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AC MILAN, GAZZETTA DELLO SPORT: PIRLO A MAROTTA,"SERVONO I CAMPIONI"

Molto, nel calcio, è questione di divertirsi. Con la Nazionale, e in Nazionale, adesso succede: «Prandelli ha portato entusiasmo e voglia di giocare bene — racconta Andrea Pirlo— e così siamo felici noi giocatori, e anche chi ci guarda. E’ questa la strada giusta» . Magari nel Milan non lo era più, perlomeno per Andrea. «Volevo un’altra sfida, e quella della Juventus mi affascina» , spiega. Dice la sua carriera, però, che affascinante non ha mai fatto rima con impossibile. E lo dice anche lui, in pratica: se è saltato dal Milan alla Juventus è perché sente, anzi sa, che non sarà un salto nel vuoto. Pirlo, non lo avrà mica fatto il Milan, rinunciando a lei? «E’ stata una scelta comune: loro ci avranno pensato, io sono contento, il campo dirà. No, nessuna rivincita: al Milan ho vinto tutto il possibile» . Scelta sua o scelta del Milan? «Non c’è stata contrattazione sulla durata di un altro contratto: io ho detto che avrei preferito cambiare, loro hanno accettato» . Colpa di quel centrocampo troppo muscolare? «Ma io, finché sono stato bene, ho giocato. Poi mi sono infortunato, Allegri ha dovuto cambiare per necessità, e una volta arrivati i risultati era giusto insistere» . Colpa di quel decentramento, quando si è ritrovato mezzala sinistra? «Ma a me piaceva giocare così: l’avevo fatto anche con Lippi e Donadoni. In campo l’importante è divertirsi: poi una soluzione si trova sempre» . (e qui Pirlo non dice che nel Milan non si divertiva più come una volta, ma il sospetto non può non venire). Una soluzione per la Juventus, che deve tornare grande? «La Juventus ha bisogno di acquistare dei campioni e di fare diverse stagioni ad alto livello, ma puntando subito a vincere: ecco, sono convinto che faremo una grande stagione. Non ho ancora sentito Conte, ma parleremo di sicuro nei prossimi giorni» . Ma uno di quei campioni potrebbe essere Giuseppe Rossi? «Sarebbe bello. Giuseppe è un grande giocatore e, vada dove vada, farà la fortuna di qualunque club. Spero per lui che sia un grande club» . E per se stesso (e la Juve), Pirlo spera che quel club sia la Juventus, ovvio.   gazzetta dello sport il milanista  Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cos� come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!! Chat about this story w/ Talkita

CALCIOMERCATO: LA NAZIONALE SUL MERCATO

La nuova Italia diverte e ha già un piede a Euro 2012. C’è insomma di che sorridere dopo il disastro sudafricano. Cesare Prandelli va però oltre i risultati, ha infatti bisogno di un ulteriore salto di qualità per puntare ai traguardi più prestigiosi. «A parte pochi giocatori – dice il c.t. -, nessuno dei miei azzurri ha lottato per i primissimi posti in questa stagione». Insomma, servono esperienza, abitudine ai grandi palcoscenici e mentalità vincente. Qualità necessarie ad alti livelli. Ecco perché Prandelli fa il tifo per gli operatori di mercato, «spero che riescano a vendere e a portare nei grandi club molti dei nostri ragazzi». Una nazionale sul mercato Non avranno bisogno di muoversi i vari juventini, quest’anno fuori sì dall’Europa,ma destinati a rientrare subito nella lotta scudetto. Così come potranno solo crescere i vari Ranocchia, Pazzini e Maggio, per la prima volta nel tabellone principale di Champions. E’ però evidente che attorno ai «mostri sacri» Buffon e Pirlo ci sia un nutrito gruppo di azzurri che rischia di preparare l’anno dell’Europeo in palestre non adatte a formare adeguatamente chi dovrà riportare il nostro calcio ai vertici internazionali. Portieri Fra gli eredi di Buffon, scalpita Emiliano Viviano. Il suo cartellino è a metà fra Inter e Bologna. I nerazzurri lo hanno già scelto per il dopo Julio Cesar. Ma il brasiliano per ora non intende lasciare Milano. «Io voglio solo giocare», ha giustamente detto Viviano, che allora potrebbe essere riscattato dall’Inter e poi girato in prestito per un paio di anni: c’è la Roma in pole (destinazione gradita al ragazzo), poi il Brescia. I giallorossi, in alternativa, seguono anche Sirigu. Difensori Chiellini, appunto Ranocchia e Maggio, ma anche Bonucci sono già ben sistemati là dietro. Fra i titolari, Balzaretti molto probabilmente non si muoverà da Palermo. Restano da piazzare quelle che oggi sono le seconde linee. E allora occhio al mercato di Cassani (c’è la Juve) e Astori (in comproprietà fra Cagliari e Milan), seguito da Roma, Fiorentina e Udinese. Una destinazione,quest’ultima, che potrebbe proiettarlo subito in Champions per la gioia di un Prandelli che ha buone aspettative anche sul fronte Criscito. Il jolly del Genoa è infatti piuttosto vicino all’Inter. Centrocampisti Comunque vada, Aquilani cascherà bene. A sua volta, Montolivo sembra destinato a lasciare Firenze: c’è l’Inter davanti a tutti, anche se per il momento l’interesse dei nerazzurri non è pressante. Nocerino è fra Palermo e Genoa. Da verificare più avanti la posizione di Palombo, che nel frattempo è finito in B con la Sampdoria: per ora debole, ma affascinante l’ipotesi Napoli. Attaccanti Giovinco resterà quasi certamente al Parma, così come Cassano al Milan. Prandelli pretende che i nazionali siano titolari nei propri club, ma 30 partite coi campioni d’Italia (dove la stagione è lunghissima e piena di impegni) valgono sicuramente più di 50 giocate in un club di medio livello. Gilardino, intanto, sente di non essere più un intoccabile in azzurro, e così sarebbe prontissimo ad ascoltare le eventuali offerte di Juve e Bayern Monaco. Infine, nessun problema sul fronte Giuseppe Rossi: è già una stella internazionale, lo aspetta addirittura il Barcellona dei marziani. Così Prandelli: «Che errore per le squadre italiane averlo lasciato scappare». E così Aquilani: «È un fenomeno. Farà fare il salto di qualità anche all’Italia». La Gazzetta dello sport IlMilanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Chat about this story w/ Talkita

