PRE MILAN-JUVENTUS, ALLEGRI – In attesa della grande sfida scudetto tra Milan e Juventus ecco le dichiarazioni di Mister Allegri: “non convoco ne Boateng ne Maxi Lopez perché non possono ancora giocare. Il calcio Italiano sta dimostrando anche in Europa di essere competitivi, stanno facendo bene tutti, sia Udinese che Napoli e Milan. Siamo pronti per giocare una grande partita contro la Juventus, hanno la miglior difesa del campionato, sarà difficile
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Cesena-Milan 1-3: automatismi acquisiti
CESENA-MILAN 1-3 – Assenze pesanti, recuperi che illudono e tornano in infermeria, grandi campioni che non trovano, causa di forza maggiore, il proprio spazio in campo e poi ci sono le novità e i giocatori sottovalutati che finalmente si impongono con forza e determinazione. Le scelte di Allegri sono sembrate sprezzanti, presuntuose, quasi a voler dire che una sfida contro l’ultima in classifica non meritasse attenzione: Muntari e Mesbah titolari, dopo ottime prestazioni di Antonini e Van Bommel nessuno se lo sarebbe immaginato eppure, anche in questa occasione, l’allenatore livornese ha avuto ragione zittendo tutti quelli che l’hanno criticato con fermezza. In dieci minuti il Milan ha trovato cinque bellissime occasioni da gol, due delle quali a favore del nostro nuovo numero 14
Milan: Ti farò una rivelazione
MILAN, TI FARO’ UNA RIVELAZIONE – Era ancora marzo 2011 quando tra una cosa e l’altra stavo impostando e organizzando la stesura di “Leggenda Milan: 25 anni di grandi successi” Sperling&Kupfer, sapevo che sarebbe stato un lavoro lungo ma la soddisfazione di poter celebrare i ragazzi con il loro libro ufficiale mi metteva nelle condizioni migliori per lavorare con fiducia, dedizione e voglia di rendere al meglio. Stavo giocando la mia partita e, dal campo impervio delle parole, sarei potuta uscire solo vincente. Una mattina, colta alla sprovvista dalle scartoffie che ricoprivano la mia scrivania, ho detto sottovoce e poi scritto su un post-it: “Se riuscirò a terminare il libro in tempo il Milan vincerà la Champions 2012″ .
Coppa Italia Milan-Novara 2-1: Campanelli d’allarme
MILAN-NOVARA, 2-1 COPPA ITALIA – Se la partita di questa sera fosse dovuta servire unicamente alla vittoria avremmo raggiunto il nostro obiettivo ma se, invece, l’obiettivo fosse stato quello di provare, testare, scoprire qualcosa di nuovo per intensificare ulteriorimente il gioco di un Milan un po’ arrugginito allora non avremmo ottenuto davvero niente. Qualche bel segnale è arrivato dal piccolo faraone, autore del gol che sblocca la partita al 24′ del primo tempo, seconda rete in rossonero e prima in Coppa Italia, un calcio potente e preciso, ha anche cercato di ripetersi senza successo ma, quanto meno, ha dimostrato di avere le doti e le basi su cui costruire qualcosa di solido per il suo futuro giustamente al Milan. Nonostate le voci di mercato El Shaarawy merita di restare e anche di giocare, Allegri avrà di che pensare a questo punto. Inzaghi, inoltre, ha dimostrato di avere ancora tanta intuizione, senso del gol e spirito di sacrificio, è sempre presente in area, quando arriva la palla lui c’è e colpisce sempre con precisione ma letteralmente placcato da due-tre difensori del Novara ha fatto molta fatica a trovare il suo spazio; oltretutto i compagni non gli hanno dato una mano. Dispiace molto che anche i ragazzi non abbiano fiducia in lui, dispiace che un Ambrosini preferisca scaricare indietro o tirare a caso piuttosto che crossare per lui, dispiace vedere un piccolo faraone crogiolarsi nella sua bravura e fiducia in sé stesso a sfociare quasi in orgoglio presuntuoso e Inzaghi resta a congelarsi in area, con solo due occasioni vaghe, fermate inesorabilmente dalla buona difesa novarese. Si è sentita notevolmente l’assenza di Abate, Bonera spettatore non pagante ha sostituito il buon Ignazio in maniera decisamente non convincente a dimostrazione che abbia tutte le qualità per vestire la maglia azzurra nella Nazionale di Prandelli. Al 13′ del secondo tempo, oltretutto, Allegri toglie Pippo per lasciare a Pato una mezzora di tempo utile a ritrovare il ritmo, peccato che alla fine dels econdo tempo supplementare sia costretto a rientrare negli spogliatoi per altri problemi muscolari (ma è davvero il caso di tenerlo?). Il Papero non trova la porta in 3 occasioni su punizione mentre la rete risulta facile per Radovanovic che,dopo aver punito su punizione proprio l’Inter a inizio stagione riesce a segnare il pareggio, un gol che, nonostante il freddo, costringe le due squadre fuori per i tempi supplementari. Allegri si convince a rimettere Abate, il gioco cambia immediatamente e infatti finalmente Pato segna e il Milan è di nuovo in vantaggio, un gol facile per lui che parte veloce sul limite del fuorigioco ma nessuno fischia e la porta finalmente è sua. Direi discretamente bene Merkel, tornato dopo un periodo di crescita al Genoa che sembra aver dato i suoi frutti, il diciannovenne ha messo su un fisico da calciatore maturo, ha molta tenacia, tecnica e decisione, non sempre