Archivi Tag: moratti

Verso Udine, partenza da Milanello alle 16

SONDAGGIO MILAN-JUVENTUS, IL MIGLIORE IN CAMPO ‘); 13:47 Tottenham, si valuta Rodgers per il dopo Redknapp 13:42 Bologna-Juve, domani la decisione sul rinvio 13:40 Vasco da Gama in lutto: muore giovanissimo calciatore 13:40 ESCLUSIVA TMW – Jimmy Fontana: “Non è l’anno dell’Inter” 13:38 Bolton, Southampton e Burnley vogliono Robinson in prestito 13:36 Palermo, Mutti: “Domani possibili i due trequartisti” 13:30 Maradona a Pele’, torni al museo 13:30 Ryanair usa Capello come testimonial 13:29 Newcastle, Adjei finirà in Svezia 13:27 Fabio Capello a Striscia: “Escludo futuro in Italia” 10.02.2012 13:45 di Matteo Calcagni    articolo letto 65 volte Fonte: acmilan.com © foto di Alberto Forestieri La squadra rossonera lascerà in pullman il Centro sportivo di Milanello, oggi alle 16.00. La squadra decollerà da Malpensa e atterrerà all’aeroporto triestino di Ronchi dei Legionari

Serie A, Lazio-Cesena 3-2

SONDAGGIO MILAN-JUVENTUS, IL MIGLIORE IN CAMPO ‘); 02:00 Mercato no stop – Dichiarazioni, trattative e retroscena del 9 febbraio 00:00 Inter ora ripartire. Pirlo che regalo! Slowhand Ibra… 09/02 Libertadores, colpo Nacional 09/02 Udinese-Milan, tecnici a caccia del primo successo 09/02 Juve Stabia, domani si pronuncia il Tnas 09/02 Siena, Mezzaroma: “Autogol unica macchia della nostra gara” 09/02 Flamengo, iniziativa per far tornare Adriano 09/02 Napoli, Mazzarri: “Lippi mio erede?

Al Milan è bastato uno scudetto per saziarsi…

SONDAGGIO MILAN-JUVENTUS, IL MIGLIORE IN CAMPO ‘); 00:00 Inter ora ripartire. Pirlo che regalo! Slowhand Ibra… 09/02 Libertadores, colpo Nacional 09/02 Udinese-Milan, tecnici a caccia del primo successo 09/02 Juve Stabia, domani si pronuncia il Tnas 09/02 Siena, Mezzaroma: “Autogol unica macchia della nostra gara” 09/02 Flamengo, iniziativa per far tornare Adriano 09/02 Napoli, Mazzarri: “Lippi mio erede?

Calciomercato Milan Tevez: il punto degli esperti Laudisa e Di Marzio

CALCIOMERCATO MILAN – I due massimi esperti di calciomercato, Gianluca Di Marzio, e Carlo Laudisa , hanno detto la loro sulla trattativa di casa firmata Tevez . LAUDISA – “In settimana potrebbero esserci novità importanti, anche se il patto tra Tévez e il Milan sembra infrangibile. Il City sta discutendo con i rossoneri, stanno cercando un accordo con un prestito, vedremo. L’Inter ha provato ad inserirsi per strappare al Milan il giocatore. Il mercato dell’Inter è intelligente, Moratti ha pianificato un rinnovamento, forse l’anagrafe gli ha fatto decidere così. Sneijder via? E’ difficile, ma se così fosse i soldi verrebbero investiti per Lucas. E’ questo il target di giocatore che deve cercare l’Inter, in una fase delicata. La società deve puntare con pazienza, senza entrare in aste pericolose, su questo tipo di giovani. Lavezzi? L’Inter provò a portarlo a Milano quest’estate, offrendo 18 milioni di euro, e se Vargas dovesse dimostrare tutto il suo valore, il Napoli potrebbe seriamente cedere alle lusinghe dei concorrenti per Lavezzi”. DI MARZIO – “Non c’è stato alcun incontro oggi tra Moratti e i suoi uomini-mercato (Branca e Ausilio) per stabilire le prossime mosse e soprattuto per decidere se sfidare concretamente il Milan nella corsa a Tevez. Il presidente dell’Inter è ancora in vacanza, ogni vertice verrà quindi probabilmente rimandato alla settimana prossima, dopo la sfida col Parma. Trovano però conferma i contatti telefonici avvenuti nelle ultime ore tra Branca e Marwood, l’Inter ha chiesto informazioni su Tevez. Deciderà Moratti adesso, deciderà poi anche lo stesso argentino. Se rispettare l’impegno preso con il Milan. Galliani resta comunque fiducioso e gli intermediari al lavoro stanno studiando qualche soluzione diversa (obbligo di riscatto legato a un numero di presenze o ad altro) per chiudere in fretta con gli inglesi. Che fretta però adesso non hanno più…”. La redazione di Milanlive.it Posted by Redazione2 on gen 4 2012. Filed under Calciomercato , Mercato Milan , News Milan , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry

Calciomercato Milan, anche Lampard nel mirino per gennaio

CALCIOMERCATO MILAN LAMPARD – Spunta anche Frank Lampard , bandiera del Chelsea e della nazionale inglese, sul taccuino di calciomercato del Milan . Secondo quanto circola oltre Manica pare che il giocatore dei Blues sia pronto a lasciare Londra, chiuso allo Stamford Bridge dall’arrivo di Raul Meireles , pupillo di Villas Boas. Il giocatore potrebbe dire addio ai compagni londinesi e il Milan, vista la necessità di assicurarsi un centrocampista di qualità e nel contempo di quantità, potrebbe approfittarne. Lampard è stato vicinissimo in passato a vestire la casacca di una milanese, ma dell’ Inter . Lo sbarco di Mourinho a Milano servì a Moratti per provare ad imbastire la difficile trattativa col Chelsea ma l’inglese si oppose al trasferimento. La redazione di Milanlive.it

Serie A, Moggi: Milan avanti anni luce, l’Inter invece con Moratti…

SERIE A MILAN MOGGI INTER MORATTI – Piccante il commento di Luciano Moggi sul campionato di Serie A ormai alle porte. L’ex direttore generale della Juventus vede i rossoneri nettamente favoriti sulla concorrenza: « Il Milan è avanti anni luce rispetto alle altre – dice a Radio Manà Manà – L’Inter, invece, visto che Moratti è ritornato a lavorare in prima persona, ho dei dubbi che possa fare bene ». Moggi prosegue parlando ancora dei nerazzurri: « Il presidente nerazzurro ha iniziato a svendere piuttosto che a vendere e ad acquistare male. Non penso siano competitivi e la questione Forlan credo sia una regola comune a quello che fa Moratti: non è uno disciplinato quando decide le cose. È un tipo che va a braccio e certe situazioni possono capitare ». La redazione di Milanlive.it

RASSEGNA STAMPA / Milan: Scudetto 2006, Abete: Ho deciso, sono state rispettate le regole

