietro la lavagna”; ecco perchè qualunque mia scelta potrà essere poco condivisa e sicuramente farà discutere la decisione di nominare flop Cassano, che ha ricevuto buoni voti in entrambe le sfide e ha pure segnato un gol contro il Palermo. La motivazione è presto detta e, paradossalmente, si ricollega alle grandi doti tecniche di Fantantonio e alla sua genialità, della quale, però, il barese spesso abusa: in entrambe le partite, infatti, è capitato che Cassano buttasse via in modo banale palloni preziosi, cercando il passagio ad effetto, la giocata spettacolare o il colpo di tacco, tutti colpi meravigliosi se riescono, ma autentiche palle regalate agli avversari in modo banale se la giocata non va a buon fine. Peccati veniali se la squadra ha un ampio vantaggio e la partita è già decisa, cioè i momenti in cui certe giocate andrebbero tentate; peccati che rischiano di diventare “mortali” se il risultato è ancora in bilico, si fatica a sbloccarlo e certi palloni “buttati al vento” fanno innervosire il pubblico e, magari, anche i compagni. In questo inizio di stagione Cassano sta giocando moltissimo, si sta sacrificando e sta anche fornendo un ottimo rendimento, dal punto di vista del gioco e dei gol, ma ha quel vizietto di cercare sempre la giocata spettacolare e di essere lezioso anche quando servirebbe più concretezza; anche per lui vale il discorso fatto per Robinho: Fantantonio è così, prendere o lasciare e se Allegri continua a puntare su di lui anche ora che c’è meno emergenza in attacco e si potrebbe fare turn-over, vuol dire che il mister ha deciso di “prendere”, dopo un estate in cui sembrava che l’ambiente rossonero volesse “lasciare” un giocatore che nella sua prima mezza stagione al Milan non sembrava aver dato il contributo che ci si aspettava. La sostituzione con Robinho dopo un’ora di partita contro il Bate Borisov non è una bocciatura, ma un semplice scampolo di riposo per chi ha tirato la carretta in questa prima fase di stagione, ma molti sugli spalti hanno esclamato “Finalmente!”, perchè non ne potevano più di giochetti sbagliati e palle perse, che quando riescono sono “lampi di genio”, ma quando non vanno a buon fine spingono la gente a pensare che il giocatore in questione sia un uomo in più per gli avversari e uno in meno per la propria squadra. Essere grandi giocatori vuol dire anche saper gestire la propria classe e non abusarne e forse l’ormai “maturo” Cassano deve capire anche questo, perchè nel calcio, come nella vita, non si smette mai di imparare! RIPRODUZIONE RISERVATA.
Allegri: “Sfatiamo il tabù Lecce”
CARNAGO. Giornata di vigilia per i Campioni d’Italia impegnati domani alle 12.30 sul terreno dello stadio Via del Mare di Lecce. Massimiliano Allegri ha presentato così la sfida contro la formazione salentina: “Sarà una trasferta difficile, sono dieci anni che il Milan non vince a Lecce. Dobbiamo cercare di sfatare questo tabù. Affronteremo una squadra ben organizzata con giocatori di qualità, che ci creerà difficoltà. Per noi è una partita importante in questo momento perché dobbiamo risalire in classifica e non possimo assolutamente sbagliare la partita. E’ un momento in cui i punti vanno fatti in trasferta, ma soprattuto vanno fatti punti. Domani dobbiamo essere coscienti dell’importanza della partita e avere rispetto del Lecce, perché anche quando ha perso, questa squadra ha giocato bene. E’ normale che la classifica così com’è ti aiuta a preparare al meglio le partite, perché tutti abbiamo la motivazione di arrivare alla sosta con una posizione migliore dell’attuale. Dobbiamo arrivare al 6 novembre tra le prime posizioni e restarci e lottare fino alla fine del campionato per lo scudetto”. Sulla formazione il tecnico rossonero ha aggiunto: “Aquilani e Boateng non doverbbero essere disponibili. Thiago Silva e Seedorf non sono a disposizione, mentre Ambrosini è totalmente recuperato. Dovrò valutare bene le condizioni di Boateng e Aquilani, perché da mercoledì non sono stati con la squadra. Aquilani ha un affaticamento muscolare dovrò valutare e fare considerazioni in base alle quali farò la formazione. C’è chi ha giocato molto, ma la sosta ci ha aiutato a trovare una buona condizione fisica e domani indipendentemente da chi andrà in campo, dovremo fare una buona prestazione. C’è una possibilità che i “tre tenori” giochino tutti insieme, ma valuterò in base all’allanemaneto di oggi. La motivazione di giocare a Lecce è importante per Cassano, ma sono contento di quello che sta facendo. Ieri ha fatto un buon allenamento, è nelle condizioni di giocare domani, ma valuterò oggi. Potrei mettere in campo i tre attaccanti anche perché Robinho ha giocato poco, Nocerino e Aquilani hanno giocato molto, Ambro e Boateng stanno rientrando da un infortunio. Domani potrebbe giocare Yepes. Mexes avrei voluto farlo giocare di più mercoledì scorso, sono sei mesi che non gioca e va inserito piano. Ma credo che a breve potrà essere considerato un titolare”. RIPRODUZIONE RISERVATA.