preciso nei passaggi ma convincente. Ambrosini non è il valido sostituto di Van Bommel, non comprendo molti movimenti laterali che rallentano il gioco e non spingono verso la porta avversaria, in ogni caso la scelta era obbligata. Meno male che Ibrahimovic non è stato chiamato in causa, questa sera San Siro è peggio di una ghiacciaia, sarebbe stato un rischio inutile portarlo in campo. Tornando al discorso di partenza, però, la partita di Coppa Italia contro il Novara sarebbe dovuta servire ad accrescere il morale e dimostrare di essere il Milan favorito per lo scudetto e non il Milan da oratorio. A parte la satira e gli scherzi, questa partita deve servire da allarme, ormai è chiaro che qualche problema è presente all’interno della squadra ma, come dovrebbe sempre essere, non sono i giocatori a doversi accollare tutti i problemi. Ricordo un contratto rinnovato proprio questa settimana, ricordo la diatriba per un aumento di stipendio, ricordo la volontà della società e quella dell’interessato: ora il responso, perché i fatti ci sono e di scusanti nemmeno l’ombra. 2-1 ai supplementari, tra nebbia e un freddo disumano: tempo perso, il Milan di sempre avrebbe vinto 4-0 ma in 90 minuti e con le mani in tasca. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it Altre News Milan-Novara, Coppa Italia, Allegri: per il momento va bene così, aspettiamo il responso medico per Pato Milan: il rientro di PippoMio in..Coppa Italia Milan-Novara, le probabili formazioni del match di Coppa Italia: tridente inedito! Milan, il report da Milanello in vista del Novara: tre big lavorano a parte Roma-Milan, felicità Nesta: Abbiamo fatto bene ma possiamo fare meglio, non siamo ancora al 100% Video Coppa Italia: Sampdoria-Milan 1-2, rossoneri trascinati da Pato Milan, Amelia: “Abbiamo giocato una grande gara” Milan, Maurizio Ganz emozionato per l’esordio del figlio in Champions Posted by Direttore on gen 18 2012. Filed under Editoriali , News Milan , Primo Piano , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . Both comments and pings are currently closed.
Milan: apnea prolungata per una squadra già incerottata
..d’altra parte.. MILAN, L’APNEA PROLUNGATA DI UNA SQUADRA INCEROTTATA – Fuori Aquilani, fuori Gattuso, fuori Flamini e ora, come un fulmine a ciel sereno, fuori anche Boateng un asso indispensabile per la squadra rossonera, forse non così incisivo come mezzala destra ma superbo come trequartista. Un punto d’appoggio per le due punte, l’uomo da sfondamento di cui il Milan ha bisogno per spingersi con forza sotto porta costretto a 4 settimane di fermo per un problema ai flessori della gamba destra. La sfortuna ci vede davvero bene, questa non ci voleva, proprio adesso, proprio ora che Allegri aveva affermato di aver bisogno di tempo per “rimettere insieme i cocci” e invece di fare ordine sembra proprio che la confusione aumenti. Perso un altro coccio e acquisiti cavalli importanti con la corsa e la tenacia di Merkel bisognerà studiare un metodo d’accatto convincente. Non credo che il Mister stia pensando ad un cambio di modulo, non sarebbe nello stile Milan ma, questo è inequivocabile, bisognerà cercare di rimescolare le carte possibilmente aspettando l’uscita del jolly, Galliani potrebbe dargli una mano, bontà sua.. il Milan ha bisogno di ossigeno perché dall’apnea, prima o poi per non morire, bisogna riemergere. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it Posted by Direttore on gen 17 2012. Filed under Calciomercato , Editoriali , News Milan , Primo Piano , Serie A , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry
Milan-Inter: piccola considerazione
MILAN-INTER – Abbiamo già fatto tutte le considerazioni del caso, abbiamo analizzato nel dettaglio la partira, quello che manca ormai è solo l’ignoto, quello che sta nella mente dei giocatori e dell’allenatore. Non so con che criterio si ostini a dimenticarsi della presenza di Pippo Inzaghi, una leggenda rossonera che, soprattutto in questa circostanza, sarebbe stato utilissimo, ha 38 anni, alcuni infortuni alle spalle ma anche tanti, tanti e tanti gol ancora. Nel momento in cui si sa di avere solo El Shaarawy come sostituto di Pato, un ragazzino che sebbene bravissimo non ha ancora esperienza e minuti nelle gambe, non ha quelle caratteristiche già insite in Inzaghi, un’alta tensione che ha fatto conquistare innumerevoli successi al Milan e, nel momento del bisogno, potrebbe ancora determinare buone prestazioni di squadra, forse bisognerebbe riconsiderare la sua presenza in campo. Personalmente mi dispiace molto questo atteggiamento di sfiducia nei suoi confronti ma non per questioni legate al passato ma in vista del futuro. L’importanza è vincere non con chi o come, quello che conta è imporre il colore rossonero in Campionato. La dimostrazione che le scelte attuali sono sbagliate sta proprio nel fatto che su 3 derby della scorsa stagione il Milan è uscito sempre vincente, perdendo quest’anno in un momento in cui sembra davvero che ci sia qualcosa che non va nello spogliatoio di Allegri. Contratto rinnovato per il Mister che dovrebbe