Sarà Antonio Ciriello (vicepresidente del Ravenna) ad aprire ufficialmente l’iter che porterà in breve tempo a sentenza sportiva il nuovo scandalo sul calcioscommesse. Ieri Stefano Palazzi ha ufficializzato le audizioni della prossima settimana: si comincia lunedì e si chiude giovedì. In tutto saranno ascoltate 21 persone, compreso il presidente del Chievo, Luca Campedelli. Convocazione che può apparire una sorpresa, in quanto il numero uno della società gialloblù non compare mai direttamente nelle carte dei giudici di Cremona. In realtà, la squadra veneta è dentro l’inchiesta per svariati motivi: gli indagati davanti al pm Di Martino hanno fatto mettere a verbale numerose partite del Chievo. Gare indicate come sospette o addirittura combinate. Una su tutte: Napoli Chievo 3-0 del maggio 2009, con i gol segnati nei primi 20 minuti. Quella sfida del San Paolo è finita nella carte anche della Dda del capoluogo campano che proprio nei giorni scorsi ha sequestrato dei computer e altro materiale a ex giocatori residenti nella zona di Verona. Non solo, Massimo Erodiani davanti al pm ha indicato Sergio Pellissier (capitano del Chievo) come referente per taroccare le partite. Insomma, materiale abbondante che Palazzi vorrà verificare con Campedelli che comunque non sarà l’unico presidente a cui arriverà la «cartolina» di convocazione. Signori, Paoloni e gli altri Palazzi si è dato tempi stretti perché vuole chiudere la fase istruttoria entro il 20 luglio e avere qualche giorno per poi preparare la relazione finale e gli eventuali deferimenti. I procedimenti sportivi con riti abbreviati scatteranno entro fine luglio e subito dopo la Corte di giustizia federale. Tutto per consentire che entro il 10 di agosto siano approntati i calendari della prossima stagione. Non è stato un lavoro semplice quello del procuratore della Figc che ha concordato le date dei primi interrogatori con il pm Di Cremona, in modo da evitare sovrapposizioni. Non solo, Palazzi deve fare i conti anche con alcuni provvedimenti restrittivi (i domiciliari) a cui sono sottoposti figure importanti tipo Paoloni e Bellavista. L’ex portiere del Benevento sarà sentito dalla giustizia sportiva il mercoledì 6 luglio: probabile dunque una trasferta a Cremona per il pool di Palazzi se il gip Salvini non restituirà la libertà a Paoloni (difficile). Nel primo round sono stati inseriti anche Signori, che sarà ascoltato il 7 luglio; lo stesso giorno in cui sfileranno a Roma anche Stefano Bettarini, l’ex difensore (ed ex marito di Simona Ventura) già coinvolto nel precedente scandalo del 2004 e ora indagato, e Massimo Erodiani, uno dei personaggi di spicco dell’inchiesta, titolare a Pescara di diverse agenzie di scommesse, ma non tesserato e quindi non obbligato a presentarsi. Ritmi serrati Come scritto sarà il Ravenna a sfilare per primo davanti a Palazzi: oltre a Ciriello, sono stati chiamati Gianni Fabbri e Leonardo Rossi, rispettivamente presidente e allenatore del Ravenna. Nello stesso giorno spazio anche a Federico Zaccanti dell’Entella Chiavari e Mauro Gibellini (direttore sportivo del Verona). Il giorno dopo sarà la volta di Ivan Tisci (ex giocatore), Simone Malacarne (Viareggio), Alex Pederzoli (Ascoli), Marco Zamboni (ex calciatore), Sandro Turotti (direttore generale della Cremonese). Mercoledì 6 oltre a Paoloni toccherà a Giorgio Buffone (direttore sportivo del Ravenna e uno dei 15 arrestati nell’inchiesta di Cremona) e a Gianfranco Parlato (consulente tecnico, anche lui finito in carcere). Giovedì 7 oltre a Signori, Bettarini ed Erodiani saranno ascoltati Gianluca Tuccella (tesserato calcio a 5), Andrea Pezzali (non tesserato), Vincenzo Sommese (Ascoli), Nicola Santoni (preparatore dei portieri del Ravenna). Doni al secondo turno Il lavoro di Palazzi non si chiuderà