MILANO. E’ scomparso Alessandro Capitanio, storico presidente dell’Associazione Italiana Milan Club. Il Presidente Onorario Silvio Berlusconi, i Vice Presidenti Adriano Galliani e Paolo Berlusconi, il Consiglio d’Amministrazione, lo staff dirigenziale e tecnico, i giocatori e tutto il personale dell’AC Milan ne piangono la scomparsa e si stringono intorno alla famiglia, in questo triste momento, in un abbraccio sincero e fraterno
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Monti: “Forse sarebbe meglio fermare il calcio per 2-3 anni”
Dichiarazioni forti quelle del Presidente del Consiglio, Mario Monti , a margine del vertice italo-polacco di oggi. A chi gli ha chiesto un parere sulle vicende che stanno coinvolgendo il calcio italiano, Monti ha dichiarato: “ Bisogna riflettere e valutare se non gioverebbe per due-tre anni una totale sospensione di questo gioco.
Primo stop alla tessera del tifoso. Vittoria delle tifoserie
Il Consiglio di Stato ( Sez. VI, Pres. Giancarlo Coraggio, Rel. Giulio Castriota Scanderbeg ) ha accolto l’appello presentato da Codacons e Federsupporter . Le due organizzazioni si erano viste respingere il ricorso – dal Tar del Lazio – presentato contro la decisione di rendere obbligatoria la famigerata “tessera del tifoso” . Codacons e Federsupporter contestavano in particolare il fatto che per ottenere la tessera – e di conseguenza, abbonamenti e biglietti – i tifosi fossero costretti a sottoscrivere una carta di credito ricaricabile . Questo ha permesso agli avvocati delle due organizzazioni di utilizzare il rischio di condizionamento nelle scelte economiche dei tifosi/consumatori. Accogliendo l’appello dei due enti, il consiglio di stato ha motivato la sua scelta in questo modo : “ l’abbinamento inscindibile – e quindi non declinabile dall’utente – tra il rilascio della tessera del tifoso – istituita per finalità di prevenzione generale in funzione di una maggiore sicurezza negli stadi – e la sottoscrizione di un contratto con un partner bancario per il rilascio di una carta di credito prepagata potrebbe condizionare indebitamente – nella misura in cui si provi che l’uso della carta non sia funzionale ad assicurare le finalità proprie della tessera del tifoso – la libertà di scelta del tifoso-utente e potrebbe pertanto assumere i tratti di una pratica commerciale scorretta ai sensi del Codice del consumo; in tal senso depone il fatto che, per il tifoso, l’ottenimento della tessera appare condicio sine qua non per poter essere ammesso, nelle giornate di trasferta della propria squadra, nel reparto dello stadio riservato agli ospiti, di guisa che appare verosimile che l’acquisizione di tale utilità potrebbe indurlo a compiere un’operazione commerciale (cioè la sottoscrizione della carta prepagata) che non avrebbe altrimenti compiuto “ . Sulla base di tali motivazioni, i giudici del Consiglio di Stato ordinano al Tar del Lazio di fissare una nuova udienza e discutere nel merito il ricorso presentato da Codacons e Federsupporter, valutando quindi la sussistenza delle illegittimità denunciate dalle due organizzazioni. I tifosi portano a casa la loro prima vittoria. (Fonte Codacons)
Oggi Galliani entra nella Hall of Fame del calcio italiano
© foto di MASCOLO/PHOTOVIEWS Milan e Juventus, attualmente ai primi posti in classifica in Campionato, rappresentano l’elite del calcio in Italia, come conferma anche il premio “Hall of Fame del Calcio Italiano” 2011. Il prossimo 5 dicembre questo riconoscimento verrà consegnato, fra gli altri, a molti esponenti che hanno fatto la storia di questi due club: Adriano Galliani, Michel Platini, Roberto Baggio e Arrigo Sacchi. Fra i prini nomi scelti dalla commissione, in ogni caso, anche Pierluigi Collina, Gigi Riva e Marcello Lippi. Michel Platini per la categoria “giocatore straniero”; Roberto Baggio “giocatore italiano”, Marcello Lippi e Arrigo Sacchi ex equo “allenatore italiano”; Adriano Galliani “dirigente italiano”; Pierluigi Collina “arbitro italiano”, Gigi Riva “veterano italiano”: sono questi i primi nomi scelti dalla Commissione Aggiudicatrice per l’assegnazione del Premio “Hall of Fame del Calcio Italiano” 2011. La cerimonia di consegna dei premi si svolgerà lunedi’ 5 dicembre a Coverciano: sarà il primo atto del progetto “Hall of Fame” del calcio italiano, un’iniziativa promossa dalla Figc e dalla Fondazione Museo del Calcio, nata con lo scopo di celebrare e ricordare le figure maggiormente rappresentative ed emblematiche della tradizione del calcio in Italia. La cerimonia si svolgerà alle 15 presso il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, alla presenza delle autorità locali, del sindaco Matteo Renzi, del presidente della Figc Giancarlo Abete, del direttore generale Antonello Valentini, dei membri del Consiglio federale e dei membri del Consiglio della Fondazione Museo del Calcio. I sette vincitori, oltre a ritirare il premio, consegneranno un cimelio appartenuto a ciascuno di loro e che rappresenti in modo significativo la loro carriera, alla Fondazione Museo del Calcio. A guidare i lavori della Commissione è stato il direttore generale della Figc, con la collaborazione di Michele Uva, responsabile del Centro Studi, Sviluppo e Iniziative Speciali della Figc, e Fino Fini, direttore del Museo del Calcio.