dargli importanza e credibilità nella squadra e nella dirigenza, dovrebbe, nella sua mente, dargli fiducia e spinta per fare sempre meglio; certi errori di valutazione, però, sembrano dettati da una considerazione troppo sommaria della squadra disponibile attualmente. Non ha a disposizione Cassano, non ce l’ha e anche rimpiangendo le partite in cui era lui la stella del Milan, adesso bisogna cambiare qualcosa, non basta, non può bastare Ibrahimovic per vincere c’è bisogno di altro. Che “altro” significhi Inzaghi o meno conta poco, l’importante sarebbe ammettere, almeno con sé stesso, di dover assolutamente apportare delle modifiche al campo e al gioco. Allegri dice spesso che la Vecchia Guardia risulta indispensabile nelle dinamiche di squadra, se davvero è così forse sarebbe ora di dimostrarlo dentro allo stadio e non solo fuori. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it Altre News Milan, Sculli: “Non credo che il derby sarà decisivo” Calciomercato Milan, Allegri atto 1: Il Rinnovo? Per ora si pensa solo a vincere. E su Pirlo… Brescia-Milan: coppia d’attacco fantasia con Robinho e Cassano davanti a Boateng Milan, Allegri: “Dobbiamo giocare da Milan” Milan, Galliani: “Un augurio: vincere” Milan, Marani: “Era una partita che non si poteva non vincere” Calciomercato Milan, Lodetti: Pato si deve svegliare, ci han mandato il fratello di Taiwo, Inzaghi? Il tempo passa… Lecce-Milan, Allegri in esclusiva con Milanlive.it: Dubbio Boateng-Robinho, Berlusconi l’ho sentito… Posted by Direttore on gen 15 2012. Filed under Editoriali , News Milan , Primo Piano , Serie A , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry
Milan-Inter 0-1: che tristezza..non c’è il due senza il tre ma il quarto non arriva
MILAN-INTER 0-1 – Una partita strana, una partita ricca di pathos già di per sé, il derby tiene con il fiato sospeso, fa tremare lo stadio che, stasera, ha dato il meglio trasmettendo tanto calore e partecipazione alla propria squadra del cuore. Il derby è la sfida dell’orgoglio e della tenacia prima ancora che della tecnica, è la sfida per l’imposizione dell’onore insito nei propri colori, questo vale sia per l’Inter che per il Milan ma i rossoneri, quesra sera, sono scesi in campo davvero cattivi, grintosi, combattivi e compatti. Tutti, ma proprio tutti, hanno saputo correre e attaccare con il cuore. L’Inter si è difesa bene, ha messo in difficoltà il Milan già dopo 5 minuti con il gol di testa, in fuori gioco, di Motta ma, i rossoneri, non hanno concesso respiro agli avversari pressando in ogni istante della partita e mettendo tanta tecnica in qualche azione di tutto rispetto. Nessun gol durante i primi 45 minuti, partita ferma ma solo per il risultato, Ibrahimovic è davvero incredibile, Pato ha sbagliato qualche movimento favorevole ai rossoneri ma si è prodigato per la squadra, mi è piaciuto tantissimo Thiago Silva, Nocerino e Van Bommel che, con un tiro inaspettato ha preso una traversa che trema ancora adesso insieme al cuore di chi guardava con fiducia un’azione che avrebbe potuto sbloccare definitivamente la partita. Una prestazione, quella di Van Bommel davvero ottima, a dimostrazione del fatto che, adesso, risulta molto più utile rispetto ad Ambrosini, in panchina insieme a Seedorf. Anche il secondo tempo dimostra la superiorità rossonera soprattutto nel possesso palla, l’Inter insegue, rincorre e cerca di conquistarsi spazio ma non ne trova; nonostante tutto, però, il gol sembra non arrivare proprio mai. Il derby è una partita in cui le variabili sono molte di più e molto più difficili da valutare che in qualsiasi altro match, dimostrazione del fatto che, anche se il Milan ha giocato alla grande fin dal principio, è stato Milito a sbloccare il risultato con un calcio di precisione ma poco potente che beffa Abbiati e gela ulteriormente lo stadio milanista fiducioso in un buon risultato di squadra. Il controllo di palla di Pato, in ogni caso, lascia ancora molto a desiderare, si vede che il ragazzo non gioca 90 minuti da un bel po’ di tempo, deve ancora ritrovare se stesso e un gioco convincente, probabilmente le vicissitudini di mercato lo hanno un pochino destabilizzato, forse più di quanto non fosse già in seguito ai problemi fisici ricorrenti. Ibrahimovic si mette in gioco in ogni ruolo, ottimo attaccante ma incredibile anche come trequartista il problema paradossale è che non riesce a trovare nessun compagno a cui dare la palla e che sappia cosa fare con il pallone tra i piedi, non riesce sicuramente ad essere decisivo da solo, il supporto della squadra sarebbe indispensabile e Pato sicuramente, per lo meno in questo momento, non è l’uomo giusto per stargli accanto e seguirlo in tutti i suoi movimenti magistrali e velocissimi. L’inserimento di El Shaarawy al posto di Pato sembra un avvertimento per il brasiliano più che un cambiobtattico; dopo appena qualche secondo dall’inserimento del piccolo Faraone Robinho riesce a sbagliare il pareggio oltretutto l’arbitrobfischia ilbfuorigioco e l’errore viene consideratobirrilevante ma solo per l’esito non per il brutto gesto che