CALCIOSCOMMESSE: LE TRE GARE DI SERIE A

La Serie A non può dormire sonni tranquilli.Ma i riscontri sulle tre partite sotto inchiesta per il calcio scommesse sono ancora da verificare. E lo stesso vale per il coinvolgimento di cinque squadre, tra cui una medio-grande. I nomi sono venuti fuori nelle circa 4 ore di deposizione dell’odontoiatra Pirani davanti al gip Salvini. Tanti nomi Nell’occasione sarebbero state una cinquantina—se non di più—le squadre di A, B e Lega Pro citate nell’interrogatorio, spesso in modo colloquiale. Sotto esame certamente la partita Inter-Lecce 1-0, legata alla combine non riuscita (scommesse sull’Over) per cui aveva garantito l’ex portiere cremonese Marco Paoloni. Non si è parlato invece di Genoa-Roma 4-3 o Catania-Chievo 1-1. Così come è escluso che tra le squadre di livello grande o medio-grande siano mai state nominate Milan, Napoli e Lazio. Il cerchio dunque si stringe. Lo stesso vale per i nomi dei giocatori coinvolti: sono stati considerati solo quelli citati nelle ordinanze di custodia cautelare. Resta da capire come mai l’attenzione degli inquirenti si sia soffermata proprio sulle famose tre partite e sulle cinque squadre su cui si cercano riscontri. Tanto da escludere un altro match, della scorsa stagione, che sembrava dovesse essere oggetto di indagine. Nel suo interrogatorio di venerdì Marco Pirani, l’odontoiatra di Ancona che stando ai documenti dell’inchiesta si vantava di avere rapporti con personaggi di primo piano, ha fatto menzione di fatti e circostanze importanti, confermando il quadro dell’accusa. Ma, come detto, per ora non ci sono riscontri certi sulle partite di A truccate. Ricerca E non ha fornito conferme Massimo Erodiani, titolare di alcune ricevitorie di Pescara e figura chiave assieme a Pirani. Interrogato venerdì, dopo Pirani, sulla questione ha detto di non sapere. Entrambi saranno riascoltati (martedì Pirani, mercoledì Erodiani). La Gazzetta dello sport IlMilanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cos� come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!! Chat about this story w/ Talkita