Hall of Fame: elite italiana
© foto di Daniele Buffa/Image Sport Milan e Juventus, attualmente ai primi posti in classifica in Campionato, rappresentano l’elite del calcio in Italia, come conferma anche il premio “Hall of Fame del Calcio Italiano” 2011. Il prossimo 5 dicembre questo riconoscimento verrà consegnato, fra gli altri, a molti esponenti che hanno fatto la storia di questi due club: Adriano Galliani, Michel Platini, Roberto Baggio e Arrigo Sacchi. Fra i prini nomi scelti dalla commissione, in ogni caso, anche Pierluigi Collina, Gigi Riva e Marcello Lippi. Michel Platini per la categoria “giocatore straniero”; Roberto Baggio “giocatore italiano”, Marcello Lippi e Arrigo Sacchi ex equo “allenatore italiano”; Adriano Galliani “dirigente italiano”; Pierluigi Collina “arbitro italiano”, Gigi Riva “veterano italiano”: sono questi i primi nomi scelti dalla Commissione Aggiudicatrice per l’assegnazione del Premio “Hall of Fame del Calcio Italiano” 2011. La cerimonia di consegna dei premi si svolgerà lunedi’ 5 dicembre a Coverciano: sarà il primo atto del progetto “Hall of Fame” del calcio italiano, un’iniziativa promossa dalla Figc e dalla Fondazione Museo del Calcio, nata con lo scopo di celebrare e ricordare le figure maggiormente rappresentative ed emblematiche della tradizione del calcio in Italia. La cerimonia si svolgerà alle 15 presso il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, alla presenza delle autorità locali, del sindaco Matteo Renzi, del presidente della Figc Giancarlo Abete, del direttore generale Antonello Valentini, dei membri del Consiglio federale e dei membri del Consiglio della Fondazione Museo del Calcio. I sette vincitori, oltre a ritirare il premio, consegneranno un cimelio appartenuto a ciascuno di loro e che rappresenti in modo significativo la loro carriera, alla Fondazione Museo del Calcio. A guidare i lavori della Commissione è stato il direttore generale della Figc, con la collaborazione di Michele Uva, responsabile del Centro Studi, Sviluppo e Iniziative Speciali della Figc, e Fino Fini, direttore del Museo del Calcio.
RASSEGNA STAMPA / Milan: Scudetto della discordia, domani ratificato all’Inter
Domani il Consiglio Federale ratificherà la delibera che confermerà lo scudetto del 2006, quello della discordia, all’Inter, così come fece l’allora commissario straordinario Guido Rossi in quella torrida estate. Una decisione che è stata già presa giovedì scorso, nel corso di una riunione breve in via Allegri alla presenza dei responsabili delle varie componenti (Beretta per la Lega di A, Abodi per quella di B, Macalli per la Lega Pro, Tavecchio per la Dilettanti, Tommasi per l’Assocalciatori, Ulivieri per l’Assoallenatori, Nicchi per l’Associazione Italiana Arbitri più il vicepresidente federale, Albertini). Con la Figc «incompetente» , sulla base delle valutazioni giuridiche presentate dagli avvocati Gioia e Gentile, verrà presentata una delibera che (nelle intenzioni) sarà giuridicamente inattaccabile (l’anno stilata i legali Gentile, Medugno e Gallavotti) per tutelare la Federcalcio da «eventuali giudizi extrasportivi » . Perché, è altrettanto ovvio, la Juventus che proprio questa delibera aspetta – è pronta a dare battaglia, impugnerà l’atto ed è pronta ad arrivare, dopo l’Alta Corte del Coni, al Tar e al Consiglio di Stato. ORGOGLIO ZANETTI – Dall’Argentina, dove è impegnato nella Coppa America, Javier Zanetti, è intervenuto sulla questione scudetto 2006: «Sono orgoglioso di essere dell’Inter. Conosco bene Massimo Moratti ed ho avuto la fortuna di conoscere anche Giacinto Facchetti, e questo a me basta. È sorprendente che a cinque anni di distanza se ne continui a parlare: per fortuna la vicenda si sta per chiudere. Speriamo che sia una volta per tutte, e che si possa vedere un miglior calcio in Italia. Non ci sono dubbi, quel titolo vale come gli altri» . Il Corriere dello Sport Il Milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Commenti Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cosi’ come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!!