conferma la sua difficoltà sotto porta. Allegri proprio ieri a Milanello aveva detto che se l’Inter avesse perso questa partita si sarebbe tolto definitivamente dalla corsa allo scudetto 2012 ma se avesse pareggiatobo vinto avrebbe riaperto il Campionato e, come volevasibdimostrare, non è ancora finita e oltre alla Juventus ora anche l’Inter sibinseriscevtra lebpossibili contendenti al trionfo. Dispiace che il Milan riesca a “vincere giocando male”, come aveva detto il Mister qualche tempo fa, e non riesca a portare a casa tre punticini importanti giocando bene perchè, tutto sommato, è stato un bel derby in cui i rossoneri ci hanno provato davvero, fino alla fine, credendoci e sperando nella vittoria che, ahimè, non è arrivata. Ora non resta che capire cosa si debba fare per vincerebdinnuovoncome prima, bisogna trovarebuna chiave risolutiva delnproblema, un metodonper conquistarebfiducia in sé stessi e determinazione vincentebin campo. Allegri ha rinnovato il contratto, Pato si è messo sereno in maglia rossonera,ndovrebbero essere tranquilli e, invece, questo risultato, risolleva problemi fossilizzati prima della sosta di Natale ma, per vincere, bisogna trovarebla soluzione che sciolgabilbfossile e risvegli gli Immortali.. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it Posted by Direttore on gen 15 2012. Filed under Editoriali , News Milan , Primo Piano , Serie A , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry
Cagliari-Milan 0-2: Tre punti sudati ma..conquistati
CAGLIARI-MILAN 0-2 – Bastano tre minuti per passare in vantaggio, tre minuti perché il solito uomo da mezzo milione riesca a segnare, quasi, il settimo gol in rossonero. Quasi: perché Pisano lo anticipa e butta la palla alle spalle di Agazzi, una beffa più per sé stesso che per il centrocampista rossonero. Antonio Nocerino ha, comunque, dimostrato di poter diventare un grande campione, chiudendo la bocca a tutti quelli che, al suo arrivo, erano perplessi e sconcertati. Il numero 22 è, a questo punto, una pedina fondamentale in campo, per sé stesso e per i compagni che, nonostante questo, hanno fatto davvero molta fatica. Come sempre il possesso palla del Milan è stato nettamente superiore ma di tiri in porta se ne sono visti ancora troppo pochi. Il Cagliari, in questo senso, nonostante il gioco non sia apparso particolarmente brillante, ce la mette tutta e ci prova, tentativi che al Milan mancano. Qualche bel tiro da fuori area da parte di Neingollan e di Cossu hanno messo in difficoltà sia Abbiati che la difesa, la stessa schierata contro il Siena, la stessa che, però, contro la squadra sarda, è stata tirata in ballo con più frequenza portando a galla le carenze tecniche di un Mexés che proprio non può dirsi essere un valido sostituto né di Yepes né, tanto meno, di Nesta. Anche l’attacco rossonero ha, attualmente, qualche piccolo deficit, più fisico che tecnico. Dipenderà, forse, dalla stanchezza accumulata in questa rincorsa alla testa della classifica, alla scalata verso la Champions League e agli inaspettati infortuni in cui sono incorsi giocatori per il Milan davvero indispensabili, fatto sta che anche Ibrahimovic e Boateng non paiono essere in grande forma; lo svedese riscatta la parvente svogliatezza dimostrata con il gol dello 0-2 al 16′ del secondo tempo, l’undicesimo gol in campionato, sette dei quali su rigore. Robinho, dal canto suo, al 13′ del secondo tempo, è riuscito a commettere un altro grave errore, sarebbe stato molto più facile crossare per Boateng piuttosto che cercare un improbabile tiro in porta, dopo tutto dovrebbe sapere quanta difficoltà ha nel trovare la rete. Ambrosini a centrocampo al posto di Van Bommel ha fatto atto di presenza più che cercare di essere utile ai compagni, solo sul finire del secondo tempo (al 40′) il Mister li inverte in panchina, tanto per perdere tempo probabilmente. Il gioco è troppo lento per poter paragonare il Milan al Barcellona di Guardiola, non basta avere un’alta percentuale di possesso palla per potersi sfidare sullo stesso piano con il gioco da Playstation degli spagnoli. Al 29′ del secondo tempo Allegri decide di sostituire Robinho con Pato, il numero 7 ha bisogno di giocare per ritrovare il ritmo e i gol dai quali è stato lontano troppo tempo a causa dell’infortunio, due mesi di assenza dai campi di gioco si sentono, avrà modo di ritrovare sé stesso, sperando che si alleni anche durante le vacanze! Tre punti decisamente sudati ma conquistati con margine, bisognerebbe saper lottare, faticare e “vivere l’istante nell’essere dell’attimo in cui” per dimostrare durante ogni singolo minuto di gioco il proprio valore, per vincere convincendo proprio come sarebbe nella filosofia di Silvio Berlusconi, l’Uomo che, certamente, va convinto con continuità per dimostrare, anche a Lui, che il denaro è speso bene e…rende. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it Posted by Direttore on dic 20 2011. Filed under Editoriali , La Partita , News Milan , Primo Piano , Serie A , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry
Milan-Siena 2-0: ..ma così non va..
