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Milan: Pato ha la febbre ma giocherà

Pato ha la febbre ma non mancherà all'Olimpico MILAN, PATO HA LA FEBBRE – Un servizio di  Sky Sport 24 riporta una notizia non proprio positiva per il mondo-Milan, infatti il ritrovato Pato avrebbe qualche linea di febbre da ieri sera. L’attaccante brasiliano non sembra, però, essere in dirittura di abbandono, anzi, la sua presenza in campo dovrebbe essere abbastanza decisa e sicura. Massimiliano Allegri dovrebbe schierarlo comunque dal primo minuto, nonostante la leggera febbre, questo fa pensare che non sia proprio in condizioni da non poter giocare sebbene i medici dovranno fare in modo di portarlo in campo nella situazione migliore possibile per lui e per la squadra. In casa bianconera, nel frattempo, Del Neri sta cercando la formazione perfetta, per creare l’offensiva più determinante nel pressare la difesa rossonera. Convocato anche Aquilani ma probabilmente relegato in panchina per tutta la durata della partita. Saranno 90 minuti lunghi e coinvolgenti. La carica agonistica che scenderà in campo questa sera si sentirà ancora più forte. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it

Milan: contro il Napoli 3-0, la partita che ci voleva

Il risultato che ci voleva, il Milan è da scudetto MILAN, CONTRO IL NAPOLI 3-0 – Inizia bene questo secondo tempo: un rigore non fischiato per fallo netto su Van Bommel ma poi la svolta. Dopo il calcio d’angolo Aronica di mano toglie la palla dalla testa di Pato e Rocchi finalmente fischia ed è rigore per il Milan, tira Ibrahimovich, molto basso e molto, molto forte. De Sanctis si lancia dalla parte giusta ma non arriva ed è il gol che sblocca la partita, al quarto del secondo tempo. Il Napoli prova a reagire ma non riesce a trovare la giusta precisione, sono scomposti e poco incisivi, provano qualche passaggio rapido ma non riescono, il Milan intercetta e mantiene il possesso palla continuando a pressare la difesa del Napoli. Anche l’intuizione di Pato al decimo lo ripaga dell’ammonizione ricevuta alla fine del primo tempo. Un tiro preciso e potente, radente al terreno, De Sanctis ci arriva con un ottimo gesto tecnico e molta intuizione, non si può negargli l’importanza della parata. Altra parata miracolosa di De Sanctis su calcio d’angolo, Robinho cerca di sorprenderlo ma, nonostante si stesse lanciando dalla parte opposta riesce a bloccare il pallone con la mano, non si può davvero negare sia un grande portiere, niente da dire. Il Napoli, però, senza Lavezzi non ha la giusta accelerazione, quella a cui aveva abituato il suo pubblico durante le partite seguenti l’andata (persa) contro il Milan. La squadra di Mazzarri crea, fortunosamente, qualche occasione, sfruttata male, Gargano gioca una brutta partita anche molto fallosa. Allegri ha l’intuizione di togliere Robinho per Boateng, da subito si fa riconoscere e crea qualche occasione per Ibrahimovich, un rientro importante il suo. Yankulovski lamenta qualche problema muscolare alla coscia sinistra e al suo posto entra Emanuelson, un terzino scoperto, una sicurezza in più nel gioco. Da qualche giorno continuiamo a ripetere che Allegri ha ritrovato Pato, ma non solo: Boateng segna un gol bellissimo, al suo rientro, al 32esimo del secondo tempo. Forse lo stress, forse la pressione, forse l’entusiasmo: appena la palla entra in rete esulta togliendosi la maglia; proprio come Pato contro il Chievo, e Rocchi lo ammonisce ma è talmente alta la tensione che il problema non sussiste. E finalmente, dopo tanti tentativi andati a vuoto, parte il Pato, ritrovato davvero, un’accelerazione senza uguali, riesce a tenere testa a due difensori mentre Ibrahimovich confonde il portiere, e segna il gol del 3 a 0. Sembra essere la serata perfetta. Il Milan c’è e si merita la testa della classifica. Il Napoli non ha creato nulla dall’inizio, si è parlato tanto di Cavani, della sua media gol più alta di Ibrahimovich ma in questa occasione si è visto davvero poco. Al gol del 3 a 0 Allegri si impensierisce, vede i suoi ragazzi in campo addormentarsi sul risultato perdendo di concentrazione, cerca di tenere sveglia la squadra e ci riesce. L’allenatore rossonero ha molta presa sui suoi giocatori e, a quanto pare, sa gestire il gruppo in maniera impeccabile. Un gruppo ai vertici perché se lo merita, nessuno avrebbe scommesso sui rossoneri a inizio stagione, ora invece sono loro che stanno ammazzando il campionato. Non si fanno conti, come dice Allegri “dobbiamo pensare a noi, i conti si faranno a fine stagione” . Ma i numeri non servono: il Milan è ancora primo e le distanze si allungano, il morale cresce e lo scudetto si avvicina. Chissà che questa vittoria non serva anche a proseguire la corsa verso la Champions. Che il “triplete” arrivi anche quest’anno e in rossonero? Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it