 La Federazione ha deciso, altri, semmai non lo hanno fatto: l’In­ter e Moratti che avrebbero potuto rinunciare alla prescrizione, la stes­sa Juve che pure non ha mai chiesto di entrare in possesso delle telefona­te alla base della vi­cenda, le scelte di co­loro che hanno inda­gato e che non hanno preso in considerazio­ne quelle intercetta­zioni. Sarà ricca di spunti, anche consi­derevolmente pole­mica la «relazione po­litica » che il presidente federale, Giancarlo Abete, lunedì prossimo consegnerà ai membri del Cf. La metterà a punto nel fine settimana. Le ultime bordate torinesi non lo hanno sorpreso. Le accelerazioni po­lemiche a via Allegri sembrano in qualche misura figlie dei non esal­tanti risultati sportivi delle utlime due stagioni. Allo stesso modo non ha sorpreso la conferma del ricorso al­le vie legali, una via, viene sottolinea­to, percorsa dalla Juve recentemen­te anche sui diritti televisivi, senza particolare successo. La Federazio­ne, insomma, è convinta di poter con­segnare agli atti una delibera giuridi­camente inattaccabile (ci hanno la­vorato gli avvocati Gentile, Medugno e Gallavotti). Sarà un atto estrema­mente tecnico perché dovrà servire «per tutelare la Federazione in even­tuali successivi giudizi extrasporti­vi ». CHIAREZZA -Ma se la delibera sarà un do­cumento per esperti legali, la «relazione politica» si rivolgerà a un pubblico più va­sto. In quella Abete distillerà critiche e valutazioni. Soprat­tutto un concetto: sul caso non c’è stato«nessun atteggia­mento da Ponzio Pilato o decisione di non decidere».Al contrario, la Fe­derazione ha deciso di«rispettare le norme vigenti».Ricostruirà, Abete, tempi e modi. Il presidente precise­rà che su questi fatti la prescrizione è scattata il 30 giugno del 2007 e che la magistratura ordinaria ha provve­duto al rinvio a giudizio solo nove giorni dopo. Che non risulta che que­ste telefonate siano mai state richie­ste dalla Juventus; al contrario, il procuratore federale, Stefano Palaz­zi, cominciava a lavorare sin dal 1° aprile del 2010, dopo le prime notizie di stampa, ottenendo le «trascrizionivalidate» soltanto il 21 aprile. Che l’interesse si è incentrato su Moratti e sull’Inter ma che in realtà sono coinvolte altre otto società (Cagliari, Chievo, Palermo, Udinese, Vicenza, Empoli, Livorno e Reggina) e 14 tes­serati (Cellino, Luca Campedelli, Fo­schi, Spalletti, Gasparin, Governato, Corsi, Foti, Spinelli, Pairetto, Bergamo, Mazzei e Lanese). MOTIVAZIONI -Sopra­tutto Abete dirà che il Cf è un organo politi­co non di giustizia, pertanto non ha pote­ri sanzionatori (la censura è sanzione), come sottolinea­to da numerose e recenti pronunce dell’Alta Corte. Ribadirà che non è possibile la revoca dello scudetto vi­sto che viene assegnato dalla classi­fica e non da un atto amministrativo (e questo principio seguì anche Gui­do Rossi). Spiegherà, il presidente, che la prescrizione è un diritto ma vi si può anche rinunciare (riferimento a Moratti). Evidenzierà il disagio che è derivato dall’andamento delle in­dagini, da quelle telefonate emerse in un secondo tempo e solo sotto lo stimolo degli avvocati di uno degli imputati nel processo di Napoli, Lu­ciano Moggi. DIRITTI -Ieri Abete ha cominciato a spiegare i motivi della sua scelta. Lo ha fatto con due, tre consiglieri che lo hanno contatatto telefonicamente e con un paio che sono passati da via Allegri. Ha sottolineato che ci sono dei diritti che andavano rispettati. Ha spiegato che la strada seguita per le radiazioni, cioè una norma ad hoc con la creazione di un vero e proprio processo (primo e secondo grado) non lo si poteva seguire in questo caso per­ché mentre quella soluzione ha garanti­to a Moggi, Giraudo e Mazzini il di­ritto alla difesa, questa volta avreb­be negato agli accusati un diritto, il diritto alla prescrizione. E a chi gli ha ricordato il lontano precedente del 1927 legato all’intervento di Ar­pinati, ha sottolineato da un lato la lontananza rispetto alla cultura cer­to non democratica dell’epoca e dal­l’altro che in quel caso la scelta ri­guardò un campionato ancora in corso. Infine, ha spiegato che una tra le persone coinvolte, Giacinto Fac­chetti, non avrebbe potuto difender­si in quanto, nel frattempo, venuta a mancare. Il Corriere dello Sport Il Milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan

RASSEGNA STAMPA / Milan: Leonardo, Non sono un traditore, è tutta colpa di Bielsa

