Silvio Berluscon il 20 febbraio, domani farà 25 ann i! Tranquilli non è un errore di calcolo, non si tratta della sua età anagrafica ma dei suoi anni di presidenza al Milan. Il popolo rossonero festeggerà un quarto di secolo insieme. Dal 1986 il Premier è presidente e patron del club rossonero con cui ha vinto di tutto e di più. Questi i numeri strabilianti del presidente: 5 Champions , 7 Scudetti , 3 Mondiali per Club , una Coppa Italia, 5 Supercoppe europee e 5 di lega . Per celebrare questa ricorrenza nella partita col Chievo i milanisti indosseranno una maglietta con le date in filo rosso e la firma di Berlusconi. Valentina Ligas
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Milan: Berlusconi e i suoi 25 anni
25 anni al Milan MILAN, BERLUSCONI E I SUOI 25 ANNI – 25 anni alla guida del Milan e il Presidente del Consiglio autogra una maglia per celebrare questo momento. Domenica pomeriggio a Verona, nella sfida contro il Chievo, i rossoneri indosseranno una divisa speciale per ricordare che Silvio Berlusconi è patron del club di via Turati da un quarto di secolo. Il 20 febbraio del 1986 ha avuto inizio una storia magnifica che continua ancora oggi, a riprova del fatto che le storie d’amore possono durare. Secondo quanto anticipato dal quotidiano La Repubblica, i ragazzi di Allegri vestiranno la classica divisa impreziosita dalla firma, in filo rosso, di Berlusconi proprio sotto la scritta celebrativa “20 febbraio 1986-20 febbraio 2011″ , posizionata tra il marchio dello sponsor tecnico e lo stemma della società. Nei 25 anni di Berlusconi il Milan ha messo in bacheca cinque Champions League (prima Coppe dei Campioni) – sulle sette conquistate dal club nella sua storia – sette scudetti, tre Mondiali per Club, una Coppa Italia, cinque Supercoppe europee e cinque Supercoppe di Lega. Non è bastato nemmeno il coinvolgimento in Calciopoli, al termine del campionato 2005-’06 (con penalizzazione di 30 punti e un’ulteriore penalizzazione di otto da scontare nel campionato successivo) per scalfire la passione del Cavaliere, promettendo, proprio qualche anno fa: «Sarò il presidente del Milan per altri 25 anni». Ambizione, concretezza, fiducia e passione possono portare al raggiungimento di grandi obiettivi. Solo queste caratteristiche possono descrivere il progetto seguito e coltivato da Silvio Berlusconi insieme al Milan, da ben 25 anni a questa parte. Una lunga storia che sarebbe potuta essere raccontata nel dettaglio solo da una grande bandiera rossonera: Demetrio Albertini, con la maglia del Milan (indossata dal 1988 al 2002) ha vinto cinque scudetti, tre Coppe dei Campioni, una Coppa Intercontinentale e quattro Supercoppe Italiane. Albertini ha esordito a soli 17 anni, il suo album dei ricordi è colmo di immense soddisfazioni, e il suo palmares ne è la dimostrazione. «Quello che Berlusconi ha dato al Milan – spiega Albertini all’ANSA – è l’ambizione di essere al top. Quando è arrivato, un anno dopo lo spareggio per la Coppa Uefa, disse che il Milan doveva diventare la squadra più forte del mondo. Questa volontà ferrea spiega tante cose. L’intera organizzazione della società e del gruppo è stata costruita non solo per vincere, ma per raggiungere l’obbiettivo che Berlusconi aveva in testa». L’ex capitano non vuole pensare nemmeno per un secondo alle malelingue che vedono un cinico business calcistico dietro la grande passione e l’amore che il Cavaliere nutre per il Milan. «No, non è vero – asserisce – al contrario la gestione economica è sempre stata avveduta. Ha prevalso invece la cultura del lavoro e dell’appartenenza. La gran parte del gruppo in quegli anni proveniva da Milano. L’attaccamento alla maglia era quasi spasmodico ». «Quello che è vero – aggiunge l’attuale vicepresidente della Figc – era la presenza forte e costante di Berlusconi a Milanello, dove veniva ogni sabato. Dispensava consigli, formulava osservazioni, esprimeva pareri di ogni tipo. Ad esempio, una volta quando ero molto giovane, stavo percorrendo il tragitto che dallo spogliatoio porta alla foresteria ma – vista l’alta temperatura – avevo rinunciato a mettermi le calze. Berlusconi notò questo dettaglio e mi fece presente come la vita di un giocatore sia lunga e vada preservata dai malanni. Dunque sarebbe stato più saggio indossare un paio di calzettoni. Ma riconobbe anche di essere un rompic…». «Berlusconi – è il ritratto tracciato da Albertini – iniziava a parlare di un argomento e poi alla fine si buttava sulla tattica. Potrei definirlo un allenatore politico. Le teorie le spiegava molto bene, poi in campo Š sempre un’altra musica…» . «Con me – sottolinea – è sempre stato corretto, riservandomi parole equilibrate e consigliandomi quando ero appena un ragazzo. Non siamo rimasti in contatto costante, ma quando capita di vederci, ci salutiamo sempre con affetto» . Nella bacheca rossonera sono arrivate un’altra Champions League (2003) a quasi dieci anni dall’ultimo trionfo continentale e la prima Coppa Italia dell’era Berlusconi. Nel 2003-2004, invece, il diciassettesimo scudetto e la quarta Supercoppa europea. Ancelotti ha chiuso la sua parentesi nel 2009, lasciando spazio al brasiliano Leonardo. Il verdeoro ha detto addio dopo una sola annata caratterizzata dal rapporto “vivace” con il presidente che ha deciso di puntare sul toscano Massimiliano Allegri (all’epoca alla guida del Cagliari). E sarà proprio Allegri ad avere l’onore di vedere i suoi ragazzi in campo con quella maglia autografata dal Presidente del Consiglio, questa domenica 20 febbraio, al Bentagodi. Sarà un giorno importante per il mondo calcistico ma anche per una grande società: una somma di grandi risultati a dimostrazione del fatto che un buon lavoro e tanta passione servono davvero al mondo dello sport. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it
Calciomercato Milan, Cellino: “Marchetti al Milan? Non ne so nulla”
CALCIOMERCATO MILAN CELLINO MARCHETTI – Il presidente del Cagliari Massimo Cellino è tornato a parlare del futuro dell’attuale terzo portiere Federico Marchetti , sicuro partente in vista della sessione estiva di calciomercato. Come si legge dal ‘Corriere dello Sport Stadio’, il presidente Cellino ha rilasciato la seguente dichiarazione: “ Marchetti in partenza? Non lo so vediamo. Perchè Marchetti non è andato a gennaio al Genoa? Chiedetelo a lui… Può darsi che gli abbia dato fastidio vedere contatto Storari, lui è un ragazzo molto orgogloso, gli dà fastidio essere messo in discussione. Marchetti al Milan? Si parla, se ne parla… Io non so niente. Il mio amico Galliani non mi ha detto nulla… ”. Le parole di Cellino celano una verità che ben presto verrà a galla, ma sembra che il matrimonio tra Marchetti e il Milan prima o poi si farà. Ruggiero Daluiso – www.milanlive.it
Calciomercato Milan: sirene da Madrid per Pato
Il Real guarda verso Pato MILAN, IL REAL MADRID PUNTA PATO – Secondo quanto riporta ‘ Marca’ nella giornata di ieri, il Real Madrid sarebbe interessato ad Alexandre Pato . L’attaccante brasiliano, nonostante al Milan non stia trovando lo spazio e la continuità che ci si sarebbe aspettati, continua a piacere ai grandi club europei, tra cui il team di Florentino Perez. Proprio quest’ultimo, nonostante l’approdo di Adebayor in prestito dal Manchester City, potrebbe decidere di effettuare un ulteriore acquisto in estate per rinforzare il già stellare reparto offensivo. E visti i buoni rapporti che intercorrono tra le due società potrebbero esserci importanti colpi di scena, ma non per i tifosi milanisti che vedono in Pato il futuro di questa squadra che sta attuando proprio da poco il ringiovanimento della rosa. Di questa trattativa se ne potrebbe riparlare a giugno, sempre che il patron rossonero sia disposto a cederlo. Ruggiero Daluiso – www.milanlive.it