CALCIOSCOMMESSE: ACCORDI SEGRETI, SOLDI E MINACCE

Il Sud Tirol (Alto Adige) ha colori sociali bianco e rosso. Gioca allo stadio Druso, dal nome del tribuno della plebe romano. Squadra di Bolzano, ha un’ulteriore particolarità: ha resistito al tentativo di «farsi comprare». Il 13 febbraio 2001, nell’ambito del campionato di Lega pro, il Sud Tirol affronta il Ravenna, il cui direttore sportivo è Giorgio Buffone, arrestato con la banda che truccava le partite. Alla vigilia della gara, Buffone parla al telefono con Marco Pirani, il quale dice, forse millantando, che ha ricevuto da un intermediario rassicurazioni e garanzie sul fatto che la gara sarà pilotata. Ma per motivi che non vengono specificati, la trattativa non andrà in porto. Da qui il rammarico dei due. Un episodio, questo, che è nella documentazione allegata all’ordine di arresto firmato dal gip Guido Salvini, ma che, pur non trovando alcuna collocazione nelle accuse, è indicativo della spasmodica ricerca degli indagati di nuove possibilità di imbroglio. Pirani: «Non me ne riesci a fare una…». Buffone: «E che c…. ci devo fare? … dovevamo vederci oggi … mi manda un messaggio stamattina dove mi dice mi scuso, non per colpa mia, ma non posso gestire la cosa… e quindi immagino che sia… chi sta vicino a lui che non è stato d’accordo no? E quindi niente… peccato… però c’è sempre un motivo… ogni volta ce n’è uno…». Pirani: «Però la fanno sì?». Buffone: «Eh… speriamo! … Che ti devo dire? Che vuoi che ti dica? A noi questa andava anche bene perché comunque ci faceva anche morale… come si suol dire…». Pirani: «A loro?». Buffone: «E a loro al di là mica, mica tanto… ci stanno due sotto noi… e quindi… sono un po’ in difficoltà, ma a noi per esempio domenica ce ne mancano diversi quindi per me è giusto quello che hanno fatto, però… c’è la possibilità di passarti davanti (in classifica, ndr .) quindi… voglio dire vai da loro quindi… noi in difficoltà… credo che se eravamo tutti a posto può darsi pure che… che magari ci pensavano un pò di più… anche se lo davo per scontato perché da come mi aveva… ci eravamo sentiti e messaggiati sembrava una formalità… poi stamattina mi è arrivata questa cosa qua… quando stavo per partire e allora… e allora ci siamo fermati… te che novità hai qualcosa?» Pirani: «Niente, niente…» Buffone: «Niente? Zero? Va beh… ci rifaremo». Un episodio che non entra nel capo di accusa perché pm e squadra Mobile della Polizia di Cremona non hanno ritenuto che ci siano sufficienti elementi probatori, ma ciò nonostanteesso diventa l’elemento di un quadro inquietante. Altri fallimenti I tentativi falliti non frenano le scommesse. Anzi. Pochi giorni dopo, il 28 febbraio, Gianfranco Parlato propone a Massimo Erodiani la possibilità di coinvolgere terze persone nella partecipazione della scommessa per la gara Benevento-Cosenza. Considerando oramai perdente la quotazione «Over» (più di tre gol, logicamente già inflazionata considerato l’elevato numero di scommesse su di essa riconducibili all’organizzazione) gli indica di realizzare un volume di gioco di 30 mila euro sull’evento gol (almeno un gol realizzato da ciascuna squadra) che era ancora ottimamente quotato. Alle 15 del 12 marzo, allo stadio Del Duca di Ascoli si gioca Ascoli-Atalanta, gara valida per la nona giornata di ritorno del campionato di Serie B. La partita finisce 1-1. Gol di Faisca per l’Ascoli e pareggio di Doni per l’Atalanta. Ma gli obiettivi dell’organizzazione erano ben altri. Si puntava sulla vittoria in trasferta dei bergamaschi. Con la complicità del calciatore Vittorio Micolucci, che avrebbe il proprio «impegno» affinché la propria squadra perdesse l’incontro. In cambio, lo aspettava un compenso di 15 mila euro. La storia calcistica va poi diversamente. Non tutti i giocatori, alla fine, partecipano. Ma non sanno a cosa potrebbero andare incontro. È soltanto pura fortuna che per questa volta i cattivi dell’organizzazione lascino correre. Lo dice Erodiani in una telefonata a Pirani: «Gli hanno dato un’altra possibilità. Dice “o ce li fai recuperare o ti veniamo a gambizzare”». E Pirani conferma, parlando di genteche «ti vengono a prendere a casa…». Il souvenir del centravanti Le partite le truccano. Credono di farlo anche per Inter-Lecce, o almeno così avrebbe garantito il fido portiere Marco Paoloni, anche lui finito in galera. Ed è, l’Inter, società totalmente estranea all’inchiesta. Così come il suo centravanti, acquistato a gennaio dalla Sampdoria: Giampaolo Pazzini. L’attaccante piace così tanto a Erodiani da diventare un suo chiodo fisso. Vuole a tutti i costi la sua maglia. Anche se tifa per un’altra squadra, storica rivale dei nerazzurri. Erodiani: «Secondo me andrà così… ma fammi che ti chiedo una cosa… io ti volevo chiedere un favore però se me eeh… se mi dici di sì me lo devi fare… se me… se me lo riesci a fare eh». Pirani:«Sì». E r o d i a n i : «Massimo: mi… mi… mi duole il cuore da juventino però che c… devo fare? Ma la maglia di Pazzini me la puoi procurare?». Pirani: «La maglia di?». Erodiani: «Pazzini». Pirani: «La maglia di Pazzini te la prendo a fine mese…». Erodiani: «Ah». Pirani: «Marco: io con l’Inter non c’ho problemi ma ( incomprensibile )… però eh». Erodiani: «No io sono juventino però a me Pazzini mi fa impazzire…». La paura di essere scoperto In realtà sono altre le cose che tormentano Erodiani. Il 22 gennaio riceve una telefonata dal portiere Paoloni. Paoloni è teso. Ha paura. La vicenda dell’avvelenamento, a suo dire, ha scatenato un’inchiesta giudiziaria: tutti i compagni di squadra sarebbero sotto intercettazione. Paoloni: «Pronti». Erodiani: «Oh». Paoloni: «Ah oh». Erodiani: «Che stai a fa?». Paoloni: «Ehhh». Paoloni: «Stai dormen… stai a dormì?». Paoloni: «Stai a dormì… sto a scervellarmi Massi… che a dormì…». Erodiani: «Che c…. è successo?». Paoloni: «No eeeh… per la storia deeee…». Erodiani. «Ehh!» Paoloni: «De… dell’avvelenamento». Erodiani: «Eh…». Paoloni: «De quella roba lì…». Erodiani: «E beh?». Paoloni: «Stanno a chiamare tutti quanti… ».Erodiani: «Ahhh… va boh… Quindi niente di…». Paoloni: «Mi hanno detto… Che ci abbiamo tutti i telefoni sotto controllo…». Erodiani: «Ahh…». Paoloni: «E hanno fatto sta… un’ indagine su tutto quanto…». Erodiani: «Eh». Paoloni: «Capito?… eeee… A Massimo… Meno se sentimo e meglio è!!!». «Chiacchiere da bar» Un investigatore le liquida come «chiacchiere da bar». Sono le voci e i sospetti su altre squadre e altri calciatori anche della massima serie. Voci, appunto. Che non trovano fin qui nessun riscontro da parte degli inquirenti. Mentre a Milano si sta giocando la gara tra Milan e Napoli, Massimo Erodiani e Mario Pirani parlano al telefono. Dice Pirani: «Il Milan… Massimo… sta giocando… te dico solo che il Napoli è andato a Milano per far lo zero a zero». Alla fine il Milan vincerà per tre a zero. Corriere della Sera IlMilanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Chat about this story w/ Talkita

AC MILAN,GAZZETTA DELLO SPORT: LE GIOCATE NASCEVANO NEL LOCALE DEI VIP

E’ la metà di marzo, il campionato di Serie A sta entrando nel vivo, c’è chi lotta per stare in alto e chi si attrezza per evitare la retrocessione. Tensioni, pressioni, polemiche, allenatori che saltano. In un simile ambientino, già di per sé piuttosto su di giri, irrompono i sospetti. Negli spogliatoi di mezza Serie A circolano strane voci: si parla di scommesse, partite aggiustate, soldi che vengono puntati su una sfida o su un’altra. Alcuni dirigenti di club, in contatto tra loro, intravvedono pericoli, anche perché si accorgono di risultati piuttosto curiosi che si verificano. Così decidono di intervenire: non hanno prove in mano per poter sporgere denuncia alla magistratura, non sanno che già da tre mesi i giudici stanno indagando sul caso Cremonese, ma avvertono la Federcalcio e mettono a punto un piano. Come scoprire se i sospetti sono fondati? C’è un solo metodo: infiltrare qualcuno nell’organizzazione. L’operazione riesce. Noto locale I dirigenti, grazie ai tasselli che provengono dai loro informatori, mettono assieme il puzzle. La centrale delle scommesse, secondo quanto scoprono, è a Milano. Più precisamente, in un noto locale nel centro della città, frequentato da giocatori, ex giocatori, modelline o modellone, vip e pseudo-vip vari. La riunione decisiva, così si stabilisce dopo un mese di attento studio, avviene il giovedì. A pranzo, alla luce del sole. La cricca che gestisce il traffico delle scommesse si piazza a un tavolo e, davanti agli altri clienti e senza preoccuparsi di orecchie indiscrete, comincia a discutere di partite e di «puntate» . Uno del gruppo, un ex giocatore di basso livello, è considerato il cervello informatico: appoggia sul tavolo il computer portatile, si collega con vari siti stranieri di scommesse e studia il da farsi. L’impressione che ne traggono i dirigenti investigatori è quella di un’organizzazione ramificata che controlla diversi giocatori nelle varie squadre di Serie A. E, sempre secondo questi dirigenti, molte partite sarebbero già state «aggiustate» falsando così il campionato e compromettendo il cammino dei loro club verso la salvezza. Personaggi famosi Ma ciò che più interessa è chi sta attorno a quel tavolo nel noto locale di Milano. Oltre a due degli indagati (quindi già coinvolti nell’indagine), ci sono personaggi pesanti: un ex grande campione, un giocatore in attività in Serie B, un ex dirigente di calcio e un faccendiere molto noto nell’ambiente. Questa sarebbe la «cellula milanese» sulla quale i magistrati stanno indagando. I dirigenti-investigatori, durante il periodo del lavoro «sotto copertura» , hanno sempre tenuto informata la Procura Federale, ma tutti attendevano l’intervento della giustizia ordinaria.   gazzetta dello sport il milanista  Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Chat about this story w/ Talkita

AC MILAN, GAZZETTA DELLO SPORT: "MISTER X COMBINA LE GARE DI A"

La Serie A resta sullo sfondo dell’ordinanza che ha scoperchiato il nuovo calcioscommesse, ma il gip Salvini già segnala un’interessante telefonata dell’ 11 marzo tra gli arrestati Bressan e Bellavista, in cui gli ex calciatori conversano su altre partite del massimo campionato nel mirino della banda degli Zingari (disposti a mettere sul piatto 300 mila euro) e fanno riferimento «a un personaggio importante che con loro— scrive il magistrato— aveva già lavorato per alcune partite di A combinate» . C’è anche la Serie A Al di là del risultato esatto profetizzato per Brescia-Bologna e della cantonata su Inter-Lecce, i protagonisti di questa brutta storia alludono più volte a squadre di A. Marco Pirani si vanta col sodale Massimo Erodiani: «Con l’Inter non ho problemi, te basta che mi dici “voglio venire quando vai su”…» . E ancora: «Vado a vedere la partita a Firenze che m’hanno invitato» . Bellavista tira in ballo i suoi ex compagni del Bari, in una telefonata con Erodiani del 20 marzo: «Io faccio una cosa per esempio… con uno del Bari… eh io ci rimetto… cioè io poi sono io che devo recuperare i soldi con questo qua» . Quello stesso giorno Bellavista parla con un suo amico scommettitore, Fabio Daledo. «Prima di chiudere la conversazione— scrive il gip— Bellavista riferiva che era già stato chiamato da alcuni giocatori del Bari ma essendo il campionato fermo per un turno non poteva fare nulla» . Le altre partite sospette Ci sono le 18 partite «incriminate» , ma dalle intercettazioni emergono altri match sospetti. Il 14 gennaio Erodiani chiede al portiere del Benevento, Marco Paoloni: «Ma tu a Vicenza-Atalanta non ci arrivi?» . Il 16 febbraio Erodiani informa Gianfranco Parlato, collaboratore del Viareggio: «Triestina-Modena stanno chiudendo per la X» . Il 23 marzo Erodiani, conversando con Parlato, riferisce che Bellavista gli «stava parlando di Reggina-Livorno che dice che molto probabilmente fanno X» . Il 27 marzo la partita del Granillo finirà effettivamente 1-1. Il 25 marzo un uomo non identificato dice a Parlato che «stanno già giocando il pareggio del Chievo» . Il 3 aprile Chievo Samp finirà 0-0. L’attaccante del Lecce Daniele Corvia finisce dentro diverse telefonate. Come quella del 20 marzo, in cui Erodiani dice a Bellavista che «m’ha chiamato Corvia, capito? Ha detto… stai tranquillo, stai tranquillo» . Millanteria o cos’altro? Società d’accordo? Padova-Atalanta del 26 marzo, finita 1-1, è una delle partite sotto inchiesta. Scrive il gip: «Dall’ascolto delle numerose telefonate intercorse, emergeva che il risultato finale era stato probabilmente concordato tra le due società e che la prova dell’effettiva combine si ricavava allorquando una delle persone intercettate comunicava che sulla partita, nella giornata del 24 marzo, erano già stati giocati sui vari siti asiatici 23 milioni di euro» . È Parlato, ad esempio, che a una persona non identificata rivela: «Fanno una cosa tra società perché a me m’hanno chiamato che hanno… fatto son partite a giocate forte per per… quello che sta a Bergamo… il capitano (Cristiano Doni, ndr)» . Lo conferma Erodiani, che allo stesso Parlato aggiunge: «Ho parlato con l’uomo di Doni che lo ha chiamato di fargli 10.000 euro a Doni» . La contrattazione su Skype Siena-Sassuolo del 27 marzo (4-0) vedrebbe come protagonista il centrocampista del Sassuolo, Daniele Quadrini. Due giorni prima della partita, Erodiani si mette in contatto col calciatore via Skype e, contemporaneamente, al telefono riferisce a Bellavista: «(Quadrini) mi ha scritto c’ha il portiere e un difensore» . Quindi, contrattano il prezzo della combine. Erodiani propone al giocatore: «Solo per l’ 1 vi posso dare 25 inviti ((25 mila euro, ndr) se fai la O (cioè l’Over, almeno tre gol segnati, ndr) arrivo a 50 inviti tutti puliti senza casini» . In una conversazione successiva, Erodiani racconta a Bellavista che Quadrini gli aveva riferito i nomi dei calciatori del Sassuolo coinvolti: «Quadrini, il portiere Pomini e il centrale Bianco… Biancone… quello Bianco mi ha scritto» . Bellavista conferma che si tratta di Paolo Bianco. L’allenatore: «Sta a posto» Ci sono 16 arrestati e 28 indagati ma la «cricca» tira in ballo altri calciatori, dirigenti e tecnici. Da Corvia (Lecce) a Pellissier (Chievo). Ma anche Nanu Galderisi, allenatore del Benevento (Prima divisione). Il 25 marzo Bellavista ed Erodiani ragionano su alcune puntate. Ecco cosa si dicono: Erodiani: «L’Atalanta» . Bellavista: «Siena» . Erodiani: «Siena, Vibonese» . Bellavista: «E c’è Benevento pure sicuro» . Erodiani: «E se il Chieti-Benevento è sicuro, pure Galderisi ieri sera ha detto sta a posto» . Se le bande si incontrano Una rete a più livelli. Questo è il business illegale del calcioscommesse. Si «comprano» le partite e da esse si cerca di trarre il massimo profitto. Capita così che l’attività di un gruppo criminale si intrecci con quella degli altri. Erodiani riferisce a Pirani di un colloquio col gruppo dei Bolognesi. Gli interlocutori restano sorpresi del fatto che Erodiani sapesse del ruolo di Signori. «Hanno iniziato a dire “Tu con chi lavori”… “Io non lavoro con nessuno”, gli ho detto… “Nelle mie potenzialità faccio tutto da solo”, gli ho detto. “Perché — mi ha detto — tu lavori per Evangelista?”. Ho detto…”Chi è?”» . Si tratterebbe di Luca Evangelisti, ex d. s. della Pro Vasto, coinvolto nello scandalo di Potenza.   GAZZETTA DELLO SPORT IL MILANISTA  Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Chat about this story w/ Talkita

