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Milan: Berlusconi e i suoi 25 anni

25 anni al Milan MILAN, BERLUSCONI E I SUOI 25 ANNI –  25 anni alla guida del Milan e il Presidente del Consiglio autogra una maglia per celebrare questo momento. Domenica pomeriggio a Verona, nella sfida contro il Chievo, i rossoneri indosseranno una divisa speciale per ricordare che Silvio Berlusconi è patron del club di via Turati da un quarto di secolo. Il 20 febbraio del 1986 ha avuto inizio una storia magnifica che continua ancora oggi, a riprova del fatto che le storie d’amore possono durare. Secondo quanto anticipato dal quotidiano La Repubblica, i ragazzi di Allegri vestiranno la classica divisa impreziosita dalla firma, in filo rosso, di Berlusconi proprio sotto la scritta celebrativa “20 febbraio 1986-20 febbraio 2011″ , posizionata tra il marchio dello sponsor tecnico e lo stemma della società. Nei 25 anni di Berlusconi il Milan ha messo in bacheca cinque Champions League (prima Coppe dei Campioni) – sulle sette conquistate dal club nella sua storia – sette scudetti, tre Mondiali per Club, una Coppa Italia, cinque Supercoppe europee e cinque Supercoppe di Lega. Non è bastato nemmeno il coinvolgimento in Calciopoli, al termine del campionato 2005-’06 (con penalizzazione di 30 punti e un’ulteriore penalizzazione di otto da scontare nel campionato successivo) per scalfire la passione del Cavaliere, promettendo, proprio qualche anno fa: «Sarò il presidente del Milan per altri 25 anni». Ambizione, concretezza, fiducia e passione possono portare al raggiungimento di grandi obiettivi. Solo queste caratteristiche possono descrivere il progetto seguito e coltivato da Silvio Berlusconi insieme al Milan, da ben 25 anni a questa parte. Una lunga storia che sarebbe potuta essere raccontata nel dettaglio solo da una grande bandiera rossonera: Demetrio Albertini, con la maglia del Milan (indossata dal 1988 al 2002) ha vinto cinque scudetti, tre Coppe dei Campioni, una Coppa Intercontinentale e quattro Supercoppe Italiane. Albertini ha esordito a soli 17 anni, il suo album dei ricordi è colmo di immense soddisfazioni, e il suo palmares ne è la dimostrazione. «Quello che Berlusconi ha dato al Milan – spiega Albertini all’ANSA – è l’ambizione di essere al top. Quando è arrivato, un anno dopo lo spareggio per la Coppa Uefa, disse che il Milan doveva diventare la squadra più forte del mondo. Questa volontà ferrea spiega tante cose. L’intera organizzazione della società e del gruppo è stata costruita non solo per vincere, ma per raggiungere l’obbiettivo che Berlusconi aveva in testa». L’ex capitano non vuole pensare nemmeno per un secondo alle malelingue che vedono un cinico business calcistico dietro la grande passione e l’amore che il Cavaliere nutre per il Milan. «No, non è vero – asserisce – al contrario la gestione economica è sempre stata avveduta. Ha prevalso invece la cultura del lavoro e dell’appartenenza. La gran parte del gruppo in quegli anni proveniva da Milano. L’attaccamento alla maglia era quasi spasmodico ». «Quello che è vero – aggiunge l’attuale vicepresidente della Figc – era la presenza forte e costante di Berlusconi a Milanello, dove veniva ogni sabato. Dispensava consigli, formulava osservazioni, esprimeva pareri di ogni tipo. Ad esempio, una volta quando ero molto giovane, stavo percorrendo il tragitto che dallo spogliatoio porta alla foresteria ma – vista l’alta temperatura – avevo rinunciato a mettermi le calze. Berlusconi notò questo dettaglio e mi fece presente come la vita di un giocatore sia lunga e vada preservata dai malanni. Dunque sarebbe stato più saggio indossare un paio di calzettoni. Ma riconobbe anche di essere un rompic…». «Berlusconi – è il ritratto tracciato da Albertini – iniziava a parlare di un argomento e poi alla fine si buttava sulla tattica. Potrei definirlo un allenatore politico. Le teorie le spiegava molto bene, poi in campo Š sempre un’altra musica…» . «Con me – sottolinea – è sempre stato corretto, riservandomi parole equilibrate e consigliandomi quando ero appena un ragazzo. Non siamo rimasti in contatto costante, ma quando capita di vederci, ci salutiamo sempre con affetto» . Nella bacheca rossonera sono arrivate un’altra Champions League (2003) a quasi dieci anni dall’ultimo trionfo continentale e la prima Coppa Italia dell’era Berlusconi. Nel 2003-2004, invece, il diciassettesimo scudetto e la quarta Supercoppa europea. Ancelotti ha chiuso la sua parentesi nel 2009, lasciando spazio al brasiliano Leonardo. Il verdeoro ha detto addio dopo una sola annata caratterizzata dal rapporto “vivace” con il presidente che ha deciso di puntare sul toscano Massimiliano Allegri (all’epoca alla guida del Cagliari). E sarà proprio Allegri ad avere l’onore di vedere i suoi ragazzi in campo con quella maglia autografata dal Presidente del Consiglio, questa domenica 20 febbraio, al Bentagodi. Sarà un giorno importante per il mondo calcistico ma anche per una grande società: una somma di grandi risultati a dimostrazione del fatto che un buon lavoro e tanta passione servono davvero al mondo dello sport. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it