Milan: contro il Chievo 1-2

il Milan ce la fa e lo scudetto è ancora lì per essere vinto, sempre più vicino ai rossoneri MILAN, CONTRO IL CHIEVO 1-2 – Questo secondo tempo inizia con la stessa grinta che Allegri ha saputo portare in campo nel primo. Il Milan vuole vincere e lo si percepisce in ogni azione. Il Chievo, dal canto suo, cerca fino alla fine di reggere il gioco e gestire il risultao, qualche buona conclusione di Pellissier e Constant fa immaginare che anche il Chievo possa segnare. Il 16esimo del secondo tempo, però, risulta fatale ai rossoneri con Fernandes in ripartenza che beffa Abbiati e riesce a segnare la rete del pareggio. Il Milan riparte subito con ancora più decisione. Non si può dire che non siano entrati in campo con la giusta voglia e tenacia, non si può nemmeno dire che abbiano subìto ingiustizie nell’arbitraggio, tant’è vero che il gol di Robinho nel primo tempo sarebbe potuto essere annullato da regolamento a causa di quel braccio netto con cui si sistema il pallone prima del gol. La tattica di Allegri cambia, toglie un Cassano finora determinante per il gioco-Milan e inserisce Pato. Da subito il brasiliano ceca di ricreare quel movimento di palla a terra che consente al Milan di confondere l’avversario. Quando iniziano ad essere stanchi i rossoneri commettono sempre lo stesso errore: lanci lunghi, traversoni molto lenti che non consentono movimenti rapidi in campo e azioni conclusive. Il Chievo oltretutto è la squadra più ammonita dall’inizio del campionato: 68 cartellini gialli, 4 in questa partita, con espulsione di Cesar per doppia ammonizione. Pellissier è davvero un grande giocatore e accanto a lui anche Constant (sostituito al 25esimo con Jokic) e Fernandes riescono a mostrare le proprie qualità tecniche. Lo spirito con cui i rossoneri sono entrati in campo, proprio in questo giorno di festa per i  25 anni di presidenza di Silvio Berlusconi, era quello giusto: la voglia c’era, lo spirito di sacrificio da parte di tutti anche ma mancava un po’ di continuità e compattezza. Al 29esimo Allegri sostituisce Merkel con il ritrovato Boateng, un giocatore importante con i suoi movimenti verticali e molto decisivi. Kevin-Prince si sarebbe dovuto riposare ancora un po’ per farsi trovare pronto lunedì 29 contro il Napoli ma in una situazione difficile come questa Allegri ha deciso di puntare anche su di lui. Dopo il pareggio del Chievo il Milan sembra avere definitivamente deciso di voler vincere, lottano con forza e tutti lavorano all’unisono con l’unico obiettivo del gol ma la compattezza continua a mancare. E’ il 37esimo però a sbloccare questo pareggio, con Pato che rientrato dalla panchina, recuperato da un momento di crisi apparente riesce, con un’azione solitaria, a segnare il gol dell’1-2 che porta il Milan a quota 55 in clssifica. 25 anni di Presidenza di Silvio Berlusconi e una vittoria, un’altra verso la rincorsa allo scudetto, ad una nuova era sotto i colori rossoneri. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it

