BARCELLONA MILAN TEGOLA IBRAHIMOVIC – Brutta tegola in casa Milan in vista del match contro il Barcellona di domani sera. L’attaccante svedese si è infatti infortunato al termine dell’allenamento odierno riportando un infortunio all’aduttore. Il giocatore non partirà quindi per il Camp Nou e a questo punto in attacco, visti anche i pochi giocatori disponibili, sembra scontata la presenza in campo di Pato e Cassano. La redazione di Milanlive.it
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Milan, Ibra: tutto cominciò con la Lazio
Zlatan Ibrahimovic “il mago”. IBRAHIMOVIC | CONTRO LA LAZIO IL PRIMO GOL – Nello scorso Campionato, Zlatan Ibrahimovic ha segnato il suo primo gol con la maglia del Milan contro la Lazio . Non a San Siro, teatro della sfida di venerdì sera, ma all’Olimpico. E pur sempre contro una formazione segnalata forte e in forma, proprio come quella in arrivo venerdì sera a Milano. Ibra era reduce dalle prove sfortunate contro Cesena e Catania, aveva già segnato con il Milan, ma solo in Champions League: una doppietta contro l’Auxerre. Cercava e voleva il gol in Campionato. Per la squadra certo, segnare senza vincere secondo Zlatan non conta nulla, ma anche per sè. Rompere il ghiaccio era fondamentale. 22 Settembre 2010: Lazio-Milan 1-1, gol del vantaggio rossonero di Ibrahimovic.In ogni caso Zlatan non ha mai vinto contro la Lazio con la maglia del Milan. Nella gara di ritorno, infatti, Ibra ha colpito, caso più unico che raro, il 1′ Febbraio 2011 a San Siro, due volte il palo con lo stesso tiro. E molti telecronisti stavano già urlando al gol. Fonte: Acmilan.com Giacomo Giuffrida – www.Milanlive.it
CALCIOMERCATO/Milan:Ibra e Rosengard
Nel «giardino delle rose» il fiore più bello è sbocciato quasi trent’anni fa. Una rosa a gambo lungo, rigogliosa e spinosa, perché chi cresce in questo giardino lo fa molto in fretta e deve saper proteggersi. Benvenuti a Rosengard, il quartiere multietnico di Malmoe nato negli Anni 60 per dare un tetto ai tantissimi immigrati. Fra questi c’erano anche Sefik e Jurka Ibrahimovic, lui bosniaco e musulmano, lei croata e cattolica. Il papà e la mamma di Zlatan. Lui è cresciuto qui, in un sobborgo dove convivono più di trenta nazionalità e svariate religioni. Periferia dura, di cui si parla soltanto quando i tg mandano in onda le immagini di auto incendiate e ragazzi che lanciano molotov. Come nel dicembre del 2008, dopo la chiusura di un centro islamico. È uno dei motivi per cui Ibrahimovic qui incarnerà sempre il mito: perché quando si parla di lui, allora Rosengard fa una bella figura. Si riscatta. Decoro Da queste parti Ibra è semplicemente Zlatan. Uno di casa, uno di loro. Ex jugoslavi, maghrebini, arabi, iraniani, polacchi. Un minestrone razziale che lo ha eletto a mito indipendentemente dalla propria etnia. Il numero 5C di Cronmansvag è un condominio di sette piani con i mattoni giallastri e le ringhiere di metallo. Comunque più decoroso, pulito e ben tenuto di molte periferie italiane. Zlatan abitava qui. Al quarto piano, con vista sul campo di calcetto su cui si inchiodava per ore dopo gli allenamenti ufficiali. Zivojinovic, Stevanovic, Settovski, Al-Shami, Al-Assad: i cognomi sui campanelli raccontano il miscuglio razziale. Di svedesi ce ne sono pochini. In questo condominio solo uno, mister Persson. Lezioni gratuite Il campetto che sorge al centro del giardino, protetto dai palazzi come un diamante nello scrigno, ora si chiama Zlatan Court in onore di Ibra, che quattro anni fa assieme alla Nike l’ha rimesso a nuovo e consegnato ai ragazzini del suo vecchio quartiere. In modo che possano fare ciò che faceva lui: giocare a pallone tutto il giorno e stare lontani dalle storie di strada. I primi calci Zlatan li ha tirati dentro queste recinzioni. Quando c’era lui venivano dagli altri rioni per vederlo. Dava lezioni gratuite di pallone e spettacolo a tutto il quartiere. Fino a quando il Malmoe non l’ha preso con