Milan, Merkel sceglie la nazionale tedesca

MILAN MERKEL NAZIONALE – Il centrocampista del Milan Aleksander Merkel, stando alle indiscrezioni di Itasportpress, avrebbe scelto di giocare nella nazionale tedesca . Il giovane centrocampista rossonero, classe ‘92, è nativo del Kazakistan  ma naturalizzato tedesco ed ha quindi la possibilità di giocare, come da regolamento, per entrambe le nazionali. Merkel ha già collezionato diverse presenze con la Nazionale Under 15 e con l’Under19 di Germania. Secondo Arthur Beck, agente del centrocampista rossonero, Merkel avrebbe già fatto la sua scelta, decidendo di continuare a onorare la maglia tedesca. Un ulteriore salto di qualità per un ex Primavera che sta sorprendendo sempre più Massimiliano Allegri, il quale spesso e volentieri decide di farlo partire come titolare. Ruggiero Daluiso – www.milanlive.it

Milan: l’Equipe da Mexes in rossonero

Mexes probabile il rossonero dal prossimo campionato MILAN, PER L’EQUIPE MEXES E’ ROSSONERO – Il quotidiano francese L’Equipe svela un interessante retroscena del mercato rossonero per la prossima stagione. Il giornale sportivo francese, infatti, ipotizza che il difensore abbia già trovato l’accordo con il club di Via Turati per il trasferimento a partire dal prossimo campionato. Nonostante le smentite di Adriano Galliani, il quotidiano  rivela che Mexes dovrebbe arrivare a parametro zero per continuare lo svecchiamento della rosa. Il francese andrebbe a potenziare il reparto difensivo del Milan, appoggiato soprattutto a Thiago Silva e Nesta, nonostante sia Oddo che Yepes si sono sempre fatti trovare pronti e preparati. Se l’indiscrezione de L’Equipe dovesse essere realizzabile si tratterebbe dell’ennesimo “colpo grosso” a parametro zero dell’amministratore delegato Adriano Galliani .  Alessandro Oggionni – www.milanlive.it