Milan: Berlusconi e i suoi 25 anni

25 anni al Milan MILAN, BERLUSCONI E I SUOI 25 ANNI –  25 anni alla guida del Milan e il Presidente del Consiglio autogra una maglia per celebrare questo momento. Domenica pomeriggio a Verona, nella sfida contro il Chievo, i rossoneri indosseranno una divisa speciale per ricordare che Silvio Berlusconi è patron del club di via Turati da un quarto di secolo. Il 20 febbraio del 1986 ha avuto inizio una storia magnifica che continua ancora oggi, a riprova del fatto che le storie d’amore possono durare. Secondo quanto anticipato dal quotidiano La Repubblica, i ragazzi di Allegri vestiranno la classica divisa impreziosita dalla firma, in filo rosso, di Berlusconi proprio sotto la scritta celebrativa “20 febbraio 1986-20 febbraio 2011″ , posizionata tra il marchio dello sponsor tecnico e lo stemma della società. Nei 25 anni di Berlusconi il Milan ha messo in bacheca cinque Champions League (prima Coppe dei Campioni) – sulle sette conquistate dal club nella sua storia – sette scudetti, tre Mondiali per Club, una Coppa Italia, cinque Supercoppe europee e cinque Supercoppe di Lega. Non è bastato nemmeno il coinvolgimento in Calciopoli, al termine del campionato 2005-’06 (con penalizzazione di 30 punti e un’ulteriore penalizzazione di otto da scontare nel campionato successivo) per scalfire la passione del Cavaliere, promettendo, proprio qualche anno fa: «Sarò il presidente del Milan per altri 25 anni». Ambizione, concretezza, fiducia e passione possono portare al raggiungimento di grandi obiettivi. Solo queste caratteristiche possono descrivere il progetto seguito e coltivato da Silvio Berlusconi insieme al Milan, da ben 25 anni a questa parte. Una lunga storia che sarebbe potuta essere raccontata nel dettaglio solo da una grande bandiera rossonera: Demetrio Albertini, con la maglia del Milan (indossata dal 1988 al 2002) ha vinto cinque scudetti, tre Coppe dei Campioni, una Coppa Intercontinentale e quattro Supercoppe Italiane. Albertini ha esordito a soli 17 anni, il suo album dei ricordi è colmo di immense soddisfazioni, e il suo palmares ne è la dimostrazione. «Quello che Berlusconi ha dato al Milan – spiega Albertini all’ANSA – è l’ambizione di essere al top. Quando è arrivato, un anno dopo lo spareggio per la Coppa Uefa, disse che il Milan doveva diventare la squadra più forte del mondo. Questa volontà ferrea spiega tante cose. L’intera organizzazione della società e del gruppo è stata costruita non solo per vincere, ma per raggiungere l’obbiettivo che Berlusconi aveva in testa». L’ex capitano non vuole pensare nemmeno per un secondo alle malelingue che vedono un cinico business calcistico dietro la grande passione e l’amore che il Cavaliere nutre per il Milan. «No, non è vero – asserisce – al contrario la gestione economica è sempre stata avveduta. Ha prevalso invece la cultura del lavoro e dell’appartenenza. La gran parte del gruppo in quegli anni proveniva da Milano. L’attaccamento alla maglia era quasi spasmodico ». «Quello che è vero – aggiunge l’attuale vicepresidente della Figc – era la presenza forte e costante di Berlusconi a Milanello, dove veniva ogni sabato. Dispensava consigli, formulava osservazioni, esprimeva pareri di ogni tipo. Ad esempio, una volta quando ero molto giovane, stavo percorrendo il tragitto che dallo spogliatoio porta alla foresteria ma – vista l’alta temperatura – avevo rinunciato a mettermi le calze. Berlusconi notò questo dettaglio e mi fece presente come la vita di un giocatore sia lunga e vada preservata dai malanni. Dunque sarebbe stato più saggio indossare un paio di calzettoni. Ma riconobbe anche di essere un rompic…». «Berlusconi – è il ritratto tracciato da Albertini – iniziava a parlare di un argomento e poi alla fine si buttava sulla tattica. Potrei definirlo un allenatore politico. Le teorie le spiegava molto bene, poi in campo Š sempre un’altra musica…» . «Con me – sottolinea – è sempre stato corretto, riservandomi parole equilibrate e consigliandomi quando ero appena un ragazzo. Non siamo rimasti in contatto costante, ma quando capita di vederci, ci salutiamo sempre con affetto» . Nella bacheca rossonera sono arrivate un’altra Champions League (2003) a quasi dieci anni dall’ultimo trionfo continentale e la prima Coppa Italia dell’era Berlusconi. Nel 2003-2004, invece, il diciassettesimo scudetto e la quarta Supercoppa europea. Ancelotti ha chiuso la sua parentesi nel 2009, lasciando spazio al brasiliano Leonardo. Il verdeoro ha detto addio dopo una sola annata caratterizzata dal rapporto “vivace” con il presidente che ha deciso di puntare sul toscano Massimiliano Allegri (all’epoca alla guida del Cagliari). E sarà proprio Allegri ad avere l’onore di vedere i suoi ragazzi in campo con quella maglia autografata dal Presidente del Consiglio, questa domenica 20 febbraio, al Bentagodi. Sarà un giorno importante per il mondo calcistico ma anche per una grande società: una somma di grandi risultati a dimostrazione del fatto che un buon lavoro e tanta passione servono davvero al mondo dello sport. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it

