Il giornalista Fulvio Bianchi , che cura la rubrica de La Repubblica , Spy Calcio , ha analizzato la situazione societaria dei rossoneri. L’entrata di Barbara Berlusconi nel cda ha rappresentato un punto di svolta per il Milan, e la figlia del presidente è passata dalla gestione del marketing ad occuparsi di tutte le questioni che riguardano il club .
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Barbara Berlusconi: il vero manager sale in cattedra
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RASSEGNA STAMPA/ Milan: Tre famiglie e 667 milioni bruciati
Come faceva quel ritornello? «Spendi spandi spandi spendi effendi…» . Rino Gaetano si riferiva ai «sultani» dell’Italia degli Anni Settanta, ma potremmo includervi tranquillamente le famiglie che dominano il calcio italiano. Le finanze dei grandi club sono da tempo fuori controllo e soltanto le iniezioni di soldi freschi da parte dei loro opulenti padroni ne garantiscono la continuità aziendale. I propositi di Marina In questi giorni la Fininvest s’interroga sul futuro del Milan: scorporo con quotazione in Borsa o, magari, cessione di un pacchetto di minoranza a soci arabi. Quel che è certo è che alcuni esponenti della famiglia Berlusconi si sono stancati di dover ammortizzare nel bilancio consolidato della capogruppo le perdite rossonere. Un anno e mezzo fa Marina Berlusconi, all’assemblea degli azionisti del gruppo, declamava: «Le società di calcio non possono sottrarsi alle regole della buona gestione evitando di fare follie» . Ma l’utile 2010 della Fininvest è calato dell’ 8%(a 160 milioni di euro) proprio a causa del rosso di 70 milioni fatto registrare dal Milan. E nei primi tre mesi del 2011 la casa madre ha dovuto staccare ulteriori assegni per un totale di 38 milioni. Soldi freschi I rubinetti sono sempre aperti per i giocattoli di famiglia. Se Moratti e Berlusconi ci hanno fatto l’abitudine, l’addio all’autofinanziamento da parte della Juventus è una rottura. Nell’ultimo quinquennio, da Calciopoli in poi, mentre l’azionista di riferimento dell’Inter ha effettuato versamenti in conto capitale per 361 milioni, conquistando il primato nel genere, gli esborsi delle dinasty che controllano Milan e Juventus quasi si equivalgono: 162 i milioni elargiti dalla Fininvest, 144 quelli della cassaforte degli Agnelli (prima Ifil, ora Exor), se consideriamo pure gli 81 milioni impegnati per la ricapitalizzazione dell’autunno. D’altronde le nostre squadre di punta sono costantemente in rosso. L’Inter ha chiuso il bilancio al 30 giugno 2010 con una perdita di 69 milioni (154 l’anno prima), il Milan ha fatto leggermente peggio (-70 a dicembre 2010), la Juve si è fermata a -11 ma registrerà un deficit di 60-70 milioni nell’esercizio 2010-11. Incombe il fair play Ora, è vero che Moratti non avrebbe alcun problema a perpetuare queste elargizioni grazie ai ricchi dividendi incassati dalla Saras (Berlusconi forse sì, dopo la maxi-multa di 560 milioni per il lodo Mondadori). Tutti quanti, a ogni modo, dovranno fare i conti con i paletti del fair play finanziario dell’Uefa, che incide già sui bilanci della stagione cominciata il 1o luglio. L’obiettivo finale del breakeven, cioè il pareggio tra costi e ricavi, sarà raggiunto a tappe: il primo step imporrà ai club partecipanti alle coppe europee di avere al massimo 45 milioni di perdite (sommando i risultati dei bilanci chiusi nel 2012 e 2013). Gli azionisti, insomma, potranno continuare a finanziare i club ma entro certi limiti. Basta assegni in bianco, i signori del calcio italiano— come pure i nuovi ricchi d’Oltremanica — sono avvisati. gazzetta dello sport il milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Commenti Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cosi’ come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!!
