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Ennesimo colpo di scena: Tevez rifiuta il PSG, vuole solo il Milan!

Ennesimo colpo di scena nella telenovela Tevez . Quando sembrava che l’attaccante argentino fosse vicino a firmare con il Paris Saint Germain l’affare è saltato. L’argentino, dopo che Psg e City avevano infatti raggiunto l’accordo sulla base di 37 milioni di euro (al giocatore sarebbero andati 7 milioni di euro a stagione più bonus, per un totale di 10) ha puntato i piedi.

il PRE Roma-Milan

Roma: esame di maturità. Trasferta insidiosa quella che ci aspetta. Una vera e propria prova del nove per vedere se il Milan è “guarito” dai problemi che lo hanno attanagliato in questo arduo avvio di stagione. Gara utile a valutare se queste 3 vittorie consecutive in campionato non sono state un fuoco di paglia, quanto piuttosto un rientro nei ranghi, nella normalità, che per il Milan vuol dire vittoria. Partita probante per valutare la crescita a livello di gioco, di compattezza e concentrazione, tutte caratteristiche che da tempo Allegri chiede tornino proprie della squadra. Tutte cose che sembravano essere tornate ad appartenere alla squadra rossonera e che la partita di Lecce ha, invece, rimesso prepotentemente in dubbio. In sostanza : il Milan ha riagguantato posizioni di vetta, e ora non può permettersi di perdere di nuovo il terreno faticosamente guadagnato. Ma di fronte, e tre soli punti indietro, ci sarà una squadra di tutto rispetto. Un progetto interessante quello dei giallorossi del neo presidente Thomas Di Benedetto.  Un progetto giovane, nuovo, ambizioso che sembrava essere partito in sordina e che invece a poco a poco sta iniziando a dare i frutti sperati, più a livello di prestazioni e di gioco,che di risultati, a dire il vero. La Roma di Luis Enrique è, comunque, squadra vera. L’allenatore asturiano è riuscito, col tempo, a trasmettere il suo modo di vedere il calcio e nel frattempo è riuscito a capire i meccanismi del nostro campionato. Col tempo la squadra giallorossa è cambiata, cresciuta, e lui con loro… ( continua )

Il caso-Pato: indolenza, infortuni e troppa palestra. I tifosi lo stanno abbandonando, il Milan si interroga

Giornalista sportivo a Mediaset, è stato caporedattore di Tele+ (oggi Sky). Opinionista per Telenova e Milan Channel. I suoi libri: “Soianito”, “La vita è una” con Martina Colombari, “Sembra facile” con Ugo Conti. © foto di Pietro Mazzara Quando lo hanno visto ridere e scherzare sulla terrazzina dell’Executive di San Siro, poco dopo aver abbandonato il campo causa l’ennesimo infortunio ai suoi muscoli di seta, molti tifosi si sono inferociti. I suoi compagni stavano sbattendo il grugno contro il muro dell’Udinese, a pochi metri da lui Ambrosini seguiva la partita preoccupato – per il risultato e per la nuova tegola sulla squadra – dandogli le spalle. L’ennesimo segnale di leggerezza, indolenza di Pato. Fragile, gonfiato (irrobustito?) dalla palestra, apparentemente poco istruito dall’ultima stagione culminata con uno scudetto griffato da Ibra, Robinho, Boateng, Thiago Silva, Abbiati molto prima di lui nella classifica meritocratica. Stagione in cui è stato sonoramente fischiato da San Siro (Milan-Juventus), è finito mestamente in panchina, è stato platealmente mandato a quel paese in campo dai compagni (Lecce), è stato ripetutamente sgridato da Ibrahimovic. In Nazionale è tornato Ronaldinho, Pato invece continua ad essere un lusso sul quale a turno i C.T. verdeoro non se la sono sentita di puntare con fermezza. Nulla, non sembra che i 12 mesi alle spalle gli abbiano insegnato nulla: è ripartito ciondolante nei minuti finali contro la Lazio con un tiro finito al secondo anello. Si è illuminato a Barcellona dopo 24” come con quei festoni che a Capodanno bruciano, appunto, 24” poi si spengono. Ha visto la partita in campo a Napoli. Si è arreso al primo passo dell’oca contro l’Udinese e arrivederci tra un mese. Nel frattempo sta fiorendo Cassano, nel frattempo è rientrato un esaltante Ibrahimovic, nel frattempo sta guarendo Robinho, nel frattempo scalpita Inzaghi che strameriterebbe più attenzione e più spazio. Oggi in un’ipotetica gerarchia della rabbia, dell’impegno, della voglia, della cattiveria, Pato sarebbe il quinto dei 5 attaccanti a disposizione di Allegri. Che in campo ne mette soltanto 2 alla volta. Rischierebbe la tribuna. Un’esagerazione? Non a San Siro. San Siro abbandona impietosamente Rivera al secondo passaggio sbagliato, Van Basten al secondo gol fallito, Albertini alla seconda partita sottotono, Gullit al secondo litigio con qualche compagno, Seedorf alla seconda consecutiva danza immobile intorno alla palla, Taiwo se al secondo pallone non sfonda la rete o al secondo scatto non travolge mezza squadra avversaria. San Siro esagera sempre in fatto di esigenza, l’esigente esagera nell’insofferenza, nelle pretese, nel rigore che finisce spesso col confondere col rispetto o con la sua mancanza di… Pato dovrebbe incominciare ad affilare le armi per concorrere alla classifica cannonieri in Italia, al Pallone d’oro, alla Champions League. Pato col suo talento ha vinto alla nascita un gettone d’oro ogni 2 partite: potrebbe investirlo in ambizioni infinite e grandi traguardi, sembra invece accontentarsi di spenderlo e basta. E’ testardo solo nel non voler prendere esempio da chi mangia l’erba a 37 anni come Pippo Inzaghi, a chi si allenava duramente a 40 come Maldini e Costacurta, a chi non si accontenta di essere naturalmente bravo, ma punta a migliorarsi giorno dopo giorno. Come i veri numeri uno. Pato si ama come una donna stupenda che ti regala notti d’amore indimenticabili, luce negli occhi, sembra esserti fedele, ma non perde vizi, capricci, pigrizia, svogliatezza. E’ infantile, vezzosa, amabile. Passa le giornate sul divano, sul lettino a bordo-piscina, nemmeno lo shopping la attrae, viene malvolentieri in viaggio in vacanza, preferirebbe rimanere nei paraggi. Non si esalta per i regali, non ama le improvvisate, raramente a letto ti cerca per prima. Continui ad amarla finendo per detestarla, ma mai potresti pensare di vederla ridere ed entusiasmarsi insieme a qualcun altro. Quindi non la lasceresti, per nessuna ragione al mondo, anche se ti sorprendi spesso a interrogarti, a dubitare, a pensare: come sarebbe la mia vita con una donna un po’ meno bella, ma più partecipe, più coinvolta, più intraprendente? La tentazione sembra avere il sopravvento, quando alle spalle nello specchio ti appare lei, angelica, eterea, satanica. Bellissima. E dopo 24” sei già in estasi nel più dolce degli orgasmi. L’uomo innamorato, l’amante passionale, il tifoso, è debole, vulnerabile. Gli basta un sorrisino, un vezzo, un bacetto, un capezzolo, un gol, per crollare davanti a lei. Per crollare davanti a Pato. Fanculo a lei. E a Pato.

Milan, infortunio Ibrahimovic: ecco la data del rientro

MILAN INFORTUNIO IBRAHIMOVIC – Il Corriere dello Sport riporta la data del rientro di Zlatan Ibrahimovic, attualmente fermo ai box per un problema all’adduttore destro. Il campione svedese dovrebbe rientrare in Italia martedì prossimo per continuare la riabilitazione, nel frattempo, proseguirà a dilettarsi nella caccia all’alce fra una seduta di fisioterapia e l’altra. Il ritorno in campo sembra invece previsto per i primi di ottobre. La redazione di Milanlive.it

Milan, Agente Aquilani: “A chi non piacerebbe giocare nel Milan?”

Alberto Aquilani rientra nel mirino del Milan MILAN, AQUILANI RIENTRA NEL MIRINO ROSSONERO – Francesco Zavaglia, procuratore di alberto Aquilani, ha rilasciato qualche battuta fuori dalla Lega Calcio in riferimento all’interesse che sembra avere la società di Via Turati nei confronti del suo assistito. Ecco le sue parole: “A chi non piacerebbe giocare al Milan? Si tratta di una società che da sempre è intesa come un modello per le altre, e qualora il riscatto da parte della Juventus non dovesse andare in porto, con il conseguente ritorno di Alberto a Liverpool, sarebbe una piazza sicuramente gradita” . Anche Aquilani potrebbe rientrare nei movimenti di mercato previsti per questa sessione estiva di mercato, nel frattempo si continua a lavorare sul grande colpo che non dovrebbe arrivare prima di agosto. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it

Milan: Pato ha la febbre ma giocherà

Pato ha la febbre ma non mancherà all'Olimpico MILAN, PATO HA LA FEBBRE – Un servizio di  Sky Sport 24 riporta una notizia non proprio positiva per il mondo-Milan, infatti il ritrovato Pato avrebbe qualche linea di febbre da ieri sera. L’attaccante brasiliano non sembra, però, essere in dirittura di abbandono, anzi, la sua presenza in campo dovrebbe essere abbastanza decisa e sicura. Massimiliano Allegri dovrebbe schierarlo comunque dal primo minuto, nonostante la leggera febbre, questo fa pensare che non sia proprio in condizioni da non poter giocare sebbene i medici dovranno fare in modo di portarlo in campo nella situazione migliore possibile per lui e per la squadra. In casa bianconera, nel frattempo, Del Neri sta cercando la formazione perfetta, per creare l’offensiva più determinante nel pressare la difesa rossonera. Convocato anche Aquilani ma probabilmente relegato in panchina per tutta la durata della partita. Saranno 90 minuti lunghi e coinvolgenti. La carica agonistica che scenderà in campo questa sera si sentirà ancora più forte. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it