sé. Aveva 13 anni. Baby Nasri Lo Zlatan Court ha il terreno in tartan, come le piste di atletica, e le porte di metallo. Attaccati alla recinzione ci sono striscioni che riportano in svedese vecchie dichiarazioni di Ibra. Samer Raboie, cuoco 35enne palestinese, traduce quella che per lui è la più bella: «Qua giocavo quando ero piccolo, domani giocherò nel più grande stadio della città». Ci indica suo nipote Nasri — sì, chiamato così proprio in onore del giocatore dell’Arsenal —, 5 anni, che sgambetta con una maglia del Milan addosso: «I bambini come lui adorano Zlatan perché ha mantenuto quella promessa. È la strada da seguire, un modello di vita. Com’è stare qui? Un po’ più dura rispetto al resto di Malmoe, ma Ibrahimovic dice la verità: a Rosengard ci si aiuta tutti, e le religioni convivono senza farsi la guerra». Col chador Ieri c’era eccitazione allo Zlatan Court. L’arrivo di Ibra a Malmoe è come corrente elettrica sulla pelle del quartiere. La Nike per l’occasione ha inviato al campetto alcuni giovani promoter per richiamare un po’ di ragazzi in più. «Zlatan insegna che se ce l’ha fatta lui, possono farcela anche loro», spiegano Tomas Tonzar e Nicklas Redgard, 24enni, impegnati ad arbitrare. In campo l’età media si aggira sui 7-8 anni. Ci sono anche delle bambine arabe col chador. Qui non esistono distinzioni di sesso, età e razza. Trascorrere una mattinata a Rosengard fa capire molte sfumature del carattere di Ibra. Poi, c’è il resto della sua Malmoe. La scuola elementare, vicina a casa, col campo di calcio sterrato. Il vecchio Malmoe Stadion, dove ha spiccato il volo. E, sul lungomare, l’enorme villa dove vive adesso, quando passa da Malmoe. Sembra distante anni luce da Rosengard, ma è solo questione di estetica: Zlatan dentro rimarrà sempre un ragazzo del giardino delle rose. gazzetta dello sport ilmilanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan
RASSEGNA STAMPA/ Milan: Ibra già in volo Incanta, corre e fa 3 gol
Se il Milan lo lasceranno giocare, sarà molto difficile tenerlo a bada. Se l’Inter riuscirà a giocare, sarà molto probabile una stagione eccellente. In due «se» sta il senso di una giornata estiva che offre un primo confronto a distanza fra i due rimorchiatori del calcio italiano, le cui rotte s’incroceranno prestissimo, il 6 agosto a Pechino, dove ci sarà in palio qualcosa di molto più importante della Supercoppa italiana. Prendete la nostra analisi con il giusto distacco: il tiro a segno contro la Solbiatese (soprattutto) e la Cremonese sta al calcio vero come le nostre vacanze alla routine invernale. Però qualcosina si intravede. Andiamo a fondo delle nostre ipotesi. E’ evidente che un Milan molto più pimpante e aggressivo dell’anno passato di questi tempi (miracoli della Cina che incombe, naturalmente) punta tutto sui suoi tre-quattro giocolieri dell’attacco. Che arrivi Mister X o no. Comandano l’estro e la potenza di un Ibra già impressionante: il codino gli dona. Due i chiari imperativi di Allegri: primo, recapitare il più rapidamente possibile la palla là davanti, in modo che poi ci pensino loro con l’alternativa delle volate dei terzini incursori; secondo, essere più cattivi e assillanti sui portatori di palla avversari e non rinculare subito. Il problema sarà (il nostro «se» iniziale) quando di fronte ci sarà gente messa lì apposta a rompere questo piano di battaglia. La stagione del Milan, sia in Italia che in Europa, si giocherà sulle contromisure. Permettere in piedi la sua strategia, Allegri ha percorso una strada opposta a quella di Gasperini: il neo-campione d’Italia ha ritenuto di poter fare a meno del miglior playmaker del regno, Pirlo (per i motivi tattici che abbiamo esposto gli bastano le elementari geometrie di Van Bommel o simili); il suo dirimpettaio appena sbarcato a Milano il suo regista «basso» di classe lo ha imposto come prima cosa, ed è Sneijder. Una bella scommessa per entrambi. In area nerazzurra il