Milan: Fininvest smentisce i problemi societari
MILAN, NESSUN RISCHIO CESSIONE – In un breve comunicato ANSA l’holding che detiene il controllo della società, vale a dire la Fininvest, comunica e smentisce l’ipotesi di cessione del Milan causa i problemi odierni di Mondadori: “In modo categorico che si tratta di ipotesi fantasiose e di scenari totalmente privi di fondamento”. Non viene fatto cenno, invece, alla fuoriuscita del Milan dalla holding stessa, ipotesi che tiene ancora banco e che potrebbe realizzarsi. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it Posted by Direttore on lug 20 2011. Filed under News Milan , Primo Piano , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry
RASSEGNA STAMPA/ Milan: Tre vie per portare soldi freschi con Barbara in rampa di lancio
Scorporare il Milan dalla Fininvest, quotarlo in Borsa o aprire il capitale a un socio estero? Una mossa del genere può avere tre diverse motivazioni. Prima di spiegarle occorre però ricordare che la Fininvest è la conglomerata storica della famiglia Berlusconi che Silvio e i suoi cinque figli (Piersilvio e Marina da un lato, Barbara, Eleonora e Luigi dall’altro) controllano attraverso un complicato intreccio di società (Holding Italiana Prima, Seconda, Terza e via numerando). Alla Fininvest (5 miliardi e mezzo di ricavi, utile netto di 174 milioni e poco meno di 18 mila dipendenti nel 2009) fanno capo tre società quotate (le televisioni Mediaset, i libri e periodici della Mondadori e una quota di Mediolanum: banca, fondi e assicurazioni) e due non quotate (la casa di distribuzione cinematografica Medusa, controllata dalla stessa Mediaset, e il Milan). Quotazione in Borsa Quando una conglomerata finanziaria non quotata come Fininvest decide di scorporare uno dei suoi rami di attività (nell’ipotesi il Milan) lo fa, ad esempio, perché vuole quotare in Borsa una quota di minoranza di quelle attività. Potrebbe essere questo il caso del Milan anche se i conti della squadra sono quasi cronicamente in rosso come la maggior parte delle sue concorrenti. L’anno scorso il Milan, ad esempio, ha perso 69 milioni di euro (contro i 6,8 milioni dell’anno precedente che godeva ancora degli strascichi dell’incasso della cessione di Kakà) con ricavi per 253 milioni rispetto ai 307 del 2009. Peraltro, per essere quotati in Borsa, fino a poco tempo fa, occorreva che i bilanci fossero in attivo ma ci sono state deroghe per le società calcistiche (Roma e Lazio, quotate a piazza Affari, ne sono una prova vivente). La quotazione potrebbe avvenire a Milano o a Hong Kong, seguendo l’esempio di Prada che ha preferito la ricca piazza asiatica a quella più asfittica del capoluogo lombardo. Differenziare l’azionariato Il secondo motivo per uno scorporo è quello di differenziare l’azionariato rispetto alla holding Fininvest. Poiché Berlusconi e i suoi figli controllano tutto il capitale della holding di famiglia, uno scorporo del Milan sotto questo profilo non avrebbe molto senso. A meno che, così facendo, si volesse assegnare il controllo della squadra a uno solo dei figli (Barbara?), facendo magari entrare anche qualche socio di minoranza (Gazprom, capitali arabi?) per incassare un po’ di soldi necessari a pagare la maxi-multa da 560 milioni da versare a Carlo De Benedetti. Riassetto delle attività Un terzo motivo che spiegherebbe l’ipotesi dello scorporo (e che incrocerebbe le altre due motivazioni), riguarda il riassetto delle attività che fanno oggi capo al Cavaliere. La causa di separazione tra Silvio Berlusconi e la seconda moglie, Veronica Lario, ha reso indispensabile fare chiarezza patrimoniale tra i cinque figli del premier. Marina presiede la Fininvest e la Mondadori, Piersilvio guida Mediaset, i due pezzi più importanti del Biscione (alle martoriate quotazioni di questi giorni valgono in Borsa poco più di 4 miliardi). Dei tre figli di secondo letto, soltanto Barbara ha un ruolo come consigliere d’amministrazione del Milan e della stessa Fininvest. Appare sempre più verosimile che il calcio sia destinato a Barbara e lo scorporo potrebbe essere la premessa che rafforza il suo ruolo nella squadra senza pestare i piedi ai due fratelli maggiori. Contemporaneamente il Cavaliere potrebbe riuscire a raccogliere un centinaio di milioni facendo entrare soci di minoranza amici che lo aiuterebbero ad addolcire l’impatto della condanna per il lodo Mondadori senza perdere il controllo dei rossoneri. Una cosa è comunque certa: il pianeta Fininvest sta per subire cambiamenti importanti e il Milan sembra esserne solo la prima avvisaglia. gazzetta dello sport il milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Commenti Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cosi’ come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!!