Enterogermina e Malox
MILANO. Se facessi un goal così, davanti a decine di migliaia di persone, come minimo correrei in mutande per tutto il campo, facendo sorgere nei miei compagni il dubbio della mia sanità mentale. Lui invece, il Boa, segna, accenna un sorriso ed esulta polemico. Il giocatore, forza della natura, è ancora acerbo e si vede da queste “piccole” cose. Senza nulla togliere al suo impatto devastante sul campionato dell’anno scorso e alla sua importanza nello scacchiere di Allegri, il calciatore deve ancora masticarne molto di filo spinato. Poi, ma solo poi, entrerà nell’Olimpo dei grandi. Dopo la debacle contro la Juventus il Milan sforna due ottime prestazioni, buona efficacia in attacco, solidità difensiva, ossigeno e corsa in mezzo al campo. Robinho, più di altri, ci dà la scossa e ci ricorda chi siamo. Adesso l’importante è continuare a convincere e a far risultato, recuperare i punti persi e tornare in vetta, posto che ci spetta per merito e diritto. Vista la pochezza dell’avversario in Champions League e vista la facilità con cui abbiamo annientato la bestia nera Palermo non mi dilungherò oltre, già fiumi di inchiostro sono stati spesi di questi tempi, tra mal di pancia veri o presunti, insoddisfazioni, polemiche e quant’altro. Posso solo cominciare a formulare qualche buon proposito per il futuro, del tipo: spero che Abbiati migliori decisamente la qualità dei suoi rinvii coi piedi. La metà delle volte è palla persa, l’altra metà è palla fuori. Spero che Taiwo possa prendere possesso stabilmente sulla corsia mancina della nostra difesa, perché ho fortemente voglia di volti nuovi ed efficaci in quella zona del campo. Mi auguro di tutto cuore che lo staff tecnico della nostra amata squadra cominci a lavorare seriamente su come battere i calci d’angolo. E’ impensabile portare quattro saltatori in area e poi battere corto e tornare a centrocampo palla al piede. E’ un buon modo di vanificare una situazione potenzialmente proficua, pericolosa e producente. Già che ci sono faccio l’esigente e anche il polemico controcorrente: è presto detto che senza Ibrahimovic il Milan perde gran parte della propria pericolosità offensiva, ma non mi è possibile tacere sulla palese discontinuità che lo stesso mostra durante alcuni match. Nella partita con il Bate, nella fattispecie, mi hanno fatto infuriare alcune sue leggerezze e alcuni suoi atteggiamenti. Invece di schiantare la squadra bielorussa con una valanga di goal il genio di Malmoe si è preso pause prolungate nel corso della partita, sbagliando appoggi, peccando di imprecisione e dando la netta impressione di non essere poi così interessato a spezzare il mondo in due. A rischio di tirarmi addosso critiche dei miei lettori io mi chiedo: è mai possibile che uno dei più forti giocatori di questi anni, dotato tra l’altro di un fisico da toro, dia questa impressione? I mal di pancia della settimana scorsa mi hanno indotto un po’ a pensare a come potrebbe essere/sarà il Milan senza lo svedese. Devo candidamente ammettere che non sono terrorizzato dall’idea di perderlo. A questo punto quelli tra voi che ancora confidavano nella mia sanità mentale probabilmente saranno costretti a cambiare opinione. Mi spiego meglio: ho sempre amato il Milan padrone del campo e del bel giuoco, amo i giocatori tecnici e stravedo per quelli che, oltre alla corsa, abbinano anche una buona tecnica. Amo le esultanze di Pippo Inzaghi, ho ancora nel cuore e negli occhi quel Milan Ajax di 8 anni fa, con il goal allo scadere. Ricordo come fosse successo poco fa tutto di quella partita: la gita con il liceo, io e altri miei compagni di classe e di tifo che, durante la serata libera, ci fiondiamo alla ricerca di un posto dove poter assistere alla partita. Dopo una ricerca complicata troviamo una sala giochi di ventesima categoria, con un televisore grande quanto un tostapane, ad assistere. Al goal di Pippo ci fiondiamo carichi di gioia all’esterno, materializzandoci davanti ad alcuni nostri professori che si stavano gustando un gelato per le vie della città. Ricordo l’occhiata che mi lanciò il professore di filosofia, in quell’attimo rinnegai duemila anni di riflessioni filosofiche. Quando un uomo è disposto a tanto significa che ama davvero la sua passione, il “suo” Milan. Amo lo sguardo di Shevchenko prima di calciare il rigore che ci incoronò Campioni d’Europa contro la Juventus, amo le interviste da ubriaco di Oddo, amo la classe di Thiago Silva, la carica di Gattuso, ho amato le sinfonie di Andrea Pirlo e le sgroppate di Kakà. In un anno di Milan non ho impresso indelebilmente nella memoria nessun fermo immagine che contenesse Ibrahimovic, ne potranno arrivare ma non ne sono poi così sicuro. Nel calcio di oggi ci sono campioni che cambiano maglia, anche le ultime bandiere stanno per ritirarsi, ci sono grandi giocatori di cui siamo orgogliosi quando indossano e difendono la nostra maglia, ma che si prestano a noi come si presta un libro da una biblioteca, con il piacere di poterlo leggere ma anche la certezza che non sarà mai davvero nostro. Tra questi giocatori entra di diritto il buon Ibra. Un giorno anche lui passerà, ma rimarrà il Milan e il nostro amore per i suoi colori. Pazienza se rimarranno in quel di Milanello scorte di Enterogermina o Malox, di quei medicinali ci sarà sempre bisogno per gli ingenui che non si accorgono della fortuna che hanno: usare il verbo “giocare” quando si parla di lavoro, per di più facendolo per la più bella squadra del mondo, allenandosi a Milanello “dove i sogni diventano realtà” non può crear mal di pancia, tuttalpiù meraviglia o emozione, ma l’emozione non è una malattia da curare, è il motivo che ci unisce, che ci completa. L’emozione di chiamarsi milanisti, veri milanisti. RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Milan supera il Bate Borisov 2-0. Allegri: “Ora il primo posto”