ovviamente il prossimo giovedì. Il procuratore sta preparando un secondo turno di convocazioni, anche queste da concordare con il pm Di Martino che ha la precedenza sugli interrogatori delle persone iscritte nel registro degli indagati. E’ il caso di Cristiano Doni e Carlo Gervasoni: il capitano dell’Atalanta potrebbe essere sentito a Cremona già domani, mentre Palazzi avrà modo di raccogliere elementi importanti dalle audizioni di Parlato e soprattutto Santoni che avrebbe fatto da tramite con Doni e consegnato 40 mila euro a Parlato per la combine di Atalanta-Piacenza 3-0. E nella prossime settimane saranno ascoltati a Roma anche Corvia (Lecce), Quadrini (Sassuolo), Micolucci (Ascoli), Manfredini (Atalanta), Cossato (ex Chievo), Veltroni (presidente dell’Alessandria), Saverino (Reggiana), Furlan (Portogruaro), Cremonesi e Stefani (Cremonese), Biancolino (Cosenza) e tanti altri. Molto dipenderà, infatti, da quello che diranno i non tesserati che con le loro accuse possono mettere nei guai giocatori e squadre. Da ricordare che l’onere della prova nel processo sportivo è all’inverso: tocca a chi si difende dimostrare la propria innocenza. Dall’elenco di Palazzi, infine, mancano diverse figure finite in carcere a Cremona come il medico Marco Pirani e l’ex capitano del Bari, Antonio Bellavista. Entrambi sono ai domiciliari, ma prima che finisca luglio anche loro si presenteranno a Roma. corriere dello sport il milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan
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RASSEGNA STAMPA/ Milan: Scommesse è la settimana dei pezzi grossi
La difesa di Marco Paoloni raddoppia. E quella di Antonio Bellavista fa catenaccio. Molto degli sviluppi dell’inchiesta di Cremona sul calcio scommesse dipenderà dal pressing degli inquirenti per ottenere da loro una testimonianza piena sulle partite combinate, anche in serie A. Questa settimana e la prossima serviranno a capire se lo scandalo è destinato ad allargarsi ai vertici del calcio italiano o viceversa a investire solo serie B e Lega Pro, restando confinato agli «affari» di un gruppo di assatanati del gioco, che parlano nelle intercettazioni come al bar dello sport. Due avvocati Paoloni da sabato ha nominato un secondo avvocato, accanto ad Emanuela Di Paolo: si tratta di Luca Curatti, del foro di Cremona, che ha difeso un titolare di ricevitorie nell’inchiesta di Parma del 2006. Mentre Massimo Chiusolo, il legale di Bellavista, ha fatto sapere di aver chiesto un differimento (causa impegni prioritari) per l’interrogatorio del suo assistito davanti al procuratore capo Roberto di Martino, previsto domani. L’ex portiere cremonese Paoloni e l’ex centrocampista barese Bellavista sono testimoni chiave per risalire al tassello mancante del puzzle: i contatti con i giocatori. Entrambi, in carcere da 13 giorni, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Guido Salvini. E venerdì Paoloni ha respinto tutte le accuse in sette ore di deposizione davanti al pm Di Martino. A oltranza Una linea difensiva «a oltranza» che non sembra destinata a cambiare. A meno che l’ingresso di Curatti nel collegio di Paoloni non porti a una scelta diversa, magari suggerita dalle pressioni della famiglia e dalla volontà della moglie Michela, che aspetta chiarimenti personali dal marito. Saranno fondamentali poi i risultati degli accertamenti tecnici sul materiale sequestrato a Paoloni: computer e iPhone. Nel frattempo il gip dovrà decidere entro giovedì sulla richiesta di scarcerazione, presentata anche al Tribunale del riesame di Brescia. La difesa, come nel caso di Bellavista, ritiene che non ci siano gli estremi per trattenerlo in carcere. Ma gli inquirenti considerano «alto» il rischio di inquinamento delle prove. Sotto i riflettori Non è finita. Questa settimana