AC Milan Story: i grandi del passato: Marco Van Basten – Video
AC MILAN STORY VAN BASTEN – La leggerezza e l’eleganza sinuosa del cigno, ma anche la fragilità che purtroppo gli ha impedito di arricchire ulteriormente il suo palmares. La carriera di Marco Van Basten, attaccante del Milan , pare seguire la storia dell’animale da cui ha preso il soprannome, per l’appunto “ Il Cigno di Utrecht”. Nato a Utrecht il 31 ottobre 1964, il giocatore olandese ha rappresentato secondo gli addetti ai lavori, il primo prototipo di attaccante moderno, abile sia in area che fuori, tanto delicato nelle movenze e nei dribbling quanto implacabile nelle palle aeree . La sua carriera da calciatore professionista inizia nel 1981 nell’ Ajax, dove esordisce sostituendo un mostro sacro dei Paesi Bassi come Johan Cruijff. Negli anni successivi. Marco dimostra di possedere oltre a colpi da vero funambolo, anche una discreta dote realizzativa, che lo porta a laurearsi per tre volte consecutive capocannoniere dell’Eredivisie e vincere una Scarpa d’Oro come miglior realizzatore europeo. Nel 1990, durante un contrasto di gioco, subisce il primo infortunio alla famigerata caviglia destra,quella che lo tormenterà per il resto della carriera e lo costringerà all’operazione aver vinto la Coppa delle Coppe nel 1985/86, il Milan , su consiglio diretto del presidente Silvio Berlusconi, decide di acquistarlo e portarlo alla corte di Arrigo Sacchi . Il suo inserimento negli schemi del buon Arrigo è comunque graduale, e rallentato da una serie di guai fisici , come la seconda operazione alla caviglia destra. Dopo aver comunque contribuito con i suoi goal alla vittoria del primo scudetto contro il Napoli, Van Basten proseguirà la sua avventura milanista conquistando in ordine 3 Champions league, 2 Coppe Intercontinentali, 3 Supercoppe Europee, 4 Scudetti e 4 Supercoppe Italiane. Tutti questi trionfi sono stati comunque segnati da altre due operazioni alla caviglia, che tuttavia non hanno impedito a Van Basten di conseguire numerosi riconoscimenti personali, come un Fifa World Player (1992) e ben tre Palloni d’Oro , record eguagliato solo da Cruijff e Platini.Unico rammarico dei tifosi rossoneri è forse quello di non averlo visto in azione nella finale del 1995 persa dal Milan contro l’Olympique Marsiglia, dove il bomber rossonero avrebbe potuto dare il suo contributo. La sua carriera si conclude prematuramente per i soliti problemi fisici: nel giugno 1995. dopo 2 anni di calvario passati tra specialisti e cliniche, Marco Van Basten annuncia ufficialmente il suo ritiro dal calcio giocato, lasciando nei tifosi l’amaro in bocca per quanto Marco avrebbe potuto offrire alla causa rossonera . Votato miglior attaccante milanista del secolo dai tifosi, con le sue 90 reti in 147 presenze con la maglia del Diavolo, è attualmente allenatore in cerca di contratto, ma tutti i supporter del Milan preferiscono ricordarlo mentre, con la sua leggerezza, spiegava le sue ali sul prato di S.Siro conducendo i Diavoli alla vittoria. Ecco la carriera di Van Basten ed un video con i gol più belli di uno degli attaccanti più forti di sempre: 1982-1987 Ajax 133 (128) 1987-1995 Milan 147 (90)[2] Paolo Pietro Giannetti – www.milanlive.it
Ronaldo dice addio al calcio, le lacrime in conferenza – Video
In una conferenza stampa convocata a San Paolo, in Brasile, Ronaldo ha comunicato la sua scelta di lasciare definitivamente il calcio giocato:« Come potete immaginare, sono qui per dirvi che chiudo la mia carriera di calciatore professionista. E’ stata bellissima, meravigliosa ed emozionante, con molte sconfitte ed altrettante vittorie. Non ricordo di essermi fatto un solo nemico.» Anche il Milan, attraverso il suo sito internet ha voluto ringraziare l’attaccante brasiliano, 20 presenze e 9 gol con la maglia rossonera: “La Società rossonera e tutta la grande famiglia milanista ricambiano, con affetto, stima e riconoscenza, le gentili parole che, in un giorno tanto importante per la propria carriera e la propria vita, Ronaldo ha voluto indirizzare proprio al Milan. Formidabile ambasciatore del calcio e dello sport, il nome di Ronaldo rimarrà sempre impresso nella storia rossonera per il contributo dato nella stagione 2006-2007 conclusa con la vittoria della Champions League ad Atene.” Ecco il video delle conferenza con il ‘Fenomeno’ in lacrime: Marco Cornacchia – www.milanlive.it
AC Milan Story, i grandi del passato: Zvonirim Boban – Video
AC MILAN STORY ZVONIRIM BOBAN – La meraviglia di un preciso colpo di fioretto in grado di risolvere qualsiasi situazione. Non è un film di superoe né un’azione di scherma, ma stiamo parlando di “ Zorro” Zvonimir Boban, trequartista dai piedi buoni con un’ottimo senso del gol . Nato a Imoschi l’8 ottobre 1968, la sua carriera inizia a 16 anni nelle file della Dinamo Zagabria, della quale diventa perno fondamentale e, a 19 anni, capitano e leader indiscusso. Personaggio carismatico e autorevole, durante i disordini scoppiati nel derby tra Dinamo e Stella Rossa del 1990, rimarrà noto la difesa di un giovane supporter croato da un poliziotto serbo, letteralmente abbattuto da Boban . Squalificato prima per 6 mesi, sospeso anche dalla nazionale, il giovane Zvonimir decide di emigrare e il Milan, riconosciuto tramite l’esperto occhio di Fabio Capello il talento cristallino del giocatore, decide di assicurarsene le prestazioni. Dopo una stagione di apprendistato al Bari, Boban rientra al Milan , partecipando attivamente, assieme agli “ Invincibili” rossoneri, alla conquista di una Champions League e tre Scudetti. Superato quest’importante capitolo della storia rossonera , Boban si ritrova in una squadra orfana di grandi campioni come Savicevic, Gullit e tanti altri, ma ancora in grado di dire la sua; nella stagione 1998/1999 arriva infatti la conquista del sedicesimo scudetto milanista, il quarto personale . La conquista del titolo passa sicuramente dai piedi del talento croato che, con i suoi dribbling imprendibili e la sua innata abilità nel mettere i propri compagni davanti al portiere avversario, garantisce alla squadra allora allenata da Zaccheroni punti e spettacolo. Sono molte le sue gioie pure nella nazionale croata, che guidò all’Europeo 1996 e Mondiale 1998, nella quale Boban dimostrò nuovamente le sue qualità, portando la Croazia al terzo posto nella massima competizione calcistica . Nel 2001 si conclude invece la sua avventura rossonera, che cede “Zvone” al Celta Vigo in prestito, dove dopo solo due mesi di permanenza il giocatore croato si ritira dal calcio giocato tra l’amarezza di tifosi e addetti ai lavori. Della sua esperienza al Milan resta vivo nella mente dei tifosi, oltre alle numerose vittorie e alle strepitose giocate, il gol segnato nel recupero contro il PSG nella semifinale di Champions che spalanca al Milan le porte della finale di Champions 94/95 e l’amarezza per i numerosi infortuni che hanno sicuramente condizionato la carriera di questo immenso giocatore. Salutato da tutto S.Siro con una meravigliosa standing ovation il 15 ottobre 2001, attualmente “Zorro” è un opinionista per Sky Sport. Rimane epica su Boban un commento di Carlo Pellegatti, noto giornalista sportivo e tifoso rossonero: “Boban, lui è classe, lui è il Milan, lui è il mio idolo. È’ iniziato il periodo delle sfilate signori, Ferrè, Armani, sembra di essere a Palazzo Pitti”. Onore dunque a Zvonimr Boban, professionista perfetto e vero cuore rossonero. Ecco la carriera di Boban ed un video sul fantasista croato: 1985-1991 Dinamo Zagabria 109 (45) 1991-1992 Bari 17 (2) 1992-2001 Milan 251 (30) 2001-2002 Celta Vigo 4 (0) Paolo Pietro Giannetti – www.milanlive.it
Video intervista Seedorf dopo Milan Parma
Seedorf è stato colui che ha aperto le marcature e spianato la strada al Milan per ipotecare i tre punti contro il Parma nella venticinquesia giornata di serie A. Sentiamo le sue parole nel dopo-partita. Valentina Ligas
AC Milan Story, i grandi del passato: Franco Baresi – Video
AC MILAN STORY FRANCO BARESI – Il condottiero, la leggenda, l’uomo esemplare e soprattutto il DNA squisitamente rossonero. “ Kaiser Franz” , al secolo Franchino Baresi , nasce a Travagliato (BS) l’8 maggio 1960, e rappresenta tutto questo per i cuori rossoneri. Come capita solitamente, il destino beffardo ha voluto giocare con la rivalità che vige tra le sponde del Naviglio, consegnando Franco Baresi al Milan dopo che l’Inter lo scartò per scarse doti fisiche . La sua carriera milanista ha i tratti del predestinato : esordì infatti in Serie A nel 1978 a Verona a soli 17 anni, impressionando tecnico e compagni per la sua tranquillità e innata eleganza in campo. Conquistò nel 1978-79 lo scudetto della stella , giocando da titolare al fianco di un altro storico capitano rossonero come Gianni Rivera. Dopo aver conosciuto così precocemente la gloria calcistica, Franco Baresi sprofondò in Serie B assieme al Milan dopo la retrocessione avvenuta nell’ambito dello scandalo scommesse, dove assunse, a 22 anni, la responsabilità della fascia da capitano. Superata questa storia infausta del passato dei rossoneri, il capitano divenne leader degli “ Invincibili”, team rossonero che dettò legge in Italia e in Europa nelle gestioni Sacchi e Capello , rendendo la bacheca rossonera ricche come non mai: 6 scudetti, 3 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, 3 Supercoppe europee e 4 Supercoppe italiane sono il biglietto da visita di questo fantastico giocatore, capace con il suo carisma e la sua personalità, di far scattare il fuorigioco con il famoso “braccio alzato” alla Baresi. Assieme ai compagni di reparto Maldini, Costacurta, Tassotti costituì una delle difese meno perforate della storia del calcio, capace sia di sbarrare la via del goal agli avversari sia di reimpostare rapidamente l’azione per ribaltare il fronte d’ attacco. Al suo palmares personale non si aggiunge il Pallone d’Oro, riconoscimento che ingiustamente è stato negato più volte a numerosi totem rossoneri, e nemmeno il Mondiale, che vide svanire ai rigori contro il Brasile il sogno di riportare la World Cup 1994 in Italia.Franco Baresi lascia il calcio giocato a 37 anni, non senza rimpianti della dirigenza rossonera che decide di ritirare la maglia numero 6 in modo da legare indissolubilmente il nome di Baresi alla leggenda e consegnando al mito le gesta di questo immenso giocatore. Affidata la fascia da capitano a Paolo Maldini, altro monumento del Milan, tentò la carriera da allenatore al Fulham, per poi finirla nel settore giovanile rossonero. La sua carriera milanista prosegue attualmente nelle file dirigenziali del club, a testimonianza del suo forte attaccamento ai colori della squadra che l’ha consegnato alla Storia e vicino all’affetto della gente della Curva, che l’ha eletto all’unanimità simbolo eterno dello stile “Milan”. Segue la carriera di Baresi ed un video sull’addio al calcio dell’indimenticabile capitano: 1977-1997 Milan 531 (16) Paolo Pietro Giannetti – www.milanlive.it
Calciomercato Milan: il Liverpool vuole Boateng
Il Liverpool guarda verso Boateng MERCATO MILAN, IL LIVERPOOL VERSO BOATENG, PRONTI 15 MILIONI PER IL CENTROCAMPISTA ROSSONERO – Kevin Prince Boateng è stato uno dei giocatori che ha sorpreso di più nell’inizio di stagione: il grintoso e dinamico centrocampista ghanese ha sfoderato con la maglia del Milan buone prestazioni fino al momento dell’infortunio. Secondo le indiscrezioni provenienti dal ‘Daily Mirror’ , il Liverpool sarebbe deciso a soffiare il centrocampista ghanese al Genoa, proprietario del suo cartellino, ed al Milan, dove Boateng ha dimostrato a tutti di essere un giocatore di qualità e soprattutto di quantità. Per far tornare il calciatore in Inghilterra il Liverpool dovrà sborsare una cifra non inferiore ai 15 milioni di Euro. Il club inglese, dopo la cessione di Fernando Torres e gli acquisti di Carroll e Suarez, potrebbe rinforzarsi ulteriormente nella sessione estiva di calciomercato. Ruggiero Daluiso – www.milanlive.it
Milan Parma, i precedenti
Milan e Parma, si sono incontrate a San Siro 19 volte : sono ben 11 le vittorie rossonere , 2 le sconfitte , 6 i pareggi. Il diavolo ha siglato in totale 34 reti mentre il Parma solo la metà, 17 . L’ultimo precedente a San Siro tra Milan e Parma, risale alla scorsa stagione, quando all’11’ giornata, una doppietta di Marco Borriello regalò la vittoria ai rossoneri. Per l’ultimo successo dei ducali bisogna tornare indietro di quasi 15 anni, alla stagione 1996-1997, quando ad allenarli c’era, udite udite, Carlo Ancelotti. Si imposero per 1-0 con rete di Stanic. Due stagioni fa, invece, ci fu l’ultimo pareggio : al vantaggio di Seedorf al 53’ rispose Pisanu al 73’. E’ storica la sconfitta riportata dal Milan nel 1993 perché interruppe la striscia positiva rossonera di 58 risultati utili consecutivi. La partita terminò 0-1 con gol di Asprilla. Valentina Ligas
Milan Tottenham: Van Bommel, destini incrociati
Milan-Tottenham sfida di Champions League valida per gli ottavi di finale è molto più di un semplice match, è un destino dove le vie degli Spurs e dei rossoneri si incrociano, è il destino di Mark Van Bommel , nuovo acquisto milanista. L’olandese ha infatti rivelato che avrebbe potuto far parte della rosa del club inglese: “ Ci sono stati dei contatti ma sfortunatamente non sono andati a buon fine . E’ uno dei miei club inglesi preferit i , amo quello stadio e conosco il campo d’allenamento per esserci stato con la mia nazionale “. Non se ne è fatto nulla ma l’asse Milan-Tottenham potrebbe funzionare: “ Van der Vaart mi ha raccontato molto cose e mi piacerebbe giocare per gli Spurs. Un trasferimento in estate? Non sono uno che guarda indietro ma avanti. Sono felice al Milan, ma non si sa mai cosa puo’ succedere “. Infatti il contratto che lo lega al Milan scade a giugno 2011, chissà se l’olandese rimarrà alla corte di Allegri. Valentina Ligas
Milan-Parma, vietato sbagliare
MILAN PARMA – Gli ultimi risultati non proprio positivi del Milan in questo ultimo periodo hanno riaperto indubbiamente il campionato. Era diverso tempo che la lotta per lo scudetto non era così combattuta con diverse squadre in corsa. Nonostante Napoli e Roma ancora non siano fuori dai giochi è senza dubbio l’ Inter l’avversaria numero uno per i rossoneri. Se la squadra di Leonardo dovesse fare bottino pieno nelle trasferte di Torino e Firenze si ritroverebbe a -2 dal Milan con un calendario piuttosto agevole. A questo punto il derby di ritorno diventerebbe un crocevia fondamentale per la stagione. Dall’ambiente nerazzurro si cerca di mettere pressione ad Allegri e la sua squadra con dichiarazioni che tendono a minare la tranquillità del team rossonero. Per il Milan saranno fondamentali le prossime partite a cominciare da quella con il Parma per ritrovare la serenità ed allontanare la rincorsa nerazzurra. Marco Cornacchia – www.milanlive.it
Calciomercato Milan, Marino: “Pato e Pirlo restano al Milan”
Pierpaolo Marino, esperto di mercato CALCIOMERCATO MILAN, MARINO MILAN PATO PIRLO – In questi giorni le voci di un addio alla maglia rossonera da parte di Pirlo e Pato si susseguono, eppure c’è chi scommette che rimarranno a Milanello . A farlo non è uno qualunque, ma Pierpaolo Marino, ex dg di Napoli e Udinese e profondo conoscitore delle vicende di mercato, che ai microfoni di “ Calciomercato.it ” scredita gli ultimi rumours sui due giocatori : “ Credo che Pirlo rimarrà al Milan. E’ un elemento troppo prezioso: nella rosa a disposizione di Allegri non ci sono suoi sostituti. Tra l’altro Berlusconi e Galliani hanno sempre dimostrato di avere molta sensibilità e riconoscenza verso i campioni storici della squadra. Non riesco a pensare che possa terminare la carriera con una maglia che non sia quella rossonera. Anche Pato sicuramente non si muoverà.” Non può mancare infine la chiosa finale sulla querelle Pato – Ibrahimovic : “ La querelle con Ibrahimovic è qualcosa di inesistente: lo svedese è un leader e in quanto tale si fa sentire con i compagni più giovani durante la gara. Sono cose all’ordine del giorno. Il ‘problema’ è stato creato a livello mediatico per disturbare la tranquillità del Milan e dare una chance in più alle inseguitrici per riaprire e rendere più interessante il campionato”. Paolo Pietro Giannetti – www.milanlive.it
AC Milan Story, i campioni del passato: Dejan Savicevic – Video
AC MILAN STORY SAVICEVIC VIDEO – Dejan Savicevic, un nome una leggenda. Se ricordate il suo nome ad un tifoso milanista, vi risponderà sicuramente evocando l’immagine del “Genio” che insacca un fantastico pallonetto alle spalle di Zubizareta nella finale di Atene ’94, permettendo al Milan di vincere la coppa dei Campioni dopo la disfatta dell’anno prima contro L’Olympique Marsiglia. Il talentuoso serbo, che è stato appunto battezzato “ Il Genio” per la sue doti tecniche e le giocate impossibili, nasce a Podgorica il 15 settembre 1966. Cresciuto nel Budućnost Titograd, raggiunge la consacrazione con la maglia della Stella Rossa. A Belgrado vincerà la coppa dei Campioni nel 1991 e nello stesso anno anche la coppa Intercontintale e incontrerà per la prima volta i colori rossoneri (andando anche in goal) nella famigerata partita sospesa per nebbia nel secondo tempo con gli ospiti sotto 1 a 0. Giunto al Milan nell’era Capello, Savicevic rappresenta la vera svolta dopo l’addio di Marco Van Basten, andando a conquistare da protagonista tre Scudetti, tre Supercoppe Italiane, una Champions League e una Supercoppa Europea. Chiuderà non senza rimpianti la sua carriera rossonera nel 1998 in seguito a problemi fisici, tornando per poco tempo in patria. Diventato in seguito Commissario Tecnico della Serbia, è attualmente il presidente della Federazione Calcistica del Montenegro. Dejan Savicevic, o semplicemente il “Genio”, considerato il giocatore serbo più forte di sempre, è indissolubilmente legato ai colori rossoneri, con i quali ha costruito una pagina gloriosa della storia del Milan. Ecco un video del ‘Genio’ con la maglia rossonera con la rete di Atene: Paolo Pietro Giannetti – www.milanlive.it