RASSEGNA STAMPA/ Milan: E’ sempre più il Milan di Barbara
Il futuro del Milan si gioca all’ora dell’aperitivo. E siccome le vie del pallone (e dell’informazione) sono infinite, di — un incontro segretissimo ad Arcore si viene a sapere prima in Argentina che in Italia. La famiglia Berlusconi e la Fininvest, gravate dal risarcimento monstre alla Cir per il Lodo Mondadori, nel pomeriggio di ieri hanno dato il via alle manovre per uscire dall’impasse in cui tra le altre società del gruppo è finito anche il Milan. Perché è questo il momento in cui si deve costruire la squadra per la prossima stagione e anche se i problemi più gravi per la Famiglia sono altri il più urgente adesso è questo. Perciò il vicepresidente vicario Adriano Galliani, che ha interrotto apposta la vacanza a Forte dei Marmi, ha sollecitato — forse spalleggiato dalla figlia del presidente del Consiglio Barbara— un incontro per prendere una rapida decisione per il bene del club. La giacca del presidente Decisione che ieri non è arrivata, perché in questi giorni saranno necessari altri incontri in seno alla Fininvest. Ma perlomeno si sono confrontate le parti, con Silvio Berlusconi— tirato per i due opposti lembi della giacchetta dai figli di primo e di secondo letto — arbitro e giudice ultimo. Perché «per mio padre il Milan è una questione di cuore e di famiglia» , ha ricordato i giorni scorsi Barbara. E si conoscono soprattutto le opzioni prese in esame per permettere al Milan di uscire dallo stallo di mercato. Sono due: l’ingresso di nuovi soci e lo scorporo della società dalla Fininvest. Per come è stato descritto soddisfatto Galliani all’uscita, la più calda sembra proprio questa. Il vertice L’incontro, un vero e proprio vertice fra la proprietà e la dirigenza del Milan, si è tenuto nel secondo pomeriggio ad Arcore ed è terminato all’ora di cena, anche perché nel frattempo erano arrivati i ministri Tremonti e Alfano per discutere di altre e più gravi questioni. Alle 18 Berlusconi, i più stretti familiari tra cui le figlie Marina e Barbara più Galliani si sono ritrovati a Villa San Martino. Il risarcimento alla Cir di 560 milioni che la Corte d’Appello di Milano ha imposto alla Fininvest per il lodo Mondadori è un onere enorme le cui conseguenze ricadono su tutte le società della holding del Biscione. Relativamente alla squadra, per esempio, significa rubinetti chiusi sul mercato, una linea che se trova Marina e Pier Silvio d’accordo incontra invece resistenze da parte di Barbara, che è entrata proprio quest’anno nel consiglio d’amministrazione del Milan e comprensibilmente vorrebbe investire per garantirsi soddisfazioni sportive. Scorporo Perciò sul tavolo c’è un’opzione che permetterebbe di superare l’antagonismo fra i figli di primo e di secondo letto di Berlusconi. Questa prevede lo scorporo del Milan dalla Fininvest, che ha sempre ripianato i debiti del club— con sommo dispiacere di Marina che della holding è presidente — per riportarlo nell’ambito della famiglia, ovvero di Silvio, di Barbara e degli altri due figli Vagliata anche l’ipotesi della cessione di una quota di minoranza, ma piace meno avuti da Veronica Lario. Una soluzione che salverebbe capra e cavoli e che al termine dell’incontro sembra la più accreditata. Non a caso recentemente Barbara ha garantito che «le vicende delle aziende di famiglia non influiranno mai sulla vita del Milan, proprio perché per mio padre è un affare di cuore» . Nuovi soci C’è poi un’altra opzione, peraltro non nuova, cioè l’ingresso di nuovi soci con capitali di minoranza da reinvestire sul mercato. I candidati sarebbero due. Da una parte gli arabi che attraverso la forte sponsorizzazione di Emirates si sono già legati al Milan, una partnership che può aprire la pista ad altri petromilioni. Dall’altra, in virtù degli ottimi rapporti fra Berlusconi e Putin, c’è la Gazprom che sta investendo pesantemente nel calcio europeo nell’ambito della realizzazione dei gasdotti North e South Stream. Ma questa opzione non incontra il favore di Barbara: «Mai cederemo quote di minoranza del Milan» . Molto probabilmente l’avrà vinta lei. Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Commenti Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cosi’ come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!!