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Mercato Milan: il Barcellona punta Pato

MILAN: IL BARCA SU PATO – La notizia è una di quelle che crea scalpore: il Barcellona si starebbe muovendo per potersi assicurare Alexandre Pato per la prossima stagione. Il club catalano ha messo gli occhi sul giovane attaccante rossonero da qualche tempo e ha “sguinzagliato” Zubizarreta, direttore sportivo dei blaugrana, per monitorare il “papero”. Il Barcellona vanta un forte credito nei confronti del club di via Turati per l’affare Ibrahimovic della passata stagione e vorrebbe far rientrare nella trattativa Pato. L’obbiettivo dichiarato del mercato blaugrana per la prossima sessione di mercato è, comunque, Cesc Fabregas, ma se il capitano dei Gunners non dovesse lasciare Londra allora i contatti tra Barcellona e Milan si intensificherebbero per poter “accontentare” Pep Guardiola.

Milan, Quando la partita perfetta non basta..

Milan, il club più titolato al Mondo MILAN, I RIMPIANTI DELLA PARTITA PERFETTA – In America, si celebra come un eroe del baseball colui che riesce a mettere a segno la cosiddetta partita perfetta. Alzi la mano chi ieri sera, stavolta davanti alla tv per assistere alla sfida tra Tottenham e Milan , non ha avuto quella stessa impressione, almeno nella fase iniziale. Squadra arrembante, vogliosa di costruire occasioni da gol e mettere alle strette gli Spurs , orfani di Bale e con Crouch davanti a sgomitare per un pallone. Compiutosi il miracolo di riavere Boateng in campo, Allegri è riuscito a schierare una squadra compatta, che nella sera del fantasma Ibrahimovic, ha potuto contare su un Pato in ottima forma, in grado di mettere in difficoltà la retroguardia inglese. Ma davvero possono esserci solo elogi per i rossoneri? Tralasciando i soliti errori sotto porta di Robinho , l’effimera prestazione di Ibrahimovic , ciò che è saltato all’occhio in questo doppio confronto è stato il livello del gioco espresso dai Diavoli. Se nella sfida di ritorno il Milan è stato ( a folate) ben messo in campo e rapido nelle giocate, all’andata  ha manifestato una preoccupante dipendenza dalle giocate dei singoli, che fanno sì parte del gioco, ma spesso possono non essere sufficienti per la vittoria. Il diktat presidenziale del bel gioco e dei giovani sembra essere passato in secondo piano; la ricerca perenne della verticalizzazione per Ibra ha reso prevedibile il gioco rossonero, specie nelle serate europee dove l’attaccante di Malmoe non brilla quasi mai. Come non parlare poi dell’infelice scelta tattica dell’andata? La scelta di spostare sulla mediana Thiago Silva e mettere   Yepes al fianco di Nesta per non schierare Merkel , reo di essere poco esperto, si è rivelata fondamentale in occasione del goal di Crouch, visto l’errore del colombiano, saltato in velocità dal giovanissimo Lennon . L’esperienza conta così tanto? La risposta direttamente da Guardiola :” Io mi ricordo il Milan che vinceva 3-0 una finale di Champions e si è fatto rimontare: aveva Dida, Maldini, Cafu, Gattuso … Ecco, quella sera ho imparato a non dare troppo peso all’esperienza “.  Detto questo, onore ai giocatori per la prestazione di ieri, con l’augurio di rivedere presto il Milan a dominare l’Europa, posto  che, per blasone e qualità, gli compete come nessuno mai. Paolo Pietro Giannetti – www.milanlive.it

Milan, Ibrahimovic: “Di Fenomeno ce n’è uno solo. Ci sono tanti Re, ma un solo Dio”

Ibrahimovic: il centro del Milan MILAN, IBRAHIMOVIC E IL “SUO” MILAN – Ibrahomovic si esprime in modo deciso e sincero riguardo al suo passato all’Inter e al suo presente e suturo al Milan. L’intervista è stata rilasciata a “Eurogoals One to One”, per Eurosport. “All’Inter ho vissuto momenti fantastici ma storicamente – afferma senza mezzi termini – il Milan è un club molto più importante, e il prossimo anno potremo lottare su tutti i fronti”. Come aveva già detto durante la conferenza stampa pre Milan-Tottenham forse quest’anno i rossoneri non sono ancora in condizione di giocarsela davvero anche in Europa. La sconfitta contro la squadra inglese di Redknapp brucia molto e lascia immaginare al solito epilogo che ormai perseguita il Milan da molte Champions. Parla anche dell’attuale allenatore del Real Madrid e lo fa con ammirazione: “Per Mourinho avrei ucciso, mi ha dato motivazioni, mi ha stimolato. Al contrario del ‘filososofo’ (così lo chiama!) Pepe Guardiola”, che non ha mai adattato il suo gioco alle caratteristiche tecniche e fisiche dello svedese. “Dopo i primi due mesi del 2010 non mi ha più parlato, e non so perché. Col risultato di avere in casa un giocatore, pagato 70 milioni di euro, fermo a guardare gli uccelli sugli alberi” . Al Milan Ibrahimovic si sente davvero a casa e soprattutto ha capito che il progetto dell’intera squadra ruota attorno a lui. Lo svedese è un grande campione e deve sentirsi considerato tale, aveva bisogno di una squadra come il Milan per esprimersi e dare il meglio di sè, dice Allegri “Questa è sicuramente la miglior stagione che Ibra abbia mai giocato “. Conclude l’intervista con una frase rivolta a Ronaldo, del tutto esplicativa del suo modo di essere: “Di Fenomeno ce n’è uno solo. Perché, come diceva Maradona, ci sono tanti Re, ma un solo Dio” .

Ibra: “Se incontro Guardiola lo metto Knock-out”

“ Lo metto Knock-out ” parole di Ibrahimovic, oltre ad essere un ecellente giocatore è anche un discreto picchiattore, occhio a chi lo fa arrabbiare, potrebbe sfoderare uno dei suoi amati colpi di taekwondo . “Dite a Guardiola che se lo incontro lo metto ‘knock-out’”- secondo l’emittente radiofonica Ona FM queste sono le parole dette da Ibrahimovic prima di andar via dal Barça. Ibra avrebbe improvvisamente interrotto le trattative quando ormai si trattava solo di mettere nero su bianco: “ Non firmo “, avrebbe detto lo svedese ai dirigenti del Barça fra lo stupore generale. “ Firmerò solo se direte una cosa a Guardiola ” A chi, fra i dirigenti del Barcellona e quelli del Milan, gli ha domandato cosa avrebbero duvuto dire a Guardiola, Ibrahimovic avrebbe risposto così: “ Ciò che devo dirgli è che qui in Catalogna no, perché non posso, ma se lo incontro in un altro posto d’Europa lo lascio ‘knock-out ‘”. Valentina Ligas