Il sogno si è trasformato in realtà. Oggi il 18enne del Genoa diventerà un giocatore del Milan, squadra per cui faceva il tifo da bambino. Poi arriverà il difficile: El Shaarawy dovrà dimostrare sul campo di essere un giocatore da Milan e dovrà convincere Massimiliano Allegri a trovargli un posto in una squadra piena di campioni. Spazio ai giovani Il piccolo Faraone comincerà a farlo dal 12 luglio, giorno del raduno rossonero a Milanello. Allegri infatti vuole vederlo in azione dal vivo prima di decidere se tenerlo o magari mandarlo a fare sperienza altrove. El Shaarawy al Padova ha fatto molto bene, però è giovane e ha assaggiato poco la A. «La serie B è molto diversa— ha detto il suo procuratore Roberto La Florio—un periodo di ambientamento nella massima categoria è da mettere in preventivo: è impossibile pensare che un top team come il Milan possa puntare direttamente su un diciottenne. Si tratta di un acquisto di prospettiva ». El Shaarawy però è un giocatore tecnico e di talento, caratteristiche che piacciono tanto ad Allegri, e l’allenatore di Livorno ha già dimostrato nell’annata passata di non avere paura di puntare sui giovani. Il ruolo giusto «Avrà bisogno di tempo per crescere, la sua struttura fisica andrà potenziata e sicuramente migliorata. Ma tecnicamente come caratteristiche assomiglia a Pato e Kakà prima maniera», ha aggiunto il suo procuratore. Stephan è un esterno molto offensivo che ama partire da lontano, non a caso il suo rendimento è cresciuto nella seconda parte della stagione, quando ha cominciato a giocare come punta esterna. Il ruolo di trequartista non è quello che predilige, però al Milan potrebbe adattarsi in quella posizione. Allegri potrebbe utilizzarlo come rifinitore dietro alle due punte con ampia libertà di svariare sulla sinistra, come è già successo con Ronaldinho. Il piccolo Faraone potrebbe diventare un’ottima alternativa a Boateng e consentirebbe al ghanese di tornare a fare la mezzala sinistra. Più difficile un suo utilizzo come seconda punta, dove la concorrenza abbonda (Pato, Robinho e Cassano). Ad Allegri la voglia di innovare non manca (come dimostra Boateng trequartista): di sicuro sarà trovare la collocazione giusta per la new entry. La Gazzetta dello Sport Il Milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cos� come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!! Chat about this story w/ Talkita
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RASSEGNA STAMPA/ Milan: Un carattere di ferro e un piede… educato
Si mette a palleggiare, piede, testa, spalla, tacco, poi si accuccia, e ferma il pallone nell’incavo tra la nuca e la schiena. A quel punto, accosciato, in 12” netti riesce a sfilarsi la maglietta senza far cadere il pallone, poi torna in posizione eretta e ricomincia a palleggiare. Il video è su Youtube, l’ha ripreso con il telefonino il compagno di squadra Totò Di Nardo. Succedeva a dicembre, nello spogliatoio del Padova dove prima di diventare il Faraone era per tutti El 92, che è l’anno di nascita e il numero di maglia. Stephan El Shaarawy, padre egiziano, madre di Savona, nato il 17 ottobre 1992. Per Preziosi è lui il miglior under 20 d’Italia. Primi calci nel Legino, a 14 anni è a Genova, cantera del Grifone. Ad accompagnarlo è suo padre, che poi lo aspetta e lo riporta a casa. A 16 anni e due mesi debutta in A: 21 dicembre 2008, 7’ alla fine di Chievo-Genoa, è Gasperini a dirgli: « Stephan, ora entri tu ». L’anno dopo vince lo scudetto Primavera, gol decisivo con tro il Palermo a Empoli, poi via alle feste dove battezza la « danza del Faraone ». TESTIMONIAL – Presta il volto, con il blucerchiato Poli, per una campagna sulla raccolta differenziata dell’Azienda Municipale di Genova: premiato pure lì, e senza palleggiare, alla Biennale Internazionale della Comunicazione Ambientale. E’ in azzurro dal 2006, ha fatto tutta la trafila dall’Under 16 alla 19. Ciro Ferrara, ct dell’Under 21, lo ha convocato per un’amiche-vole contro l’Inghilterra, ma senza farlo giocare. Di testa è un « 10 », un trequartista, ma ha giocato anche da esterno d’attacco. Piede dolce, carattere di ferro, negli anni si è fatto crescere la cresta alla Hamsik. Ne va molto fiero. In pieni play off (ha trascinato il Padova in finale con 7 reti in campionato e 2 nella semifinale a Varese) ha sostenuto gli esami di ammissione alla maturità. Era dai tempi di Cassano, fi-ne anni ‘90, che uno sbarbatello non lasciava presagire un futuro di stelle filanti. corriere dello sport il milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Chat about this story w/ Talkita
RASSEGNA STAMPA/ Milan: Allegri-Montolivo contatto; Cassano pedina di scambio
Montolivo-Allegri: contatto. Il centrocampista della Fiorentina e il tecnico del Milan si sono incrociati du-rante il week-end a Capri, in occasione della kermesse “Vip Champions 2011”. Non c’era nulla di programmato in quell’incontro, ma i due hanno sfruttato l’opportunità per una lunga chiacchierata. E, come era
RASSEGNA STAMPA/ Milan: Di Martino-Palazzi, patto contro le "combine"
Tre ore di colloquio fitto e poi un’uscita a «braccetto» dalla porta posteriore del Tribunale di Cremona. Non ci sarebbe potuto essere modo migliore per suggellare il patto di ferro tra il procuratore capo Roberto di Martino e il procuratore federale Stefano Palazzi. Da ieri la giustizia penale e quella sportiva marciano una accanto all’altra, per cercare la verità sul nuovo scandalo scommesse che investe il calcio italiano. Intesa Quando i due magistrati sono comparsi davanti al solito esercito di giornalisti e telecamere, intorno alle cinque del pomeriggio, l’intesa è diventata ufficiale. Di Martino e Palazzi si erano già sentiti più volte al telefono nei giorni scorsi, con un primo scambio di documenti sull’asse Cremona-Roma. Ora i contatti seguiranno, e presto ci sarà un’ulteriore passaggio di informazioni, per consentire alla Procura federale di avviare al più presto il processo sportivo, con la speranza di arrivare a delle conclusioni prima di agosto, in tempo cioè per la compilazione dei calendari della prossima stagione. Ieri Di Martino è stato chiaro in proposito, fornendo un assist perfetto al collega, che invece ha preferito smarcarsi evitando qualsiasi dichiarazione. «Sono consapevole che loro hanno esigenze e tempi ristretti rispetto alla giustizia penale — ha detto Di Martino riferendosi a Palazzi, che era accanto a lui —. Metterò a sua disposizione tutto ciò che occorre» . Non ci sarà neppure bisogno di un provvedimento di chiusura parziale delle indagini, come quello che fu chiesto dal procuratore Borrelli ai pm di Napoli durante l’inchiesta su Calciopoli. Viminale Da oggi Palazzi comincerà a studiare le carte e a stabilire un’agenda. Nel frattempo prende forma anche la task force voluta dal ministro Maroni per contrastare il fenomeno delle scommesse illegali. Ne faranno parte Antonello Valentini, direttore generale della Federcalcio, e Gianni Gola, generale della Guardia di Finanza ed ex presidente della Federatletica, indicato dal Coni. La nuova unità investigativa sarà completata da esponenti dei ministeri dell’Interno, dell’Economia e dell’Unire. «Non sono un esperto di scommesse, sono un uomo della Figc— ha spiegato Valentini—. La mia designazione nella task force del Viminale vuole rappresentare un segnale di presenza di tutto il mondo del calcio: dalle Leghe professionistiche a quella Dilettanti, ai calciatori, ai tecnici, agli arbitri. Di tutti quelli che non vogliono coprirsi gli occhi o fare finta di niente, ma hanno a cuore le sorti del calcio italiano e vogliono dare un contributo concreto per difenderne i valori» . Stamattina se ne discuterà anche nella riunione del Consiglio federale, che era stata annunciata giovedì dal presidente Abete. Fase 2 Intanto l’inchiesta penale va avanti. Anzi, entra nel vivo. Si passa a una fase più complessa e «silenziosa» delle indagini, in cui si cercano riscontri importanti lontano dal clamore mediatico di queste prime due settimane. Anche per questo il pm Di Martino ha deciso di rimandare più avanti gli interrogatori di due tra gli indagati, Cristiano Doni e Stefano Bettarini, considerati comunque «importanti» . Ci sono infatti sviluppi investigativi, legati anche alla trascrizione di nuove intercettazioni che non erano state depositate. La vera svolta però è attesa dagli accertamenti tecnici disposti dalla Procura. Forse il solo strumento per andare oltre la testimonianza del portiere Marco Paoloni e il silenzio di Antonio Bellavista, entrambi in carcere da 14 giorni. Il pm Di Martino li ha ordinati già sabato, auspicando i risultati in pochi giorni. Invece, per alcuni di essi, sarà necessario un po’ di tempo in più. Polizia postale Tutti i computer, i telefonini e le schede sim sequestrate a Paoloni, Bellavista, Pirani, Erodiani, Giannone e Bruni, sono state impacchettate e spedite al servizio di polizia postale di Roma: il «non plus ultra» per questo tipo di indagini. I tecnici sono al lavoro da tre giorni per esaminare tutto il materiale, alla ricerca delle tracce «indelebili» lasciate dai contatti su Internet e dai colloqui telefonici. Si tratta di dati oggettivi e inconfutabili, come i rilievi sui tabulati. E dovranno servire finalmente a chiarire se i contatti Skype di Paoloni (e non solo) con giocatori come Corvia del Lecce e Quadrini del Sassuolo erano reali o semplici invenzioni. gazzetta dello sport il milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Chat about this story w/ Talkita
RASSEGNA STAMPA/ Milan: Scommesse, Inter-Lecce di chi è la colpa?
La madre delle combine fallite, Inter-Lecce del 20 marzo, è un groviglio di nomi e cifre, di previsioni e minacce. Tutti puntavano sull’Over 3,5, cioè su una partita con almeno quattro gol: è finita 1-0 per i nerazzurri, e i giallorossi hanno giocato alla morte. Rileggendo tutte le intercettazioni finora in nostro possesso, ci vengono in mente due domande senza risposta. 1) Perché tutti ce l’hanno con Paoloni, presunto intermediario col centravanti del Lecce Corvia? 2) Come mai gruppi ben strutturati come quello bolognese, con link perfino a Singapore, scommettono a botta sicura 150 mila euro? I giocatori coinvolti Nel post-partita, quando la giocata fallisce clamorosamente e i profitti evaporano, tutti i protagonisti della cricca se la prendono col portiere del Benevento, fino a minacciarlo. È stato lui— dicono— a prendere contatti con Corvia; è lui che deve pagare. In una telefonata tra Giannone ed Erodiani, Corvia è addirittura definito «l’interlocutore» . GIANNONE: «Di là quanti ne abbiamo noi?» . ERODIANI: «Di là dove? Di fuori?» . GIANNONE: «No, lì dei nostri…!» . ERODIANI: «Dei nostri domani?» . GIANNONE: «Eh!» . ERODIANI: «Quasi tutti…» . GIANNONE: «Eh…» . ERODIANI: «Quasi tutti…» . GIANNONE: «Bon va bè… c’è pure… quello in porta?» . ERODIANI: «Sì, sì, sì!» . GIANNONE: «Eh, va bene» . ERODIANI: «E c’abbiamo pure l’interlocutore» . GIANNONE: «Eh…» . ERODIANI: «È Corvia!» . GIANNONE: «Va bene dai…» . ERODIANI: «Mi ricordo pure il nome per essere cristallino!» . Ok, Corvia sarebbe il garante. Ma quanti giocatori sarebbero stati corrotti? A Pirani che gli chiede se «i soldi li hanno presi quelli che vanno a giocare lì (il Lecce, ndr)» , Erodiani conferma che si tratta di 5 calciatori, compresi il portiere e due centrali, e che l’operazione è costata 250 mila euro. In un’altra telefonata della vigilia si parla di 6 giocatori, ed in una conversazione registrata da uno degli indagati, che abbiamo ricevuto in forma anonima, si arriva a 7: «Quattro difensori più due centrocampisti più il centravanti che tirava contro l’allenatore» . Altro luogo comune: con Corvia ci parla Paoloni, erano compagni di squadra nelle giovanili della Roma. È così? Non proprio, perché in un’intercettazione tra Bellavista ed Erodiani emerge questo: BELLAVISTA: «Ma te con chi hai parlato?» . ERODIANI: «Con Corvia» . BELLAVISTA: «Con lui proprio» . D’altronde, Erodiani spiega allo stesso Bellavista: «Lui (Paoloni) mi ha presentato Corvia e lui si è messo davanti» . L’operazione fallita È possibile che le soffiate sull’Over 3,5, sparse ai quattro venti tanto da alimentare un vertiginoso giro d’affari, si siano basate solo sulle promesse di un portiere indebitato di Lega Pro? Il bookmaker Sky-Sport365, alla luce di strani flussi di giocate, aveva tolto Inter Lecce dal palinsesto. Diversi personaggi dell’ambiente calcistico— è tutto agli atti— erano convinti che a San Siro i gol sarebbero piovuti a grappoli. Eppure, al 90’ comincia lo scaricabarile. Bruni, il commercialista di Signori, parla con Bellavista e gli dice: «Paoloni aveva solo quello avanti (Corvia, ndr), che sono nati nello stesso posto. Gli avrà detto “Me la vedo io”. Lui se gli andava bene pigliava trecento (300 mila euro)» . Quindi, Erodiani riferisce a Giannone, altro braccio destro del Beppe nazionale: «Corvia ha già mandato un messaggio da dentro gli spogliatoi “Scusate fratelli, la prossima vi faccio recuperare”» . La sera della partita, Ivan Tisci (così racconta lui stesso a Bellavista) va all’Ibiza e vede Bettarini e i giocatori del Lecce. Poi riceve un sms da Bettarini: «Vieni a chiedere a questi del Lecce perché Antonio (Bellavista, ndr) cade nei trappoloni» . Cosa è andato storto? Sempre che si sia trattato di una combine naufragata e non di un colpaccio millantato. gazzetta dello sport il milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Chat about this story w/ Talkita
RASSEGNA STAMPA/Milan: Pato e Barbara pizzicati a Rio
Alexandre Pato e Barbara Berlusconi sono stati beccati dai fotografi a Ipanema, uno dei quartieri più famosi di Rio. Arrabbiati per l’assedio dei paparazzi, i due hanno deciso di cambiare l’albergo davanti alla spiaggia. Venerdì i flash sono scattati anche quando Alexandre e Barbara sono andati a pranzo in una griglieria. Tipi da spiaggia Pato aveva un berretto ma neanche così è riuscito a nascondere il viso. Nonostante a Rio sia quasi inverno, la coppia è andata in giro con pantaloncini e calzature da spiaggia (sandali e infradito). La temperatura era abbastanza mite, intorno ai 20 gradi. Il sito «Contigo», specializzato in pettegolezzi, ricorda che Pato approfitta del tempo libero prima di presentarsi nel ritiro del Brasile per la coppa America in Argentina. «Pato e Berlusconi amoreggiano a Rio», titola la sezione «Ritratti della Vita» del quotidiano «Extra». Passeggiata C’è pure chi sottolinea come la passeggiata a Ipanema sia stata fatta alla vigilia del giorno degli innamorati («dia dos namorados» in portoghese), che in Brasile si festeggia proprio oggi, il 12 giugno (San Valentino, da queste parti, non viene quasi considerato). I due fidanzati non avranno molto tempo per restare insieme. Il 20 giugno Pato deve presentarsi al raduno con la Seleção. Una settimana fa il rossonero ha cominciato ad allenarsi al Flamengo, dopo avere smaltito l’infortunio alla spalla. Così ha ottenuto la fiducia del commissario tecnico verdeoro Mano Menezes, che non si è dimenticato di lui per il torneo continentale Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cos� come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!! Chat about this story w/ Talkita
RASSEGNA STAMPA/Milan, Yepes sogna la Champions
L’estate di lavoro è appena cominciata. Il campionato è finito da tre settimane,ma Mario Yepes non ha mai smesso di allenarsi. Prima a Milanello, poi nella palestra della Splendida, la nave della Msc che ha ospitato la crociera rossonera. Qui Mario ha trascorso gli ultimi (e unici) giorni di vacanza: relax, escursioni, ma anche tapis roulant e macchine con Daniele Tognaccini, responsabile della preparazione atletica rossonera. Yepes, dopo lo scudetto con il Milan, guiderà la Colombia da capitano in Coppa America, un trofeo che ha già vinto 10 anni fa. Oggi è il primo giorno di ritiro con la sua nazionale. Un anno fa era stato accolto al Milan con scetticismo. Si è preso una bella rivincita? «Nel calcio a volte si giudica senza conoscere, io sono sempre stato convinto di essere da Milan. All’inizio ero triste perché tutti avevano avuto l’opportunità di giocare tranne me. In quel momento è stato bravo Galliani: sono orgoglioso di aver dimostrato che aveva fatto bene a scegliermi». Allegri le ha dato il premio fair play, definendola un esempio. «Mi ha fatto piacere. Con me ha usato la tecnica giusta: non mi ha mai dato spiegazioni, però mi ha giudicato per come lavoravo. Io non amo gli allenatori che fanno troppi discorsi». Il momento più bello della stagione? «L’esordio in casa col Palermo. Quel giorno il Milan è andato per la prima volta in testa alla classifica e io ho scoperto che emozioni ti regala San Siro». Con l’arrivo di Mexes aumenta la concorrenza. Non ha paura di giocare meno? «La concorrenza è uno stimolo. Più arrivano giocatori importanti più il Milan può puntare al top». L’anno prossimo il primo obiettivo sarà la Champions? «Io credo che il Milan debba puntare ancora al campionato, dove partirà da favorito, e ad andare il più avanti possibile in Champions, dove ci sono squadre più attrezzate. Bisogna lavorare ancora molto per avvicinarsi al Barcellona». L’Argentina di Messi è nel girone della Colombia in Coppa America. Come lo fermerà? «Messi è immarcabile, non ti dà punti di riferimento. E’ il più forte di tutti.Ma noi vogliano arrivare lontano. Sarà la mia ultima Coppa America, ci tengo a fare bene. E siamo più forti del 2001: Falcao è fortissimo, può fare la differenza». Lei ha un altro anno di contratto con il Milan. Sarà la sua ultima stagione? «No. Ho avuto una carriera senza infortuni gravi, quest’anno credo di essere stato l’unico milanista a non aver mai saltato un allenamento. Mi sento bene e ho voglia di raggiungere altri obiettivi, credo di poter continuare per altri due-tre anni. Anche perché prima vorrei vincere la Champions». IlMilanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Chat about this story w/ Talkita
Milan, Lo Florio: “Il Milan ha già provato il colpo con El Shaarawy”
El Shaarawy al Milan starebbe benissimo! MILAN, LO FLORIO PARLA DI EL SHAARAWY – Ecco come l’agente di El Shaarawy si è espresso parlando con TuttoMercatoWeb.com . Ha raccontato degli sviluppi di mercato e del forte desiderio del giocatore di aiutare il Padova a raggiungere la promozione. Il Milan sembra essere molto interessato al giocatore. Inizialmente parlano di come Lo Florio ha conosciuto il ragazzo diventando suo procuratore: “Abito vicino Genova. Mi venne segnalato un ragazzino bravissimo. La prima volta pioveva, tra l’altro sbagliai campo perché pensavo che la partita fosse Genoa-Provercelli e invece era a campo invertito quindi all’epoca feci un viaggio a vuoto. Però questo mi ha fatto insistere, l’ho visto la volta dopo, c’erano tanti procuratori ma ho cominciato a parlare con il padre e da lì è nato un rapporto di amicizia. In questo momento ho un ottimo rapporto sia con il ragazzo che con la famiglia alla quale, essendo un commercialista, tengo anche l’aspetto fiscale. Poi gli ho anche fatto un contratto con la Nike, diciamo che è stato un lavoro partito da lontano. Un po’ quello che deve fare un procuratore. Poi chiaramente il ragazzo ha fatto benissimo sia in Primavera che al Padova e quindi c’è tutto questo clamore interno. Ma in Stephan ci credevo già da due-tre anni, ma anche di più” . Il Padova fa molto affidamento su di lui per raggiungere la promozione ma il risultato dell’andata di 0-0 non fa ben sperare: “Mi aspetto che il Padova faccia comunque la sua parte. Il risultato non è favorevole, però si giocherà tutto in novanta minuti e sono convinto che sarà determinante