Sembra proprio che anche stavolta la Gazzetta ci abbia messo lo zampino. In un’ora diconferenza stampa  convocata per spiegare cosa è successo nell’ultimo mese, Leonardo riesce ad aumentare la confusione e di fatto annuncia che se lui non è più l’allenatore dell’Inter è colpa della diffusione della notizia sulla chiamata nerazzurra a Bielsa (anticipata appunto dal nostro giornale, ndr.), con conseguente casino mediatico che ha costretto Moratti a voltare pagina per non mettere Leo in «una centrifuga». Alla fine il disorientamento coglie pure i francesi («Perché dovrei venire a Parigi?») e se vogliamo la polizia di Rio. Anche la ricostruzione sul ritiro della patente infatti evidenzia la confusione di una persona che a furia di regalare zuccherini lascia tutti con uno strano retrogusto. E che si dichiara talmente libera da non  avere ancora deciso cosa fare da grande. Il monologo Leo attacca con un monologo. «Finita la Coppa Italia, vado felice in Sardegna sapendo che al ritorno, prima di volare in Brasile, vedrò Moratti per impostare la nuova stagione. Il 6 o 7 giugno i nuovo proprietari del Psg chiedono di incontrarmi. Dico di no, ma insistono. Allora avviso Moratti, dicendo che non so cosa fare. Lui mi dice di andare. Vado a Doha l’11, prima di volare in Brasile. Capisco il progetto, ma dico no, non posso andare via dall’Inter. A Moratti racconto subito tutto. Lui mi tratta come un figlio, cui non si preclude una bella possibilità. Mentre lui cerca di capire la situazione, viene fuori la chiamata all’agente di Bielsa. Io ero in vacanza e agli smsnonrispondo. Nasce un casino, ognuno dice la sua. Si crea una situazione insostenibile. Ma sono rimasto a disposizione dell’Inter. Tanto che Moratti diceva che sarei potuto rimanere. Però nessunogli crede, si parla di tradimento.  Abbiamo deciso di risolvere il contratto solo quando era fatta con Gasperini. Ora sono disoccupato e libero. Che lavoro faccio oggi? Non lo so». I dubbi Poi si passa al contradditorio. Perché hai voglia di parlare di taralli e vino. Moratti sulla vicenda ha manifestato anche fastidio («Mi serve un allenatore, non un dg»), si è dovuto mettere a caccia di un nuovo tecnico a un mese dal raduno. Insomma, qualcuno si dovrà ben prendere la responsabilità del divorzio. O davvero si vuole ridurre tutto a Bielsa e al conseguente can can mediatico? «Non ho tradito Mora t t i , lui ha pensato al meglio per l’Inter – abbozza Leo -. Trovare un nuovo allenatore per lui non è un problema. Lasciare l’Inter mi spiace molto. Sono stati mesi bellissimi. Ho chiamato tutti i giocatori, non sono riuscito a parlare solo con Nagatomo, Pandev, Mariga e Suazo. Quando mi ha chiamato il Psg ho pensato  che fosse una bella opportunità, maper il futuro. Poi è scoppiato tutto il casino, io ho detto a Moratti che ero disposto a restare, ma lui ha voluto evitare che finissi in una centrifuga». L’ambiente Leo nega che la sua (non) scelta sia stata influenzata dalla difficile situazione che si era venuta a creare a Milano. «Malgrado il mio passato al Milan, non pensavo che il clima fosse così difficile. Ma non è stato questo a farmi pensare di lasciare una città che rappresenta la mia vita. Quello che mi spiace davvero – occhio al depistaggio – è che anche queste polemiche concorrono all’impoverimento del prodotto calcio in Italia». Il Psg Vaghezza anche sul fronte francese. A Parigi si parla di mistero Leo, i colleghi francesi tentano l’assalto.Ma lui sembra parlare di un’entità astratta. «Nonho niente con loro. Mi danno a Parigi da 10 giorni, ma cosa dovrei andarci a fare? Li ho appena visti a Londra, ma non abbiamo ancora fatto niente. Le super cifre sul mio ingaggio? Portatemi il contratto. Il tempo stringe? Non conosco la realtà del Psg, ma da 15 anni non ottengono risultati, perché dovrebbero avere fretta ora?». C’è puzza di presentazione imminente… Il ritiro della patente Chiusura con il ritiro patente a Rio de Janeiro per essersi rifiutato di fare il test anti alcool. «Il 21 giugno era il compleanno di mio figlio. Ero in auto con lui e mia madre.  In Brasile c’è tolleranza zero. Mi fermano e mi chiedono se ho bevuto. Dico sì, un bicchiere. Allora mi spiegano che è meglio non fare il test e mi ritirano la patente. Poi hanno fatto un comunicato dicendo che ho rifiutato di fare il test. Vero, ma sono loro che mi hanno  consigliato ». Salute. E saluti. La Gazzetta dello Sport Il Milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cosi’ come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!!

Calciomercato Ac Milan: Mascherano, un consiglio per gli acquisti

Classe ’84, giocatore duttile dai piedi buoni e con grande visione di gioco. Si chiama Mascherano ! Non sono di certo io a scoprirlo e di sicuro non sono la sua prima ed ultima estimatrice. Per un’estate intera è stato l’oggetto dei desideri dell’ Inter poi della Juventus ed infine è approdato alla corte di Pep Guardiola ! Benitez sapeva bene il suo valore e per questo lo ha richiesto a Moratti ma il desiderio non è stato esaudito. Oggi mi ritrovo qui a parlare del signor Mascherano perchè lo vorrei vedere nel Milan dei tre mediani. Non si tratta di una bolla di calcio mercato ma di una mia suggestione. Si sono fatti tanti tanti nomi per arrivare all’ i dentikit del Mister X , altrettanti per trovare il sostituto ideale di Pirlo . Il calciomercato dell’ Ac Milan è stato avvicinato prima ad Aquilani poi a Montolivo . Premesso che di Trilly Campanellino, come lo chiamava Pellegatti, ce n’è uno solo, credo che pochi giocatori possano coprire il buco che lascia Pirlo in mezzo al campo, in pochi possono dare ordine alla manovra, quasi nessuno ha la sua precisione. Però però ci sono centrocampisti più duttili, più mobili e meno statici che sono in grado di coprire più ruoli, difendere la palla, recuperarla e smistare. Uno di questi è Mascherano. Ebbene, se io potessi aggiungere un nome nuovo alla lista della spesa rossonera, il caviale che vorrei comprasse Galliani è proprio lui! Scordiamoci il Milan di Pirlo , ce lo siamo scordato per tutta la passata stagione, e concentriamoci su quello dei tre mediani ! Ci piace più chiamarli mediani che centrocampisti perché forse da più l’idea di giocatori operai che si sacrificano per la squadra. Ebbene Mascherano nella mischia, se fosse uno di quei tre saprebbe regalare tanta quantità, sì, ma anche qualità ed esperienza in mezzo al campo. Oggi davanti alle prodezze di Messi e compagni quasi passa inosservato, non se ne parla più come si faceva di quel gran giocatore che militava al Liverpool! Forse se non avesse disputato la finale contro il Manchester United proprio non se ne parlerebbe. Già perché in fondo riuscire a sostituire un bel colosso come Puyol non è cosa da tutti i giorni! Dato che l’asse Milan Barcelona ha già funzionato bene io lo acquisterei, in fondo avrebbe un prezzo ragionevole che si aggira intorno ai 20-25 milioni e sarebbe sicuramente, tutto un altro paio di maniche rispetto ai 40 chiesti da De Laurentis per Hamsik . Mi permetto di dire che, vista l’abbondanza nel reparto offensivo rossonero, sarebbe più utile avere Mascherano per regalare un po’ di qualità, far rifiatare Van Bommel o affiancarlo. Valentina Ligas ligas.vale@live.it

RASSEGNA STAMPA/ Milan: Inter spalle al muro Scudetto 2006 "Fu illecito"

 Quello dell’Inter fu illecito sportivo. Lo scrive Stefano Palazzi. Non fossero passati cinque anni e non fosse intervenuta la prescrizione, la società nerazzurra sarebbe andata a processo. Come Juventus, Milan, Fiorentina, Lazio e poi Reggina. Settantadue pagine di motivazioni, ventiquattro dedicate alle intercettazioni telefoniche di Giacinto Facchetti e Massimo Moratti. Una requisitoria durissima ma anche un documento lucido in cui niente, ma proprio niente, viene lasciato al caso e alla libera interpretazione: il passato viene riattraversato per metterlo a confronto con il presente, tra affinità e distinguo. E l’esposto della Juventus, la richiesta di revoca dello scudetto all’Inter, trova risposte certe: ci sono strade precluse, strade aperte e strade ancora inesplorate. Facchetti Il j’accuse di Palazzi è impietoso. Solo per l’ex presidente dell’Inter, per Meani già giudicato cinque anni fa e per il presidente del Livorno Spinelli, il procuratore federale configura l’illecito sportivo. Per tutti gli altri, incluso Moratti, e cioè Cellino (Cagliari), Campedelli (Chievo) Corsi (Empoli), Foti (Reggina), Foschi (Palermo) Spalletti (Udinese) Gasparin (Vicenza) Governato (Brescia) si configura la violazione dell’articolo 1 (sulla lealtà e probità sportiva). Su Facchetti, scrive Palazzi, «è emersa l’esistenza di una rete consolidata di rapporti, di natura non regolamentare» ed «essi costituiscono un gravissimo attentato ai valori di terzietà, imparzialità e indipendenza del settore arbitrale» instaurati con gli allora designatori Bergamo, Pairetto e Mazzei. Azioni «certamente dirette ad assicurare un vantaggio in classifica all’Inter» da cui l’illecito. Moratti La posizione di Moratti è più sfumata, «appare presentare profili di rilievo disciplinare, anche se di gravità decisamente inferiore» rispetto a Facchetti. Palazzi esplora anche il «caso Nucini» , l’arbitro col quale l’Inter ebbe a che fare fin dall’estate 2002, sorta di presunto «cavallo di troia» per smascherare gli altrui illeciti. Attraverso l’audizione di Moratti, Palazzi fa un parallelo tra l’Inter e la Fiorentina, entrambe convinte di essere discriminate (dal sistema Moggi), ricordando come nel caso dei viola condannati nel 2006 a 15 punti di penalizzazione «i giudicanti valutarono il predetto elemento solo come parametro di graduazione della gravità del fatto e delle conseguenti sanzioni» . Comunque un’attenuante. Deferimento E’ la motivazione di un deferimento (sterilizzato dalla prescrizione), non una condanna e Palazzi lo ricorda, sottolineando il suo ruolo di pm nell’estate del 2006, quando non tutto il suo impianto accusatorio venne sposato dagli organi giudicanti. Il caso di Meani viene portato ad esempio: allora Palazzi configurò per lui l’illecito, che gli organi giudicanti derubricarono a meno grave violazione dell’articolo uno, con conseguente vantaggio per il Milan, che da una possibile serie B si ritrovò alla fine a fare i conti con un meno 8 in serie A più la perdita del secondo posto in classifica (ma non dei preliminari Champions) dietro la Juve poi retrocessa. Un’analogia che per Facchetti suona come una piccola apertura di credito, subito bilanciata dal fatto che lui all’Inter era presidente, mentre Meani nel Milan era solo addetto agli arbitri. Ergo: fosse stato per Palazzi, in un immaginario 2006 con gli atti relativi all’Inter in proprio possesso, la richiesta da pm sarebbe stata di serie B con penalizzazione (per la Juve Palazzi chiese la serie C). Probabilmente, sarebbe stato accontentato in parte, con una penalizzazione in serie A leggermente superiore a quella del Milan. Moggi e Juve Le comparazioni cui il procuratore federale indulge hanno una precisa funzione che è quella di ricordare anche cosa è stata Calciopoli 1: sono pagine che non faranno piacere alla Juventus, «il vero e proprio sistema organizzato» , «gli elementi probatori certi dell’avvenuta creazione ad opera del signor Moggi Luciano di un sistema di comunicazioni riservate intrattenute con associati Aia mediante la fornitura a questi, direttamente o per interposta persona, delle schede telefoniche…» , fino alla società che «propose istanza di patteggiamento, sulla quale questo Ufficio prestò il consenso» . E lo scudetto? A pagina 57 Palazzi piazza il colpo del ko: in questo procedimento «l’Inter risulta essere l’unica società nei cui confronti possano, in ipotesi, derivare concrete conseguenze sul piano sportivo, anche se in via indiretta rispetto agli esiti del procedimento disciplinare…» che come si è già visto prevede la prescrizione per tutti i tesserati e le società. Palazzi allude allo scudetto e all’esposto Juve, sul quale nelle prime pagine del documento ha già preso posizione. «Ad avviso della Procura la richiesta formulata dalla società torinese non potrà conseguire ad una pronuncia degli organi giudicanti disciplinari» . Traduzione: se il percorso è quello di procedere attraverso la giustizia sportiva, non ci sarà revoca, perché c’è il passaggio della prescrizione che blocca tutto. Ma attenzione, dice subito dopo Palazzi, «ferma rimanendo la ovvia e piena autonomia di giudizio dell’Organo federale eventualmente competente a decidere su tale istanza» . Traduzione: c’è un’altra strada. Che Palazzi, dopo avere dato conto dell’autorevole parere pro Inter del presidente Emerito del Consiglio di Stato Mario Egidio Schinaia, indica alla fine del documento: sull’esposto Juve può «pronunciarsi esclusivamente la Federazione… in conformità a quanto affermato nel parere consultivo reso il 24 luglio 2006» dai tre saggi (Aigner, Coccia, Pardolesi). Che scrissero: «La Figc ha il potere discrezionale di deliberare la non assegnazione del titolo…» nel caso in cui «anche squadre non sanzionate hanno tenuto comportamenti poco limpidi» . La palla, insomma, passa al Consiglio federale. Che il 18 luglio dovrà decidere se spedirla in tribuna o nella porta dell’Inter. La terza via Palazzi dixit. Ma se qualcuno non è d’accordo, spiega con sottile perfidia il Procuratore federale, ecco la soluzione: «appare utile sottolineare come, in ipotesi, i diretti interessati potranno formulare le più opportune istanze, previa rinuncia ai termini della prescrizione» . Se non vi riconoscete nel mio j’accuse, dice Palazzi, rinunciate alla prescrizione e andiamo al processo per vedere chi ha ragione. Chi decidesse di farlo, però, non metterebbe solo in discussione un vecchio scudetto, ma anche il presente. Perché in caso di condanna scatterebbe di sicuro una qualche penalizzazione. Terza via suggestiva ma impraticabile. Scommettiamo? gazzetta dello sport il milanista  Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan

CALCIOMERCATO MILAN: DERBY PER M’BIA

Si prospetta un’estate all’insegna dei derby di mercato milanese. Dopo la frase di Moratti che ha definito Pastore, seguito dal Milan, un talento da tenere d’occhio ecco che si prospetta una nuovo duello tra le due società per Stephane M’Bia. Il 25enne centrocampista del Marsiglia, ex squadra di Taiwo appena approdato in rossonero, al sito ‘Le 10 sport’ ha parlato del suo ex compagno di squadra facendo intendere che potrebbe trasferirisi anche lui a Milano:’Taye farà bene al Milan. Se lo raggiungo? E chi lo sa. So che Samuel Eto’o mi ha sponsorizzato molto al presidente Moratti dell’Inter, mi fa molto piacere’. L’interesse esiste, adesso tocca a M’Bia decidere se colorarsi di rossonero o di nerazzurro. IlMilanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cos� come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!! Chat about this story w/ Talkita

Milan, Moratti: “Leonardo ci è rimasto male”

Moratti: “Leonardo ci è rimasto male” MILAN, MORATTI E I CORI DI GATTUSO – Ai microfoni di Sky Sport24 ha parlato anche Moratti in riferimento ai cori offensivi intonati da Gattuso nei confronti dell’attuale allenatore dell’Inter Leonardo, dicendo: “Leonardo ci è rimasto molto male, credo che dirà qualcosa in merito”. E’ probabile che il risentimento mostrato durante il corso della giornata derivi proprio da una delusione, dal fatto che gli sia effettivamente dispiaciuto, ma come ha detto Galliani “Dobbiamo ricordarci che i calciatori sono comunque ragazzi. Non voglio drammatizzare l’avvenimento” , sicuramente saranno necessarie delle scuse da parte di Rino Gattuso ma la spiacevole situazione dovrebbe risolversi al meglio senza rancore da parte di nessuno. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it