Ac Milan news: Roberto De Assis per arrivare a Ganso

Vi ricordate Roberto De Assis ? Il fratello procuratore di Ronaldinho , aveva portato Oliveira al Milan per poi far arrivare Dinho l’anno successivo. E’ stato scelto dalla società per potare avanti tutte le trattative inerenti gli acquisti brasiliani. Per questo De Assis è proprio colui che potrebbe portare Ganso in rossonero. Se ne può parlare per gennaio dato che il posta da extracomunitario, l’unico disponibile è già stato occupato da Taiwo, nigeriano che attende di ricevere il passaporto francese. Se queste faccende burocratiche dovessero andare per le lunghe ecco perchè Ganso potrebbe arrivare nel mercato riparatore di gennaio. Non solo, De Assis ha firmato con il Milan un triennale grazie al quale lavorerà come corrispondente in Brasile alla ricerca di talenti Valentina Ligas ligas.vale@live.it

CALCIOSCOMMESSE, E’ TORNATO L’INCUBO

Un vero e proprio terremoto, in grado di devastare il calcio italiano, addi­rittura «anche la serie A, soprattutto se gli imputati decideranno di parlare» spiega Gino Salvini, il Gip di Cremona che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per sette persone e degli arresti domiciliari per altre otto, tra cui Beppe Signori, capitano e simbolo della Lazio di Sergio Cragnotti. “Ultima scommessa” si chiama l’operazione scat­tata ieri mattina all’alba e coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Que­stura di Cremona in collaborazione con quelle di Bari, Como, Bolo­gna, Rimini, Pescara, Fer­rara, Napoli, Torino, Ro­ma, Benevento, Ravenna, Ascoli Piceno e Ancona. Sgominata, secondo gli inquirenti, una vera e pro­pria organizzazione crimi­nale in grado di modifica­re l’esito di moltissime partite di serie B e di Lega Pro (17 sono quelle finite nell’inchiesta, più Inter-Lec­ce di serie A) per poi scommettere in Ita­lia e all’estero ingenti somme di denaro. Si parla di tanti milioni di euro, tanto per capire: sub judice, da ieri, tutti i campio­nati coinvolti, ecco perché siamo davan­ti ad un terremoto. L’accusa per i sedici arrestati è di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Altre ven­totto persone sono indagate a piede libe­ro, tra loro ci sono Cristiano Doni, capi­tano dell’Atalanta, che secondo gli inqui­renti avrebbe partecipato alla combine di molti incontri, e Stefano Bettarini, che ha subito smentito il suo coinvolgimento ma viene indicato come uno degli scom­mettitori. IL CASO -Sei mesi di indagini, scattate do­po un caso clamoroso di “avvelenamen­to” avvenuto il 14 novembre 2010 nell’in­tervallo di Cremonese-Paganese, termi­nata 2-0. Cinque calciatori si sentono ma­le, uno – Carlo Gervasoni – ha addirittura un incidente mentre torna a casa: la so­cietà sospetta che sia successo qualcosa di strano, denuncia il fatto e dopo le ana­lisi a cui si sottopongono emergono nel sangue dei giocatori tracce di Lormeta­zepam, un ansiolitico che potrebbe esse­re stato mescolato al the caldo o all’ac­qua. A quel punto la Polizia apre le inda­gini e ottiene l’autorizza­zione a mettere sotto controllo decine di cellu­lari: vengono registrate cinquantamila conversa­zioni e nel mirino finisce Marco Paoloni, 26 anni, portiere che la Cremo­nese, dopo questi episo­di, cede al Benevento nel corso del mercato invernale. Quella par­tita doveva finire con il successo della squadra ospite, ecco perché i giocatori della Cremonese erano stati addirittura dopati. Un reato, questo, che viene puni­to con pene che vanno dai tre ai dieci an­ni. E’ lui uno degli uomini-chiave dell’in­chiesta, il vero gancio di decine di gioca­tori pronti ad alterare le partite per otte­nere facili guadagni. Diciotto gli incontri finiti sotto indagine, uno solo di serie A: Inter-Lecce, finito 1-0 e costato all’orga­nizzazione decine di migliaia di euro per­ché il risultato avrebbe dovuto essere più largo, dal 3-0 in poi. Paoloni riuscirà ad addomesticare – come si legge nell’ordi­nanza- molte partite, ma spesso, come vedremo, le sue previsioni si dimostranosbagliate. I GRUPPI E IL TARIFFARIO -Alle spalle dei calciatori pronti a influire sui risultati ­tra cui c’erano anche Vittorio Micolucci e Vincenzo Sommese dell’Ascoli – sono stati individuati tre gruppi di scommetti­tori pronti a pagare cifre ingenti per ta­roccare le partite su cui puntare. Indica­ti, più o meno, anche i costi: 400mila eu­ro per truccare un incontro di serie A, 120mila euro per un incontro di B, 50-60mila euro per un incontro di Lega Pro. Poi si scatenavano iMilanesi,gliZingari, a cui facevano capo alcu­ni albanesi, e iBologne­si,il cui punto di riferi­mento era considerato Beppe Signori,«uno di cui non bisogna mai par­lare al telefono neanche per scherzo», dice il 19 marzo Marco Pirani, dentista di Ancona, a Massimo Erodiani, titolare di un’agenzia di scommesse di Pescara. Ma Signori, uno dei simboli storici della Lazio, viene addirittura pedinato e fotografato a Bolo­gna mentre entra nello studio di due commercialisti coinvolti nella vicenda. Un ruolo chiave, dunque, anche se Si­gnori come tutto il gruppo deiBolognesicade in una trappola tesa da Paoloni, una delle tante. Perché l’ex portiere della Cremonese aveva garantito di aver siste­mato Inter-Lecce parlando con Corvia, attaccante giallorosso assolutamente estraneo alla vicenda. La partita doveva finire Over, cioè con almeno tre gol, – co­me Atalanta-Piacenza 3-0 che aveva pro­vocato vincite da paura – invece si con­cludeUnder, cioè con un solo gol. 150mi­la euro persi dai Bolognesi, di cui 60mi­la da Beppe, più 300mila da tutti gli altri. Su Inter-Lecce sarebbe stato invitato a giocare anche Stefano Bettarini, ex ma­rito di Simona Ventura, entrato in con­tatto con Antonio Bellavista, ex giocato­re del Bari LE MINACCE -Paoloni per porre riparo al danno indica subito un’altra partita, che però gioca da protagonista: aveva consi­gliato di investire migliaia di euro sul­l’Over 3,5 di Benevento-Pisa che invece, grazie anche alla sue parate, si conclude solo 1-0. Altre perdite pesanti, addirittu­ra le minacce di morte e il coinvolgimento della mo­glie: in meno di un anno Paoloni aveva scommesso 148mila euro accumulan­done 165mila di debito con i suoi bookmakers. A ga­ranzia, la moglie ha firma­to assegni in bianco e lui ha ipotecato una casa da 250mila euro per 100mila euro.«Si sca­tena una sorta di caccia all’uomo, ritenu­to responsabile di quanto accaduto»scri­ve il Gip, spiegando che al portiere ven­gono chiesti dagli scommettitori i rim­borsi delle cifre perse nonostante le ga­ranzie sui risultati indicati. Gli Zingari,pronti a spendere anche 400mila euro per comprare una partita di serie A non sono riusciti nell’arco dei sei mesi messi sotto inchiesta a raggiun­gere il loro obiettivo, sostengono gli in­quirenti. Ma il pentolone è pieno di acqua bollente: la sensazione è che se qualcuno degli arrestati inizierà a parlare, salterà il coperchio anche sulla serie A. Il Corriere dello Sport Il Milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Chat about this story w/ Talkita

AC MILAN GAZZETTA DELLO SPORT: LA MEZZALA HA GLI OCCHI CERULEI,WITSEL?

Se continua così, presto commercializzeranno una versione del gioco fatta apposta. L’«indovina chi» di mercato iniziato l’altro giorno da Allegri ieri ha registrato l’ingresso di un altro giocatore: Adriano Galliani. Che, ovviamente, ha aggiunto un indizio: la mezzala sinistra in arrivo a Milanello «ha gli occhi cerulei». Si stanno divertendo un mondo. Chi sta cercando di scoprirne l’identità un po’ meno, ma vuoi mettere con certe noiose estati di mercato senza pepe. E adesso quanti e quali profili verranno eliminati? In piedi, ad esempio, resterebbero i signori Bale e Schweinsteiger. Soprattutto il primo, che gli occhi li ha azzurrissimi. Hamsik no, lui ha tonalità più mediterranee, e sullo slovacco Galliani è sembrato chiaro: «Abbiamo detto che non lo tocchiamo e non lo toccheremo». Incertezza Non potrebbe essere altrimenti, a pochi giorni dal «giuramento» di Berlusconi davanti alla città di Napoli. Ma in questi casi sempre meglio usare il condizionale, perché il mercato è lungo e poi qualche segnale arriva da altre sponde.Ad esempio ieri MinoRaiola, dopo aver pranzato con Braida e il fratello di Ronaldinho, Roberto de Assis, ha detto a Sky: «Hamsik ha fatto la differenza a Napoli, poi il suo futuro si vedrà». Il tenore delle dichiarazioni è ben diverso da quello della dirigenza milanista. E non è un mistero che Raiola negli ultimi tempi si stia avvicinando parecchio al centrocampista del Napoli. Preoccupazione Il Milan non ha fretta. E lo si capisce dalle espressioni serafiche del suo a.d., che ieri all’Università di Parma ha ricevuto il «Master in organizzazione dello sport», riconoscimento per la carriera dirigenziale ricca di successi. Galliani ha risposto alle domande degli studenti (in aula magna c’era anche il d.g. di Lega, Brunelli), tracciando un quadro preoccupante. «Vent’anni fa il Milan fatturava più di Real e Barcellona, oggi fattura la metà. Ormai la classifica sportiva rispecchia quella dei ricavi. Le cause? All’estero gli stadi sono di proprietà, e poi in Paesi come la Spagna non c’è la mutualità sui diritti tv, oltre a oneri fiscali minori. Per fortuna il Milan ha Berlusconi che inietta liquidità: senza nulla togliere ai giocatori che c’erano prima, se non fossero arrivati gli acquisti dell’anno scorso questo scudetto non l’avremmo vinto». Un nuovo Dinho Già, e per la prossima stagione? «Ad Aquilani non ho mai pensato, Ronaldo costa troppo, Witsel è un discreto giocatore, Pastore è una mezza punta e noi cerchiamo una mezzala. Ganso? Il posto da extracomunitario è di Taiwo,mal’allargamento federale dovrebbe passare prima della chiusura delle trattative». Poi fa un invito al neo collaboratore Roberto de Assis: «Monitorerà il Brasile. Non  sarebbe male se trovasse il nuovo Ronaldinho». Al posto del quale era arrivato Cassano. L’a.d., che l’altra sera si è sentito informalmente al telefono col barese rinnovandogli la fiducia, ha chiarito pubblicamente: «Il Milan è una grande squadra, con quattro grandi attaccanti. Lui deve lavorare, impegnarsi e convincere Allegri a farlo giocare. Ha le qualità per far bene e non ha mai chiesto di essere ceduto». Anche il manager di Cassano, Bozzo, vede un futuro rossonero: «Non si muove dal Milan – ha detto a Radio Crc -. Il Napoli è una grandissima piazza, ma Galliani non mi ha mai fatto capire che vuole privarsi di Antonio, così come  Antonio non vuole lasciare il Milan. Poi, nella vita tutto è possibile». La Gazzetta dello Sport Il Milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cos� come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!! Chat about this story w/ Talkita

AC MILAN NEWS: L’ADDIO DI MAREK

Marek Jankulovski dopo sei anni lascia il Milan per tornare a chiudere la carriera nella sua Repubblica Ceca. Con i rossoneri dal 2006, il laterale ceco ha vinto 1 Mondiale per Club, 1 Champions League, 1 Scudetto e 1 Supercoppa Europea. Ha totalizzato 158 gare segnando 4 gol, di cui uno in finale di Supercoppa Europea contro il Siviglia nel 2007. In questa stagione ha giocato poco ma è stato determinante nelle partite chiave contro il Napoli e a Torino contro la Juventus. A Milan Channel ha fatto un bilancio di questa sua permanenza italiana e milanista e ha voluto ringraziare la società per questi sei anni meravigliosi. L’analisi parte dalle scelte di Mister Allegri nell’ultima stagione rossonera di Marek: “Quest’anno avevamo una rosa molto grande, eravamo 31 giocatori e solo 11 evidentemente potevano giocare. Era difficile girare tutti i giocatori e allora era normale che molti stessero fuori, ma l’importante è che durante la settimana tutti erano contenti e si divertivano in allenamento, chi era titolare, chi faceva gol, chi stava in panchina o in tribuna. La settimana era serena e poi la domenica era normale che si dovessero fare delle scelte, chi si sedeva in tribuna tifava comunque per i suoi compagni. E’ stato bello tornare in campo, la stagione era iniziata a fine agosto e io fino a febbraio avevo giocato praticamente pochissimi minuti, dentro di me non ci credevo più, poi è arrivata questa chance contro il Napoli. La sfida con il Napoli è andata benissimo e per me è stato quasi come giocare la mia prima partita con il Milan anche se ero qui già da sei anni. Mi sono sentito felice come un bambino”. Poi, la Storia. I momenti più belli: “Il primo sicuramente quando ho indossato per la prima volta la maglia del Milan coronando il mio sogno di giocare nella squadra più forte del mondo e poi naturalmente la finale di Atene non si dimentica, ma anche la finale di Supercoppa dove ho fatto gol. Per me il Milan è stato la realizzazione di un sogno,  arrivare dalla Repubblica Ceca in Italia è un sogno e non capita a tutti, e sono durato 11 anni, sei dei quali al Milan con tante partite e  tanti successi, ho sofferto un po’ all’inizio ma poi è stato meraviglioso. Tutti e 4 gli anni con Ancelotti sono stati bellissimi. Quello era un gruppo fantastico di giocatori straordinari, penso a Maldini, Costacurta, Rui Costa, Kakà, Stam, è stato un sogno giocare con simili giocatori e poi ancora con Ronaldinho, Ronaldo, Pato, Robinho, è stato un sogno essere un loro compagno. L’Italia è stata la mia seconda casa come Milano, ma le cose finiscono, il ricordo rimarrà ma potrò sempre tornare, quando uno lascia rivede tutto quello che ha fatto e mi renderò conto di tutto quello che di grande ho potuto fare qui da voi”. E dopo il calcio?: “Non lo so, non mi vedrò da allenatore sicuramente, ma magari mi piacerebbe fare un direttore sportivo, o magari un procuratore di ragazzi giovani e dare il mio contributo al calcio, credo di avere tanta esperienza e penso di poter dire qualcosa nel mio paese. Ringrazio ancora tutti voi, tutta la gente, la dirigenza, la Società mi ha detto che posso finire qui il mio recupero anche se il contratto scade e questo significa ancora una volta quanto sia grande questo Club”.(acmilan.com) IlMilanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Chat about this story w/ Talkita

Ac Milan news – Ibrahimovic: “Rimango al Milan”

Ibrahimovic rimane al Milan. Non che fosse un dubbio ma alcune voci parlavano di un interesse del Real Madrid e pure del City. Però lo svedese in un’intervista rilasciata ieri alla Gazzetta dell Sport alla domanda riguardante il suo futuro e la sua permanenza in rossonero ha risposto che sarebbe rimasto a Milano con certezza. Dunque un altro anno con Ibra per sfattare il tabù Chmapions e cercare di arrivare su tetto d’Europa con lo svedese. Valentina Ligas ligas.vale@live.it