RASSEGNA STAMPA / Milan: Lo scudetto del 2006 resta all’Inter, con censura
I codici dicono: non revocate quello scudetto. L’esito del’approfondimento giuridico sullo scudetto 2006 chiesto dal presidente Giancarlo Abete ai legali della Federcalcio sarà comunicato questo pomeriggio ai numeri uno delle componenti del Consiglio federale. Gli avvocati di via Allegri hanno scavato fra le norme e hanno scelto per la mancanza di copertura giuridica di un’eventuale decisione di revoca del titolo assegnato all’Inter. O meglio, andato all’Inter perché il commissario Guido Rossi non esercitò nel 2006 il potere di «non assegnazione per comportamenti poco limpidi », il confine stabilito dal parere dei tre saggi per stoppare l’acquisizione di fatto del titolo. Questo si troveranno sul tavolo oggi Damiano Tommasi (Assocalciatori), Renzo Ulivieri (Assoallenatori), Marcello Nicchi (Arbitri), Maurizio Beretta (Lega A), Andrea Abodi (Lega B), Mario Macalli (Lega Pro), Carlo Tavecchio (Lega Dilettanti), nel vertice convocato da Abete, una specie di pre-conclave in vista del Consiglio Federale di lunedì 18.«Ora agiamo» Abete, ieri a Cortona per ritirare come vicepresidente Uefa il premio «Fair play Mecenate», conferma che si è arrivati alla fine del percorso tecnico senza anticipare naturalmente il giudizio politico: «Sono molto soddisfatto dell’iter che stiamo completando per la vicenda dello scudetto 2006. Abbiamo fatto tutti gli approfondimenti tecnici senza avvalerci di saggi esterni e ora, grazie alle carte della Procura federale e alle motivazioni inviateci dalle parti coinvolte possiamo dirci nelle condizioni di agire». Pro e contro In realtà, il parere dei giuristi «calcistici» sarà presumibilmente un censimento delle varie possibilità. Con i relativi rischi visto che le diverse strade sono state studiate con tanto di pro e contro. Soprattutto si è esplorato lo spinosissimo terreno della decisione «amministrativa», l’ombrello sotto cui proteggere il percorso senza processo per arrivare alla revoca. Giungendo alla conclusione che il consiglio federale non ha legittimità. Mentre anche sotto il profilo del rischio di risarcimento, la «non decisione» non esporrebbe la Figc a grandissimi rischi. Censura morale Ma se il partito dell’«impossibilità della revoca » ha praticamente avuto partita vinta, cresce l’esigenza di dare comunque una risposta sul merito alle aspettative che circondano il consiglio federale. E qui viene confermata l’idea valutata già nelle prime ore successive alla diffusione della relazione di Palazzi, quella di una censura morale, di una sottolineatura etica forte che sia condivisa dal governo del calcio e non dia un’impressione di reticenza o di fuga dal problema, amplificato dal fatto che siamo a 14 mesi dall’apertura dell’inchiesta di Palazzi su calciopoli bis. Patate dal forno Pubblicamente la geografia delle opinioni in Consiglio federale non cambia. Da una parte c’è Mario Macalli, che a Sky Sport 24 dice che «non c’era bisogno della riunione» a cui comunque il presidente della Lega Pro interverrà per «rispetto del presidente ». Macalli aggiunge comunqueche senza stop dei giuristi «non avrò problemi a votare ». Senza gioia: «Non sono stato entusiasta quando un commissario ha assegnato lo scudetto. Ora trovo strano che noi dobbiamo togliere le patate dal forno a chi le ha messe dentro». Di tutt’altro tenore le parole di Andrea Abodi: «Tutta laB è compatta: bisogna voltare pagina e per farlo è necessario prendere una decisione ». La Gazzetta dello Sport Il Milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cosi’ come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!!
RASSEGNA STAMPA/ Milan: Scudetto 2006 Può restare all’Inter. Con censura
Tredici giorni per uno scudetto. Che molto probabilmente è destinato a rimanere lì dove sta, prigioniero da una parte della prescrizione che blocca ogni attività degli organi disciplinari, dall’altra della «non competenza» a decidere del Consiglio federale. È uno scenario, niente altro che uno scenario, per ora. Ma all’indomani del terremoto Palazzi, dei fin qui calcolati silenzi della Juventus e degli assai meno meditati strepiti dell’Inter, è questa la sensazione che si avverte al termine della conferenza stampa di Giancarlo Abete. Impegno «Gli approfondimenti previsti e programmati» appoggiandosi alle «strutture di riferimento» rigorosamente interne alla Federazione (in parole povere: l’ufficio legale), la dicono lunga sulla montagna che Abete è chiamato a scalare: «c’è un impegno» , dice, a chiudere il caso con il Consiglio federale del 18 luglio e questa è l’unica autentica promessa che gli si riesce a strappare. Nel giorno della riapertura (all’unanimità, un autentico evento) al secondo extracomunitario in serie A, le 72 pagine di Palazzi pesano come macigni nelle cartellette dei 25 consiglieri federali. Basta scrutarne i volti, leggere tra le righe di dichiarazioni smozzicate, dove certezze procedurali (Mormando, il consiglio federale non può decidere) si alternano ad auspici liberatori (Ulivieri, che bello se l’Inter rinunciasse spontaneamente a quello scudetto) per comprendere dove si andrà a parare. Non c’è bisogno di ricorrere a Tavecchio, per capire che c’è una gran voglia collettiva di chiamarsi fuori. Con eleganza, magari. Ma pur sempre fuori. Revoca sì o no Un tourbillon di pareri, perché un saggio o un professore non si negano a nessuno. Scriteriate interpretazioni di ministri che dovrebbero avere altro a cui pensare. Tutte manifestazioni lontane anni luce dalle lucide convinzioni con le quali Palazzi ha affondato l’Inter e anche la possibilità, causa sopraggiunta prescrizione, di ricorrere per la revoca dello scudetto alla strada degli organi disciplinari. Per la verità c’è anche chi si spinge a sostenere che non ci sarebbe niente di prescritto, in virtù del nuovo codice (prescrizione dopo 8 anni dai fatti) introdotto nel 2007, ma l’ardita tesi viene incenerita a stretto giro di posta dai legali Figc. Chiusa una via ne resta aperta un’altra e lì il dibattito impazza, e trovare anche solo due che la pensano allo stesso modo diventa complicato. Il passo avanti che riesce ad Abete, è quello di avere già identificato chi dovrà stabilire se il Consiglio federale può o no togliere quello scudetto. Sarà un pronunciamento domestico a sancirlo, e già ci si può figurare quanto questo presterà il fianco a recriminazioni di parte. Pronostico Non luogo a procedere a cura degli organi di giustizia per sopraggiunta prescrizione, non luogo a procedere a cura del Consiglio federale per accertata non competenza. Il tutto magari condito da una pesante censura, ad uso lavaggio delle coscienze. Come se non ci avesse già pensato abbastanza Palazzi. Finirà così? Coni. Abete e Petrucci, il presidente della Federcalcio e quello del Coni, più vicini che mai, si sentono quotidianamente e continueranno a farlo per 13 giorni fin nell’imminenza del fatidico 18 luglio. Sanno benissimo che da questa storiaccia bisogna uscirne, se possibile definitivamente, prima che la ruota del calcio giocato ricominci a girare. Sarebbe assai gradita l’ipotesi di un aiutino diplomatico da parte di casa Moratti e di casa Agnelli, ma per ora neanche a parlarne. Chissà, forse il tempo sedimenterà le coscienze, le indignazioni, i cattivi pensieri, ma questa è solo una pia speranza. Le 72 pagine di Palazzi hanno comunque ottenuto uno scopo: in ballo oggi c’è solo il fatto se si possa decidere o no. Quanto a «cosa» decidere, beh, quello ormai è fuori discussione. gazzetta dello sport il milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan