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QUI LONDRA

ULTIM’ORA MD – Per festeggiare degnamente la Super Coppa Italiana , la nostra Roberta Carannante ha creato, per Milan Day, uno speciale wall paper scaricabile gratuitamente QUA ( solo utenti registrati ) MD ESTATE NEWS   (ndr) dal nostro corrispondente a Londra Finalmente si ritorna al calcio giocato… Dopo due mesi di pausa nel weekend è ripresa la stagione calcistica anche qui in Inghilterra con il Community Shield. A Wembley, si affrontavano il Manchester United, campione d’Inghilterra, e il Manchester City trionfatore nella scorsa FA Cup. Nel primo tempo i gol di Lescott e Dzeko avevano illuso il City ma lo United è la squadra mentalmente più forte che ci sia al mondo, moltissime volte hanno recuperato e ribaltato due gol di differenza e anche domenica hanno compiuto l’impresa rovesciando il match grazie ai gol di Smalling e alla doppietta di Nani. Il gol decisivo, segnato all’ultimo minuto di recupero dal portoghese, è però un errore madornale di Kompany che  tutto solo a centrocampo va troppo soft sul pallone e se lo fa soffiare da Nani che, si invola verso Hart, lo dribbla e deposita in rete. Questo match ha dimostrato ancora una volta che lo United è una squadra, il City un insieme di gran bei giocatori, almeno per il momento… La vittoria di Pechino ha evidenziato la nostra superiorità nei confronti dell’Inter ma certamente ha palesato come il nostro centrocampo necessiti di Mister x e se posso permettermi almeno anche di Mister y. Capisco l’idea di Allegri di avere un centrocampo muscolare ma uno che non calci per terra e sappia smistare il pallone con dolcezza serve come il pane. Vanno benissimo Montolivo e Aquilani purché siano accompagnati dall’acquisto di un giocatore di caratura mondiale. I tifosi del Milan chiedono a gran voce Cesc Fabregas e direi che come calciatore si integrerebbe alla perfezione nei nostri meccanismi di gioco. Oramai sanno tutti che il Milan lo tratta da mesi ma il ragazzo ha in testa solo il Barcellona. La volontà del calciatore è tornare a casa e, sperando di sbagliarmi, alla fine l’affare si dovrebbe concludere. In questo determinato caso però c’è da sottolineare la testardaggine e la stupidità di Fabregas che vuole ritornare a tutti i costi in Spagna nonostante i blaugrana non gli garantiscano un posto da titolare  e nonostante non ne abbiano fatto una priorità, in tal caso  avrebbero acquistato prima lui e poi Sanchez. Mi risulta che, il Barcellona inteso come società, non impazzisca ad avere Fabregas ma Guardiola lo vuole fortemente. La posizione del Milan è chiara, aspetta e spera. Se la questione si protrarrà fino alla fine del mese sono sicuro cercheremo di dare la zampata ma è certo che sarà molto dura portare il catalano a Milano. Nel fine settimana i miei Saints hanno fatto l’esordio da neopromossi nella Championship, avversario il Leeds, una delle favorite del torneo: risultato? 3-1 per noi, gol di Hammond, Lallana e Connolly. Una partita giocata a ritmi altissimi che fa ben sperare per il futuro. Proprio in queste ore è stato completato il trasferimento di Chamberlain all’Arsenal ed i soldi ricavati andranno ben spesi per cercare quei 2-3 giocatori di categoria che ci facciano fare il salto di qualità. Conosco bene Alex Chamberlain avendolo visto molte volte dal vivo, gran bel giocatore, classica ala destra, bravo a puntare l’uomo e a saltarlo. Il ragazzo può essere paragonato a Walcott tanto per capire, e non andrà certo a sosituire Fabregas, quel calciatore, avendo intuito le idee di Wenger, sarà Ramsey. Speak soon!!

Urge la ciliegina sulla torta!

MD ESTATE NEWS     Si conclude con la conquista del primo obiettivo della stagione la prima parte della preparazione estiva del Milan. Vincere un trofeo ufficiale procura sempre una grande soddisfazione, farlo contro il rivale più odiato quella soddisfazione la aumenta a dismisura! La partita metteva in palio qualcosa in più della Supercoppa Italiana: c’era da confermare una superiorità nei confronti dell’Inter e dimostrare a qualcuno che quella superiorità apparsa evidente per tutta la scorsa stagione non era riconducibile solamente “a tre maledetti giorni di black-out nerazzurro”. Da questo punto di vista l’obiettivo è stato perfettamente centrato. Il Milan, con 55 minuti di grande intensità, ha messo in chiaro chi, attualmente, comanda in città. E’ vero che l’Inter era priva di alcuni dei suoi sudamericani reduci dalla Coppa America, ma è risultato abbastanza evidente che quella di Allegri oggi è una squadra ben collaudata a differenza di quella di Gasperini che sembra un cantiere ancora aperto. Le sorti del neo tecnico interista dipenderanno moltissimo da come si evolverà il chiacchieratissimo mercato nerazzurro: avere o non avere gente come Sneijder e/o Eto’o non è proprio la stessa cosa. Il Milan di Allegri è invece una squadra in continuo progresso. Al di là degli aspetti tecnici o tattici, quello che oggi piace è il fatto che la squadra ha acquisito una mentalità vincente, una consapevolezza nei propri mezzi che gli permette di venire fuori dalle situazioni più complicate. Come diceva sempre il buon Zaccheroni “vincere aiuta a vincere”, e non c’è dubbio che la conquista del diciottesimo scudetto ha aumentato non poco l’autostima dei rossoneri. Non è un caso che quella contro l’Inter a Pechino è stata la prima rimonta vittoriosa della squadra di Allegri in un anno e passa di gestione, la conferma che oggi il Milan “sente” di essere la squadra più forte, almeno in Italia. Oltre a questo, non si può non sottolineare che forse oggi il Milan ha in squadra i due migliori interpreti, a livello planetario, del ruolo del difensore e dell’attaccante, e cioè Thiago Silva e Zlatan Ibrahimovic. Tuttavia, nell’euforia del post vittoria, bisogna sottolineare che non sono solo rose e fiori. Al di là del fatto che la squadra ha approcciato la gara con una “mollezza” che poteva risultare fatale nel contesto della sfida “dentro o fuori”, per lunghi tratti le caratteristiche del nostro centrocampo sono sembrate rappresentare un freno alla manovra. Oggi nella rosa dei centrocampisti abbiamo un solo giocatore con doti di palleggiatore, e cioè Clarence Seedorf, giocatore che non ha nella continuità la sua arma migliore (continuità sia nel corso della stessa partita sia, soprattutto, nel corso di un’intera stagione). Con gente dalle caratteristiche di Van Bommel, Ambrosini, Gattuso e Flamini la squadra spesso tende a recuperare il pallone troppo nella nostra metà campo senza avere le doti per cambi di gioco che permettano di rilanciare con velocità l’azione d’attacco. Si predilige il tocco breve in orizzontale che rappresenta un handicap per le caratteristiche dei nostri attaccanti. La chiave della partita di Pechino è stato il coraggio con cui il Milan ha interpretato il secondo tempo, spingendo i suoi mastini ad un pressing adeguato nella metà campo avversaria e favorendo così gli attacchi con la difesa avversaria spesso non schierata. Il Milan oggi è una squadra di ottimo livello, ma per il decisivo salto di qualità è necessario aumentare il livello della qualità a metà campo. Lo hanno capito tutti, anche tecnico e dirigenti che sono alla ricerca della famosa mezz’ala di cui abbiamo tanto bisogno. La speranza è che la difficoltà nell’ingaggiare un top player unita all’euforia dei successi non spinga la società a pensare definitivamente “che stiamo bene così”: sarebbe un delitto non provare a mettere la famosa ciliegina sulla torta che ci permetterebbe di cominciare a guardare dritto negli occhi anche gli avversari più blasonati in campo europeo

MD RADIO : ESCLUSIVA!

Radio Milan Day ha incontrato Giovanni Guardalà, noto giornalista SKY La nostra Stefania Muzio ha rivolto al giornalista le domande che, gli appartenenti al Club MDF, hanno ritenuto opportune sul momento del nostro calcio e non solo. Cassano, il prossimo campionato, calciopoli e l’Inter… con, naturalmente, tante domande sul calcio mercato. Per entrare a far parte del MDF Club ed approfittare delle sue esclusive basta essere iscritti alla nostra Community e fare domanda QUA Per ascoltare l’intera intervista con le risposte di Giovanni Guardalà clicca QUA

e gli occhi han preso il colore del cielo…

Quando il mare si divora le ultime luci, quando una brezza unica pulisce i profili, questo piccolo grande pezzo di Italia diventa impagabile, queste acque sembrano aprirsi, queste coste sembrano linee che disegnano tutto questo meraviglioso paese. Seduto dove terra e mare si confondono, pochi scogli intorno a fare quasi da fermacarte ai miei giornali, al mio libro ovviamente lasciato a metà ed a tanti miei pensieri in fuga che non vorrebbero liberarsi. Quando il destino o qualche benevola mano mi riporta qui, nel Salento, capisco perché nel mio intimo e nei miei sogni questa terra è seconda solo alla mia Ferrara, angolo natio e ripostiglio di ricordi e rimorsi. Quando sono qua capisco a chi si riferiva Ligabue quando un disperato uomo da viaggio, con la valigia di cartone, si perdeva nella frase più bella mai scritta da un cantore di casa nostra: “ e gli occhi han preso il colore del cielo, a furia di guardarlo”. Qui, in questo pezzo di questa nazione, ormai somma di mille nazioni, sgangherata ma bellissima, accade ogni giorno. Poi un pensiero maledetto … ma tutta questa roba e mille altre in ogni angolo del paese largamente più bello, affascinante, profumato del mondo non basterebbe a stare bene? Non basterebbe a farci vivere in pace, a dare benessere a tanti e non a pochi? Il vento sfoglia un giornale dietro le spalle … “ Italia vicina al crak, i mercati la affossano”. In questa folle estate accade che veniamo presi di mira finanziariamente, ma da chi?…( continua )

XXVIII E.B.

Con il successo di ieri, Berlusconi raggiunge quota 28 trofei vinti con il Milan Eccoli nel dettaglio : 15 IN ITALIA 8 Scudetti (Milan Campione d’Italia in carica) 1 Coppa Italia 6 Supercoppe di Lega (Milan neo detentore) 13 ALL’ESTERO 1 Fifa Club World Cup 2 Coppe Intercontinentali 5 Champions League 5 Supercoppe d’Europa Riviviamo l’ultimo attraverso il video degli highlights di Milan Channel e l’album fotografico della gara contro l’Inter ( continua con video e album )

il POST SuperCoppa

Supercampioni d’Italia ! Questo è il grido dei tifosi rossoneri in questo assolato e caldo sabato d’agosto. Nell’insolita cornice cinese di Pechino, il Milan batte l’eterna seconda squadra di Milano e conquista il ventottesimo trofeo dell’era Berlusconi. Dopo tante parole, finalmente si torna a giocare e soprattutto si ricomincia proprio come si era interrotto nella scorsa stagione: festeggiando! Primo tempo spiazzante per i tifosi rossoneri che vedono la propria squadra apparire come la copia sbiadita della energica compagine che ha stravinto l’ultimo campionato. I prescritti, dal canto loro, cercano di sorprendere i Campioni d’Italia giocando in velocità e creando superiorità a centrocampo, proponendo la difesa a tre tanto cara al loro tecnico. Almeno per la prima mezzora il Milan cade nella trappola e pur non concedendo alcuna occasione ai rivali, passa in svantaggio per una punizione precisa di Snejder che si infila nel sette. Quando pochi minuti dopo, in una delle rare azioni rossonere del primo tempo, Ibrahimovic coglie il palo, sembra possa essere una partita stregata. L’Inter dal canto suo non combina molto, ma quel tanto che basta per mettere in difficoltà un Milan fermo e troppo brutto per essere vero. Al termine dei primi quarantacinque minuti, la mente vola alla finale di Supercoppa Europea giocata nel 2007 contro il Siviglia, quando il Milan regalò completamente il primo tempo ai propri avversari. Per fortuna, anche la ripresa è stata uguale a quella della finale di Supercoppa Europea del 2007… ( continua )