cantiere è naturalmente molto più indietro: il nuovo tecnico sta cambiando un po’ tutto, mentre il suo collega rossonero parte con 12 mesi di vantaggio. E in più a Gasperini manca una squadra intera di possibili titolari. Fra queste novità, diciamolo subito, non c’è la mitica difesa «a tre» : lo schieramento proposto è una sanissima linea di quattro giocatori, come quasi tutte le squadre di rango del mondo. E fin qui tutto bene. La vera mutazione genetica della squadra, a fronte della continuità di Eto’o, che vale un’assicurazione contro i fallimenti, è l’arretramento di 20 metri dell’olandese. Non è un azzardo in termini tecnici, ma stiamo pur sempre modificando la posizione del giocatore che ha caratterizzato l’Inter più gloriosa e vincente di più di un secolo di storia. Una cosetta rischiosa. Non bastasse, radio mercato continua fastidiosa a ronzare sullo sfondo: le interferenze da Manchester alla fine renderanno tutto inutile? Insomma, anche sul fronte di Appiano dobbiamo sottolineare quel «se». gazzetta dello sport il milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Commenti Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cosi’ come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!!
Milan, Ibra: “Contro la Juve ci sarò”
MILAN:LE DICHIARAZIONI DI IBRA – Sabato si giocherà Juventus – Milan, partita di cartello della ventottesima giornata di campionato. Riflettori puntati su Zlatan Ibrahimovic, grande ex juventino, e protagonista della vigilia causa un infortunio alla schiena che aveva messo in dubbio la sua presenza. Alla Gazzetta dello Sport lo svedese si confessa e analizza oggettivamente il match:” Noi giocheremo per il primo posto, loro vogliono avvicinarsi alla vetta. Questa partita significa più dei tre punti in palio” . Zlatan si sofferma pure del momento non proprio brillante dei bianconeri:” Pensavo potessero arrivare tra le prime tre. Credo che a loro sia mancata soprattutto la fortuna” . Ultima dichiarazione dello svedese:” Ci sarò, sto bene”. I tifosi rossoneri possono tirare un sospiro di sollievo. Alessandro Oggionni – www.milanlive.it
Milan: Milan-Udinese primo tempo 1-1, rientra Ibra e il gioco cambia
primo tempo Milan-Udinese: 1-1, con Ibra un altro Milan MILAN, IBRA IN CAMPO, SICUREZZA PER TUTTI – L’Udinese di Guidolin attacca fin dal primo minuto e già al secondo riesce ad entrare in area di rigore con forza grazie all’azione di Di Natale e Sanchez, sicuramente la sicurezza più determinante della squadra che insieme a Pasquale riescono spesso a pressare i rossoneri mettendoli in difficoltà. Nei primi dieci minuti il Milan prova qualche buona ripartenza ma non riesce ancora a trovare rapidità di gioco e compattezza. La prima buona azione per la squadra di Allegri la vediamo al 17esimo quanto Antonini trova un bel passaggio per Ibrahimovic che gira con un elegante tacco su Pato che conclude male, calcia fuori dallo specchio della porta, Handanovic rilancia dal fondo e l’azione ricominica. Il gol dell’1-0 per l’Udinese arriva al 35esimo: Di Natale viene lasciato completamente solo davanti alla porta proprio mentre Inler batte la punizione. Bonera lo tiene in gioco e dopo il primo calcio sbagliato, finito sul palo, riesce a ribattere trovando la porta e soffiano Amelia. Da questo momento in poi il Milan si risveglia e inizia a correre davvero. Si avvicinano all’area di rigore avversaria e non si allontanano più. Qualche goffo tentativo di conclusione non porta al pareggio, Ibra al 44esimo scivola a soli 5 mt dalla porta e anche questo gol sfuma. Un minuto di recupero garantisce alla squadra di Allegri di trovare il pareggio. 1-1 proprio al 36esimo grazie a un passaggio perfetto di Ibrahimovic per Pato che appoggia delicatamente il sinistro e Handanovic non può far nulla per impedire il gol del pareggio. Non resta che continuare su questa strada. Il Milan sta dimostrando di esserci. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it