Nocerino-Ibrahimovic..ma la squadra non convince MILAN-SIENA 2-0, COSI’ NON VA – Piacerci ci piacciamo da matti ma se parliamo di conclusioni se ne sono viste davvero poche. E’ assolutamente inutile giocare 80 minuti nella metà campo avversaria senza tirare mai, o per lo meno, pochissimo e con vaghissime possibilità di segnare concretamente. Non si può certo dire che non abbiano corso, che non si siano prodigati e che non abbiano cercato di vincere giocando bene ma contro il Siena il primo tempo sarebbe dovuto finire 5-0 non 0-0, un risultato che stabilisce mediocrità e non grandezza. Un Milan messo in difficoltà da Reginaldo e Bolzoni, un Milan dribblato, scartato e stancato da un gioco lento e poco incisivo che, fortunatamente all’inizio del secondo tempo, porta il sesto gol in rossonero per Antonio Nocerino che sblocca la partita e riapre la speranza, per i 3 punti e per Allegri, visibilmente innervosito da un gioco che non rispecchia il suo grande Milan. Chi è emerso durante questa fredda serata invernale è Taiwo, acclamato da San Sio e dai compagni, sempre presente, molto veloce, decisivo, incisivo, non troppo preciso ma ricco di determinazione e motivazioni, una forza questa che non dovrebbe mancare a nessuno con addosso questa maglia. Ha giocato discretamente bene anche Seedorf, sostituito da Aquilani (2° T), non convincente Boateng e tanto meno Robinho, buoni gli inserimenti di Ibrahimovic ma mai troppo pericolosi, con troppi inspiegabili errori. E’ dovuto intervenire “l’economico” Nocerino per risistemare le cose. Finalmente scende in campo anche Mexes, dal primo minuto, ma non ha l’occasione di dimostrare le sue doti, troppo poche le azioni offensive avversarie per essere messo in gioco tranne nell’occasione creata da Bolzoni che, da solo, dribbla tutti e fa la barba al palo, una beffa che non arriva ma che spaventa e gela più del polo già presente sugli spalti. Nel frattempo Silvio Berlusconi osserva lo spettacolo del Suo Milan, non spettacolare ma vincente e, quando inizia ad esserlo veramente, Lui se ne va. Finisce il primo tempo e Berlusconi sparisce dagli spalti, la sedia accanto a Galliani rimane vuota, un brutto segno per la squadra e per il Mister. Il Suo Milan, quel Milan che è stato degli Immortali deve vincere convincendo e, in questo caso, non l’ha fatto. Bergonzi, dopo gli innumerevoli errori arbitrali che hanno subito i rossoneri, assegna un rigore inesistente a favore del Milan per fallo di Brkic su Boateng, batte Ibrahimovic e non delude, un 2-0 naturale che riscalda il cuore ma ancora non soddisfa. Mister Allegri decide di sostituire Robinho con Pato, il 70 rossonero non è in forma ma nemmeno il 7 sembra esserlo. Il mercato di gennaio dovrà servire, a molto. Anche Boateng si avvia verso la panchina, sostituito da un Emanuelson che entra subito in partita. Anche Marco Amelia ha giocato discretamente bene, nessuna papera, a cui ci aveva tanto abituati, e qualche bella parata sui tiri decisi di Bolzoni, il vero regista e stratega del Siena, un giocatore che non si fa intimorire dai colori degli avversari e riesce a muoversi quasi come crede. E’ un dato di fatto che il Milan sceso in campo contro il Siena non è il Milan che ha vinto lo scudetto 2011, non è il Milan che può sognare la finale di Champions League e non è il Milan che può cantare vittoria anticipatamente, non è nella sua filosofia ma, attualmente, non sarebbe nemmeno nelle sue possibilità. Per vincere bisogna rimanere con con i piedi ben saldi al terreno, bisogna cercare la concentrazione e la voglia di imporsi senza crogiolarsi nei successi passati ma guardando alla fatica del presente e agli obiettivi futuri. Ce la possono fare ma una riflessione va fatta, soprattutto considerando che di questi due gol, che hanno permesso al Milan di crescere di altri tre punti, Silvio Berlusconi non ne ha visto nemmeno uno, non per il freddo, non per la sufficienza e sicurezza di vincere ma, probabilmente, per palesare un sentimento di insoddisfazione. Il Milan ha vinto ma non basta, così non va.. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it Posted by Direttore on dic 17 2011. Filed under Editoriali , La Partita , News Milan , Primo Piano , Serie A , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry
Genoa-Milan 0-2: senza lode
0-2 senza lode GENOA-MILAN, 0-2, SENZA LODE – In realtà non si è capito se l’aspetto mancante di Genoa-Milan sia stata la concentrazione o un briciolino di umiltà. Undici registi sono scesi in campo contro il Genoa, undici giocatori troppo convinti delle proprie capacità, di non aver bisogno dei compagni per trovare la conclusione. Mentre nel corso della partita contro il Chievo si è visto un buon dialogo tra i reparti in questa occasione non si è sentito feeling nemmeno a zone ma solo azioni personali, qualche guizzo di Nocerino, in grado comunque di sbagliare tre gol facili; un’occasione anche per Ambrosini, assolutamente fuori fase; discretamente bene Aquilani, sicuramente meno deciso del solito e più guardingo, qualche incertezza anche per Ibrahimovic che, tutto sommato, è stato il migliore in campo; Abate dovrebbe cambiare strategia, scartare a destra ormai è prassi e gli avversari se lo aspettano; Boateng trequartista si è reso disponibile anche in attacco e a centrocampo ma senza riuscire a imporsi tecnicamente come al suo solito. Un Milan che ha fatto fatica ad avvicinarsi all’impenetrabile area di rigore del Genoa, merito di Malesani essere riuscito a costruire una buona fase difensiva. Un Milan che ha attaccato, ribadisco solo grazie a iniziative personali, talvolta soffrendo ma, grazie al cielo, mai subendo. La vittoria arriva grazie al fallo di Kaladze su Ibrahimovic che gli costa un’espulsione e il calcio di rigore battuto perfettamente dallo stesso svedese (11′ 2° T.). Serve a portare a casa tre punti e spingere i ragazzi verso il raddoppio, opera di Nocerino, finalmente (35′ 2° T.). Massimiliano Allegri ha voluto mettere alla prova la formazione schierata dall’inizio; nonostante facessero fatica non effettua sostituzioni e osserva il gioco con volto contrito dalla rabbia e, probabilmente, dal dubbio assillante per il suo futuro ancora troppo incerto per fare progetti; solo al 24′ sostituisce Ambrosini con Seedorf che si toglie nervosamente la fascia da capitano, non si aspettava di uscire e non lo nasconde; a 3 minuti dalla fine anche Robinho trova la panchina, entra il Faraone bambino: senza infamia, senza lode e senza voto, come sempre la sostituzione è quantomeno incomprensibile. Mi sarei stupita se Robinho avesse segnato da zero metri senza il portiere, un gol troppo facile per risvegliare i tifosi, lo spettacolo, Binho, lo riesce a dare ugualmente: sbagliando. Amelia pare aver trovato una buona forma fisica e una certa sicurezza e determinazione, mettendosi in gioco con qualche bella parata. Non considerando il dialogo mancante, qualcosina di buono si visto dimostrando, in ogni caso, che si può davvero “vincere giocando male” riprendendo le parole di Mister Allegri. Clarence Seedorf ha detto che questo Milan “è allo stesso livello del Barcellona e lotterà fino alla fine” , sicuramente lo faranno ma dovrebbero lasciare a casa orgoglio e pensieri portando in campo cattiveria e quella concentrazione un po’ assente al Ferrasis. Quello che conta, però, sono i punti e anche in questa occasione parlano chiaro: il Milan c’è ed sta accorciando le distanze. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it Posted by Direttore on dic 2 2011. Filed under Editoriali , La Partita , News Milan , Primo Piano , Serie A , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry
Milan-Chievo 4-0: un primo tempo da..goleada
Milan-Chievo 4-0: sblocca Thiago Silva (8′) MILAN-CHIEVO 4-0 – Una carica esplosiva: la carica della passione, della tenacia, della tecnica e dei gol; ma anche la carica delle 101 reti di Zlatan Ibrahimovic che, con la doppietta del primo tempo raggiunge un primato esplicativo del suo valore. Questo è senza dubbio il Milan che vogliamo vedere scendere in campo durante tutte le partite, è il Milan vincente, è la squadra: “Favorita per lo scudetto di quest’anno” come ha ribadito Allegri nel corso della conferenza stampa pre partita. Bisogna considerare che il Chievo non è, a tutti gli effetti, la squadra più forte e competitiva contro cui confrontarsi ma la vittoria schiacciante serve a dimostrare ulteriormente la condizione fisica dei rossoneri di Mister Allegri; oltretutto vincere fa sempre bene: una teoria ribadita e riconosciuta in tutti gli sport, a maggior ragione quando a vincere è proprio la squadra che “deve” farlo. Vincere però non significa sempre giocare in maniera perfetta, non tutti infatti hanno dato il meglio di sé: Pato, rientrato definitivamente dopo due mesi di stop, non ha saputo trovare inserimenti utili ai compagni, nonostante il gol e il rigore inventato avrebbe potuto fare sicuramente di più. Abbiamo visto grandi azioni, iniziate dalla furia combattiva di Ibrahimovic, sicuramente il migliore in campo, continuate da un discreto Boateng, dalla velocità di Abate e da un Van Bommel davvero illuminato e decisamente preciso e intuitivo. Non male nemmeno Aquilani, così come Amelia, valido sostituto di Abbiati anche se non è stato coinvolto più di tanto dalle azioni offensive del Chievo, sporadiche e mai pericolose. Il primo gol rossonero, oltre a sbloccare la partita all’8′, è servito a mettere in ulteriore luce Thiago Silva, prontissimo nell’inserimento, ottima lettura del gioco e intuizione sul passaggio indietro di Boateng, è la dimostrazione del fatto che il Milan stia davvero trovando quel sistema di gioco per cui tutti servono sempre in qualsiasi zona del campo imparando ad avere dialogo tra i reparti, caratteristica del Barcellona di