dell’ultim’ora” . All’andata, nonostante ci fossero molti osservatori sugli spalti Ela Shaarawy è stato sostituito da Dal Canto: “Sono soddisfatto della sua prestazione, perché è stato il più pericoloso del Padova pur giocando pochi palloni in quanto la manovra si è sviluppata in maniera diversa e così ha dovuto cercare altre opportunità che esulano dalle sue competenze. Mi ha detto che era un po’ stanco. Uscire, è chiaro, non piace a nessuno ma mancavano ormai pochi minuti alla fine quindi non si è arrabbiato più di tanto. Anche se magari avrebbe voluto giocare tutta la partita come tutti i giocatori, però non è mica la fine del mondo . Per quanto riguarda gli osservatori, ho visto che c’erano un po’ di personaggi importanti di società straniere. Penso che si siano resi conto della bravura di Stephan” . Alla domanda se sono o meno arrivate offerte da parte del Milan risponde: “Si, è vero. Si sono sentiti con il presidente ma niente di particolare perché Preziosi vuole riportarlo a Genova” . La situazione potrebbe cambiare qualora il Padova dovesse approdare in serie A e Lo Florio dice: “In quel caso parleremmo con il presidente per vedere cosa intende fare. Ma credo che la sua intenzione sia comunque quella di riportarlo al Genoa” . Il grande colpo è atteso e secondo Lo Florio ad aggiudicarsi il giocatore saranno: ” Le grandi. La Juventus dovrà potenziarsi moltissimo, mentre il Milan deve fare qualcosa di importante perché mi sembra di aver capito che il traguardo della prossima stagione sarà la Champions League. Quindi ai rossoneri non basterà un solo acquisto a centrocampo, anche perché è andato via Pirlo. Davanti se fanno qualcosa in uscita, dovranno fare altrettanto in entrata. Anche l’Inter non vorrà rimanere al passo e quindi farà un bel colpetto. A queste squadre aggiungo il Napoli che sta facendo un ottimo calciomercato” . Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it Posted by Direttore on giu 12 2011. Filed under Interviste , News Milan , Primo Piano , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry Chat about this story w/ Talkita
Ac Milan la voce del tifoso – Patomato: “Gli uomini cambiano le mogli , fedi politiche e religiose, l’ unica cosa che non cambiano mai e’ la…
In caldissimo agosto mio padre mi portò a vedere un triangolare Inter Roma Milan all’ Olimpico. A me cominciava a piacere il calcio ma non ero tifoso . Nella partita Roma Milan tutti ad insultare ed inveire contro la squadra che vestiva di bianco. Era il milan . Non capivo perche’ lo facessero e cominciai a tifare per loro ….Ieri , oggi , domani . Una volta ho sentito dire… gli uomini cambiano le mogli , fedi politiche e religiose…. l’ unica cosa che non cambiano mai e’ la squadra del cuore . Queste sono le parole di un utente del forum milanista di Sky, Patomato. Valentina Ligas ligas.vale@live.it
Mercato Milan, Fabregas: Regali d’addio
Césc Fabregas: centrocampista spagnolo CALCIOMERCATO MILAN | FABREGAS – Un calciomercato che sta evolvendosi ogni giorno che passa, e nel quale il Milan è sempre attento alle novità che si presentano di giorno in giorno. Pare che in questi giorni Braida e Galliani andranno in Brasile per visionare l’infortunato Ganso, e magari per cominciare una trattiva. Ma sicuramente il giocatore che più interessa al club di via Turati è l’ormai “celebre” mezz’ala sinistra. E il giocatore che più rispecchia tecnicamente e tatticamente le esigenze a centrocampo dei Campioni d’Italia è lo spagnolo Fabregas. Quest’ultimo secondo quanto riportato dal Dailyexpress ha già preparato il suo addio dall’Emirates Stadium facendo dei regali ai suoi compagni. Questo particolare è stato rilevato da uno dei giocatori più rappresentativi dei Gunners, Andrei Arshavin, il russo ha raccontato di questo regalo ricevuto da Fabregas. Quindi lo spagnolo pare sempre più lontano da Londra, il Barcellona sta alla finestra, così come il Milan, entrambe le società aspettano un notevole abbassamento di richiesta da parte di Wenger, che non sembra intenzionato a vendere lo spagnolo per meno di 50 milioni di Sterline (56 milioni di Euro). Wenger che ha aggiunto che nel caso Fabregas dovesse lasciare l’Arsenal andrebbe solo al Real Madrid o al Barcellona (altre frasi di circostanza). Come dimostrano gli acquisti strepitosi della passata stagione, per fare ottimi affari e acquistare grandi giocatori, bisogna saper aspettare, e “colpire” al momento giusto. Finora la strategia di mercato rossonera è stata ottima, vedremo come si evolverà nel corso delle prossime settimane con la speranza che i dirigenti del Milan possano regalare il colpo tanto sognato dai tifosi e che farebbe fare il vero salto di qualità a questa squadra. Giacomo Giuffrida – www.Milanlive.it Posted by Giacomo on giu 9 2011. Filed under Mercato Milan , News Milan , Primo Piano , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response
Milan, Seedorf: “Vivo bene, non bevo alcolici, non fumo e mi alleno con passione”
Seedorf e un modo di vivere sano MILAN, SEEDROF PARLA DI SE’ E DEL MILAN – Clarence Seedorf, per la Gazzetta dello Sport parla ancora di Milan, con soddisfazione e felicità, poi spende qualche parola anche riguardo a sé stesso e al suo stile di vita: “Il Milan ormai rappresenta quasi metà della mia carriera e la risposta a tutto si trova nell’altra metà. Credo di avere avuto la continuità che ha fatto sì che gli allenatori mi scegliessero. E poi vivo bene, non bevo alcolici, non fumo e mi alleno con la stessa passione di quando ho cominciato. Giorni fa ho visto un amico giocare la partita numero mille e so come vive. Solo con certi comportamenti un atleta può andare così avanti che l’età anagrafica diventa bugiarda. Chi è? Javier Zanetti. Ha 38 anni, io tre di meno”. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it Posted by Direttore on giu 9 2011. Filed under Interviste , News Milan , Primo Piano , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry Chat about this story w/ Talkita
AC MILAN,GAZZETTA DELLO SPORT: SEEDORF,"AL MILAN ANCHE SENZA GARANZIE"
C’è sempre un altro record da superare. Clarence Seedorf ha quattro Champions League nel palmarès e oltre 400 partite con la maglia del Milan nel cassetto. Nessuno straniero ha giocato così tanto in rossonero, eppure Seedorf non si vuole fermare. Vuole la quinta coppa. Lui la chiama l’Ottava, perché per il Milan sarebbe l’ottava. Clarence, nella storia del Milan lei è lo straniero che ha giocato di più. Che cosa significa avere raggiunto questo traguardo? «Il Milan ormai rappresenta quasi metà della mia carriera e la risposta a tutto si trova nell’altra metà. Credo di avere avuto la continuità che ha fatto sì che gli allenatori mi scegliessero. E poi vivo bene, non bevo alcolici, non fumo e mi alleno con la stessa passione di quando ho cominciato. Giorni fa ho visto un amico giocare la partita numero mille e so come vive. Solo con certi comportamenti un atleta può andare così avanti che l’età anagrafica diventa bugiarda» . Chi è l’amico? «Javier Zanetti. Ha 38 anni, io tre di meno» . Dunque, il Milan ormai è la sua casa. La necessità di riflettere prima di rinnovare il contratto era dovuta alla bontà delle proposte alternative o a qualche perplessità sull’ultima stagione? «In realtà ho riflettuto pochissimo. E vorrei chiarire una cosa: non ho mai chiesto garanzie tecniche. Non le ho chieste a Capello, Van Gaal, Ancelotti. Volevo parlare del progetto, ma non ho avuto modo di incontrare Allegri, eppure ho firmato lo stesso. La mia volontà era restare. Io e l’allenatore abbiamo tutto un anno per incontrarci e parlare» . Quanto ha pesato Berlusconi nella sua decisione di restare? «Molto. I punti importanti sono stati: il presidente, la volontà di Galliani, tanti miei compagni, persone dello staff e il calore dei tifosi. E poi tutta la gente per strada che mi chiedeva di restare» . Beh, è fortunato: lei ha trovato gente che le chiedeva di restare, Eto’o ha trovato tifosi che lo insultavano. L’Italia è un paese razzista? «L’Italia non è un paese razzista, Milano non è una città razzista. C’è ignoranza, magari, e la diversità provoca qualche problema. Ma io ho vissuto il razzismo ed è molto diverso. Più diretto, e insieme più sottile. Non so perché dobbiate considerarvi razzisti. Una presa in giro non è razzismo: è maleducazione» . Lei ormai è a Milano da anni: si sente un po’ italiano? «Mi sento molto italiano e credo che all’Italia serva un po’ di autostima. A tutti i livelli, anche nel calcio» . Ma ormai tutti sorpassano la Serie A… «Guardi, il gap con le grandi d’Europa è grande a livello economico, ma a livello tecnico è relativo. L’Inter ha vinto la Champions l’anno scorso, il Milan ne ha vinte due negli ultimi otto anni, e una l’ha persa in finale. Guardiamo alle bellezze che abbiamo, perché è inutile cercare di essere come gli altri. Imitare gli altri è un metodo perdente» . Quindi inutile paragonarsi al Barça? «É una grande squadra, ma il Milan ha fatto grandi cose nelle stagioni passate, e il mio Ajax non era affatto male sul piano del gioco. Voglio dire che non esistono le squadre del secolo, le squadre di tutti i tempi: esiste il momento e il Barça adesso è la più forte, così come Messi è il più forte del mondo adesso. Ma sa che cosa serve al calcio italiano?» . Dica. «Servono stadi belli, nel senso di bei terreni di gioco, che in Italia sono vergognosi e cambiano tutto. Le grandi squadre italiane e i grandi giocatori che ci sono qui hanno bisogno di campi buoni. Perché poi in Europa li trovi, e resti sorpreso… Non è tutto qui, ovvio, ma è un dato importante. Tatticamente l’Italia è superiore alla Spagna, e parlo di tutti, il mio è un discorso trasversale, dalle grandi alle piccole squadre. L’Italia ha tantissime cose buone, 12-13 attaccanti di altissimo livello, ad esempio. Ci vuole più autostima. E più pazienza per i giovani in generale e per quelli italiani in particolare, da Balotelli a Giovinco. Che errore ha fatto la Juve a lasciarlo andar via: fra tre anni avrebbe potuto fare la differenza. É piccoletto? Perché Zola è un gigante?» . Insomma, Seedorf, sta diventando veramente italiano… «Gliel’ho detto, mi sento un cittadino del mondo, ma sono orgoglioso di essere qui e giocare qui. Anche in Spagna e Inghilterra ci sono cose che non vanno. Ognuno ha la sua croce. L’Italia porta ancora valore al calcio internazionale» . Nonostante il danno d’immagine provocato dal nuovo scandalo scommesse? «Al di là di quello che verrà accertato, sono episodi negativi che non possono rappresentare il calcio italiano nel suo complesso. Il calcio italiano è e può dare molto più di questo» gazzetta dello sport il milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Chat about this story w/ Talkita
AC MILAN, GAZZETTA DELLO SPORT: SCOMMESSE, TUTTO CONTRO BEPPE SIGNORI
C’è un «papello» , proprio come nelle storiacce di mafia. E poi c’è una banda che scommette migliaia di euro e perde, e ci sono boss che cercano di recuperare il denaro, minacciano e intimidiscono. E’ il film dell’orrore che sta passando davanti agli occhi di tutti, in questi giorni di interrogatori e dichiarazioni negli uffici del tribunale di Cremona. Beppe Signori, «mister 188 gol» come viene definito nelle intercettazioni, è al centro del palcoscenico: è lui a scrivere il «papello» che gli viene contestato dal gip Guido Salvini; è lui, secondo i giudici, a gestire il traffico di gioco illecito verso Singapore e i mercati asiatici; è lui, sempre secondo gli investigatori, ad aver puntato forti somme su certe partite «taroccate» o «pseudo-taroccate» , ad aver perso la posta e poi tentato di rifarsi con chi gli aveva venduto l’informazione sbagliata. Gli vengono contestate, in particolare Atalanta-Piacenza, Benevento Pisa e Inter-Lecce, «la madre di tutte le bufale» . La riunione Signori arriva in tribunale a Cremona alle 14.10 e viene tenuto «in parcheggio» fino alle 16, quando entra nell’ufficio del giudice Salvini e comincia l’interrogatorio. Si presenta assieme a due legali e al pittoresco detective privato Ugo Vittori. Sembra spavaldo, per nulla intimorito dalla situazione. Giacca scura, camicia bianca, scarpe da ginnastica e passo spedito, si avvia al dribbling più importante della vita. Sa, prima di iniziare a rispondere, che i suoi commercialisti Francesco Giannone e Manlio Bruni lo hanno incastrato con le loro dichiarazioni. Hanno detto che Beppe-gol, il 15 marzo 2011, ha partecipato a una riunione nello studio dei professionisti alla presenza di Massimo Erodiani e di Antonio Bellavista. E lui, Signori, di fronte alle incalzanti richieste del gip Salvini, come si difende? Semplicemente ammettendo che, sì, era nell’ufficio di Giannone e Bruni, ma non conosceva le altre persone e, soprattutto, non sapeva perché fosse stata convocata quella riunione. Strano, visto che si svolse a tarda sera e non in un normale orario di ufficio. Carta canta E’ proprio in quell’occasione che Signori scrive di suo pugno il «papello» . E l’ex attaccante, quando il giudice Salvini glielo mostra non può che confessare: «Sì, è la mia calligrafia. L’ho scritto sotto dettatura di Bellavista» . Quando gli viene chiesto il motivo di un simile pezzo di carta, Signori tentenna: «Non so che cosa significhi, io ho soltanto scritto quello che veniva detto» . Spiegazione che non convince i giudici, i quali ritengono che la posizione di «mister 188 gol» sia piuttosto grave. Dirà in seguito il pm Roberto Di Martino: «Non ha risposto? Ognuno è artefice delle proprie fortune» . Il fatto è che, in questo momento, le testimonianze di Erodiani, Giannone e Bruni inchiodano Signori. Il «papello» , su carta a quadretti e scritto in stampatello, dice: «Condizioni nostre: partita paghiamo 125.000 euro da dare entro giovedì. Condizioni loro: la quota non deve subire variazioni. Assegno dato venerdì di 125.000 a garanzia. Assegni dati da puntare over entro il 75/80 esimo vittoria Atalanta. Possibile che il 1 ° tempo finisca 1-1 o 0-1. Già fatta Benevento Pisa. Da capire se vittoria o over di lunedì ore 14.30» . La banda si arrabbia Il punto cruciale, e del quale si è a lungo parlato nell’ufficio del gip, riguarda Inter-Lecce: truffa andata male. Signori reagisce: «Mi hanno proposto la combine, ma io l’ho rifiutata» . Secondo quanto ha verbalizzato il commercialista Bruni, invece, «Signori era pressato dagli asiatici» . Sempre Bruni spiega che, dopo Atalanta-Piacenza, «la situazione economica era la seguente: vennero puntate su Singapore 20 mila euro dell’assegno di 110 mila di Erodiani, l’intero assegno di Bellavista per 60 mila euro e l’intero assegno di Paoloni per 50 mila euro» . La sostanza, secondo gli inquirenti, è che la banda delle scommesse aveva perso parecchi soldi (circa 430 mila euro) e doveva rientrarne in possesso. Quell’Inter Lecce, secondo quanto il portiere Paoloni riferì a Erodiani e questi trasmise l’informazione al clan dei bolognesi, doveva finire con un «over» , cioè con più di 3 gol: terminò, invece, con uno striminzito 1-0. Apriti cielo! La banda va su tutte le furie, Erodiani e Paoloni vengono accusati di non aver mantenuto i patti, di aver millantato e vengono minacciati. Quando c’è di mezzo la criminalità organizzata, come si suppone, c’è poco da scherzare. Ora una decina di giorni di intervallo, poi per Signori comincerà il secondo tempo. Questa volta davanti al pm Di Martino. gazzetta dello sport il milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Chat about this story w/ Talkita
Milan, per la mezzala il Milan sfoglia la margherita
Il Milan sceglie una strategia attendista sul mercato della mezzala MILAN, PER IL CENTROCAMPO OCCHIO AL FATTORE SORPRESA – Sembra davvero un gioco infinito quello che si sta scatenando attorno al Milan sull’acquisto del centrocampista. La stagione si è conclua soltanto da un paio di settimane e il mercato è appena cominciato, ma la lista di giocatori accostati al club rossonero per il ruolo di mezzala è già numericamente imbarazzante. Cosa simile capitò l’anno scorso quando il Milan scoprì le carte sull’interesse di un attaccante. Dzeko, Luis Fabiano, Benzema , furono solo alcune delle punte associate al Milan che “last minute” portò a casa a sorpresa un duo di campioni, Ibrahimovic e Robinho . Quest’estate l’epilogo potrebbe ripetersi: Hamsik, Aquilani, Van der Vaart, Ganso, Asamoah , magari il pezzo pregiato da regalare ad Allegri sarà fra questi oppure potrebbe essere un nome che ancora non è stato fatto. Inoltre non è assolutamente da escludere la possibilità di un doppio colpo, in stile agosto 2011. Il club di via Turati è deciso a rafforzare in maniera significativa l’organico per la prossima stagione. Pierluigi Cascianelli – www.milanlive.it Posted by Prova2 on giu 8 2011. Filed under Calciomercato , Mercato Milan , Primo Piano . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry Chat about this story w/ Talkita
AC MILAN, GAZZETTA DELLO SPORT: KAKA’-MAICON, SI FANNO I CONTI
a riflessione dopo la tempesta. Conseguenza naturale, perché al di là di ogni esternazione -più che legittima -l’affare Maicon-Kakà che stuzzica Inter e Real Madrid è esercizio sì difficile ma non impossibile. Mourinho vuole Maicon, da un anno a questa parte; Leonardo, in caso di uscita di Sneijder, riabbraccerebbe volentieri un talento che proprio lui contribuì a far diventare milanista, Ricardo Kakà. La telefonata fra i due tecnici ha creato rumore, non vacui rumors. «Tutte balle» dice Massimo Moratti di fretta e laconicissimo come poche volte in passato. Ma le riflessioni ci sono. Da una parte e dall’altra. Allo studio Non a caso qualche giorno fa l’agente di Sisenando Maicon aveva preannunciato Moratti minimizza: «Niente vero, tutte balle» . Ma Mourinho insiste per Maicon, e Kakà in panchina è un danno per i Blancos una mossa-Real. «I Blancos stanno studiando una nuova offerta per Maicon» disse Roberto Calenda. E si parte da lì: anzi, Mou e Leo al telefono hanno proprio cominciato da questa premessa. Sondaggi, ipotesi: condite da considerazioni tecniche, senza -per ora -approfondimenti economici. Decisioni in linea E qui viene il punto. Per sondare la fattibilità dell’operazione occorrono dei ritorni in termini finanziari che, al momento, non possono soddisfare l’Inter. E la spiegazione è semplice. Il club nerazzurro è entrato nell’ordine di idee di privarsi del suo terzino a patto di un ingente introito in denari. E qui sembra tornare indietro di un anno. Anche allora il Real aveva prospettato una spesa intorno ai 20 milioni a fronte di una richiesta tra i 30 e passa. Così dopo qualche settimana tutto s’arenò non senza qualche irrigidimento. E non è un caso che ieri Calenda, tornando sull’argomento, ha fatto un distinguo significativo: «L’interesse del Real non può che far piacere al giocatore, ma ha intenzione d’onorare al meglio il suo contratto con l’Inter. Quindi prenderà tutte le decisioni per il suo futuro in linea con la politica nerazzurra» . Intanto Enrico Preziosi dice: «Per Criscito l’Inter ha una corsia preferenziale, poi dipende dalle cessioni che farà…» . I contatti Intanto in corso Vittorio Emanuele hanno fatto un po’ di conti. Quei 10 milioni d’ingaggio del brasiliano non sono coerenti con la politica di dimagrimento del monte stipendi. Perciò per proseguire il dialogo occorre che il Real entri nell’ordine d’idee di agevolare l’uscita di Kakà, magari con un contributo economico. Insomma la trattativa vera e propria è partita. I messaggi d’irrigidimento di ieri servono a far calare le pretese degli spagnoli. E su questo fronte, come sempre, sarà decisivo il parere di Mou. Per il Real è un bel danno quel Ricardo intristito tra panca e tribuna. Braccio di ferro E la società di Massimo Moratti sa bene che in questa vicenda è importante tener alta la guardia, visto che è proprio il Real ad avere maggiori necessità in questo scambio. Nei prossimi giorni sono previsti nuovi contatti tra le parti. Per ora indiretti. In attesa che si possa arrivare ad un summit ufficiale. gazzetta dello sport il milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cos� come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!! Chat about this story w/ Talkita