Milan-Parma: i 4 punti di forza

La forza del Milan MILAN-PARMA, I 5 PUNTI DI FORZA DELLA PARTITA – Rubrica numero 2 per la redazione di Milanlive.it sui punti di forza della partita Milan-Parma. Contro il Genoa non siamo riusciti a trovarne di “punti di forza”, in questo caso, però, non ci risulta possibile trovare qualche difetto né nel gioco né tantomeno nello spirito combattivo e determinato della squadra. Per questa ragione abbiamo deciso di elencare i 4 punti di forza di questa splendida partita. I 5 PUNTI DI FORZA DI MILAN-PARMA: 1) ALLEGRI = abbiamo sbagliato in occasione della partita contro il Genoa. E’ un grande allenatore, ha una squadra fantastica di ragazzi che ci credono e se lo fanno è perchè il pirmo a metterci il cuore è proprio lui. 2) SEEDORF = ha segnato in casa per la prima volta dopo il 14 marzo 2010 (Milan-Chievo 1-0): che gol e che spettacolo. Feeling perfetto tra lui e Ibrahimovic 3) CASSANO = l’hanno criticato, non era in forma e doveva dimagrire, ora si è tagliato i capelli e ha segnato, nessuno avrà più niente da dire né sull’ordine né sulle prestazioni 4) ROBINHO = deriso perchè solo davanti alla porta sbagliava sempre? Contro il Parma si è rifatto segnando due gol nel giro di 4 minuti. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it

