Lo scudetto del 2006 spacca la serie A. O meglio, non crea un fronte omogeneo di opinioni, ma frastagliato: chi è per lasciarlo dov’è (degli interpelÂlati, per la verità , solo Cellino è di queÂsto avviso), chi è per la non assegnazioÂne, chi si dichiara poco interessato dalÂl’argomento e chiede di guardare oltre. Uno dei primi ad arrivare negli uffici della Lega Calcio, in via Rosellini a MiÂlano (per l’assemblea sulla spinosa queÂstione dei diritti tv), è l’amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco, che dice: «Quello del 2006 è lo scudetto della vergogna, vengono tirate in ballo persone che non ci sono più. L’Inter doÂvrebbe restituirlo» . Tanto per mettere a confronto subito il parere opposto, tra l’altro argomentato a lungo, ecco il preÂsidente del Cagliari, Massimo Cellino: «Una volta che lo scudetto è stato dato non si discute più, mi sembra che si voÂglia parlare di questo per distrarre l’atÂtenzione dagli altri problemi che affligÂgono il calcio: una vecchia tattica dei nostri politicanti » . Cellino spiega il suo punto di vista: « Le dichiarazioni di FacÂchetti sono irrisorie e prive di ogni maÂlizia. Senza scendere nei particolari, credo che il buon senso debba portarci a ragionare su cose più importanti. Lo scudetto non fu dato all’Inter, fu più che altro levato alla Juventus. Moratti lo acÂcettò e a me personalÂmente disse di farlo con piacere ma non è che fosse particolarmente contento. Oggi Massimo deve difendere l’integrità di Facchetti e della sua società , condivido pienamente il suo pensiero » . LE TELEFONATE -Il presidente del Cagliari prosegue:«Anche io telefonavo a BergaÂmo per lamentarmi, non sapevamo alÂl’epoca che avevano schede particolaripoco ufficiali, altrimenti non lo avremÂmo fatto. Gli dicevo di non preoccuparÂsi solo degli arbitri per la prima fascia, ma di pensare anche agli errori che commettevano quelli che arbitravano chi lottava per non retrocedere. Sono stato l’unico presidente a testimoniare a Calciopoli e posso dire che i carabiÂnieri allora non furono nemmeno aiutati. Dovetti andare io, loro non avevano il rimborso spese per venire. E non avevano compuÂter e fotocopiatriÂci ». Ancora un riÂferimento a Giacinto Facchetti:« Era una persona molto per bene, posso dire in senso buono un bambinone, anche un po’ sprovveduto in certe cose, ma molÂto semplice e leale. E poi ricordate che la trascrizione di una telefonata camÂbia completamente il tono e il modo delÂle conversazioni». LE CARAMELLE -Chi trova un’immagine metaforica tutta particolare per chiudeÂre la vicenda è il presidente del Siena,Massimo Mezzaroma:«Facciamo come i nostri nonni, che la caramella non si dava a nessuno e così finiva il discorso». Poi il presidente del Siena spiega:« La verità è che questo discorso non mi apÂpassiona per niente, dobbiamo guardare avanti. Se la Federazione farebbe brutta figura a non decidere? Per me farebbe più brutta figura a trascurare quel che avviene sui campi di periferia, dove biÂsogna crescere ragazzi che giocano al calcio e non giovani e famiglie che con il calcio sperano di fare i milioni. Io guardo a dove nasce il calcio e credeteÂmi: di questa diatriba sui campi di periÂferia non interessa nulla a nessuno ». Il dsGiorgio Perinettisarà più incisivo: « Gli scudetti mi piace pensarli vinti sul campo. Io non lo so, ma se c’è un dubbio sul fatto che chi lo ha avuto assegnato non abbia usato artifizi, meglio lasciare la casella vuota». GLI ALTRI -Gino Pozzodell’Udinese è delÂl’idea di parlar d’altro.«Non mi interesÂsa l’argomento, meglio che ne parlino i diretti interessati, è una cosa troppa deÂlicata e io preferisco pensare al calcio del futuro ». L’amministratore delegato del Parma,Pietro Leonardi,si unisce: «Capisco che l’argomento possa far preÂsa, ma il nostro sistema è preso da proÂblemi attuali molto seri, vive una crisi importante e dobbiamo risolvere questa. A me lo scudetto del 2006 non interessa, scusate». Il presidente del Chievo,Luca Campedelli:« Mi limito a leggere una partita in cui io non c’entro, capisco che le parti siano interessate, il Consiglio Federale faccia quel che deve ». Il numero uno della LaÂzio,Claudio Lotito,si liÂmita a dire:«Devo stuÂdiare le carte e poi deciÂderò. Ma ho tempo fino al 18 luglio, mi pare». EMaurizio BeretÂta, presidente della Lega, uscendo ha detto:« Vediamo quali saranno le indiÂcazioni del presidente federale. Il proÂblema è capire chi è competente. Mi paÂre ci sia un problema di competenza o no del Consiglio Federale». Il Corriere dello Sport Il Milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan
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RASSEGNA STAMPA / Milan: Taiwo, panificio e doppia truffa
I calciatori guadagnano tanto e investono a seconda di usi, costumi, conoscenze e influenze.Taye Taiwo, difensore nigeriano acquistato dal Milan, ha scelto di provare a far fruttare in Nigeria parte dei capitali guadagnati in Europa e ha deciso di tentare col pane, acquistando dagli eredi del celebre MKOAbiola,uomo d’affari, editore ed ex capo dello Stato, la Wonder Loaf Bakery. Si tratta di una fabbrica di pane in cassetta molto conosciuta a Lagos, non la capitale ma la città più importante della Nigeria, che i familiari di Abiola non hanno saputo gestire granché bene e sono stati costretti a vendere. Non una brutta idea quella di Taiwo, se si considera che a Lagos il pane in cassetta è alimento popolare. Peccato però che a far venire alla luce l’investimento sia stata una duplice truffa subita dal giocatore. Secondo quanto reso pubblico da radio e giornali nigeriani, un agente e amico del calciatore avrebbe girato sul proprio conto personale 50.000 euro ricavati dalla Wonder Loaf Bakery, che si vanno ad aggiungere ai 100.000 euro che Taiwo doveva ricevere da uno sponsor tecnico personale per la promozione di una maglia e che sono stati anch’essi «deviati» sul conto del fantomatico procuratore. Una persona della quale, si dice in Nigeria, Taiwo si fidava ciecamente. Ora, dopo questo ammanco da 150.000 euro, probabilmente le cose stanno diversamente. La Gazzetta dello Sport Il Milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cosi’ come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!!
RASSEGNA STAMPA / Milan; E’ l’estate dei casting
L’estate dei casting. Martedì scorso è iniziato quello di X Factor, ma anche il Milan si sta occupando di allestire il suo talent show. In questo caso i provini prenderanno il via martedì prossimo, giorno del raduno, e riguarderanno un gruppo di ragazzini fra i 17 e i 19 anni. Obiettivo e premio finale: la permanenza con la prima squadra. O comunque, l’etichetta di prima scelta nel momento della necessità . I nomi sono sette. In ordine alfabetico: Calvano (17 anni), Comi (19), De Sciglio (18), Fossati (18), Ricardo Ferreira (18), Rodrigo Ely (17) e Valoti (17). Sono loro i «baby in progress» che la dirigenza e Allegri hanno deciso di affiancare ai grandi. Di questi, ne rimarranno solo due. Tre al massimo. Rosa di 25 Fra tre giorni Allegri ricomincerà a gestire un gruppo che, con l’innesto dei 7 ragazzi, sarà composto da 28 giocatori. Un numero destinato a cambiare da qui a fine agosto. Innanzitutto nei 28 non sono conteggiati Pato, Robinho, Thiago Silva e Yepes, impegnati in Coppa America, e nemmeno Ibrahimovic e Cassano, che si aggregheranno al gruppo lunedì 18. Poi c’è anche chi inizierà la stagione a Milanello, ma prima della chiusura del mercato potrebbe aver cambiato maglia: è il caso di Strasser, e magari di Oddo e Paloschi. L’obiettivo di Allegri, già chiarito al termine della scorsa stagione, è arrivare a una rosa definitiva che non superi i 25 elementi.Un numero non elevato, e questa non è una buona notizia per i 7 dell’X Factor di Milanello. Significa che lo spazio per gravitare intorno all’universo della prima squadra sarà molto ridotto. Alexander e Rodney Anche l’anno scorso, inizialmente, gli aggregati furono sette: Beretta, De Vito, Merkel, Novinic, Oduamadi, Strasser e Verdi. Sappiamo com’è finita: alla scrematura sono sopravvissuti — e bene — Merkel e Strasser, con una piccola passerella di fine stagione per Beretta. Già , Merkel e Strasser. Sono loro la strada da seguire, l’esempio a cui ispirarsi per le nuove leve di quest’anno. Alexander e Rodney lo scorso campionato sono stati un’alternativa preziosa cui a potuto affidarsi Allegri nel momento del bisogno. Le «schede» Il drappello dei magnifici 7, di cui 5 hanno giocato l’ultima stagione con la Primavera del Milan, è formato da 3 centrocampisti, 3 difensori e un attaccante. Calvano è una mezzala destra di grande temperamento, che unisce forza, carattere e dinamismo. Molto abile negli inserimenti, con e senza palla. Diciamo una sorta di Boateng. L’anno scorso è stato convocato anche in Champions. Comi, figlio d’arte (il papà è Antonio), arriva dal Torino ed è un centravanti col fiuto del gol, bravo di testa e molto grintoso. De Sciglio è un terzino destro in grado di giocare anche a sinistra, con un’ottima tecnica di base e facilità di corsa. Spinge molto e può essere impiegato anche da esterno alto. Un Abate in erba. Fossati, seppur meno potente fisicamente, è unpo’ il Seedorf della situazione: ha buona tecnica e può giocare mezzala, trequartista o regista. L’anno scorso è tornato in rossonero dopo una parentesi all’Inter. Ricardo Ferreira è il volto nuovo: portoghese nazionale under 19 e 20, è un difensore centrale fisicamente già fatto, con buona attenzione difensiva. Il Milan l’ha prelevato dal Porto vincendo la concorrenza dell’Inter. Valoti arriva dall’AlbinoLeffe, dove ha giocato trequartista o esterno d’attacco; è molto tecnico, il progetto del Milan è farlo diventare una mezzala. «Anche quest’anno mi pare un’ottima infornata di ragazzi—commenta il responsabile del settore giovanile rossonero Filippo Galli —. D’altra parte Allegri è molto attento al bacino dei giovani e ci dà sempre parecchie indicazioni. Ora sta a loro mettersi in mostra e giocarsi bene l’occasione». La Gazzetta dello Sport Il Milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan
RASSEGNA STAMPA / Milna: Silvestre arriva via Genoa
 Matias Silvestre dopo KeÂvin Boateng. L’asse tra Milan e Genoa continua a rivelarsi solidissimo e, ora, dopo quello messo in piedi un anno fa per il centrocampista ghanese ( poi grande protagonista dello scudetto rossonero), potrebbe produrre un alÂtro affare in coabitazione tra le due soÂcietà . Il difensore argentino, infatti, è già finito nel mirino di Enrico Preziosi, che ha avviato una serie di contatti, se non una veÂra e propria trattativa, con l’ad del Catania Pietro Lo Monaco. Adesso, però, si è sveÂgliato pure l’interesse del club rossonero: non in prospettiva immediata, bensì in otÂtica 2012. Tra un anno, infatti, la retroguardia rossonera potrebbe perdere un paio di tasselli importanti. Sia Sandro Nesta sia Mario Yepes compiranno 36 anni ed è da mettere seriamente in prevenÂtivo un loro ritiro dai terreni di gioco oppure la scelta di emigrare verso un calcio meno stressante e dispendioso. Diventa quindi obbligatorio individuaÂre un centrale di spessore che affianÂchi Thiago Silva e Mexes, per il quale il Milan sembra aver già avviato una serie di consultazioni ad ampio raggio. Ebbene, dopo un campionato di altisÂsimo livello (condito pure da 6 reti), proprio Silvestre è balzato in cima alÂla lista dei candidati di via Turati. VIA AL 100% – Che il futuro del centraÂle argentino sia lontano da Catania, coÂmunque, lo ha ribadito anche ieri lo stesso Lo Monaco, a margine dell’AsÂsemblea di Lega. «Partirà al 100%. Si trasferirà nella squadra che preferiÂsce e che lo cerca di più. Le offerte arÂrivate finora, però, non corrispondono al suo valore» , sono staÂte le sue parole chiare e inequivocabili. In molti all’interno del club rossoazzurro conÂsiderano Silvestre il miglior difensore del campionato dopo ThiaÂgo Silva ed è normale che ora la priorità sia quella di capitalizzare l’investimento effettuato nel gennaio 2008, quando l’argentino venne prelevato dal Boca Juniors. Ma, al di là delle voci sull’InÂter (rimbalzate come conseguenza del possibile addio di Lucio) e sul Napoli, sembra che i discorsi più avanzati al momento siano quelli con il Genoa. Addirittura, con Preziosi, ci sarebbe in ballo pure una mezza promessa. NaÂturalmente, lo scenario potrebbe anÂcora mutare davanti a una proposta irÂrinunciabile, tuttavia lo scenario semÂbra già tracciato. Tanto da riuscire a ipotizzare pure le cifre dell’operazioÂne, che si potrebbe chiudere sulla baÂse di circa 8-9 milioni di euro, da verÂsare in parti uguali tra Milan e Genoa. Il cartellino di Silvestre, quindi, finiÂrebbe in comproprietà tra i due club. Esattamente come un anno fa accadde per Boateng. L’unica differenza è che il centrocampista ghanese venne tesÂserato immediatamente dal Milan (con risoluzione della comproprietà riÂmandata a termine della stagione). L’argentino, invece, si sistemerebbe prima al Genoa, per poi sbarcare a MiÂlanello, dopo un’altra stagione da titoÂlare e di sostanza, a 28 anni ancora da compiere e, quindi, nel pieno della sua maturità . ALTERNATIVA GRANATA – Come già emerÂso nei giorni scorsi, Silvestre non è l’unica opzione per un Milan che diÂmostra una straordinaria propensione alla pianificazione. Approfittando di una serie di affari con il Torino (i baÂby Oduamadi e Verdi in granata, Comi in rossonero), Galliani ha sondato il terreno anche per Angelo Ogbonna, appena entrato nel giro della NazionaÂle azzurra nonostante il campionato in serie B. C’è l’intesa per riparlarne più avanti, ma al momento Urbano Cairo attribuisca una valutazione eccessiva al suo difensore. Pare perfino superioÂre ai 10 milioni di euro. Per di più non manca la concorrenza, compresa quelÂla dell’Inter. Un motivo in più per conÂtinuare a battere il ferro finché caldo, lavorando insieme al Genoa su SilveÂstre. Il Corriere dello Sport Il Milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan
RASSEGNA STAMPA / Milan: Leonardo, Non sono un traditore, è tutta colpa di Bielsa
Sembra proprio che anche stavolta la Gazzetta ci abbia messo lo zampino. In un’ora diconferenza stampa convocata per spiegare cosa è successo nell’ultimo mese, Leonardo riesce ad aumentare la confusione e di fatto annuncia che se lui non è più l’allenatore dell’Inter è colpa della diffusione della notizia sulla chiamata nerazzurra a Bielsa (anticipata appunto dal nostro giornale, ndr.), con conseguente casino mediatico che ha costretto Moratti a voltare pagina per non mettere Leo in «una centrifuga». Alla fine il disorientamento coglie pure i francesi («Perché dovrei venire a Parigi?») e se vogliamo la polizia di Rio. Anche la ricostruzione sul ritiro della patente infatti evidenzia la confusione di una persona che a furia di regalare zuccherini lascia tutti con uno strano retrogusto. E che si dichiara talmente libera da non avere ancora deciso cosa fare da grande. Il monologo Leo attacca con un monologo. «Finita la Coppa Italia, vado felice in Sardegna sapendo che al ritorno, prima di volare in Brasile, vedrò Moratti per impostare la nuova stagione. Il 6 o 7 giugno i nuovo proprietari del Psg chiedono di incontrarmi. Dico di no, ma insistono. Allora avviso Moratti, dicendo che non so cosa fare. Lui mi dice di andare. Vado a Doha l’11, prima di volare in Brasile. Capisco il progetto, ma dico no, non posso andare via dall’Inter. A Moratti racconto subito tutto. Lui mi tratta come un figlio, cui non si preclude una bella possibilità . Mentre lui cerca di capire la situazione, viene fuori la chiamata all’agente di Bielsa. Io ero in vacanza e agli smsnonrispondo. Nasce un casino, ognuno dice la sua. Si crea una situazione insostenibile. Ma sono rimasto a disposizione dell’Inter. Tanto che Moratti diceva che sarei potuto rimanere. Però nessunogli crede, si parla di tradimento. Abbiamo deciso di risolvere il contratto solo quando era fatta con Gasperini. Ora sono disoccupato e libero. Che lavoro faccio oggi? Non lo so». I dubbi Poi si passa al contradditorio. Perché hai voglia di parlare di taralli e vino. Moratti sulla vicenda ha manifestato anche fastidio («Mi serve un allenatore, non un dg»), si è dovuto mettere a caccia di un nuovo tecnico a un mese dal raduno. Insomma, qualcuno si dovrà ben prendere la responsabilità del divorzio. O davvero si vuole ridurre tutto a Bielsa e al conseguente can can mediatico? «Non ho tradito Mora t t i , lui ha pensato al meglio per l’Inter – abbozza Leo -. Trovare un nuovo allenatore per lui non è un problema. Lasciare l’Inter mi spiace molto. Sono stati mesi bellissimi. Ho chiamato tutti i giocatori, non sono riuscito a parlare solo con Nagatomo, Pandev, Mariga e Suazo. Quando mi ha chiamato il Psg ho pensato che fosse una bella opportunità , maper il futuro. Poi è scoppiato tutto il casino, io ho detto a Moratti che ero disposto a restare, ma lui ha voluto evitare che finissi in una centrifuga». L’ambiente Leo nega che la sua (non) scelta sia stata influenzata dalla difficile situazione che si era venuta a creare a Milano. «Malgrado il mio passato al Milan, non pensavo che il clima fosse così difficile. Ma non è stato questo a farmi pensare di lasciare una città che rappresenta la mia vita. Quello che mi spiace davvero – occhio al depistaggio – è che anche queste polemiche concorrono all’impoverimento del prodotto calcio in Italia». Il Psg Vaghezza anche sul fronte francese. A Parigi si parla di mistero Leo, i colleghi francesi tentano l’assalto.Ma lui sembra parlare di un’entità astratta. «Nonho niente con loro. Mi danno a Parigi da 10 giorni, ma cosa dovrei andarci a fare? Li ho appena visti a Londra, ma non abbiamo ancora fatto niente. Le super cifre sul mio ingaggio? Portatemi il contratto. Il tempo stringe? Non conosco la realtà del Psg, ma da 15 anni non ottengono risultati, perché dovrebbero avere fretta ora?». C’è puzza di presentazione imminente… Il ritiro della patente Chiusura con il ritiro patente a Rio de Janeiro per essersi rifiutato di fare il test anti alcool. «Il 21 giugno era il compleanno di mio figlio. Ero in auto con lui e mia madre. In Brasile c’è tolleranza zero. Mi fermano e mi chiedono se ho bevuto. Dico sì, un bicchiere. Allora mi spiegano che è meglio non fare il test e mi ritirano la patente. Poi hanno fatto un comunicato dicendo che ho rifiutato di fare il test. Vero, ma sono loro che mi hanno consigliato ». Salute. E saluti. La Gazzetta dello Sport Il Milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cosi’ come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!!
RASSEGNA STAMPA / Milan: Scudetto 2006, Assediato Abete
  Assediato nel suo fortino, con l’uniÂco sollievo dell’aria condizionata e il conforÂto di un ufficio legale impegnato a recuperaÂre un filo di Arianna che consenta a venticinÂque persone di uscire dal labirinto di uno scudetto eticamente piccolo, legalmente inÂgombrante, politicamente pesante. Le ultiÂme «cannonate» quelle di due giorni fa, quelÂle che hanno trasformato la querelle in una sorta di regolamento tra ultras, hanno reso più inquieto il presidente federale, GiancarÂlo Abete. La situazione riÂschia di andare fuori controlÂlo, di esondare dall’alveo di un confronto durissimo ma comunque ancora civile. Il peso di questa responsaÂbilità deve averlo avvertito anche Massimo Moratti. I tiÂfosi interisti annunciano una nuova «marcia su Roma». Appuntamento a via Allegri il 18 di luglio: un atto di sfida non solo a un eventuale amÂbiente esterno canicolare ma anche a una Federazione che potrebbe decidere di revocaÂre il titolo contestato o, come dice un consigliere federale, non «assegnarlo». Intorno a quel palazzo, uno tra i meno belli della zona, spesso le tifoserie si sono date appuntamenÂto, da quelle del Catania (l’anno del «ripeÂscaggio » in B) a quelle della Lazio. Questa volta la mobilitazione non è sul presente ma sul passato, su un simbolo. APPELLO -Il timore che il peggio possa esseÂre dietro l’angolo, che la rabbia (più o meno legittima) diventi violenza ha indotto il preÂsidente nerazzurro a far apparire sul sito delÂla società un appello accanto a una grande foÂto di Facchetti.«Per Giacinto, ricortdiamoci il suo carattere dolce e mai violento. A quelÂlo che è successo avrebbe reagito con la sua serena calma. Per Giacinto, comportiamoci come se ognuno di noi fosse una parte di lui, la nostra bandiera. Nessuna reazione eccesÂsiva, solo calma, pazienza e fiducia nella noÂstra integrità ».Parole pesate (in carriera, Facchetti ha subìto una sola espulsione), paÂrole meditate, quelle del presidente, dopo ifurori che hanno preso la mano un po’ a tutÂti. Una maniera per ricostituire un minimo di rapporti con una Federazione che non ha idee chiarissime sul da farsi, che deve far fronte non solo alle pressioni esterne (ineviÂtabili) ma anche a quelle interne (comprenÂsibili). Perché se è vero che Abete ha promesso di portare il Consiglio Federale a una decisione condivisa (non può permettersi di restare isolato, non può permettersi di decidere con maggioranze risicate), è anche vero che le diversità di opionini non riguardano solo i consiglieri ma anche le comÂponenti alle spalle dei consiÂglieri. Divisi gli allenatori, diÂvisi i calciatori, divisi i club di A e quelli di B, non particoÂlarmente granitiche la Lega Pro e i Dilettanti. Prima del Consiglio Federale, la deciÂsione dovranno «condividerÂla » le componenti. Perché in ballo ci sono rapporti di amiÂcizia e di affari, di vicinanza politica o geografica, di opÂportunità professionali. OGGI E DOMANI -Si sentono, i consiglieri federali, come quel portatore di palla sottoÂposto a pressing asfissiante. Racconta gli umori uno di loro:«La situazioÂne che si è creata è sgradevole. Non è bella la conflittualità tra Moratti e la FederazioÂne. E non è bella la frase di Agnelli a propoÂsito di un Cf che decide di non decidere, una chiarazione di sfiducia a scatola chiusa. Il 18 una decisione uscirà , il 18 questa storia si dovrà chiudere». Si lamenta un altro consiÂgliere:«La Federazione deve uscirne in maÂniera dignitosa, per il presente e per il futuÂro ».Spasmodica la ricerca di quel filo di Arianna. Difficile che stia bene a tutti. PerÂché il confine è netto: di lì i paladini della deÂcisione politica, oltre i formalismi, i cavilli e le interpretazioni sottili che non riescono a mettere d’accordo nemmeno i giuristi; di là i «formalisti», dura lex sed lex, quelli che senÂza un timbro, una certificazione, un disposiÂtivo non compiono un passo. Dieci giorni sotÂto assedio: meno male che c’è l’aria condiÂzionata.          Il Corriere dello Sport Il Milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan
RASSEGNA STAMPA / Milan: Zamparini, Per Pastore in pole Chelsea e Real Madrid
La Coppa America rischia di mandare di traverso l’estate a Maurizio Zamparini. Il presidente del Palermo sperava di vedere almeno questa volta il suo Flaco in campo con l’Argentina ed è rimasto nuovamente deluso. E così mentre impazza il toto-trasferimento dell’asso palermitano, Pastore assomma la seconda panchina e la squadra di Batista il secondo rischioso pareggio. Lasciando l’amaro in bocca al presidente: «Ormai è chiaro, Messi detta la formazione a Batista. É come Maradona, non tollera che qualcuno possa fargli ombra. E così temendo la concorrenza di Pastore preferisce lasciarlo fuori anche a costo di una clamorosa eliminazione». E forse facendo anche abbassare il valore del cartellino del Flaco. Presidente, che novità a questo proposito? «Al momento poche, ci sono sempre le stesse squadre a mostrarsi interessate». Ma si è rifatto sotto il Napoli? «Non proprio, è un corteggiamento ormai datato. É accaduto all’ultimo Consiglio di Lega. Essendo amici con De Laurentis, sediamo di fianco, così mi ha avvicinato un bigliettino con una domanda: “Possiamo trattare Pastore”? E io gli ho risposto secco: “No”. Poi da quel momento nessuno mi ha più chiamato». Magari dovesse partire Lavezzi, potrebbero rifarsi vivi, non pensa? «Staremo a vedere». Nel frattempo si parla anche di un’ipotesi Milan: concreta? «La risposta è tale e quale quella del Napoli». Insomma Pastore può andare solo all’estero? «In questo momento sì, e vedo avvantaggiate Real Madrid e Chelsea». Escludeche l’Inter utilizzi Alvarez come merce di scambio per Pastore? «Lo escludo anche perché Alvarez potevamo prenderlo a suo tempo ma poi andò via il d.s.Sabatini e l’affare sfumò. E in avanti siamo a posto così. Anche se dovesse partire Pastore. Abbiamo Pinilla, Hernendez, Miccoli, Gonzalez e in piùl’uruguaiano Lores. Come se non bastasse, a gennaio arriverà lo svedese Mehmeti, 22 anni attaccante del Malmoe che si svincolerà con nuovo anno». Forse ora manca un portiere, a giudicare dal rifiuto di Sirigu. «Nondiciamo sciocchezze, Salvatore ha ancora 3 anni di contratto. Piuttosto ci sono rimasto male a leggere di questo fantomatico caso. Mi sembra strano perché Sirigu è un bravo ragazzo, sarà come spesso capita opera del procuratore. Ho parlato col nostro portiere all’aeroporto di Ciampino, di ritorno dalla finale di Coppa Italia. Proponendogli un adeguamento dello stipendio a 250 mila euro, cioè il doppio di quanto guadagnava. Con la prospettiva di arrivare a 550. Mi disse che rimaneva volentieri e liberai Gillet che avevo bloccato. Se ora pensa di pretendere 1 milione, allora può anche andarsene La Gazzetta dello Sport Il Milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cosi’ come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!!
RASSEGNA STAMPA / Milan: Quello Scudetto che scotta
«Ho il timore che si decida di non decidere». Le parole pronunciate mercoledì da Andrea Agnelli riecheggiano nelle stanze della Federcalcio e suonanocome una specie diminaccia. Non c’è dubbio che la Juventus, ora che si è entrati nel vivo del caso scudetto 2006 dopo un’attesa di 14 mesi dalla consegna dell’esposto in via Allegri, stia andando in pressing sul consiglio federale perché siesprima, anziché rifugiarsi dietro la «non competenza». Agnelli ha chiesto «rispetto» per la secolare tradizione del club e «parità di trattamento» rispetto alle altre squadre, ricordando che la Juventus è stata l’unica a subire danni patrimoniali ingenti a causa delle sanzioni irrogate dalla giustizia sportiva. Danni che i legali bianconeri, nel 2006, quando presentarono il ricorso (poi ritirato) davanti al Tar quantificarono in 130 milioni in via preventiva. Ma la retrocessione in Bha provocato effetti devastanti negli anni a venire: pezzi da novanta svenduti, introiti da Champions svaniti, sponsor fuggiti. E la necessità , peraltro,di compiere nel 2007 un aumento di capitale da 105 milioni di euro, cui seguirà in autunno— ma per altre cause, stavolta— un’ulteriore ricapitalizzazione da 120 milioni. Fuori dai confini Quello che la Juve non fece cinque anni fa, accettando il compromesso in sede di Camera di conciliazione e arbitrato del Coni (che ridusse da 17 a 9 i punti di penalità in B), potrebbe tentarlo adesso. «Abbiamomezzi, capacità e conoscenze—ha detto Agnelli — per poterci muovere anche fuori dalla giustizia sportiva, ma per ilmomento non vogliamofarlo. Aspettiamo la decisione del consiglio federale del 18 luglio». Poi potrà succedere di tutto. La Juventus, se l’organo di governo del calcio italiano «deciderà di non decidere», potrebbe valicare i confini della giustizia sportiva e rivolgersi al Tar. Anche se diversi giuristi spiegano che solo se il consiglio federale adottasse una decisione, questa sarebbe impugnabile in sede di giustizia amministrativa per carenza o eccesso di potere. E quindi tale discorso varrebbe più per l’Inter (nel caso di una revoca dello scudetto) che per la Juve. Se poi a Napoli il processo penale dovesse portare a dalle assoluzioni, i legali bianconeri potrebbero tornare alla carica. Non a caso, Agnelli ha annunciato: «Vedremo se chiedere anche la riassegnazione del titolo». La ferita resta e sarà molto dura (forse impossibile) rimarginarla. Ma dopo lo sfogo di mercoledì, ieri MassimoMoratti ha deciso che era meglio incanalare nei giusti binari la rabbia dei tifosi legata alla relazione- sentenza del procuratore Stefano Palazzi sulla richiesta juventina di revoca delloscudetto 2006, assegnato a tavolino all’Inter in seguito a Calciopoli.Troppo leggere che l’allora presidente Giacinto Facchetti viene accusato di «illecito sportivo» a causa di una rete di rapporti irregolari con i designatori arbitrali Bergamo e Pairetto. Messaggio «ghandiano» Ieri sul sito nerazzurro, al fianco di una gigantografia di Facchetti, è comparso un messaggio «ghandiano» al popolo nerazzurro. «Per Giacinto – spiega il presidentedell’Inter -, ricordiamoci il suo carattere dolce, leale mai violento. Comportiamoci come se ognuno di noi fosse una parte di Lui, la nostra Bandiera. Nessuna reazione eccessiva, solo calma, pazienza e fiducia nella nostra integrità ». Le frasi forti Il messaggio «estintore» segue di 24 ore l’intervista rilasciata al canale tematico nerazzurro in cui Moratti, tra le altre cose, aveva detto: «La reazione dei tifosi per Facchetti è stata istintiva, non calcolata perché vogliamo tenerci lo scudetto. Che ora diventa un fatto secondario. Fermo, ma secondario. Quello che è stato inaspettato, grave e non so neanche quanto regolare, è stato l’attacco a una persona che non c’è più, che non può difendersi non nel senso normale,ma proprio giudiricamente.Una cosa brutta, brutta da un punto di vista delle istituzioni; e va bene, d’accordo, non siamo abituati ad avere tanti amici… Non mi aspettavo, invece, di non avere amici neanche qui, nella stessa città , magari attraverso un giornale, certamente di riferimento per i tifosi dell’Inter, che ha da tempo sostenuto questa battaglia contro di noi: con un moralismo ben mirato. Contro di noi, che vuol dire quindi a favore di qualcun altro ». Testa al campo Forse alla fine il messaggio più giusto era quello agli stessi tifosi: «Non mollo, anzi. Questi sono imomenti migliori per noi interisti». In fondo, con Mourinho, andando in guerra contro il mondo l’Inter vinse tutto. Ora ci riprova. Con Gasp e Alvarez. La Gazzetta dello Sport Il Milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan
RASSEGNA STAMPA / Milan: Ecco i compiti delle vacanze
 Il giorno del raduno è anche il giorno del giudizio. Nello spogliatoio cadono i vestiti, si sale sulla bilancia, si misura il giro-vita e l’allenatore capisce se deve disperarsi o invece si ritroverà un gruppo di ragazzi tonici nonostante la pausa estiva. Dipende dal modo in cui sono state gestite le ferie: chi ha svolto con serietà i compiti delle vacanze assegnati dai preparatori atletici, non ha nulla da temere; chi invece ha privilegiato gli addominali da tavola rispetto a quelli da palestra, dovrà sostenere il corso di recupero. Sofferenza assicurata. Conta anche la località Macome si svolge il lavoro estivo dei calciatori? Quanti giorni si allenano e per quanto tempo? Quali tabelle seguono? Come in tutti i club professionistici, anche i giocatori del Milan prima del «rompete le righe» ricevono un programma personalizzato da seguire nelle località di ferie. Programma che i preparatori atletici cercano di rendere il più vario possibile da un giorno all’altro per evitare la sensazione di ripetitività e il rischio di calo dell’attenzione nello svolgimento degli esercizi. Si tratta di tabelle di lavoro che sono il prodotto di tutti i dati biometrici immagazzinati nel corso della stagione. In questo senso il Milan, con il supporto di MilanLab, è all’avanguardia. Ovviamente si agisce — anche—sugli aspetti fisici che hanno evidenziato qualche carenza lungo l’anno.Manon solo: si deve anche analizzare la località di vacanza, per capire la conformazione del territorio (la corsa è ovviamente il piatto principale del menù di lavoro) e quali strutture offre. Professionalità «Ci sono tre tipologie di lavoro estivo—spiega Daniele Tognaccini, responsabile dei preparatori atletici rossoneri e anima di MilanLab —: il programma semplice; quello con supporto che prevede l’assistenza di un fisioterapista o di un preparatore; e quello con test, che ci fornisce riscontri precisi al termine del lavoro. Devo dire che non mi posso davvero lamentare: alla ripresa degli allenamenti di solito i giocatori si sono mossi bene durante le vacanze. Non c’è nessuno che stia davvero fermoe torna in condizioni impresentabili ». Gradualità Non stanno fermi nemmeno durante le prime due settimane di ferie, che volendo potrebbero essere dedicate esclusivamente al relax. Il programma infatti riguarda le quattro settimane che precedono il raduno. «Si tratta comunque di un lavoro graduale — racconta Tognaccini —. Si parte con tre giorni settimanali, con sedute di un’ora, per arrivare a cinque giorni, con sedute di un’ora e mezza. Le fasi sono tre: riscaldamento, parte centrale e defaticante. Gli obiettivi sono elasticità , flessibilità , resistenza aerobica e forza. E’ a tutti gli effetti una continuazione del lavoro stagionale, e quindi non va sottovalutato, maa fine giornata il giocatore non deve sentirsi spossato». Lavoro e divertimento Oltre ai compiti per le vacanze ci sono anche gli sport da spiaggia. Carta bianca su tutto? «Assolutamente no: vanno bene bici, nuoto, tennis, corsa e beach volley, ma sono banditi calcetto, beach soccer e tutto ciò che ha a che fare coi piedi. Va benissimo la palestra, in modo da muovere più cinture muscolari possibili. E’ raccomandata soprattutto quella addominale».Appuntamento allora sulla bilancia di Milanello per martedì prossimo  La Gazzetta dello Sport Il Milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cosi’ come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!!
Video pubblicità Sky lo sport fa miracoli con Ambrosini
Recupera palloni destra e sinistra! E’ il suo mestiere! Massimo Ambrosini li pesca dappertutto perfino dall’acqua! Godiamoci il video della nuova pubblicità di Sky “Lo sport fa miracoli” Valentina Ligas ligas.vale@live.it
Mozambico: francobolli dell’ Ac Milan per lo scudetto
Vorrei proprio ricevere una cartolina dal Mozambico! Chi la vuole? Gliela regalo ed io mi tengo il francobollo! Qualche collezionista per di più milanista mi invidierebbe. Già , perchè l’ex colonia portoghese ha emesso sei francobolli dedicati a famosi giocatori dell’ Ac Milan: Kilpin , De Vecchi , Nordhal , Rivera , Baresi e Maldini . Tutti accompagnati da un foglietto al cui centro campeggia il francobollo per Berlusconi. Oltre ad alcune immagini sorridenti del premier, sul foglietto, le cui immagini sono state diffuse dal sito filatelico specializzato Vaccari news, compare anche la scritta in italiano: “Il club più titolato del mondo”, chiaro segno che le poste del paese africano hanno programmato l’emissione con l’occhio rivolto al mercato filatelico italiano e alle schiere dei tifosi milanisti. Già in maggio un altro paese africano, la Guinea Bissau, aveva emesso un foglietto di francobolli per celebrare il nuovo scudetto del Milan adesso è stata la volta del Mozambico. Anche il programma filatelico italiano prevedeva per giugno l’uscita di tre francobolli calcistici: ma intanto è uscito solo il francobollo dedicato agli arbitri, mentre i francobolli dedicati a Milan ed Inter (che già negli anni passati sono stati celebrati con francobolli) sono stati rinviati ad un generico luglio, con data da stabilire. Valentina Ligas ligas.vale@live.it
Calciomercato Milan: via libera per Ganso o Danilo
E’ ufficiale! Si ritorna ai due extracomunitari nel campionato di serie A! Come ha dichiarato il presidente della Federcalcio, Abete , il consiglio Federale ha approvato la norma all’unanimità . Dopo l’arrivo di Taiwo a Milano i rossoneri hanno finalmente avuto il via libera per arrivare a Ganso o Danilo. Chi dei due potrebbe approdare alla corte di Allegri? Il primo nell’ultima uscita in Copa America ha deluso. E’ sembrato lento e compassato ma ha tutte le caratteristiche per piacere ad Allegri, oltre ad essere un giocatore molto tecnico e di grande intelligenza tattica, aiuta nella fase di non possesso recuperando una gran quantità di palloni. Anche Danilo , dal canto suo, piace molto in casa Milan. Galliani ha espresso più volte il suo apprezzamento per il brasiliano ed il prezzo del cartellino è sicuramente più ragionevole, costa non più di dieci milioni mentre Ganso viene valutato più del doppio. La pista più suggestiva negli ultimi tempi è stata quella che conduce ad Hamsik ma visto il prezzo che ha fissato De Laurentis di sicuro lo slovacco rimarrà a Napoli a meno che non ci sia qualche ribaltone sul finire del calciomercato. Il presidente partenopeo è tenace ed orgoglioso, difficilmente lascia scappare i suoi gioielli. Per questo è molto probabile che se ne riparli tra qualche anno e questa pista debba essere del tutto abbandonata. Dunque non rimane che fare la spesa in Brasile, il Milan in Sud America ha sempre comprato bene , pensiamo Kakà , Pato , Thiago Silva . Valentina Ligas ligas.vale@live.it
Milan, in arrivo un altro giovane: Ricardo Ferreira
Ecco un altro giovane alla corte di Allegri. Si chiama Ricardo Ferreira , difensore centrale svincolatosi dal Porto e arrivato in rossonero a parametro zero. Ma chi è questo nuovo talento che andrà a comporre con Rodrigo Ely la nuova coppia centrale della Primavera di Dolcetti? Classe ’92, il portoghese si fa apprezzare per temperamento e la capicità di coordinare il reparto arretrato. Bravo tecnicamente sarà aggregato alla prima squadra per il periodo di ritiro, dal 12 luglio, e poi sarà lo stesso Allegri a monitorarne la crescita decindendo se tenerlo in prima squadra o mandarlo a continuare il progetto di crescita in Primavera. Ricardo Ferreira come l’omonimo Tiago arriva a parametro zero non avendo trovato l’accordo per il rinnovo con il Porto ma anche per la solerzia dei rossoneri nel portare avanti la trattativa. Valentina Ligas ligas.vale@live.it
Video Ibrahimovic spot sky sport 24
In attesa dei nuovi spot di sky sport 24 è sempre bello e divertente godersi quello che vede protagonista Ibrahimovic nella pubblicità della passata stagione. Valentina Ligas ligas.vale@live.it
Calciomercato Ac Milan: Mascherano, un consiglio per gli acquisti
Classe ’84, giocatore duttile dai piedi buoni e con grande visione di gioco. Si chiama Mascherano ! Non sono di certo io a scoprirlo e di sicuro non sono la sua prima ed ultima estimatrice. Per un’estate intera è stato l’oggetto dei desideri dell’ Inter poi della Juventus ed infine è approdato alla corte di Pep Guardiola ! Benitez sapeva bene il suo valore e per questo lo ha richiesto a Moratti ma il desiderio non è stato esaudito. Oggi mi ritrovo qui a parlare del signor Mascherano perchè lo vorrei vedere nel Milan dei tre mediani. Non si tratta di una bolla di calcio mercato ma di una mia suggestione. Si sono fatti tanti tanti nomi per arrivare all’ i dentikit del Mister X , altrettanti per trovare il sostituto ideale di Pirlo . Il calciomercato dell’ Ac Milan è stato avvicinato prima ad Aquilani poi a Montolivo . Premesso che di Trilly Campanellino, come lo chiamava Pellegatti, ce n’è uno solo, credo che pochi giocatori possano coprire il buco che lascia Pirlo in mezzo al campo, in pochi possono dare ordine alla manovra, quasi nessuno ha la sua precisione. Però però ci sono centrocampisti più duttili, più mobili e meno statici che sono in grado di coprire più ruoli, difendere la palla, recuperarla e smistare. Uno di questi è Mascherano. Ebbene, se io potessi aggiungere un nome nuovo alla lista della spesa rossonera, il caviale che vorrei comprasse Galliani è proprio lui! Scordiamoci il Milan di Pirlo , ce lo siamo scordato per tutta la passata stagione, e concentriamoci su quello dei tre mediani ! Ci piace più chiamarli mediani che centrocampisti perché forse da più l’idea di giocatori operai che si sacrificano per la squadra. Ebbene Mascherano nella mischia, se fosse uno di quei tre saprebbe regalare tanta quantità , sì, ma anche qualità ed esperienza in mezzo al campo. Oggi davanti alle prodezze di Messi e compagni quasi passa inosservato, non se ne parla più come si faceva di quel gran giocatore che militava al Liverpool! Forse se non avesse disputato la finale contro il Manchester United proprio non se ne parlerebbe. Già perché in fondo riuscire a sostituire un bel colosso come Puyol non è cosa da tutti i giorni! Dato che l’asse Milan Barcelona ha già funzionato bene io lo acquisterei, in fondo avrebbe un prezzo ragionevole che si aggira intorno ai 20-25 milioni e sarebbe sicuramente, tutto un altro paio di maniche rispetto ai 40 chiesti da De Laurentis per Hamsik . Mi permetto di dire che, vista l’abbondanza nel reparto offensivo rossonero, sarebbe più utile avere Mascherano per regalare un po’ di qualità , far rifiatare Van Bommel o affiancarlo. Valentina Ligas ligas.vale@live.it