AC Milan Story: i grandi del passato: Marco Van Basten – Video

AC MILAN STORY VAN BASTEN – La leggerezza e l’eleganza sinuosa del cigno, ma anche la fragilità che purtroppo gli ha impedito di arricchire ulteriormente il suo palmares. La carriera di Marco Van Basten, attaccante del Milan , pare seguire la storia dell’animale da cui ha preso il soprannome, per l’appunto “ Il Cigno di Utrecht”. Nato a Utrecht il 31 ottobre 1964, il giocatore olandese ha rappresentato secondo gli addetti ai lavori, il primo prototipo di attaccante moderno, abile sia in area che fuori, tanto delicato nelle movenze e nei dribbling quanto implacabile nelle palle aeree . La sua carriera da calciatore professionista inizia nel 1981 nell’ Ajax, dove esordisce sostituendo un mostro sacro dei Paesi Bassi come Johan Cruijff. Negli anni successivi. Marco dimostra di possedere oltre a colpi da vero funambolo, anche una discreta dote realizzativa, che lo porta a laurearsi per tre volte consecutive capocannoniere dell’Eredivisie e vincere una Scarpa d’Oro come miglior realizzatore europeo. Nel 1990, durante un contrasto di gioco, subisce il primo infortunio alla famigerata caviglia destra,quella che lo tormenterà per il resto della carriera e lo costringerà all’operazione aver vinto la Coppa delle Coppe nel 1985/86, il Milan , su consiglio diretto del presidente Silvio Berlusconi, decide di acquistarlo e portarlo alla corte di Arrigo Sacchi . Il suo inserimento negli schemi del buon Arrigo è comunque graduale, e rallentato da una serie di guai fisici , come la seconda operazione alla caviglia destra. Dopo aver comunque contribuito con i suoi goal alla vittoria del primo scudetto contro il Napoli, Van Basten proseguirà la sua avventura milanista conquistando in ordine 3 Champions league, 2 Coppe Intercontinentali, 3 Supercoppe Europee, 4 Scudetti e 4 Supercoppe Italiane. Tutti questi trionfi sono stati comunque segnati da altre due operazioni alla caviglia, che tuttavia non hanno impedito a Van Basten di conseguire numerosi riconoscimenti personali, come un Fifa World Player (1992) e ben tre Palloni d’Oro , record eguagliato solo da Cruijff e Platini.Unico rammarico dei tifosi rossoneri è forse quello di non averlo visto in azione nella finale del 1995 persa dal Milan contro l’Olympique Marsiglia, dove il bomber rossonero avrebbe potuto dare il suo contributo. La sua carriera si conclude prematuramente per i soliti problemi fisici: nel giugno 1995. dopo 2 anni di calvario passati tra specialisti e cliniche, Marco Van Basten annuncia ufficialmente il suo ritiro dal calcio giocato, lasciando nei tifosi l’amaro in bocca per quanto Marco avrebbe potuto offrire alla causa rossonera . Votato miglior attaccante milanista del secolo dai tifosi, con le sue 90 reti in 147 presenze con la maglia del Diavolo, è attualmente allenatore in cerca di contratto, ma tutti i supporter del Milan preferiscono ricordarlo mentre, con la sua leggerezza, spiegava le sue ali sul prato di S.Siro conducendo i Diavoli alla vittoria. Ecco la carriera di Van Basten ed un video con i gol più belli di uno degli attaccanti più forti di sempre: 1982-1987     Ajax     133 (128) 1987-1995     Milan     147 (90)[2] Paolo Pietro Giannetti – www.milanlive.it

Milan-Tottenham, i tabloid britannici attaccano il Milan e Gattuso: “Mafiosi!”

MILAN: I TITOLI DEI TABLOID BRITANNICI – Le parole sui principali tabloid inglesi non sono certo delle più cordiali. La stampa d’oltremanica polemizza sia sull’atteggiamento dei rossoneri sia sull’arbitraggio e inneggia agli “eroi” del Tottenham. Il “Sun” titola con “ Nutters-Heroes 0-1” (Matti – Eroi 0-1) e descrive i rossoneri come “Milanimals”. “I mafiosi del Milan ci hanno fatto diventare tutti tifosi del Tottenham” è il titolone d’apertura del “ Daily Mail”. Il veleno britannico non risparmia neppure Flamini, colpevole “ ”Del tackle piu’ scandaloso degli ultimi tempi”. Anche le testate più importanti come il Times si soffermano sulla partita e sugli elogi per la squadra di Redknapp: ”Capace di non cadere nelle provocazioni, risoluta e pragmatica in uno degli stati piu’ intimidatori d’Europa’, una squadra matura, ordinata, compatta, che si era meritata tutti i complimenti ancor prima del gol di Peter Crouch ispirato da Aaron Lennon”’. Il “Guardian” spara invece a zero su Gattuso “E’ stato imbarazzante, una vera disgrazia nella tradizione dei capitani rossoneri che comprende irreprensibili uomini di carisma come Paolo Maldini e Franco Baresi”. Alessandro Oggionni – www.milanlive.it

Analisi Milan: i punti deboli di Milan-Tottenham

Gomiti assassini: mai fischiati, per il Tottenham è tutto regolare MILAN-TOTTENHAM, I PUNTI DEBOLI – Abbiamo sperato fino alla fine di citare, anche questa sera, i punti di forza degli ottavi di Champions contro il Tottenham e, invece, dobbiamo limitarci a trovare tutti i difetti più evidenti di questa partita. I 4 PUNTI DEBOLI DI MILAN-TOTTENHAM 1) LENNOY = non è per trovare scuse o giustificare una partita giocata in modo un po’ opaco da parte del Milan, ma Lennoy non ci è stato di grande aiuto. Non parliamo di rigori mancati ma almeno una punizione dal limite c’era, forse un oculista servirebbe, per riconoscere il bianco sul “rossonero”. 2) GOMES = un bravo portiere, niente da dire. Alcune buone parate le ha fatte ma i colpi di testa di Yepes sarebbero stati imprendibili se non si fosse trovato, per pura fortuna, precisamente sulla traiettoria. 3) LENNON = senza Bale costruisce meno ma è determinante per tutta la squadra. E’ molto veloce e probabilmente vede davvero rosso quando entra in campo. Unico obiettivo: fare gol 4) CROUCH = Tecnica dello sfondamento. Gomiti alti, botte di qui e botte di lì, Lennoy “non vede”. Le sue gomitate sono state il centro indiscusso di questi 90 minuti. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it