Guardiola. Nel secondo tempo Allegri decide di sostituire Boateng con Emanuelson e Ibrahimovic con Robinho, energie che vanno conservate per continuare la stagione con la stessa intensità evitando scivoloni e problematiche di vario genere. Quello che non si comprende, però, è il quasi totale disinteresse per El Shaarawy, pare che il desiderio sia di mandarlo almeno sei mesi in prestito (forse al Genoa) affinché possa crescere ulteriormente, farlo giocare più di 15′ servirebbe anche a dare credibilità al giocatore; un discorso simile si può fare anche per Inzaghi, nemmeno convocato, mi aspettavo di vederlo seduto in panchina, considerazione scaturita dalle parole pronunciate dal Mister in conferenza stampa: “Pippo sta bene ed è disponibile” , frase pronunciata con la voce tremolante, probabilmente alla ricerca di una spiegazione vista la mancata chiamata: incomprensibile, o quasi. Scelte. Solo scelte, rispettabili ma discutibili nonostante ad Allegri, dal punto di vista calcistico, non si possa imputare nulla, la sua squadra vince e convince, l’unico compito dell’allenatore è trovare l’alchimia migliore per condurre la propria squadra in alto e lui, finora, non ha davvero sbagliato niente ma Van Basten torna di moda, se ne parla da qualche giorno, al Presidente piace e lo vorrebbe ancora in sede; Allegri, seppur bravo, dovrà cercare di non commettere errori che, sulla base del Campionato 2011, non sta commettendo ma sono pur sempre alle porte. Guardiamo al gioco, alla classifica, al risultato brillante e schiacciante. Il Milan è tornato e, oltre a Van Basten, anche il rossonero torna di moda. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it Posted by Direttore on nov 27 2011. Filed under Editoriali , La Partita , News Milan , Primo Piano , Serie A , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry
Milan-Barcellona 2-3: Sprizzi e Sprazzi rossoneri, la sconfitta che “insegna”
La sua rivalsa l’ha avuta MILAN-BARCELLONA, 2-3 – Sprizzi e sprazzi. Un Milan che attacca e poi si ferma, che lotta e che rimane fermo a guardare, che pressa, punge e conquista ma subito dopo si piega sotto le pallonate blaugrana soffrendo e non convincendo più nessuno. Ibrahimovic è stata la vera stella della partita. Il suo estremo nervosismo, il suo desiderio di rivalsa nei confronti di Guardiola l’ha fatto scendere in campo con una sicurezza mai vista prima; ha saputo rendersi indispensabile in ogni zona di campo tanto da difendere spingendo l’azione fino all’area avversaria e segnare il vantaggio. Massimiliano Allegri ha ribadito spesso quanto fosse importante attaccare con cattiveria ma difendere con altrettanta tecnica e precisione. L’hanno fatto spesso ma non sempre, il primo gol del Barcellona è stato un palese errore della difesa rossonera, il secondo invece è stato un palese errore dell’arbitro, l’ennesimo errore che al Milan costa molto ma non tutto; il destino ha voluto punire il favore con un cartellino giallo a Lionel Messi che ha pensato, forse, di aver bisogno di un éscamotage per segnare piuttosto che tirare e guardare il risultato. Il primo tempo: uno stillicidio, una guerra in campo con gli avversari così come con i falli fischiati e non. Il primo tempo: 1-2, un tabellone che spaventa ma che, con tutta probabilità, riesce a motivare. I ragazzi tornano in campo filosoficamente agguerriti, Pato al posto di un Robinho ancora “sbirlengo” nel trovare la porta, non avendo segnato un gol più difficile da calciare alto sopra la traversa che nella rete. Il Boa, al 55′, segna un pareggio fondamentale con un gol magico: il Milan sa tener testa alla squadra più forte al mondo in questo momento e ne è la dimostrazione. Il Barcellona, però, da grande squadra quale è, non demorde e trova di nuovo il vantaggio grazie all’intuizione geniale di Messi che salta quattro uomini e scova la luce verso Xavi, sicuro e deciso stupisce Abbiati. Come se non bastasse Alessandro Nesta non riesce ad arrivare in fondo alla partita, guarda la panchina e chiede il cambio, entra Bonera, un sostituto discreto ma non perfetto. Non condivido la scelta di togliere Van Bommel per Nocerino, un giocatore che sta crescendo ma che non ha nemmeno lontanamente l’esperienza necessaria per affrontare questo Barcellona, falloso ma pur sempre velocissimo, precisissimo e soprattutto compatto. Il difetto principale dei rossoneri è proprio la compattezza a zone, difficilmente i reparti comunicano con immediatezza e questo rallenta il gioco mentre Guardiola ha saputo trovare quell’amalgama morbida e ben distribuita che rende i blaugrana quasi invincibili e bellissimi da veder giocare, se escludiamo la maglia verde smeraldo più da acquario che da sfida di Champions League. Il fischio finale arriva alla sprovvista, come se quegli sprizzi e sprazzi non si fossero esauriti, come se i ragazzi sentissero di avere ancora energie per giocarsela, come se il Barcellona non avesse ancora capito contro chi si sta sfidando. Il Milan sa. Il Milan sa lottare, soffrire e reagire, sa trasmettere e coinvolgere. Il Milan ha capito, e questo è l’aspetto positivo della partita, di avere le carte da giocarsi per arrivare in finale, ha capito che perdere 2-3 contro il Barcellona è parzialmente accettabile se, dentro di sé, l’obiettivo resta quello di superarsi, sempre e comunque. In definitiva l’unico ad essere uscito a testa alta dal campo è Ibrahimovic: ancora una volta ha incantato lo stadio e beffato Guardiola, infondo il suo obiettivo personale l’ha raggiunto. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it Posted by Direttore on nov 23 2011. Filed under Champions League , Editoriali , News Milan , Primo Piano , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry
Fiorentina-Milan 0-0: Il bel gioco fa pareggiare
0-0 ma Pato c’è FIORENTINA-MILAN 0-0, IL BEL GIOCO FA PAREGGIARE – “Si può vincere anche giocando male, non è possibile giocare sempre bene e vincere le partite, bisogna saper giocare male e vincere lo stesso” , con queste parole Massimiliano Allegri ha chiuso la conferenza stampa pre Fiorentina-Milan a Milanello, con queste parole si apre
Milan, Cassano: tornerò più forte di prima
Tornerà e saprà stupirci ancora MILAN, CASSANO ATTRAVERSO TWITTER – “Sono già a casa, prima di tutto voglio ringraziare il grande sostegno che mi state dando, voglio ringraziarvi per tutto. Mi frustra un po ‘perché ero in uno dei momenti più belli della mia carriera ma nella vita nulla è facile, e tornerò più forte! sto riprendendo bene, in pochi mesi ho intenzione di tornare in campo per diventare campione con il Milan!” con queste parole Antonio Cassano saluta i suoi sostenitori attraverso la sua pagina Twitter. Non importa che sia stato uno dei suoi periodi migliori, non importa sapere che dovrà attraversare mesi lontano dal campo, l’unica cosa che conta è sapere con certezza che tornerà. Con questo Cassano ringrazia tutti coloro che gli sono stati e gli sono molto vicini: “Grazie ad i miei compagni di milano e ci sono anche amici di altri club, grazie al Real Madrid, grazie a tutti!” Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it Posted by Direttore on nov 7 2011. Filed under News Milan , Parlano i protagonisti , Primo Piano , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry
Milan, Inzaghi: rossonero fino alla fine
la disperazione per il gol mancato contro il Catania MILAN, LE DICHIARAZIONI DI INSAGHI A MARGINE DELLA PRESENTAZIONE DEL SUO LIBRO – «Se a 38 anni mi viene privato di giocare a calcio impazzisco -con queste parole Pippo Inzaghi si esprime a margine della presentazione del suo libro ‘Superpippo re del gol’ – anche se devo ammettere che sarebbe un peccato non finire con questa maglia, sento che qui tutti mi vogliono bene» . Nonostante le voci che lo vedrebbero concludere la sua carriera lontano dal Milan Inzaghi afferma «adesso sono felice, da due mesi mi alleno con la squadra, sono contento anche di aver dimostrato di stare bene. il Milan ha la priorità, io non sarò mai un problema per questa squadra. I tifosi mi fanno venire i brividi. Cerco di andare avanti e spero di essere ancora importante per questa società, secondo me posso ancora fare bene» Continua dicendo: «Il mio sogno è ancora chiudere qua» , ha proseguito Inzaghi, che poi ha spiegato che, in vista del mercato di gennaio, il suo procuratore «ha avuto qualche abboccamento da alcune squadre, nessuno però crede che possa lasciare il Milan. Penso che sia giusto e normale così» . L’Inzaghi rossonero ora e, a quanto pare, per sempre ha anche negato che ci siano stati problemi con Allegri: «Io rispetto le decisioni del tecnico, la mia arrabbiatura dura al massimo dieci minuti, il mister mi ha spiegato le sue scelte, ho cercato di accettarle. Mi alleno con l’intensità di uno che partirà titolare» . Il rimpianto più grande, per Inzaghi, è quello di non aver finora potuto giocare accanto ad Antonio Cassano che, a lui come agli altri, manca sia in campo che nello spogliatoio: «Ci manca molto, non sono mai riuscito a giocare con lui. Lui era arrivato perchè mi ero infortunato, adesso io torno e lui è fuori. Con lui e Ibrahimovic ci sarebbe stato da divertirsi. Lo aspetto presto, magari fra sei mesi, anche se gli anni passano…» . Anche con Ibrahimovic il rapporto è ottimo: «Spero che vinca la Champions con noi così vincerà io pallone d’oro» . E a proposito di Champions, Inzaghi si è rassegnato a guardare per ora le partite in tv: «Mi sono messo in testa di aver preso 6 giornate di squalifica, ne mancano due» , ha detto sorridendo ma con una leggera patina di malincuore e nostalgia. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it Posted by Direttore on nov 7 2011. Filed under News Milan , Parlano i protagonisti , Primo Piano , Serie A , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry