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Calciomercato Milan, Inter: Ibrahimovic fa lo gnorri su Eto’o…

CALCIOMERCATO MILAN INTER IBRAHIMOVIC ETO’O – Di ghiaccio Zlatan Ibrahimovic al termine della vittoria contro San Marino della sua Svezia, gara valevole per la qualificazione ad Euro 2012. Intervistato dai cronisti presenti sul mercato, il campione rossonero ha spiegato: “ Cosa penso del mercato dell’Inter che ha venduto Eto’o? Io penso solo al Milan “. La redazione di Milanlive.it

Milan: Ibrahimovic e la grigliata di consolazione

Ibrahimovic: il centro di ogni squadra MILAN, IBRAHIMOVIC E LA GRIGLIATA DI CONSOLAZIONE – Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport Zlatan Ibrahimovic avrebbe organizzato una grigliata consolatoria, dopo la sconfitta della sua Nazionale contro l’Ungheria, con tutti i componenti del gruppo, nella sua magnifica villa in Svezia. Tanto cinghiale sulla griglia, procuratosi con le sue stesse mani dopo aver conseguito la licenza di caccia proprio lo scorso anno. “Siamo arrivati col pullman a casa di Zlatan, è stata una grande sorpresa, siamo stati benissimo ”, così racconta l’attaccante Tobias Hysén; proprio Ibrahimovic avrebbe commentato dicendo: “Casa mia è la casa di tutti” . La sua è una capacità di aggregazione davvero unica, sa trovare le parole giuste per motivare i suoi compagni e sa trasformarsi sempre nel punto focale del gruppo: un grande campione in campo come nella vita. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it

CALCIOMERCATO/Milan:Ibra e Rosengard

Nel «giardino delle rose» il fiore più bello è sbocciato quasi trent’anni fa. Una rosa a gambo lungo, rigogliosa e spinosa, perché chi cresce in questo giardino lo fa molto in fretta e deve saper proteggersi. Benvenuti a Rosengard, il quartiere multietnico di Malmoe nato negli Anni 60 per dare un tetto ai tantissimi immigrati. Fra questi c’erano anche Sefik e Jurka Ibrahimovic, lui bosniaco e musulmano, lei croata e cattolica. Il papà e la mamma di Zlatan. Lui è cresciuto qui, in un sobborgo dove convivono più di trenta nazionalità e svariate religioni. Periferia dura, di cui si parla soltanto quando i tg mandano in onda le immagini di auto incendiate e ragazzi che lanciano molotov. Come nel dicembre del 2008, dopo la chiusura di un centro islamico. È uno dei motivi per cui Ibrahimovic qui incarnerà sempre il mito: perché quando si parla di lui, allora Rosengard fa una bella figura. Si riscatta. Decoro Da queste parti Ibra è semplicemente Zlatan. Uno di casa, uno di loro. Ex jugoslavi, maghrebini, arabi, iraniani, polacchi. Un minestrone razziale che lo ha eletto a mito indipendentemente dalla propria etnia. Il numero 5C di Cronmansvag è un condominio di sette piani con i mattoni giallastri e le ringhiere di metallo. Comunque più decoroso, pulito e ben tenuto di molte periferie italiane. Zlatan abitava qui. Al quarto piano, con vista sul campo di calcetto su cui si inchiodava per ore dopo gli allenamenti ufficiali. Zivojinovic, Stevanovic, Settovski, Al-Shami, Al-Assad: i cognomi sui campanelli raccontano il miscuglio razziale. Di svedesi ce ne sono pochini. In questo condominio solo uno, mister Persson. Lezioni gratuite Il campetto che sorge al centro del giardino, protetto dai palazzi come un diamante nello scrigno, ora si chiama Zlatan Court in onore di Ibra, che quattro anni fa assieme alla Nike l’ha rimesso a nuovo e consegnato ai ragazzini del suo vecchio quartiere. In modo che possano fare ciò che faceva lui: giocare a pallone tutto il giorno e stare lontani dalle storie di strada. I primi calci Zlatan li ha tirati dentro queste recinzioni. Quando c’era lui venivano dagli altri rioni per vederlo. Dava lezioni gratuite di pallone e spettacolo a tutto il quartiere. Fino a quando il Malmoe non l’ha preso con sé. Aveva 13 anni. Baby Nasri Lo Zlatan Court ha il terreno in tartan, come le piste di atletica, e le porte di metallo. Attaccati alla recinzione ci sono striscioni che riportano in svedese vecchie dichiarazioni di Ibra. Samer Raboie, cuoco 35enne palestinese, traduce quella che per lui è la più bella: «Qua giocavo quando ero piccolo, domani giocherò nel più grande stadio della città». Ci indica suo nipote Nasri — sì, chiamato così proprio in onore del giocatore dell’Arsenal —, 5 anni, che sgambetta con una maglia del Milan addosso: «I bambini come lui adorano Zlatan perché ha mantenuto quella promessa. È la strada da seguire, un modello di vita. Com’è stare qui? Un po’ più dura rispetto al resto di Malmoe, ma Ibrahimovic dice la verità: a Rosengard ci si aiuta tutti, e le religioni convivono senza farsi la guerra». Col chador Ieri c’era eccitazione allo Zlatan Court. L’arrivo di Ibra a Malmoe è come corrente elettrica sulla pelle del quartiere. La Nike per l’occasione ha inviato al campetto alcuni giovani promoter per richiamare un po’ di ragazzi in più. «Zlatan insegna che se ce l’ha fatta lui, possono farcela anche loro», spiegano Tomas Tonzar e Nicklas Redgard, 24enni, impegnati ad arbitrare. In campo l’età media si aggira sui 7-8 anni. Ci sono anche delle bambine arabe col chador. Qui non esistono distinzioni di sesso, età e razza. Trascorrere una mattinata a Rosengard fa capire molte sfumature del carattere di Ibra. Poi, c’è il resto della sua Malmoe. La scuola elementare, vicina a casa, col campo di calcio sterrato. Il vecchio Malmoe Stadion, dove ha spiccato il volo. E, sul lungomare, l’enorme villa dove vive adesso, quando passa da Malmoe. Sembra distante anni luce da Rosengard, ma è solo questione di estetica: Zlatan dentro rimarrà sempre un ragazzo del giardino delle rose. gazzetta dello sport ilmilanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan

Milan, Sacchi: “Senza Ibra il Milan deve cambiare gioco”

MILAN, SACCHI CONSIGLIA ALLEGRI – Di derby ne ha giocati e vinti parecchi, ma più in generale è stato l’artefice di quel Milan spettacolo che ancora oggi il presidente Silvio Berlusconi sogna di rivedere in campo. Arrigo Sacchi continua a seguire la squadra rossonera con grande passione, ma anche con un certo spirito di critico. Varie volte l’allenatore di Fusignano ha evidenziato la bravura di Allegri nel costruire un Milan equilibrato ed efficace anche se ancora lontano dal proporre un gioco brillante e spettacolare. Sulle pagine della Gazzetta dello Sport, Sacchi analizza la settimana che porta al derby Scudetto, una settimana carica di tensioni e speranze: “Il Milan sta vivendo un momento non felicissimo sotto il profilo dei risultati e questo carica di tensione l’ambiente, mentre l’Inter adesso non ha di questi problemi. I rossoneri però saranno motivatissimi per dimostrare di essere più forti e meritare la testa della classifica”. Sarà un derby senza Ibrahimovic che fu decisivo nella gara d’andata: “Sicuramente è un’assenza pesante, il Milan dovrà modificare il proprio sistema di gioco, rinunciando al lancio lungo. Sarà importante giocare palla a terra ed impostare la manovra offenisiva spesso in orizzontale, sfruttando le fasce per allargare la difesa nerazzurra”. Pierluigi Cascianelli – www.milanlive.it

Milan, Ibra: “Contro la Juve ci sarò”

MILAN:LE DICHIARAZIONI DI IBRA – Sabato si giocherà Juventus – Milan, partita di cartello della ventottesima giornata di campionato. Riflettori puntati su Zlatan Ibrahimovic, grande ex juventino, e protagonista della vigilia causa un infortunio alla schiena che aveva messo in dubbio la sua presenza. Alla Gazzetta dello Sport lo svedese si confessa e analizza oggettivamente il match:” Noi giocheremo per il primo posto, loro vogliono avvicinarsi alla vetta. Questa partita significa più dei tre punti in palio” . Zlatan si sofferma pure del momento non proprio brillante dei bianconeri:” Pensavo potessero arrivare tra le prime tre. Credo che a loro sia mancata soprattutto la fortuna” . Ultima dichiarazione dello svedese:” Ci sarò, sto bene”. I tifosi rossoneri possono tirare un sospiro di sollievo. Alessandro Oggionni – www.milanlive.it

Milan Napoli: parla Cavani, parole di stima per Ibrahimovic

Anche Cavani ha parlato Milan Napoli, alla domanda se avesse mai giocato un aprtita così omportante nella su carriera ha risposto: “ No, ho giocato delle partite molto importanti e molto belle ma con il mio club non mi era mai toccata una partita di questa importanza. Da quando sono in Italia, partite importanti come questa non ne avevo mai giocate . Si gioca per un sogno. Se dovesse vincere il Napoli, sarebbe un sogno perché ci avvicineremmo di più al primo posto e si avvicinerebbe la fine del campionato. ” A chi gli ha chiesto se firmerebbe per un pareggio ha detto: “ No, perché abbiamo già giocato tante di queste partite, a volte abbiamo perso ma abbiamo anche vinto, dimostrando di potercela fare contro qualsiasi squadra. ” Infine qualche parola su Ibrahimovic e la sua presunta somiglianza al modo di giocare dello svedese: “Ibra è un campione – ha detto – e mi fa piacere se si fa questo paragone, ma io sto cominciando e so che mi manca tantissimo per diventare un campione come lui. ” Valentina Ligas

Pato news: Cassano ha parole d’amore per il “Papero”

Antonio Cassano si scalda in vista della sfida scudetto con il Napoli, le ultime news milanesi lo danno in panchina per lasciare spazio a Pato . A proposito del Papero ha detto: “ Pato è il più forte di tutti, gliel’ho detto. Solo uno è più grande di lui, Messi. I due insieme sarebbero complementari, eccezionali da vedere nella stessa squadra. ” Anche qualche parola sul suo rapporto al Milan con Ibra: “ Ho trovato subito la sintonia con Ibrahimovic. E’ questione di pelle, io e Zlatan siamo due pazzi scatenati, ci assomigliamo. Pato è più ragazzino, più timido. ” Valentina Ligas

Milan Ibra : non si ferma più

IBRA MILAN -Quarto gol consecutivo per Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese, da quando è rientrato dalla squalifica scontata nel match vinto dal Milan a Cagliari, è sempre andato in gol avendo insaccato il pallone contro l’Udinese per il definitivo 4 a 4, contro il Lecce per il momentaneo 1-0 milanista, con il Cesena realizzando il gol del 2-0 così come ieri sera quando ha fissato il punteggio, ancora una volta sul 0-2 e chiudendo il discorso. Ieri sera , ha fatto reparto da solo , dopo che la squadra è rimasta in 10 uomini , e Binho è stato quasi arretrato in mediana , lui ha lottato da solo e oltre al goal , qualche minuto prima si era presentato dopo un bel assist di Emanuelson , a tu per tu con il portiere avversario che gli a negato la gioia del goal  , che successivamente non gli ha potuto negare . Vero il Milan non sarà Ibra dipendente , come ha detto Galliani ,da solo non può vincere , ma con un ottimo team alle spalle , è il numero 1 al mondo . Vincenzo Miluccio www.milanlive.it