Con la seconda tripletta consecutiva (questa volta di Nocerino), i rossoneri ottengono la terza vittoria consecutiva in campionato e la vetta è sempre più vicina. © foto di ALBERTO LINGRIA Serata molto positiva per il Milan nel secondo turno infrasettimanale della stagione: i rossoneri segnano quattro gol, tre dei quali, udite udite, addirittura con Nocerino, che doveva essere l’emblema del deludente mercato “low cost” della società di Via Turati e, invece, si sta rivelando un affarone, confermando le sue doti di ottimo giocatore (non a caso nel giro della Nazionale di Cesare Prandelli); ma le buone notizie non finiscono qui, perchè la vetta della classifica è sempre più vicina, come pronosticato da Allegri a patto che la sua tabella, che prevedeva solo vittorie nel periodo fra le due soste, fosse stata rispettata (e per ora è avvenuto), c’è stato il ritorno al gol di Ibrahimovic, il mister ha potuto fare anche un moderato turn-over, dando un po’ di riposo ai più affaticati e la sua squadra ha battuto un’altra bestia nera, ovvero il Parma, uscendo indenne dal trittico di sfide contro squadre che storicamente hanno creato spesso problemi al Milan. Un’altra tripletta, terza vittoria consecutiva, insomma il numero tre è il protagonista di una serata di festa per lo scarso pubblico di San Siro, nonostante il velo di tristezza per il ricordo di un tifoso rossonero DOC che non c’è più, ovvero Marco Simoncelli, al quale è stato tributato un applauso da pelle d’oca da parte di tutti i tifosi. Allegri concede un turno di riposo a Nesta (nemmeno convocato) e a Van Bommel (dirottato in panchina), recupera Thiago Silva e gli affianca Bonera, con Taiwo a sinistra; a centrocampo c’è capitan Ambrosini, riproposto nonostante la brutta prestazione nel primo tempo di Lecce e, a proposito di Lecce, gioca dal primo minuto come trequartista l’eroe di Via del Mare, ovvero Boateng; è per lui il coro più possente della Sud al momento del riscaldamento e non potrebbe essere altrimenti, ma tutti i giocatori vengono incitati da una curva in cui si vedono
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Il top e il flop di Torino: Abbiati ultimo baluardo, Ibra inesistente
MILANO. IL TOP: ABBIATI. In una serata allucinante come quella vissuta allo Juventus Stadium di Torino è davvero difficile salvare qualcuno e considerarlo top di una partita in cui tutta la squadra si è comportata in modo pessimo (il peggior Milan della gestione Allegri); fatta questa doverosa premessa, di qualcuno devo pure parlare e so perfettamente che la scelta farà storcere il naso a qualcuno, perchè negli occhi di tutti sarà rimasto solo l’ultimo episodio, ovvero l’incredibile papera sul tiro di Marchisio, ma in quel momento la partita era già finita (minuti di recupero con il Milan sotto di un gol e in dieci per l’espulsione di Boateng) e se i rossoneri sono arrivati miracolosamente fino all’88′ sullo 0-0, il merito è anche e soprattutto di Christian Abbiati, autore di ottime parate: una impercettibile ma, forse decisiva, sul missile di Vucinic che si è schiantato sulla traversa; una d’istinto e miracolosa sulla deviazione di coscia di Bonucci da pochi passi che aveva già fatto gridare al gol tutto lo Juventus Stadium; una respinta con i pugni sulla punizione di Pirlo, che evidentemente Christian conosceva benissimo e, infatti, ha atteso il suo tiro immobile sapendo che sarebbe finito in quella zona della porta; buone parate a terra sulle conclusioni velenose degli attaccanti juventini; tempestive uscite sia alte che a terra sulle incursioni bianconere; inoltre Abbiati sembrava baciato dalla fortuna (cosa che non guasta mai), visto che non solo è stato salvato dalla traversa, ma due velenosi rasoterra di Vidal prima e Vucinic poi sono finiti fuori di pochissimo, sfilando a fil di palo. Incolpevole sul primo gol, nato da una deviazione fortuita di Marchisio su tentativo di rinvio di Bonera a pochi passi da lui, molto colpevole, come già detto, sul secondo gol, ma tutto