Milan: contro il Genoa altro pareggio, 1-1

Ibrahimovic non delude mai MILAN, CONTRO IL GENOA ALTRO PAREGGIO, 1-1 – Già dal primo tempo i rossoneri non sono riusciti a trovare spazio, non si sono mossi, non hanno trovato dialogo e compattezza, velocità e azioni da gol. Niente durante tutti i 90 minuti di gioco, niente di utile, niente che potesse portare la squadra di Allegri alla vittoria. Non che il Genoa abbia creato e costruito gran chè ma è riuscito a tenere testa alla capolista; soprattutto grazie a giocatori come Milanetto, Palacio, Paloschi e un ottimo Kicka, 24 anni, molta iniziativa e tecnica di livello. Tranne il gol di Pato su assist di Ibrahimovic nel primo tempo il resto non ha lasciato spazio a nuovi virtuosismi e fantasiea. Entra Cassano al posto di Robinho e Emanuelson al posto di Flamini, anche loro non riescono a combinare un gran che. Cassano entra male su un paio di palloni che non riesce a calciare verso Ibrahimovic perdendo anche le ultime occasioni di tornare in vantaggio dopo il fortunoso rimpallo che ha permesso a Floro Flores di segnare il primo gol in rossoblu. L’arbitraggio di Mazzoleni ha lasciato qualcosa di cui discutere anche se non si può dare la colpa all’arbitro del risultato non soddisfacente dei rossoneri. Abbiata ha saputo come sempre rendersi partecipe di una buona partita nostante il gol preso al 46esimo del primo tempo. La porta del Milan era immacolata dal 16 gennaio in occasione della partita contro il Lecce. Allegri ha una rosa infinita, ricca di grandi campioni e, quindi, tante possibilità di vittoria. Ogni partita cambia formazione e ogni partita, ultimamente, non riesce come spererebbe. Bisogna cambiare qualcosa e ritrovare quel feeling che ha permesso al Milan di guadagnare la testa della classifica. Due punti persi contro il Genoa e raccolti dal Napoli che vince 2-0 contro il Cesena. Staremo a vedere il risultato di Inter-Roma delle 20.45. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it

Milan: a Milanello c’è anche Nesta

13 gennaio, anche Nesta si allena, ci sarà contro il Lecce MILAN, MILANELLO 13 GENNAIO, NESTA SI ALLENA – Buone notizie per Allegri, dopo il rientro di Flamini, il 13 gennaio anche Nesta ha potuto svolgere l’intero allenamento con la squadra, in vista della partita di domenica contro il Lecce. Tutta la squadra ha lavorato sul campo, alcuni separatamente (Gattuso e Ambrosini) hanno svolto preparzioni specifiche effettuando alcuni allunghi sui 100 m. Allegri sta recuperando la squadra perfetta nonostante ci siano ancora alcuni giocatori in infermeria, non ultimo Boateng. Il recupero di Nesta e il rientro di Flamini sono due carte importanti per affrontare un Lecce, battuto in andata per 4-0, che ora De Canio avrà preparato per il meglio in vista dell’incontro con la capolista. La formazione perfetta, per i rossoneri, ha visto giocare insieme le punte Ibrahimovic e Robinho, coadiuvate dal terzino Boateng oppure Seedorf; con il rientro di Pato, però, sarà molto difficile, per Allegri, scegliere chi schierare dal primo minuto. Da considerare anche la possibile buona prestazione di Cassano, non ancora in forma completa, presumibilmente entrerà durante l’ultima parte di gioco per risolvere o controllare il risultato. Ancora fuori Zambrotta che, causa operazione al menisco, sarà costretto allo stop ancora per una quindicina di giorni. La stagione è ancora lunga, le avversarie sono molto agguerrite e preparate. Il Milan di Allegri deve restare sempre “in partita” e giocarsela fino alla fine. Contro il Lecce, i rossoneri sperano di tornare a vincere cercando di infilare nuovamente una sequenza di risultati utili proprio come le consecutive otto partite positive prima di essere bruscamente fermati a San Siro dalla Roma. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it

Milan: Dinho al Flamengo, l’addio dei rossoneri

  Ronaldinho a Rio de Janeiro il 6 gennaio MILAN, ADDIO PER DINHO, ORA AL FLAMENGO – Il Milan si appresta a salutare definitivamente Ronaldinho. Il club rossonero ha da poco ufficializzato la cessione del 30enne brasiliano al Flamengo (e non più al Gremio, come si era parlato fino a poco tempo fa) con una nota nella quale evidenzia le «eccellenti prestazioni» fornite dal brasiliano nelle 2 stagioni e mezza disputate in Italia. «A.C. Milan comunica di aver ceduto a titolo definitivo al Clube de Regatas do Flamengo il calciatore Ronaldinho cui va il ringraziamento della Società per le eccellenti prestazioni effettuate e l’augurio per un futuro di carriera ricco di successi e soddisfazioni », si legge. Con il Milan, dal 2008 Ronaldinho ha collezionato in totale 96 presenze e 26 gol tra campionato, Coppa Italia e coppe europee, dimostrazione delle sue ottime qualità di giocatore. In questa stagione, però, il verdeoro ha giocato 11 gare in campionato senza andare a segno. Un gol, invece, nelle 5 presenze in Champions League. Il contratto con il Milan sarebbe scaduto a giugno. L’arrivo di Cassano ha sicuramente contribuito alla spinta della società verso la partenza di Dinho che saluta la squadra e tutta l’Italia. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it