Milan: contro il Tottenham 0-1, una brutta partita

Niente da fare per il Milan, rallenta in casa ma Lennoy “aiuta” MILAN, CONTRO IL TOTTENHAM 0-1- L’arbitraggio delle ultime partite del Milan (dalla pausa natalizia in poi) non è stato dei più equi, qualche svista, qualche fallo fischiato male e non fischiato, un paio di rigori persi (nella partita contro il Parma) e qualche giallo di troppo. Contro il Tottenham, il problema, si è visto ancora di più. Non è stata una bella partita, gli inglesi hanno un gioco violento e aggressivo, a loro favore si può dire che hanno cercato di mantenere un buon possesso palla a centro campo improvvisando qualche ripartenza con Lennon e Crouch. L’arbitraggio di Lennoy, però, è stato penalizzante verso i rossoneri e inesistente nei confronti della squadra di Redkanpp. Il secondo tempo è iniziato con più decisione da parte dei rossoneri, hanno creato due bellissime occasioni su calcio d’angolo (non comune per la squadra di Allegri) grazie all’iniziativa di un reattivo Yepes, di testa in entrambe le occasioni sempre parate con sicurezza da Gomes che, diciamolo, ha avuto anche tanta fortuna trovandosi perfettamente sulla traiettoria. Il Milan prova ad attaccare ma giocano ancora troppo a traversoni, come avevamo analizzato già nel primo tempo. I rossoneri riescono ad aumentare il possesso palla ma la violenza (molte gomitate mai segnalate dall’arbitro) e l’aggressività non sportiva degli inglesi fa innervosisre molti giocatori, tra cui Gattuso che non sempre riesce a trattenere la sua ira, commettendo qualche brutto fallo che, però, viene fischiato immediatamente. Il Milan cresce con l’aumentare dei minuti di gioco, sembra crederci molto, lotta e prova a rimanere nei pressi dell’area di rigore avversaria, senza i risultati sperati; il Tottenham difende bene, con le unghie e con i “gomiti”. Oltretutto l’ammonizione di Gattuso, che gli impedirà di giocare il ritorno, arriva inaspettata: non era fallo, tantomeno ammoniziaone, si dispera colpendo il terreno con il pungo. La partita sembra girarsi verso i rossoneri ma un contropiede di Lennon che dribbla Yepes e serve Crouch sblocca la partita a favore degli inglesi; Amelia non può fare nulla. All’ultimo minuto arriva la fantasia magica di Ibrahimovic, strepitosa rovesciata, un gol che sembrava dare nuova fiducia ai rossoneri ma arriva la segnalazione del guardialinee: annullato (correttamente?). Una brutta partita, da tutti i punti di vista (Gattuso ha reagito male ma ne aveva tutte le ragioni). Sembra non si riesca a interrompere la trafila di uscite dalla Champions ad opera di una squadra inglese.  Non che il Tottenham abbia attaccato, è stata più che altro una partita di contenimento, il Milan non ha messo in campo lo spirito giusto per vincere. A Londra bisognerà fare molto di più: vincere ma davvero. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it

News Milan, De Grandis ” Pato talento a rischio. Ibra non sopporta Pato”

Zlatan Ibrahimovic, bomber rossonero NEWS MILAN, PATO IBRAHIMOVIC DE GRANDIS MILAN –  Nonostante lo stesso campione svedese abbia etichettato il “caso Pato ” come un’invenzione giornalistica,  l’incompatibilità tra il brasiliano e Ibrahimovic pare esistere realmente nello spogliatoio del Milan.  L’indiscrezione è confermata dal giornalista di “ Sky Sport 24 ” Stefano de Grandis : “Se io fossi il Milan parlerei con Ibrahimovic , che chiaramente non sopporta Pato . Gli chiederei di sgridarlo un paio di volte in meno, visto che forse il ragazzo ne soffre, per valorizzare un giocatore dalle potenzialità incredibili”.  Il rischio di bruciare il talento verdeoro  è infatti alto : “Secondo me Pato deve giocare, altrimenti si rischia di bruciarlo. E’ una partita importante in cui il ragazzo dovrebbe trovare spazio per dare finalmente sfogo alle sue grandi doti”. Vedremo questa sera  se il gioiellino rossonero riuscirà a dimostrare non solo di saper coesistere con il campione svedese, ma anche di riuscire ad essere decisivo. Paolo Pietro Giannetti – www.milanlive.it

