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ESCLUSIVA MN – Dove nascono i talenti, Sità: "Vi racconto come si diventa grandi al Milan"

Francesco Sità, allenatore dei talenti del settore giovanile rossonero. Al Milan dalla stagione 2005/06 Redazione MilanNews La redazione di MilanNews ha contatto in esclusiva l’allenatore delle giovanili del Milan Francesco Sità, con lui abbiamo chiacchierato del progetto che la società rossonera sta intraprendendo con i potenziali calciatori rossoneri. Sità ci racconterà di cosa si tratta, facendo un excursus sul calcio giovanile in Italia. Innanzitutto Francesco raccontaci la tua storia, come sei arrivato al Milan? “Dopo aver militato in diverse squadre tra Piemonte e Liguria come giocatore, ho iniziato ad intraprendere la carriera di allenatore. Seguivo i ragazzi più piccoli, prima come secondo allenatore, poi come unico tecnico. La passione per il calcio mi spinge da sempre a dare il massimo quando sono in campo. Ricordo che percorrevo molti km ogni giorno da Tortona (AL) per raggiungere i campetti della periferia di Milano, motivato dal tanto amore per il pallone. Dopo anni tra alcune società milanesi come Cimiano e Sangiulianese, entro a far parte del Milan grazie a Chicco Evani che, credendo nelle mie qualità, ha deciso di propormi all’ allora responsabile del settore giovanile Paolo Taveggia. Ad oggi quindi e’ grazie a Chicco che e’ iniziato il mio percorso rossonero, per questo gli sarò sempre riconoscente”. In quali squadre hai allenato? “Cimiano e Sangiulianese i miei esordi, inizialmente pensando fosse solo un passatempo poiché nella testa ero e volevo continuare a fare il calciatore, poi ho iniziato a pensare che questo potesse diventare il mio futuro. Avevo un feeling con quei bambini e adoravo quello che facevo”. Come ti sei trovato a Milanello? “Sono arrivato al Milan nella stagione 2005/06 e ho avuto la fortuna di lavorare fin dal primo momento con Giovanni Stroppa, dai Giovanissimi fino alla Primavera. Milanello rappresenta un luogo fantastico dove si respira grande mentalità, cultura al lavoro e spirito vincente. Lavorare all’ interno di esso e’ un’ esperienza unica e stimolante al massimo. E’ il top sotto tutti i punti di vista: strutture al top, materiali al top, cibo al top, giardinieri 24 ore su 24 e molto altro ancora…”. Avete raccolto tante soddisfazioni? “Ci siamo presi delle belle soddisfazioni, indimenticabile la vittoria della Coppa Italia due stagioni fa’ con la Primavera. Un aneddoto significativo che fa capire bene lo spirito della società si è verificato proprio in quell’occasione. Prima della partita tutta la rosa della prima squadra è entrata negli spogliatoi per incoraggiarci, tornando alla fine per complimentarsi del risultato raggiunto.  Straordinario, tutti uniti per un obiettivo”. Oggi di cosa ti occupi? “Il Milan come sapete ha intensificato il lavoro con i giovani, per questo Filippo Galli ha dato il via, con l’inizio dell’attuale stagione, al progetto “Generazione Milan”. Di cosa si tratta? “Questa iniziativa prevede la gestione e il miglioramento delle qualità dei giovani rossoneri, partendo dalla categoria giovanissimi fino ad arrivare alla primavera. Questi vengono presi individualmente per migliorare i loro punti di forza attraverso lavori specifici di tecnica applicata per ruolo”. Quali figure prevede il progetto “Generazione Milan” ? “Il progetto è composto da una parte tecnica, cioe’ il mio ruolo, che lavora sul campo, una parte che si occupa della parte motoria del ragazzo (attraverso MilanLab) e una parte motivazionale composta da un’equipe di psicologici provenienti dall’Universita’ Cattolica di Milano” ma che da due anni lavorano per il Milan”. Si curano i dettagli insomma…. “Personalmente sono un perfezionista, curando ogni dettaglio senza lasciare nulla al caso. Sono proprio i dettagli che fanno la differenza. Questo vale per tutti i calciatori, dai bambini fino ai professionisti. La voglia di migliorarsi sempre e di lavorare sodo alla fine paga”. La tua figura come viene vista dai ragazzi? “Mi fa’ piacere poter dire che i ragazzi hanno tutti voglia di lavorare e migliorare con me. Pretendo molto ma esclusivamente per il loro bene. Dopo 11 anni di lavoro molti ragazzi che ho allenato in passato mi contattano ancora alla ricerca dell’oretta in più di allenamento individuale, gratificandomi profondamente”. Ricordi con simpatia qualcuno in particolare? “Non ho ne figli ne figliastri, sono molto legato a tutti loro”. C’è qualcuno a cui ti ispiri? “Il mio punto di riferimento è Italo Galbiati, vero ed autentico professionista. Per me arrivare ai suoi livelli sarebbe la realizzazione di un sogno”. Che sensazione si prova a veder esordire in Serie A un calciatore che è stato allenato da te? “E’ una soddisfazione immensa, non solo per me, ma per tutti coloro grazie ai quali il giocatore è riuscito ad esordire. Un risultato raggiunto grazie al lavoro di tante persone”. Qual è l’obiettivo finale per un allenatore-educatore? Insegnare il calcio o vincere? “Parlando di settore giovanile l’obiettivo primario a mio avviso dovrebbe essere quello di insegnare calcio ai ragazzi Sin da piccoli: insegnargli a coordinarsi, a controllare la palla, a condurla, a driblare, a calciare….poi crescendo passare agli aspetti tattici e tutto il resto! Il risultato dovrebbe essere l’ultima cosa ma so anche che vincere e’ un aspetto importante per il morale della squadra. Per quanto riguarda il calcio ‘dei grandi’, l’ideale sarebbe quello di vincere attraverso il bel gioco e che abbia un imprinting dato dall’allenatore stesso”. Qual è secondo te la forza di un allenatore? “A mio avviso il tecnico dovrebbe per prima cosa porsi l’obiettivo primario di creare un gruppo coeso e compatto, creando empatia all’interno dello spogliatoio. L’allenatore per me deve lavorare molto sui dettagli cercando di esaltare le qualità dei singoli attraverso il sistema di gioco e, allo stesso tempo essere un buon gestore, motivatore e psicologo: caratteristiche che,  specialmente oggi, credo assumano un valore altrettanto importante”. Hai lavorato con tanti ragazzi, ti è capitato di lavorare anche con qualche ‘senior’? “Sì, ed è stata una bella esperienza. Un nome su tutti è quello di Filippo Inzaghi. Negli allenamenti mette in campo tutta la voglia e la passione che ha per questo sport, non si risparmia mai ed è stato un piacere lavorare con un professionista come lui, un’esperienza davvero unica”. Come si potrebbe lanciare più giovani in un calcio nel quale bisogna vincere subito? “Sarebbe importante l’introduzione delle squadre B così come accade nel resto d’Europa. Ad oggi il salto tra primavera e prima squadra è ancora troppo grande. Introducendo quindi le squadre riserve, i ragazzi andrebbero a confrontarsi con calciatori già formati, in questo modo il gap per il potenziale salto in Serie A diminuirebbe”.

Con Berlusconi saranno fuochi d’artificio?

SONDAGGIO NUOVO ATTACCANTE A GENNAIO, CHI PRENDERESTE? ‘); 00:42 Reggina, Ceravolo: “Con la Nocerina 90′ di fuoco” 00:00 Borriello, ah Borriello. Cara Josefa, ti scrivo. Il silenzio dell’Inter, Napoli e quella pioggia… 11/11 Amichevole, pari fra Grecia e Russia 11/11 Amichevole, pari spettacolare fra Ucraina e Germania 11/11 Paris Saint-Germain, Ancelotti prima scelta: le trattative continuano 11/11 Italia, Motta: “Sto bene, botta al naso nulla di importante” 11/11 Italia, Ogbonna: “Sono emozionato, non mi aspettavo di giocare” 11/11 Qual. Brasile 2014, clamoroso stop per l’Argentina 11/11 Italia, Abate: “E’ stato bello esordire con la maglia azzurra” Giulia Polloli inizia a seguire il Milan per Varesenotizie.it, voce del commento tecnico su Radio RVL, collabora con Vco Azzurra Tv, Tribuna Novarese e Il Biancorosso. 12.11.2011 00:00 di Giulia Polloli    articolo letto 318 volte © foto di Giulia Polloli Quando il campionato si ferma, come in questo caso per l’impegno dei nostri campioni nelle rispettive nazionali, capita di sentirsi per certi versi un po’ orfani. Eppure c’è qualcosa che non si ferma mai: sono le correnti del calciomercato, ormai senza stagione, che si impossessano di ogni nostro pensiero anche durante il normale svolgimento dei campionati. Perché basta veramente poco ora per pensare ad acquisti o cessioni: basta la giornata no di un campione per vederlo virtualmente in partenza e al suo posto è pronta tutta una schiera di nomi di papabili che sicuramente sanno far meglio. E così ci si barcamena tra voci, sussurri, parole scappate ai dirigenti e interpretate secondo canoni più o meno freudiani per cercare di arrivare alla certezza matematica sui nuovi arrivi. Opinioni, scommesse, statistiche. E si sa, a differenza della matematica la statistica non è una scienza esatta, soprattutto perché cambiando la rilevanza di certi fattori il risultato cambia… eccome se cambia! Prendiamo ad esempio l’assidua voce che vuole l’arrivo al Milan di Drogba. I fattori che potrebbero determinare l’operazione di mercato tra Milan e Chelsea sono fondamentalmente due. In primis bisognerà attendere le prossime due gare di Champions League: se Drogba non venisse schierato dal Chelsea, allora sarebbe davvero un boccone prelibato per la corte di Allegri, che va alla ricerca di uomini utilizzabili in Europa. La Champions, e non è un segreto, rimane l’obiettivo prestigioso a cui punta il Milan. Ma v’è anche un altro fattore da non sottovalutare: il reale interesse di Drogba per la maglia rossonera. In questi termini. La motivazione a vestire rossonero dovrebbe portare il giocatore ad autoridursi lo stipendio, prova d’amore verso una squadra che dunque sarebbe libera di investire soprattutto sulla sua età anagrafica. Perché sulle doti calcistiche di Drogba non ci sono assolutamente dubbi. Quindi in questo caso, ecco determinata l’entità delle variabili ed ecco spiegato il motivo per cui a volte si può fallire un pronostico, percorrendo una pista che voi viene immediatamente bloccata dagli eventi. Se invece dovessimo approcciarci su base statistica al nome di Maxi Lopez, tutto sembrerebbe molto più semplice. Abbiamo una dichiarazione di stima di Galliani, una sorta di via libera messa in atto dal presidente Pulvirenti, le dichiarazioni che arrivano da più parti sul giocatore, definito “da Milan”. Ma allora come mai Montella lo tiene in panchina? Come mai lo stesso Pulvirenti se ne vuole liberare senza troppi indugi? La risposta sembrerà banale, Montella non vede il giocatore come interprete dei suoi schemi e con un ingaggio come il suo è dunque normale che il giocatore non possa e non debba far panchina. Tutto sembrerebbe portare all’ipotesi del suo trasferimento al Milan, che però ha dichiarato di voler ottenere giocatori in prestito: e su questo la variabile diventa veramente instabile, ma risolvibile nel risultato finale da tutti ormai dato per scontato. Il motivo per cui il Milan si butterà sul mercato di gennaio è ovviamente legato alla lungodegenza di alcuni suoi uomini, Gattuso, Flamini, in ultimo Cassano che aveva dato al gioco di Allegri il suo forte apporto e la sua personalità. Questo, più di altri, il motivo per le prime parole in favore di Maxi Lopez, la necessità di dover trovare un sostituto temporaneo in attesa del rientro di Fantantonio. Ma qualcosa sembra già essersi evoluto anche in virtù di questa idea iniziale. Guardando alle forze casalinghe, qualcuno ha più volte investito, nel ruolo di Cassano, El Shaarawy. Allegri non gli ha regalato ancora molto spazio, ma nei pochi minuti giocati il ragazzo è stato importante e a volte determinante. Chi lo segue costantemente anche durante gli allenamenti, ne parla come di un ragazzo in forte crescita. Inutile ricordare che in momenti di estremo bisogno, lo scorso anno Allegri buttò nella mischia i talenti Merkel e Strasser, con i risultati che ora sono altri ad apprezzare. El Shaarawy non mi sembra da meno, anzi si è fatto una bella esperienza nel Padova, in un campionato lungo e difficile, che anche grazie a lui è finito, per la squadra di Dal Canto, in un crescendo emozionante. La Primavera rossonera ha regalato alla Nazionale di Chicco Evani ben tre giocatori, Ely, Kingsley Boateng e Piscitelli: segno che il settore giovanile sta lavorando nella giusta direzione. Per non parlare ovviamente di Ganz junior che all’esordio in Champions ha giocato con la tranquillità di un veterano. Il Milan dunque dovrà ponderare le sue scelte: a gennaio i rinforzi utili a sopperire alle importanti assenze per garantire l’equilibrio nelle tre competizioni in cui il Milan è impegnato. Magari con qualche accordo o qualche investimento in chiave futura: il nome  di Eriksen, caldeggiato anche da Emanuelson che nell’Ajax ci giocò fianco a fianco, è di quelli da mettere in cima alla lista. Giocatore giovane ma non già più promessa: nell’Ajax è una certezza nonostante l’età. Un lento avvicinamento dunque alla finestra di mercato, ma con le idee ben chiare. Il Barcellona delle meraviglie, che sembra una squadra indenne da mercato, per la quantità e la qualità degli uomini a disposizione di Pep Guardiola, si sta muovendo con una grande offerta per Gareth Bale. Si parla di quasi quaranta milioni di euro. Cifre che il Milan non sembra disposto nemmeno a nominare. Salvo colpi imprevisti. Perché con il ritorno di Berlusconi sulla poltrona presidenziale del Milan, sono pronti i fuochi d’artificio. SOCCER TOWN – MAGLIE UFFICIALI Stampa la notizia Invia ad un amico Accesso mobile Altre notizie – Milanello in rosa   12.11.2011 00:00 – Con Berlusconi saranno fuochi d’artificio?

CALCIO / Milan, Evani in lizza come Ct dell’under 17

Alcuni rumors parlano di un possibile passaggio dell’ex calciatore Evani, attuale selezionatore dell’under18 ed ex tecnico primavera milanista, come tecnico della nazionale italiana under 17 in collaborazione con Angelo di Livio, vechia gloria juventina. A caldeggiare il suo ingresso in federazione potrebbe essere il suo vecchio maestro, Arrigo Sacchi, Coordinatore tecnico delle nazionali giovanili dall’Under 21 all’Under 16 Durante un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, ha evidenziato l’importanza di far crescere i vivai italiani, al fine di cambiare quella china pericolosa che vede le nueve leve emergere tra mille difficoltà: “Il nostro calcio ha necessità di coltivare i suoi talenti in erba. Nel nostro paese facciamo poco affidamento sui giovani. È perciò necessario trovare maestri che siano bravi a infondere correttamente la cultura sportiva ai ragazzi” . L’ex allenatore rossonero appunto, sarà tra coloro che avranno il compito di scegliere chi guiderà le selezioni giovanili azzurre. Oltre l’ex centrocampista del diavolo, tra gli altri, alla guida dell’Under20 potrebbe finire Luigi Di Biagio, ex centrocampista di Foggia, Roma, Inter, Brescia e Ascoli.   IlMilanista.it Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cosi’ come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!!