MILANO. «Io sono un professionista e sto bene al Milan. Vi sembro uno che ha il mal di pancia?». Parola di Ibrahimovic. Una sua rete e il sigillo di Boateng consentono al Milan di archiviare a San Siro la pratica Bate Borisov. Un 2-0 che permette ai rossoneri di mettere dopo sole tre partite un piede e mezzo negli ottavi di Champions League. Con 7 punti gli uomini di Allegri comandano il gruppo H a braccetto con il Barcellona. Era dal 2007 che il Diavolo non era così in quota dopo tre match e quell’anno finì con la vittoria della Champions contro il Liverpool. Lo scaramantico Galliani fa finta di non sentire ma avverte: «Questo è il vero Milan. Prima, senza 12 infortunati, era normale che non arrivassero i risultati. Anche il Barcellona senza i suoi campioni fatica». Proprio quel Barça che ora tutto il Milan sfida per il primo posto del girone. «Siamo primi con gli stessi punti loro, abbiamo la possibilità di andare avanti, faremo di tutto per arrivare primi», assicura Ibra che poi aggiunge: «Se giochiamo come oggi, il futuro è positivo». E il malessere spuntato in Svezia? «Se uno sa parlare svedese, capisce quello che ho detto – sbotta Zlatan -, se non lo sa, gli dico io cosa ho detto in quella conferenza stampa. Sono state dette molte falsità: sono un professionista, sono molto contento di essere al Milan e farò tutto per il Milan fino alla fine del contratto. Qui ho ritrovato il sorriso». Ibra vuole il primato. Obiettivo confermato dallo stesso Allegri che al via aveva preferito Boateng a Robinho da trequartista. «La notte brava di Kevin? Sono ragazzi e devono anche avere il tempo libero per divertirsi. L’importante è sapersi gestire». Sdrammatizza il tecnico parlando della presunta nottata di follie nei locali milanesi del suo giocatore, tornato decisivo dopo l’ingenua espulsione contro la Juve. La partita? Primo tempo monologo rossonero, con un palo di Aquilani. Il gol è però uno solo, al 33’, con Ibrahimovic, che segna con una rasoiata di destro. Una liberazione, anche perché, pochi secondi prima, una stupidata di Van Bommel aveva lanciato Bressan, e solo una grandissima parata di Abbiati negava al fantasista del Bate la rete. La pecca del Milan è non chiudere subito il match. Ci pensa Boateng al 70’ a sigillarlo con un grandissimo destro dalla distanza scagliato da fermo. Conti chiusi, ma c’è il tempo per l’esordio di Mexes. (ass) LA PARTITA. Contro un Bate debole sulle fasce e instabile nella corsia centrale, i rossoneri fanno un pò ciò che vogliono. I due centrali bielorussi, Simic e Radkov, sono frastornati dagli inserimenti dei rossoneri. Soprattutto di Ibrahimovic, che è pericoloso anche da metà campo quando vede Gutor fuori dai pali e non ci pensa due volte prima di tirare di poco alto. C’è gloria per Abate, che a destra si esibisce in lunghe cavalcate, inclusa quella da cui nasce il vantaggio. E anche per Taiwo, che alla sua seconda da titolare è piuttosto convincente (a metà della ripresa Ibrahimovic gli concede di tirare una punizione), sia in fase di chiusura, dove usa muscoli e furbizia, sia quando si propone accompagnando l’azione d’attacco. Conferma i suoi progressi Nocerino, e Aquilani guadagna punti, correndo e inventando. Il centrocampista azzurro costruisce gioco e cerca spesso il gol. All’11′ colpisce il palo ben servito da Cassano, e poco più tardi ci prova anche in rovesciata. Uno dopo l’altro ci provano Ibrahimovic al volo, di nuovo Aquilani e al 30′ Taiwo con una coraggiosa botta al volo dal vertice dell’area. Tanti pericoli, zero gol. E la serata del Milan può complicarsi quando Van Bommel sciaguratamente sulla sua trequarti si fa sfilare il pallone da Bressan: miracolo di Abbiati o errore dell’attaccante, fatto sta che si avvera la regola del ‘gol mangiato, gol subitò. Pochi secondi dopo, al 33′, Ibrahimovic non perdona. Il Bate può pareggiare in avvio della ripresa, ma Bressan di nuovo fallisce, e al 4′ Abbiati si supera su tiro di Bordachev. Un lezioso Cassano lascia il posto a Robinho che lo imita in un paio di occasioni. Al 25′ ci pensa Boateng a evitare ogni rischio, e a permettere ad Allegri di fare esordire Mexes. Sei minuti in campo, per dare fiato a Nesta e uscire definitivamente dal tunnel dell’infortunio al ginocchio. ALLEGRI: “ORA IL PRIMO POSTO” «Per la qualificazione mancano ancora due punti, ma l’obiettivo dev’essere arrivare a giocarci il match con il Barcellona per il primo posto». Così Massimiliano Allegri, intervistato da Sky Sport, subito dopo la vittoria del Milan sul Bate Borisov in Champions League. Pur nella soddisfazione per i tre punti, il tecnico trova dei punti negativi nella prestazione dei rossoneri: «Nel primo tempo – osserva Allegri – siamo stati troppo frenetici e questo ci ha fatto fallire diverse azioni d’attacco». Quindi, ad una domanda sul ritardo del Milan in campionato: «Stiamo ritrovando la condizione fisica – precisa il tecnico – Purtroppo la Supercoppa ha condizionato la nostra preparazione; e poi ci sono stati gli infortuni dei nazionali. Ma stiamo crescendo». IBRA: “FUTURO POSITIVO” «Se giochiamo come oggi, il futuro è positivo». Ne è sicuro, ed è visibilmente soddisfatto, Zlatan Ibrahimovic, che ha aperto le marcature al Meazza contro il Bate Borisov in Champions League, partita poi finita 2-0 per il Milan. «Siamo primi con gli stessi punti del Barcellona, abbiamo la possibilità di andare avanti, facciamo di tutto per arrivare primi», sottolinea ai microfoni di Sky lo svedese, che nega altresì qualsiasi stress o disagio personale. «Io sono un professionista, sto bene al Milan, vi sembro uno che ha il mal di pancia?», chiede all’intervistatore. Pensa ad un avvenire da allenatore? «No, oggi dico no, ma in futuro non si sa», risponde Ibra. Massimo Sarti – Leggo RIPRODUZIONE RISERVATA.
A San Siro conferme e sorprese: Ibra trascinatore, Nocerino polmone rossonero
LE PAGELLE DI MILAN-BATE BORISOV. Abbiati 7 – Date a Christian quel che è di Christian! Dopo le tante incertezze di inizio stagione, il buon Abbiati sembra iniziare finalmente a carburare. C’è anche il suo zampino, infatti, o meglio, il suo guantone nel 2-0 casalingo contro il Bate Borisov. Nel primo tempo salva le penne a squadra e van Bommel, rimediando nel migliore dei modi e in bello stile ad un erroraccio dell’olandese, che stava per costare carissimo. Nella ripresa, invece, si supera su tale Bordachev, deviando oltre il palo un destro tanto rasoterra quanto maligno. Insomma, storie di un portiere – si spera! – in ripresa, l’uomo che, nella passata stagione, ha concluso la regular season sulla lavagna dei “buoni”, giocando alla grande fino al fischio finale tricolore. Ibrahimovic 7 – Ormai è certo: Zlatan Ibrahimovic ha risolto i suoi problemi all’intestino, detti comunemente (e volgarmente!) mal di pancia. La ricetta del dottor Galliani, dunque, ha dato i suoi frutti. Che trascinatore lo svedese, anche stavolta, anche contro i bielorussi, anche in Champions. Già, l’Europa, solito cruccio dell’ex Barça, già a quota due su due in questa stagione, con i suoi gol contro Viktoria e Bate. Il povero Gotur, alla mezzora del primo tempo, non può far altro che recuperare in fondo al sacco la sventola del campionissimo rossonero, sempre più perno offensivo di una squadra che pende letteralmente dalle sue labbra, pardon, dai suoi piedi. Nocerino 7 – Tu chiamalo, se vuoi… polmone! Sarà stato lo spostamento a sinistra o semplicemente una casualità, resta il fatto che Nocerino, dopo la grandissima prestazione (con gol) di sabato contro il Palermo, si ripete anche in Champions, giocando da centrocampista navigato. Ora a destra, ora a manca, adesso su, poi giù, l’ex rosanero gioca a tutto campo, non da trequartista ovviamente, ma da mastino, sradica-palloni, salvavita. Un tutto fare che, come da lui sottolineato, non si limita solo al pressing: il Noce, infatti, ci sa fare con il pallone tra i piedi. Non a caso, non ne butta mai via uno, gestendo sempre con intelligenza il possesso. Ora possiamo dirlo: un acquisto azzeccatissimo. Abate/Taiwo 6.5 – Conferme e sorprese, ieri sera a San Siro. La certezza si chiama Ignazio Abate, la piacevole novità, invece, ha un nome tutto nigeriano: Taye Taiwo. L’ex Marsiglia, una volta rotto il ghiaccio, prende in mano la sua corsia di competenza, sostenuto a gran voce da un pubblico tutto per lui. Avanti e indietro senza soluzione di continuità, il terzino sinistro si mette in bella mostra con un paio di giocate niente male. In attesa di test più attendibili dal punto di vista difensivo, il buon Taiwo si congeda con una pacca sulla spalla e tanti buoni propositi. Niente da dire, o meglio, da aggiungere, invece, su Ignazio nostro, roba di qualità (e quantità), che non si risparmia mai, macinando chilometri su chilometri, sempre a tutta birra. Come detto, la certezza è lui. Positiva la prestazione dei due centrali difensivi. Si ripete Aquilani (per lui anche un palo), dopo l’ottima prova offerta contro il Palermo. Qualche svarione, invece, per van Bommel. Sufficienti i novanta minuti di Cassano, mentre il Boa risponde alle critiche con una botta da applausi, che vale il 2-0. Ecco, nel dettaglio, tutti i voti dei rossoneri: Abbiati 7 , Abate 6.5 , Nesta 6.5 (Mexes s.v. ), Bonera 6 , Taiwo 6.5 , Aquilani 6.5 , van Bommel 6- , Nocerino 7 , Boateng 6.5 (Emanuelson s.v. ), Cassano 6 (Robinho 6 ), Ibrahimovic 7 RIPRODUZIONE RISERVATA.
Milan-Palermo: Robinho firma il raddoppio
LA VIGNETTA DI CARLO TARANTINI. La sosta di una settimana per gli impegni delle nazionali è senza dubbio servita alla squadra di Allegri per riorganizzare le idee e consentire di riproporre quegli spunti offensivi che riportano al bel gioco sfoderato durante il campionato scorso. Il rientro di Robinho ha aumentato la caratura tecnica di gioco e ha consentito il raddoppio del Milan dopo il primo gol realizzato da Antonio Nocerino nel primo tempo. Il brasiliano infatti al 54′, dopo essere stato ottimamente servito in verticale da Ibra, riesce a entrare in area, attendere l’uscita di Tzorvas e trafiggerlo in diagonale all’angolino basso alla sua sinistra. Il terzo gol realizzato da Cassano al 63′ non è altro che la ciliegina sulla torta di una partita che poteva diventare un incubo per la troppo arrendevole squadra siciliana. RIPRODUZIONE RISERVATA.
Allegri: “Siamo ripartiti, ora inizia un mese fondamentale”
CARNAGO. Vigilia di Champions a Milanello: domani i rossoneri affronteranno a San Siro il Bate Borisov. Oggi a Carnago hanno parlato Massimiliano Allegri e Thiago Silva. Di seguito le principali dichiarazioni raccolte in sala stampa. Massimiliano Allegri : ”Il primo posto nel girone, oltre ad essere un obiettivo prestigioso, sarebbe un obiettivo significativo perché nel sorteggio degli ottavi affronteremo una seconda. Per arrivare primi iniziamo a vincere domani poi penseremo alle altre gare. Dobbiamo pensare una partita alla volta, intanto vogliamo vincere domani. Il Milan ha sbagliato la partita di Torinio. Sabato è stata una grande partita come intensità, qualità e tecnica e come disponibilità nel proporsi sia in fase offensiva che soprattutto in fase difensiva. Può essere la partita della ripartenza quella di sabato: abbiamo fatto una bella vittoria ed ora ci aspetta un mese fondamentale sia per la Champions che per il campionato. Robinho è un giocatore di straordinarie qualità con un modo di giocare che trascina i compagni. Aquilani è un giocatore di classe: sabato ha giocato una bella partita, deve migliorare ancora perché ha qualità migliori di quelle che ha fatto vedere sabato. Anche Nocerino ha fatto bene, così come tutta la squadra. Ora dobbiamo trovare una continuità di risultati positivi. Nocerino ha fatto meglio perché ha sempre giocato a sinistra e per me non è stata una sorpresa. Per i dubbi di formazione dovrò valutare oggi: Seedorf sono due giorni che non lavora con la squadra, Thiago Silva ieri non si è allenato, Van Bommel sta bene, mentre Ambrosini non credo sia a disposizione. L’unico che al momento gioca è Abbiati. Ibra con noi in Champions League ha fatto bene l’anno scorso e sta facendo bene quest’anno. Anche in Champions sarà un giocatore fondamentale per noi. Boateng è rientrato dopo un mese. Per lui è un anno importante e come tutti noi quest’anno si deve confermare e deve migliorare quanto fatto l’anno scorso perché ha le qualità per farlo. Non ci sono in rosa giocatori simili a lui per caratteristiche e può diventare più importante dell’anno scorso mettendosi a disposizione della squadra. Quando giochi una partita come quella con la Juventus ti accorgi di aver giocato male. Nei 15 giorni tra Torino e la partita con il Palermo ci sono stati attacchi e critiche ed è normale che vieni toccato ed hai una reazione, dimostrando che il Milan è una delle favorite al campionato come lo era ad inizio stagione. Ho parlato con Inzaghi e gli ho spiegato la non convocazione: secondo me non è tornato in una condizione ottimale, ma è normale perché viene da un lungo periodo di inattività, ma sono sicuro che sarà importante nel corso della stagione. Quando all’inizio della stagione abbiamo fatto la rosa abbiamo accoppiato Van Bommel con Ambrosini, anche se Ambro può fare anche la mezz’ala. Comunque sia Seedorf che Aquilani possono ricoprire il ruolo davanti alla difesa, sia pure con altre caratteristiche, così come Thiago Silva. Dovrò valutare le condizioni di tutti, ma domani è molto probabile che Cassano giochi dal primo minuto. Antonio sta facendo molto bene, è in un’ottima condizione fisica e sta lavorando anche quando la squadra deve recuperare la palla e questo mi fa molto piacere. Pato sta molto meglio, però è una situazione da valutare giorno dopo giorno e con gli infortuni che ha avuto è meglio essere cauti. Ci sono state critiche eccessive perché il Milan sembrava essere diventata la squadra materasso. Le critiche dopo Torino sono state giuste, ma questo non ha cambiato la mia valutazione e quella di Galliani sul valore del Milan. In campionato ci vogliono costanza ed equilibrio, mentre in Champions bisogna arrivare al momento giusto nelle migliori condizioni. Sabato abbiamo dimostrato di essere in una buona condizione fisica, cosa che non avevamo contro la Juve. Domani affronteremo una squadra che ci toglierà spazio, che si difende in modo ordinato. Sono giovani e bravi nelle ripartenze. Dobbiamo disputare una partita di rispetto, di intensità e di grande tecnica. Kezman sta facendo molto bene e domani come in tutte le partite non dobbiamo sottovalutarli. Partiamo come sempre da 0-0 quindi dobbiamo fare una grande partita sennò giocheremo come contro il Viktoria Plzen, dove abbiamo concesso 10-12 tiri in porta e con un grande dispendio di energie da parte nostra: questo domani non deve succedere”. Thiago Silva : “E’ bellissimo giocare nel calcio italiano. In Brasile guardavo la Serie A e la Liga, mi piace tanto il modo di giocare in Italia, mi piace essere qui e giocare nel calcio italiano dove ci sono sempre stati grandi difensori e sto lavorando per fare sempre meglio. Vedo un campionato competitivo con tutte le squadre che fanno bene la fase difensiva, con le linee difensive molto attente. Vedo un campionato competitivo e sarà sempre così. Sto recuperando: ieri ho fatto un lavoro differenziato, oggi sto meglio di ieri e vediamo cosa succede nel pomeriggio. Sono disponibile a rifare il centrocampista, voglio vincere e se il Mister me lo chiede e la squadra avrà bisogno di me, lo rifarò. Ho giocato da centrocampista dai 7 ai 15 anni. Non vorrei che il ruolo di centrocampista diventasse il mio ruolo fisso, ma se c’è bisogno lo faccio con piacere. Robinho è importante sia in fase difensiva che in quella offensiva perché aiuta tanto la squadra ed è importantissimo per noi. E’ tornato bene e spero che domani faccia una grande partita perché è un grande professionista. Abbiamo una grandissima squadra, un grande allenatore e tante persone importantissime che lavorano intorno a noi. Abbiamo fatto benissimo con il Palermo e domani faremo lo stesso. Sono contento se parlano bene di me, non è facile arrivare in una grandissima squadra e fare bene subito. Quest’anno per me sarà diverso perché ho più confidenza e quest’anno andrà ancora meglio. Conosco la qualità di Mexes: è un giocatore che da tanto alla squadra, ma ora deve stare attento con il ginocchio e quando tornerà farà bene da subito. Casemiro l’ho visto al mondiale under 20: è un giocatore di grande qualità e tecnica e se verrà da noi sarò contento. Spero di stare qui fino al 2016, ho moltissima voglia di restare qui fino alla scadenza del contratto. L’ho già detto a Galliani e l’ho già detto a tutti. Siamo tutti leader nel Milan. C’è un capitano, ma quando uno parla tutti lo ascoltano. Io qui sono contentissimo perché abbiamo un modo giusto di giocare e con il Palermo abbiamo fatto una bellissima partita e di sicuro la faremo domani. Voglio diventare un leader di questa squadra e diventare capitano come Maldini e Baresi. Sono contentissimo quando mi paragonano a loro, ma sono due miti e io sono ancora lontano da loro”. RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Malox per combattere la “nostalgia Pirlo”
MILANO. Diciamolo, non dovevamo strapparci i capelli dopo la trasferta in quel di Venaria, non dobbiamo illuderci ora: una partita, come una rondine, non fa primavera. Il nostro sparring partner era molto debole per fare una prova estrema, né lo sarà quello di domani: il Bate Borisov. Dobbiamo necessariamente dare continuità ai nostri risultati e attendere tempi migliori con il recupero degli infortunati. Dopodiché un’oculata campagna acquisti a gennaio, mirata e poco costosa, porterà fieno nella cascina delle nostre ambizioni. I giornalisti sono abili nel creare casi, ma anche i giocatori alle volte li usano per sollevare o creare ad arte polveroni mediatici per riempire, lo ricordiamo caso unico in Europa, tre quotidiani sportivi, oltre a innumerevoli pagine su giornali vari, free press, televisioni tematiche e magazine di settore. Insomma, lo sport chiacchierato, qualunque sia, è uno di quelli più praticati. Nemmeno noi ne siamo esenti. Ma tra il dovere di informare e la volontà di stupire occorrerebbe un buon senso pratico: ovverosia attenersi ai fatti. Son bastati due risultati negativi e già subito tutti a scavare su improbabili saluti e abbandoni, mali oscuri e pinguedini varie. Credo che la società che produce il Malox dovrebbe dare royalties a Ibra, grazie a lui abbiamo capito finalmente a cosa serve, ma i problemi sono sicuramente altri. Un campionato che non ha trovato un suo padrone e che difficilmente potrà farlo prima del prossimo mese. Champions e altri impegni impongono ritmi e scelte, anche delicate, che possono compromettere obiettivi e risultati. Dal Malox di Ibra siamo così passati alla nostalgia di Pirlo. Andrea è sempre stato un buon giocatore che ha di fatto determinato le nostre vittorie, dopo una decina d’anni ha fatto quello che farebbe un impiegato di buon livello, cambiare lavoro per trovare nuovi stimoli. Complice anche una stagione non brillante e, forse, un incomunicabilità di base con la dirigenza e lo staff tecnico, ha semplicemente deciso di andarsene. Ha trovato una società giovane che cercava un registra arretrato di esperienza e si è accasato. Farà sicuramente bene, almeno per un paio di stagioni, portando quella squadra a buoni traguardi. Noi abbiamo un debito di riconoscenza con Andrea, frutto di un rapporto decennale soddisfacente per entrambi, lasciamolo ora alla sua nuova avventura senza rimpianti e senza cullarci troppo del passato. E’ bello ricordare e non dimenticare, ma è
Il Milan scaccia la crisi: 3-0 al Palermo
MILANO. La cura Allegri sortisce effetti: il Milan affonda il Palermo, segna tre reti e si rimette in piena corsa per il campionato. Non è più tempo di mal di pancia: Ibrahimovic risponde con i fatti all’ondata polemica innescata dalle sue stesse dichiarazioni. Anche Cassano – che lo aveva seguito nel palesare una certa stanchezza verso il calcio – si fa sentire a suon di gol, rassicura i tifosi e si dimostra motivato e felice. Torna il sorriso in casa Milan attraversata – negli ultimi tempi – da inconsuete inquietudini. Fuochi apparentemente spenti: torna l’arcobaleno e si spera il sereno tenga a lungo. Mercoledì c’è la Champions, quindi non c’è il tempo di esultare: l’ora del Bate Borisov è già scoccata. Il Milan fatica ma non troppo per 40 minuti prima di avere ragione di un Palermo che suscita una certa tenerezza: Davis Mangia è emozionato nel tempio di San Siro, quello dal quale impartiva lezioni il ‘Maestrò Arrigo Sacchi. Il giovane allenatore guarda trasognato Ibrahimovic, e probabilmente nutre la speranza di portare a casa qualcosa. Il Milan però non molla di un millimetro e – come è naturale – si lancia all’attacco. Partita molto difensiva quella dei rosanero che resistono fino al 40′ quando arriva il gol di Nocerino il quale rispetta la crudele legge dell’ex. Il giocatore non esulta in segno di rispetto verso la sua squadra di un tempo. Festeggiano invece i suoi compagni e il pubblico di San Siro. Un gol – quello di Nocerino – pesantissimo perchè spiana la strada a una vittoria piena, rotonda e meritata del Milan. Mangia rientra a Palermo con più esperienza e molte emozioni. Di certo senza voce: per l’intera partita sprona, offre indicazioni, si muove come un tarantolato. Tuta e scarpe da ginnastica, Mangia stride con Allegri, più che mai pettinato come piace al presidente Berlusconi, elegante nel suo look di alta rappresentanza. Alla vigilia, Allegri aveva chiesto ai suoi giocatori di mettere in campo qualcosa in più, nel cuore, nelle gambe e nella testa. Basta alibi, aveva detto con la chiarezza dei toscani. E se il buongiorno si vede dal mattino, già dalle prime battute della sfida, si capisce che quell’ingrediente magico era stato aggiunto alla ricetta rossonera. Possesso palla, bel fraseggio, serata di grazia per Ibrahimovic che non ha segnato ma si conferma un portentoso assist-man. Bene Aquilani e ottimo Nocerino. Abbiati disoccupato, problemi per Thiago Silva, costretto a uscire. Assente Seedorf, il centrocampo propone una forte carica offensiva contro un Palermo che resiste. Ma la sua area è un fortino in stato di costante assedio. Delude Hernandez, Miccoli non sta bene e si vede (è immobile), Ilicic spento. I ‘ragazzì di Mangia alzano un muro ma il Milan supera la barricata d’impeto e slancio: è il 40′ del primo tempo quando l’ex Antonio Nocerino segna il gol dell’1-0. Sua la firma, ma l’ispiratore è Ibra, il quale si inventa una parabola splendida per la testa di Aquilani. Sponda di testa, Nocerino da due passi non può sbagliare. Si va al riposo con qualche ansia di meno: il Milan torna in campo sciolto, leggero, fluido. Le geometrie di gioco vengono tracciate con facilità, mentre piano piano il Palermo si ritira, quasi rinunciatario e statico sulle gambe. Show di Ibrahimovic tra tacchi e acrobazie, un funambolo del pallone. È sempre lui al 10′ del secondo tempo a scrutare il campo e a trovare il corridoio perfetto: uno spazio presidiato da Robinho che riesce a spingere la palla in rete con la punta del destro. Cassano, Ibra e Robinho si cercano, si capiscono e insieme compongono un ottimo tridente d’attacco: la serata riserva momenti di gloria per il campione di Bari Vecchia che, ispirato da Abate, segna il gol del 3-0 con un destro a giro. Ora si entra in una fase cruciale, decisiva in un campionato sempre più pazzo e aperto. Il Milan si porta a otto punti, nel giorno del ko dell’Inter a Catania e della sconfitta Napoli battuto in casa dal Parma e alla vigilia dell’importante derby di Roma. Ritrovati gol e vittoria, bisogna scongiurare ulteriori mal di pancia e cominciare a vincere anche fuori casa. La missione scudetto chissà non sia iniziata questa sera. Leggo RIPRODUZIONE RISERVATA.
Robinho “Rei de la pedalada”. Aquilani come Seedorf, più di Seedorf, meglio di Seedorf
LE PAGELLE DI MILAN-PALERMO. Ibrahimovic 7.5 – Nessuno si azzardi a regalargli bastone e pantofole. La stanchezza, infatti, si può benissimo curare con un minimo di riposo. Ibrahimovic è come il vino: più invecchia e più diventa buono. Non segna, lo svedese, ma mette in bella mostra tutte le sue qualità, caricandosi sulle spalle il peso di un’intera squadra, trascinandola alla vittoria. Numeri non certo adatti all’anzianotto di turno. Spaccate, scontri, scatti, dribbling, assist… Tutta l’argenteria in novanta minuti di puro spettacolo. E il buon Devis Mangia non può far altro che ricorrere all’Aulin. Ibra, invece, ha giù mandato giù una bella dose di Maalox: i mal di pancia, in fondo, si combattono anche così. Robinho 7 – Alzi la mano chi, in queste ultime settimane, non ha sentito una forte voglia (e mancanza) di samba. Eccovi accontentati… Torna Robinho e il sambodromo rossonero riprende vita. L’allegria del brasiliano coinvolge i compagni, Ibra compreso, ravviva la manovra rossonera, velocizza la giocata, riporta tutti ad una dimensione migliore, maggiormente rassicurante, vincente. Un avvio balbettante, giusto il tempo di scrollarsi di dosso un po’ di ruggine, poi tutto liscio come l’olio. Tanta corsa, molta voglia e un gol tanto bello quanto importante, che certifica il ritorno do Rei de la pedalada. Aquilani 7 – Come Seedorf… più di Seedorf… meglio di Seedorf… Alberto Aquilani sostituisce alla grande l’olandese, garantendo non solo qualità ma anche tanta, tantissima quantità, dettaglio spesso mancante nel curriculum del numero dieci rossonero. Una prestazione da incorniciare, quella dell’ex Juve, che prende per mano il centrocampo, giostrando nel migliore dei modi il possesso palla. Un trio perfetto, rifinito da van Bommel e Nocerino, abilissimi, al pari di Aquilani, nella gestione della linea mediana. Mancano ancora un bel po’ di partite al raggiungimento dell’asticella pattuita con il Liverpool, buona per il riscatto-premio: il centrocampista romano, però, è giù sulla strada giusta. Abate 7 – Tra un Thiago Silva sempre sulla cresta dell’onda, un Ibrahimovic sempre in prima pagina, un Robinho sempre fondamentale, c’è un gregario sempre utile, quasi indispensabile, ma troppo spesso nell’ombra mediatica. E’ Ignazio Abate, autentico polmone di questo Milan. L’esterno destro rossonero trasporta ossigeno su e giù per la corsia, senza soluzione di continuità, aiutando tutti nella respirazione. Non sempre, però, trova il guizzo vincente, come quello che, ieri sera, ha permesso a Cassano di realizzare il terzo gol della partita. Un Abate unico, dunque, sempre più perno di questa squadra. Voto 6 di stima per il buon Abbiati, quasi annoiato al termine del match. Positive le prestazioni di Antonini, Nesta, Thiago Silva e Bonera, subentrato al brasiliano nel primo tempo. Come detto, ottimo il trio di centrocampo, con van Bommel e Nocerino (primo gol in maglia rossonera per lui) in grande spolvero. Splendido il momento di Antonio Cassano, ancora in gol dopo la doppietta in nazionale. Ecco, nel dettaglio, tutti i voti dei protagonisti: Abbiati 6 , Abate 7 , Nesta 6.5 , Thiago Silva 6 (Bonera 6.5 ), Antonini 6+ , van Bommel 7 , Nocerino 7 , Aquilani 7 , Robinho 7 (Emanuelson 6 ), Ibrahimovic 7.5 , Cassano 7 (El Shaarawy 6 ). RIPRODUZIONE RISERVATA.
Antonini torna a disposizione: “Ora voglio sfruttare al meglio le mie chance”
CARNAGO. Così Luca Antonini ai microfoni di Milan Channel: “Sto bene, sto recuperando e sono a disposizione. Lavoro ogni giorno per sfruttare al meglio le occasioni che mi si propongono, cercando di non fare errori e dando la sensazione al mister di poter aver fiducia di me. La settimana scorsa abbiamo lavorato molto a livello fisico, in questa invece ci siamo focalizzati più sulla velocità e sulle fasi tattiche; adesso sono tornati tutti i nazionali e ci stiamo preparando al massimo per la gara col Palermo”. A proposito di Palermo, prossimo avversario dei rossoneri, Antonini ha aggiunto: “Mangia è un allenatore giovane e bravo che ha rispecchiato le aspettative del ds rosanero. Sono sempre a San Siro per cercar di fare risultato, l’anno scorso vincemmo 3-1 in casa, ora serve ancora una vittoria per ripartire e riprendere la scia”. RIPRODUZIONE RISERVATA.
Milan-Palermo: la conferenza stampa di Allegri
CARNAGO. Dopo la pausa per gli impegni delle nazionali in casa Milan si torna a parlare di campionato. Oggi, vigilia di Milan-Palermo, Milanello ha ospitato la tradizionale conferenza stampa di Massimiliano Allegri. Di seguito le principali dichiarazioni del tecnico rossonero. Sulla partita: “Domani sara’ una partita difficile, il Palermo e’ una squadra organizzata, aggressiva, che ha entusiasmo. Voglio un Milan coraggioso e molto attento perche’ loro chiudono bene gli spazi e non concedono profondita’. Nel calcio di oggi insieme alla tecnica servono aggressivita’, coraggio e corsa. Dobbiamo fare tre punti e per farli bisogna essere coscienti dell’importanza della partita e giocarla tecnicamente bene. C’e’ serenita’, stiamo recuperando quasi tutti i giocatori. Se c’e’ stanchezza? La stanchezza e’ un alibi che non esiste. A Torino abbiamo sbagliato la partita dal punto di vista tecnico, abbiamo dato dei grossi vantaggi alla Juventus giocando troppi palloni all’indietro. E poi a tre minuti dalla fine non si deve prendere gol in quel modo. Sono passate tre settimane, i ragazzi hanno lavorato bene, per battere il Palermo domani servira’ qualcosa di piu’ da parte di tutti”. Sui singoli: “ Robinho e’ un generoso, un ragazzo positivo, per noi e’ un recupero importante. Devo ancora valutare se farlo partire dall’inizio; l’alternativa e’ Aquilani . Domani perdiamo per squalifica Boateng ma saremo comunque pronti a fare la partita, una partita dove conta il risultato. Abbiati un problema? Abbiati e’ sereno, non c’e’ nessun problema. Ha la mia fiducia e vedrete che ritornera’ a essere uno dei migliori portieri del campionato. Ambrosini domani non ci sara’; Mexes sara’ a disposizone per mercoledi’. Cassano rinato in nazionale? A Torino ha comunque fatto delle buone cose. Tra tre anni smette? Sono cose che vengono troppo strumentalizzate. Antonio ha molta voglia di giocare, sta facendo delle ottime cose e deve continuare a farle. Domani gioca titolare insieme a Ibra . Pirlo? Non e’ mai stato discusso come giocatore. L’anno scorso a parte le prime sette partite non ha piu’ giocato nel Milan. Sta facendo bene alla Juve pero’ e’ stata fatta una scelta, si chiude, si volta pagina e si va avanti. Thiago Silva ? Sta bene, ieri ha fatto defaticante, oggi si allena con la squadra e domani sara’ regolarmente in campo”. RIPRODUZIONE RISERVATA.
Cassano Vs Miccoli, il “pide de oro” di Bari Vecchia contro il Maradona del Salento
MILANO. Antonio Cassano contro Fabrizio Miccoli, due storie similari, due carriere completamente diverse. Il primo cresciuto nei quartieri più malavitosi di Bari, mentre il secondo nato in un paese della provincia di Lecce. Due numeri 10 per vocazione, giocate, dribbling e colpi ad effetto nel loro DNA. Antonio ha costruito la sua carriera fra le polemiche e le esagerazioni dentro e fuori dal campo, mentre Fabrizio l’ha vissuta nelle province. Il primo gioca nel Milan, il secondo nel Palermo, ma anche Fabrizio ha indossato la prestigiosa maglia a strisce rossonere per due anni, anche se era quella della Primavera. Antonio ha sempre frequentato grandi club, Roma, Real Madrid, Milan e si consacra in Nazionale; Fabrizio una sola vera chance nella Juventus, stagione 2003-2004. Fantantonio ha sempre diviso le platee, Miccoli si è fatto volere bene. Continuando con il nostro gioco analizziamo i due campioni e cerchiamo il vincitore. Antonio Cassano Tiro 8 Piede dx 8,5 Piede sx 7,5 Assist 9,5 Velocità 6,5 Dribbling 8,5 Imprevedibilità 8 Fantasia 9 Punizioni 7 Rigori 8,5 Tecnica 9 Fabrizio Miccoli Tiro 8 Piede dx 8 Piede sx 7 Assist 7,5 Velocità 7,5 Dribbling 8 Imprevedibilità 8 Fantasia 8,5 Punizioni 8,5 Rigori 8 Tecnica 8 TOTALE CASSANO 90 TOTALE MICCOLI 87 RIPRODUZIONE RISERVATA.
Cassano trascina l’Italia, poi si sfoga: “Troppe polemiche, tre anni e smetto di giocare”
PECSARA. “Troppe polemiche, tre anni e smetto di giocare”. Così Antonio Cassano ai microfoni Rai nel post-partita di Italia-Irlanda del Nord: Ti senti un punto di riferimento della Nazionale? “No, i punti di riferimento sono quelli che hanno vinto tutto, Buffon, Pirlo, De Rossi. Sono uno dei più anziani, è da dieci anni che sono in Nazionale e ho solo 25 presenze, faccio sempre dentro e fuori. Speriamo che da qui ai Mondiali possa avere continuità in Nazionale e poi basta. Voglio fare un buon Europeo, un buon Mondiale e tra tre anni e mezzo smetto. Sono 13 anni e mezzo che mi gratto la testa ed è un problema, mi gratto il naso ed è un problema, sono un problema sempre e comunque. Il 70 per cento delle volte è colpa mia, sono sempre io che mi cerco le rogne. Ma nel 30 per cento in cui ho ragione finisce che sbaglio sempre io. Ma comunque a 32-33 anni al massimo smetto, esco dal calcio e mi godo la famiglia. Il calcio per me è stata la cosa più bella del mondo ma adesso sono un pò stanco, tre anni e mezzo e stop. Se no diventa una routine e la routine mi stressa. Se resto nel mondo del calcio? A parte giocare non so far nulla. Non so nemmeno parlare, mica mi posso mettere a fare l’opinionista, direi solo cavolate”. RIPRODUZIONE RISERVATA.