Milan, Fascetti: “Cassano fondamentale per la conquista dello scudetto”

NEWS MILAN FASCETTI CASSANO MILAN – Che Eugenio Fascetti sia da tempo il primo estimatore di Cassano è cosa ormai nota. L’esperto allenatore, che ha svezzato il talento di Bari Vecchia, è convinto come molti addetti ai lavori, che il Milan abbia fatto un affare ad ingaggiare l’ex sampdoriano: “Per il Milan l’acquisto di Cassano – dichiara il tecnico in un’intervista rilasciata a  “La Repubblica” – è stato molto importante “. “ Antonio è un elemento che quando accende la luce riesce ad illuminare il gioco e darà un contributo molto importante per la corsa dei rossoneri verso la conquista dello scudetto “.Per Fascetti inoltre,Cassano ormai è al centro del progetto di Allegri : “ Si è integrato bene nel gioco del Milan e si trova a meraviglia con Ibrahimovic ”. Paolo Pietro Giannetti – www.milanlive.it

Champions: Milan-Tottenham, “milanlive” a Milanello per seguire la conferenza di Allegri

CHAMPIONS MILAN TOTTENHAM ALLEGRI – Si è conclusa da poco la conferenza stampa di Massimiliano Allegri alla vigilia della sfida contro il Tottenham in Champions League . Allegri sull’ assenza di Bale : “ E’ sicuramente un giocatore importante, ma hanno fatto molto bene anche senza di lui. Hanno dei giocatori importanti come Lennon, Crouch e Defoe e sono una delle squadre che ha segnato di più in questa Champions League “. Sulla difesa del Milan: “ Oddo e Abate si giocano il posto di terzino destro. Massimo ha fatto molto bene nelle ultime gare , ma Ignazio ha recuperato totalmente dal suo infortunio “. Sul Milan e la Champions: “ Dobbiamo arrivare fino in fondo. L’obiettivo del Milan è quello di superare il turno e credo che la squadra abbia le potenzialità per farlo “. Sulla formazione ed il centrocampo: “ Merkel è un giocatore giovane, non bisogna responsabilizzarlo troppo , ma se partirà dal primo minuto sarò tranquillo, per il resto sono a disposizione Flamini, Gattuso, Seedorf, Jankulovski e Thiago Silva come schermo davanti la difesa “. Sull’attacco che affronterà gli ‘Spurs’: “ Ho tre attaccanti a disposizione. Pato sta bene, ma non so ancora come gestire le punte a mia disposizione . Anche Robinho sta bene e sabato ha interpretato bene la gara quando è entrato “. Sui rimproveri di Ibrahimovic ai compagni: “ Secondo me si sta esagerando. E’ il suo carattere e sabato non è successo nulla “. Sul campionato: “ E’ ancora apertissimo . Il Napoli è a soli 3 punti, l’Inter ha il recupero mercoledì e anche le altre squadre possono rientrare tranquillamente “. Al termine della conferenza, prima di tornare sul campo di allenamento, Allegri si è soffermato con i giornalisti, svelando altre curiosità per la gara di domani : “ Bonera ha qualche fastidio e probabilmente non sarà a disposizione. Antonini ha fatto bene contro il Parma, ma rientrava anche lui da uno stop, valuterò se schierarlo dall’inizio. Yepes giocherà se Thiago sarà a centrocampo. Per Seedorf c’è anche la possibilità di giocare centrale di centrocampo con le tre punte dal primo minuto o vestirà i panni del trequartista con un attaccante in panchina “. La redazione di www.milanlive.it

Milan-Parma, Cassano: “Gattuso fondamentale per me”