Milan: contro il Cagliari Strasser decisivo, 0-1

Primo gol per Strasser, ottimo debutto di Cassano MILAN, STRASSER DECISIVO, 0-1 – Prestazione opaca, del Milan, per tutta la durata della partita fino all’entrata in campo di Strasser al 13esimo del secondo tempo, grazie all’uscita di Gattuso in conseguenza a una brutta collisione con Cossu che gli ha causato un risentimento muscolare all’adduttore. Strasser cerca di muoversi rapidamente in campo ma non trova ancora la risposta giusta da parte dei compagni. Già al 14esimo il Milan trova una bella azione grazie al movimento di Strasser e Seedorf che servono Pato, non riesce a concludere, nonostante le aspettative per il suo rientro. Il Cagliari prova ad attaccare, Nenè sbaglia clamorosamente di fronte ad Abbiati che commette uno dei suoi soliti errori su tentativo di rilancio con i piedi. Il Cagliari sembra crederci, ci prova e continua a cercare quella velocità di gioco che il Milan non ha ancora trovato. Allegri, al 29esimo, toglie Merkel per Cassano. Debutto in rossonero, la pressione della prima partita con la nuova maglia ha dato una forza di spirito e di iniziativa a Fantantonio che si è reso disponibile e molto utile a tutta la squadra. Da subito una bellissima azione fa emergere il barese, non riescono ad andare in gol ma Cassano insiste. Parte un’azione, finalmente decisiva, grazie a Seedorf, arriva Strasser da dietro mentre Cassano recupera il pallone di Clarence. Fantantonio colpisce molto bene e serve il ganese. Primo gol di Strasser, al 40esimo. Si scopre il talento di Strasser e si appura quello di Cassano, un acquisto che andava fatto e che non delude. Da questo momento in poi i rossoneri proteggono il possesso palla, non cercano strani movimenti ma riescono a controllare il risultato. Una partita che, all’inizio, sembrava debole ma che alla fine ha saputo regalare al mondo rossonero quella vittoria tolta solo dalla Roma, un amaro in bocca che Allegri ha saputo addolcire con questo risultato. L’allenamento invernale a Dubai ha saputo dare fiducia e motivazione a tutta la squadra. Nonostante la partenza, attesa, di Ronaldinho e l’arrivo, altrettanto atteso, di Cassano il gruppo non perde di compattezza. Allegri è riuscito a dare uniformità a un gruppo ancora nuovo. Una nuova formazione in campo, un gioco ancora diverso per cui nemmeno Allegri avrebbe potuto fare reali pronostici. Il Cagliari di Donadoni si è trovato di fronte a qualcosa di inatteso che, in definitiva, l’ha lasciato digiuno di gol nonostante la sua squadra abbia lottato fin dal fischio di inizio. Il Milan si ritrova, proprio quando il campionato ricominicia. La capolista insiste e si avvicina sempre di più allo scudetto. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it

Milan: Seedorf e Beretta decisivi contro l’Al Ahli

Seedorf e Beretta in gol. Milan in crescita nonostante le assenze. MILAN, SEEDORF E BERETTA IN GOL CONTRO L’AL AHLI – Questo 2011, per il Milan, si apre con una vittoria: 1-2 contro l’Al Ahli di O’Leary. Gol di Seedorf e Beretta che a detta di Allegri: “è un’opzione per sostituire Ibra” . Cassano non brilla, solo due mesi di allenamento indipendente non gli hanno permesso di entrare in campo in una forma perfetta. Speriamo in un Fantantonio più decisivo già da Cagliari, sempre che Allegri decida di schierarlo. Ibrahimovic riesca a entrare in conflitto con l’allenatore dell’Al Ahli dopo un ingresso giudicato non proprio elegante, Amelia si intromette per stemperare la tensione e la partita ricomincia. Allegri potrà rientrare da Dubai consapevole anche del completo recupero di Alexandre Pato, in forma dal punto di vista fisico, ancora più determinato e grintoso di prima. Il Papero ha servito Seedorf con un gesto tecnico magistrale e ha cercato anche il dialogo con Cassano che, però, non è riuscito a rispondere con prontezza. Allegri a Dubai non ha raccolto solo buoni frutti, si porterà a casa anche qualche magagna: il problema muscolare di Boateng (in fase di cure e recupero) e i 7 punti a Robinho procuratosi nel finale di partita sbattendo rovinosamente contro una telecamera. Allegri si è detto preoccupato, non sapendo se potrà giocare giovedì 6 gennaio contro il Cagliari. Un altro giocatore importante k.o. Speriamo che gli altri riescano a sopperire alle assenze in maniera egregia tornando a vincere anche in campionato. Intanto Dinho è in Brasile, conteso in un’asta tra Flamengo, Gremio e Palmeiras. Galliani rimane a Rio de Janeiro in attesa di una risposta definitiva che potrebbe arrivare già dalle prossime ore. Resta imprescindibile il pagamento di 8 milioni per la buonuscita del giocatore dalla società di Via Turati. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it

Mercato Milan: un “sacco” di novità

Allegri..per Natale MERCATO MILAN, NOVITA’ IN ENTRATA E IN USCITA – Quest’inizio di stagione per il Milan ha portato molti frutti e la possibilità per Allegri di tenersi la panchina con plauso generale. La testa della classifica significa tanto per tutta la squadra che finalmente trova l’appoggio dei tifosi e della società intera. Con l’apertura del mercato di gennaio sono in arrivo parecchie novità. In entrata si è parlato molto di Cassano, girano alcune voci anche su Matri, Paloschi e Constant, quest’ultimo sembra il centrocampista più avanti con le trattative (nonostante anche il Genoa abbia mostrato parecchio interesse per il giocatore), i rapporti tra Chievo e Milan si sono ultimamente intensificati. Quest’estate, per la difesa del Milan, si è parlato di Vincent Kompany, del City, ora, però, il nome non sembra più essere nel mirino.In uscita il nome che continua a ripetersi è quello di Ronaldihno: forse Gremio o forse Palmeiras, quello che è certo è il suo rientro in Brasile. Le sorti dell’operazione dipendono soltanto dalla buonuscita, la società di Via Turati sta cercando di ridurre al minimo quel nodo di milioni che legano ancora Dinho alla squadra rossonera; Roberto de Assis sta mantenendo i rapporti con le due società.  Altro caso clamoroso è l’arrivo di Leonardo all’Inter, con un contratto fino al 2012, con opzione per il 2013. L’allenatore del Milan nel 2009-’10, adesso passa proprio ai diretti avversari. Difficile parlare di tradimento, quello che sapremo a breve sarà se porterà davvero alla squadra nerazzurra la stessa formazione 4-2-fantasia con cui ha trasformato il Milan dopo aver iniziato con il classico 4-3-3 (contro la Roma). Per i rossoneri non sarà un grosso problema. Allegri si è dimostrato un grande allenatore capace di costruire, e ricostruire, un gruppo compatto e determinante in campo, tanto da conquistare la testa della classifica. Non significa certezza-scudetto ma riesce a dare tanta fiducia a tutto il mondo-Milan che aspetta da tempo di rivedere quel trofeo. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it

Milan: guardando alla Champions

in vista della Champions contro il Tottenham MILAN, GUARDANDO AL TOTTENHAM – In vista della doppia sfida contro il Milan in Champions League, e della seconda parte della Premier League, Harry Redknapp pensa a Andy Carroll per l’attacco del Tottenham. Il manager degli Spurs ha già fatto sapere che interverrà sul mercato in gennaio, anche perchè Robbie Keane è destinato a passare all’Everton mentre Peter Crouch verrà offerto all’Aston Villa. Da qui l’idea Carroll, che in questa stagione ha già segnato 10 gol, meritandosi la convocazione di Fabio Capello. Ma non sarà facile strapparlo al Newcastle perchè il 21 e attaccante inglese ha firmato un nuovo contratto di cinque anni. La sfida contro il Tottenham non sarà facile per il Milan, la stagione è ancora lunga e Allegri non si farà trovare impreparato. Il mercato di gennaio promette grandi cose per la squadra rossonera, che ha già iniziato alla grande con l’arrivo di Cassano. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it