potrebbe vedere sfilare al Tribunale di Cremona personaggi di primo piano come Cristiano Doni e Stefano Bettarini, entrambi indagati. Due interrogatori destinati a spettacolarizzare ulteriormente l’impatto mediatico di questa indagine. Il capitano dell’Atalanta è citato in moltissime intercettazioni, tra cui quelle del preparatore ravennate Santoni, suo ex socio al bagno «Figli del sole» di Cervia, e di Parlato. Mentre l’ex marito di Simona Ventura, condannato a 5 mesi di squalifica per omessa denuncia nello scandalo scommesse del 2004, secondo gli inquirenti si procurava imbeccate sulle partite attraverso sms e telefonate. Il testimone Peraltro si allarga ancora il numero dei match sospetti segnalati dal bookmaker austriaco SkySport365. Si tratterebbe di almeno 60 incontri, tra seri A-B e Lega Pro, per cui sono stati registrati flussi anomali di scommesse. Gli investigatori della squadra mobile di Cremona hanno chiesto una mappatura su scala regionale e i nominativi dei titolari delle vincite più alte. Oltre ai dettagli dei flussi sui siti asiatici. L’esposto-denuncia sarà presentato mercoledì. E spunta un testimone di Roseto degli Abruzzi pronto a confermare di aver giocato per conto di Gianluca Tuccella, portiere di calcio a 5 del Cus Chieti indagato, su Benevento Cosenza (5000 euro) e su altre partite, riscuotendo la vincite. gazzetta dello sport il milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cos� come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!! Chat about this story w/ Talkita
CALCIOSCOMMESSE, E’ TORNATO L’INCUBO
Un vero e proprio terremoto, in grado di devastare il calcio italiano, addirittura «anche la serie A, soprattutto se gli imputati decideranno di parlare» spiega Gino Salvini, il Gip di Cremona che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per sette persone e degli arresti domiciliari per altre otto, tra cui Beppe Signori, capitano e simbolo della Lazio di Sergio Cragnotti. “Ultima scommessa” si chiama l’operazione scattata ieri mattina all’alba e coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Questura di Cremona in collaborazione con quelle di Bari, Como, Bologna, Rimini, Pescara, Ferrara, Napoli, Torino, Roma, Benevento, Ravenna, Ascoli Piceno e Ancona. Sgominata, secondo gli inquirenti, una vera e propria organizzazione criminale in grado di modificare l’esito di moltissime partite di serie B e di Lega Pro (17 sono quelle finite nell’inchiesta, più Inter-Lecce di serie A) per poi scommettere in Italia e all’estero ingenti somme di denaro. Si parla di tanti milioni di euro, tanto per capire: sub judice, da ieri, tutti i campionati coinvolti, ecco perché siamo davanti ad un terremoto. L’accusa per i sedici arrestati è di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Altre ventotto persone sono indagate a piede libero, tra loro ci sono Cristiano Doni, capitano dell’Atalanta, che secondo gli inquirenti avrebbe partecipato alla combine di molti incontri, e Stefano Bettarini, che ha subito smentito il suo coinvolgimento ma viene indicato come uno degli scommettitori. IL CASO -Sei mesi di indagini, scattate dopo un caso clamoroso di “avvelenamento” avvenuto il 14 novembre 2010 nell’intervallo di Cremonese-Paganese, terminata 2-0. Cinque calciatori si sentono male, uno – Carlo Gervasoni – ha addirittura un incidente mentre torna a casa: la società sospetta che sia successo qualcosa di strano, denuncia il fatto e dopo le analisi a cui si sottopongono emergono nel sangue dei giocatori tracce di Lormetazepam, un ansiolitico che potrebbe essere stato mescolato al the caldo o all’acqua. A quel punto la Polizia apre le indagini e ottiene l’autorizzazione a mettere sotto controllo decine di cellulari: vengono registrate cinquantamila conversazioni e nel mirino finisce Marco Paoloni, 26 anni, portiere che la Cremonese, dopo questi episodi, cede al Benevento nel corso del mercato invernale. Quella partita doveva finire con il successo della squadra ospite, ecco perché i giocatori della Cremonese erano stati addirittura dopati. Un reato, questo, che viene punito con pene che vanno dai tre ai dieci anni. E’ lui uno degli uomini-chiave dell’inchiesta, il vero gancio di decine di giocatori pronti ad alterare le partite per ottenere facili guadagni. Diciotto gli incontri finiti sotto indagine, uno solo di serie A: Inter-Lecce, finito 1-0 e costato all’organizzazione decine di migliaia di euro perché il risultato avrebbe dovuto essere più largo, dal 3-0 in poi. Paoloni riuscirà ad addomesticare – come si legge nell’ordinanza- molte partite, ma spesso, come vedremo, le sue previsioni si dimostranosbagliate. I GRUPPI E IL TARIFFARIO -Alle spalle dei calciatori pronti a influire sui risultati tra cui c’erano anche Vittorio Micolucci e Vincenzo Sommese dell’Ascoli – sono stati individuati tre gruppi di scommettitori pronti a pagare cifre ingenti per taroccare le partite su cui puntare. Indicati, più o meno, anche i costi: 400mila euro per truccare un incontro di serie A, 120mila euro per un incontro di B, 50-60mila euro per un incontro di Lega Pro. Poi si scatenavano iMilanesi,gliZingari, a cui facevano capo alcuni albanesi, e iBolognesi,il cui punto di riferimento era considerato Beppe Signori,«uno di cui non bisogna mai parlare al telefono neanche per scherzo», dice il 19 marzo Marco Pirani, dentista di Ancona, a Massimo Erodiani, titolare di un’agenzia di scommesse di Pescara. Ma Signori, uno dei simboli storici della Lazio, viene addirittura pedinato e fotografato a Bologna mentre entra nello studio di due commercialisti coinvolti nella vicenda. Un ruolo chiave, dunque, anche se Signori come tutto il gruppo deiBolognesicade in una trappola tesa da Paoloni, una delle tante. Perché l’ex portiere della Cremonese aveva garantito di aver sistemato Inter-Lecce parlando con Corvia, attaccante giallorosso assolutamente estraneo alla vicenda. La partita doveva finire Over, cioè con almeno tre gol, – come Atalanta-Piacenza 3-0 che aveva provocato vincite da paura – invece si concludeUnder, cioè con un solo gol. 150mila euro persi dai Bolognesi, di cui 60mila da Beppe, più 300mila da tutti gli altri. Su Inter-Lecce sarebbe stato invitato a giocare anche Stefano Bettarini, ex marito di Simona Ventura, entrato in contatto con Antonio Bellavista, ex giocatore del Bari LE MINACCE -Paoloni per porre riparo al danno indica subito un’altra partita, che però gioca da protagonista: aveva consigliato di investire migliaia di euro sull’Over 3,5 di Benevento-Pisa che invece, grazie anche alla sue parate, si conclude solo 1-0. Altre perdite pesanti, addirittura le minacce di morte e il coinvolgimento della moglie: in meno di un anno Paoloni aveva scommesso 148mila euro accumulandone 165mila di debito con i suoi bookmakers. A garanzia, la moglie ha firmato assegni in bianco e lui ha ipotecato una casa da 250mila euro per 100mila euro.«Si scatena una sorta di caccia all’uomo, ritenuto responsabile di quanto accaduto»scrive il Gip, spiegando che al portiere vengono chiesti dagli scommettitori i rimborsi delle cifre perse nonostante le garanzie sui risultati indicati. Gli Zingari,pronti a spendere anche 400mila euro per comprare una partita di serie A non sono riusciti nell’arco dei sei mesi messi sotto inchiesta a raggiungere il loro obiettivo, sostengono gli inquirenti. Ma il pentolone è pieno di acqua bollente: la sensazione è che se qualcuno degli arrestati inizierà a parlare, salterà il coperchio anche sulla serie A. Il Corriere dello Sport Il Milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Chat about this story w/ Talkita