Centesimo gol in Serie A, primo con la maglia del Milan. Antonio Cassano sta proseguendo alla grande il suo inserimento nella squadra rossonera e contro il Parma ha messo il suo primo sigillo con la nuova maglia con un’assist di eccezione: « Rino Gattuso è stato molto importante per me. Lo conosco da dieci anni. E’ lui che mi ha aiutato in questo rapido inserimento nel gruppo.» Il talento barese è entusiasta per la sua nuova avventura in rossonero, come dichiara ai microfoni di Milan Channel: « Questo deve essere l’inizio di una nuova carriera per me. Da ora in poi voglio vincere tutto. Con questa squadra e questa società possiamo vincere tutto.» Poi sulla : « La cosa più importante è la vittoria della squadra, la gente ha notato che siamo entrati cattivi in campo, se continuiamo così non ce ne sarà per nessuno.» Il numero 99 sta entrando nei cuori dei tifosi rossoneri. Marco Cornacchia – www.milanlive.it

Milan-Parma: i 4 punti di forza

La forza del Milan MILAN-PARMA, I 5 PUNTI DI FORZA DELLA PARTITA – Rubrica numero 2 per la redazione di Milanlive.it sui punti di forza della partita Milan-Parma. Contro il Genoa non siamo riusciti a trovarne di “punti di forza”, in questo caso, però, non ci risulta possibile trovare qualche difetto né nel gioco né tantomeno nello spirito combattivo e determinato della squadra. Per questa ragione abbiamo deciso di elencare i 4 punti di forza di questa splendida partita. I 5 PUNTI DI FORZA DI MILAN-PARMA: 1) ALLEGRI = abbiamo sbagliato in occasione della partita contro il Genoa. E’ un grande allenatore, ha una squadra fantastica di ragazzi che ci credono e se lo fanno è perchè il pirmo a metterci il cuore è proprio lui. 2) SEEDORF = ha segnato in casa per la prima volta dopo il 14 marzo 2010 (Milan-Chievo 1-0): che gol e che spettacolo. Feeling perfetto tra lui e Ibrahimovic 3) CASSANO = l’hanno criticato, non era in forma e doveva dimagrire, ora si è tagliato i capelli e ha segnato, nessuno avrà più niente da dire né sull’ordine né sulle prestazioni 4) ROBINHO = deriso perchè solo davanti alla porta sbagliava sempre? Contro il Parma si è rifatto segnando due gol nel giro di 4 minuti. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it

Milan: contro il Parma 4-0

Hanno parlato in tanti della presunta parabola discendente del Milan, i rossoneri rispondono con 4 gol a 0 MILAN, CONTRO IL PARMA 4-0 – Il Milan deve giocare così, deve presentarsi in campo in questo modo, con questo spirito, questa determinazione, questo movimento, questa velocità: questa voglia di vincere. Una reazione incredibile dei rossoneri che vengono da due pareggi che avrebbero potuto demoralizzare la squadra e lasciare ancora aperta la porta degli errori. Il 12 febbraio la squadra di Allegri ha rimostrato sè stessa con qualche blitz d’impatto, con quella caratteristica di velocità, tecnica e feeling che ha caratterizzato il Milan dall’inizio del Campionato. Van Bommel ha trovato sé stesso, Cassano si è sbloccato (oltre ad essersi tagliato i capelli!), Seedorf ha segnato e ha ricominicato a correre, Robinho non si spaventa più davanti alla porta ma segna e segna senza indecisioni, impatta perfettamente mettendo a segno il gol del 3-0 e del 4-0, Cassano è indispensabile, è arrivato e ha già saputo amalgamarsi ai compagni; è un peccato che non possa giocare martedì contro il Tottenham. Il secondo tempo inizia con ancora più forza del primo. Il Milan è talmente tanto superiore che Allegri si permette di far riposare Seedorf, sostituendolo con Flamini e anche Ibrahimovic che esce per lasciare il posto a Pato. Ibra non ha segnato oggi, non importa, si è resto indispensabile con i suoi passaggi perfetti e ha sfiorato la rete nel primo tempo; non è poi così stanco come ha detto. “Ogni tanto a Ibrahimovic piace dire di essere stanco ma sono sicuro farà un’ottima prestazione. Fisicamente sta molto bene ed è sempre il nostro punto di forza” , così aveva commentato Allegri la dichiarazione dello svedese sulla presunta stanchezza. I gol sarebbero potuti essere cinque se De Marco avesse fischiato il rigore, in occasione della punizione calciata da Ibrahimovic nel quinto minuto del secondo tempo, quando Valiani ha deviato il tiro perfetto dello svedese con il braccio. Questa è la squadra giusta, è quella che può davvero vincere lo scudetto e si merita la testa della classifica. Le avversarie Napoli e Inter hanno recuperato ma dovranno continuare la salita, senza commettere errori perchè ogni punto perso sarà un regalo importante per i rossoneri. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it