Mercato Milan: Ronaldinho verso il Brasile

Dinho se ne va.. MERCATO MILAN, RONALDINHO PALMEIRAS E GREMIO – Dal Brasile sembrano arrivare alcune offerte per il campione milanista ormai da panchina. Il Palmeiras è il primo della lista, segue il Gremio. Dinho piace molto anche al Galaxy ma l’America significherebbe, per il giocatore, l’addio alla Nazionale e, forse, è proprio per questo che le sue intenzioni sembrano quelle di tornare nel suo Paese natale. Non ultima considerazione sono le vacanze di Galliani, partito ieri proprio per il Brasile, da qui nascono le voci che vogliono ipotizzare contatti tra le società. Ronaldinho potrebbe partire a giugno ma niente esclude un prestito o una cessione già a gennaio. L’arrivo di Cassano in rossonero, e la conseguente sovrabbondanza di attaccanti, ha subito fatto ipotizzare una partenza, quella di Dinho sembra l’unica possibile. Fino adesso Ronnie non aveva mai lasciato trapelare l’intenzione di andarsene davvero. Molto legato alla maglia rossonera e al suo presidente  avrebbe sicuramente preferito completare la sua carriera nella società  di Via Turati, con i suoi amici e compagni. Le cose sono cambiate e la stoccata finale è arrivata proprio con l’accordo per Cassano. Si sta chiudendo una porta e nessuno se lo sarebbe aspettato.  C’è da dire che a San Paolo, con il Palmeiras, Dinho troverebbe un allenatore in grado di accoglierlo a braccia aperte nonostante le difficoltà dell’ultimo periodo rossonero. Abbiamo, però, anche l’interesse del Gremio, come si è detto, squadra in cui Dinho ha mosso i primi passi e il cui presidente, Odone, ha detto proprio ieri di essere molto vicino all’affare. Che siano solo indiscrezioni o verità lo sapremo presto. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it

Milan, nuovo “attacco”: Cassano vs brasiliani

primo raduno a Dubai, il 27 dicembre MILAN, CASSANO VS BRASILIANI – Ora che Cassano è in rossonero per Allegri sorge un nuovo problema: dove schierarlo? Finora in campo abbiamo visto un 4-3-1-2 che non ha mai deluso (tranne per lo svarione in casa contro la Roma). Un 1-2 fatto da Boateng (o Seedorf) più le due punte Ibrahimovic a destra e Robinho (o Ronaldinho o Pato) a sinistra. L’unica certezza, con l’arrivo di Cassano, però, resta Ibra e a turno un trequartista tra Boateng e Seedorf. A sinistra chi porterà in campo? Pato deve riprendersi, si sta già allenando ed è pronto per partire con la squadra verso il ritiro di Dubai, previsto per il 27 dicembre, Ronaldinho resta un interrogativo soprattutto adesso che pare davvero sia diretto altrove; poi abbiamo Robinho, dopo un faticoso inizio è adesso in grande forma. Accanto a questi 3, dal 3 gennaio giorno della firma e con il 4 gennaio giorno della presentazione ufficiale alla Borghesiana a Roma, ci sarà anche Cassano. Campione indiscusso già a 17 anni; problematico dal punto di vista disciplinare ma che, forse, con la maglia rossonera indossata potrebbe anche rientrare nei ranghi. Campione che probabilmente non farà volentieri compagnia a Ronaldinho in panchina. Il nuovo numero 99 del Milan potrebbe portare grandi cambiamenti alla squadra. Un 99 che l’ultima volta in rossonero è stato del grande Ronaldo e ora arriva con un altro grande: Cassano. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it