Intervista integrale di Ibrahimovic alla Gazzetta Dello Sport

Chi si rivede! Zlatan Ibrahimovic allo stadio Rasunda di Solna ieri ha svolto un allenamento mattutino e poi ha incontrato la stampa. Venerdì c’è la Moldova in trasferta e martedì prossimo la Finlandia, due sfide decisive nella lotta per arrivare all’Europeo 2012. Leggiamo insieme la sua intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport. Pertiamo dalle condizioni del giocatore: « Continuo ad avere problemi alla caviglia, oggi (ieri, ndr) ho corso e mi sono allenato con più intensità, ma non ho giocato con i compagni — ha detto dopo l’allenamento —. Se la partita fosse stata oggi non avrei potuto giocare ». Negli ultimi tre mesi ha giocato poco: com’è la forma? « A parte la caviglia, sto bene.Anzi, la forma è ottima, direi. Forse ho soltanto perso un po’ di intensità e condizione. La parte positiva è che ho di nuovo tanta voglia di giocare, tanta voglia di scendere in campo ». Quali sonoi suoi programmi dopo queste partite? « Finalmente farò un po’ di vacanza e allora le cose andranno ancora meglio ». Laseconda parte della sua stagione al Milan è stata molto meno positiva della prima.Che cosa bisogna fare per evitare che accada la stessa cosa il prossimo campionato? « Si imparano sempre nuove cose, ogni giorno, in campo e fuori. Nell’ultimo periodo ho avuto quelle due squalifiche putroppo, avrei potuto evitarle, l’ammetto. I miei primi sei, sette mesi nel Milan,però… Non credo di aver mai cominciato una stagione così bene in nessun’altra squadra. Poi però mi sono un po’ bruciato, ho finito la benzina, sia mentalmente che fisicamente. Comunque siamo il Milan, siamo una grande squadra, ci sono stati altri giocatori che hanno potuto fare bene il loro lavoro quando io ero stanco ». Crede che nella prossima stagione lei avrà più possibilità di tirare il fiato? Magari riposando qualche partita, senza giocare sempre? « Questo non lo so, lo decideranno Allegri e il club. Sono pagato per giocare e io devo soltanto fare quello che mi ordinano ». Per una lunga parte di stagione lei ha portato il Milan sulle sue spalle. « Quando sono arrivato al Milan sapevo benissimo com’era la situazione. Era un club che negli ultimi anni non aveva vinto, esisteva un progetto, ma la squadra non era ancora pronta e completa. Mancavano ancora diverse cose, non eravamo favoriti per lo scudetto e nemmeno per arrivare fino in fondo in Europa. Lo sapevo e ho visto tutto ciò come una sfida. Ora abbiamo vinto il campionato, l’ho vinto con le tre squadre più grandi d’Italia, non so quanti altri giocatori ci siano riusciti.. .». Ha visto la finale di Champions League? Che ne dice del Barcellona che lei ha lasciato? « Be’, l’avevo detto che avrebbero vinto loro. È la miglior squadra al mondo, non sono sorpreso.Ma quando non ti trovi bene in un club non c’è niente da fare, e allora me ne sono andato. Comunque sono contento per loro» . Chi è il miglior giocatore con cui ha giocato in tutti questi anni? « Direi Patrick Vieira. Mi ha aiutato molto quando sono arrivato alla Juve, poi abbiamo giocato insieme anche nell’Inter. Ha una mentalità fantastica, non si arrende mai, dà sempre il 100%, anche in allenament o ». Lei più di una volta ha dichiarato la sua voglia assoluta di rimanere al Milan anche la prossima stagione. Che cosa vede nel futuro rossonero? « Abbiamo un grande progetto su cui stiamo lavorando. Abbiamo vinto lo scudetto, è stato un passo importante nella direzione giusta. Io sono positivo, credo in questo progetto, spero che si arrivi fino in fondo, com’è stato promesso ». Però ce lo dica chiaramente: lei rimane al Milan? « Assolutamente sì > > Valentina Ligas ligas.vale@live.it

Milan, per il centrocampo spunta Bale

Il Milan sonda anche Bale MILAN, C’E’ ANCHE BALE FRA I POSSIBILI ACQUISTI – “Il nostro obbiettivo ha i capelli folti, è alto più o meno 1,84 cm, è fisicamente robusto e ha piedi ottimi”. Così Massimiliano Allegri, fra il serio e il faceto, ha tracciato l’identikit del mister X che il Milan sta trattando per rafforzare il suo centrocampo. Fra i nomi di Hamsik, Asamoah, Van der Vaart e Schweinsteiger spunta anche quello del gallese Gareth Bale , straordinario esterno del Tottenham. La candidatura di Bale ha preso corpo nelle ultime ore, anche dopo l’inserimento da parte di Galliani proprio del gallese nella lista degli “eletti”, ovvero i giocatori che interessano al club di via Turati. Il costo del cartellino è decisamente elevato, si parla di non meno di 25 milioni di euro, ma il Tottenham non sembra voler blindare il giocatore. Il borsino del “colpo”, sempre in evoluzione, registra dunque un’impennata del laterale degli “Spurs” che ha disintegrato con le sue accellerazioni la difesa dell’Inter nel girone eliminatorio della scorsa Champions League. Pierluigi Cascianelli – www.milanlive.it

Milan, Allegri: “La rosa è da sfoltire”

Milan: obbiettivo sfoltire la rosa MILAN, ALLEGRI VUOLE  UN MASSIMO DI 25 GIOCATORI IN ROSA – Si parla di tanti possibili nuovi arrivi e, a dire la verità, molto poco di quelli che già sono stati acquistati, vale a dire Taiwo e Mexes. Ai 32 giocatori presenti in rosa dunque se ne sono aggiunti altri e la società deve per forza di cose restringere l’organico. Ne è convinto lo stesso Allegri che spiega a Milanchannel le difficoltà per un allenatore nel gestire una rosa così ampia: “ Nelle ultime settimane di campionato avevo a disposizione tutto l’organico – afferma il tecnico livornese – ed è stata veramente dura gestire così tanti giocatori anche perchè oltre a doverne mandare una decina in tribuna li dovevo eslcudere anche dalla partitella di allenamento. I ragazzi lavorano sodo per giocare a calcio, è la loro vita e non è bello non poterli far divertire durante la settimana. Per questo è giusto diminuire il numero di giocatori in organico. Puntiamo ad avere 24/25 giocatori al massimo anche perchè la miriade di infortuni che ci ha colpiti quest’anno è rarissima in una stagione”. Pierluigi Cascianelli – www.milanlive.it