Adriano Galliani, secondo quanto riferito dalla Gazzetta dello Sport, starebbe lavorando per realizzare un doppio colpo di calciomercato: due rinnovi importantissimi, se non fondamentali per il Milan. Si tratta del tecnico, Max Allegri, e di Zlatan Ibrahimovic. Uno, al Milan, ha riportato gioco e Scudetto. L’altro, al Milan, ha portato gol pesantissimi, marcato la rivalità con l’Inter, garantito peso specifico nei momenti difficili delle partite. Il Milanista.it Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Commenti Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cosi’ come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!!
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Urge la ciliegina sulla torta!
MD ESTATE NEWS Si conclude con la conquista del primo obiettivo della stagione la prima parte della preparazione estiva del Milan. Vincere un trofeo ufficiale procura sempre una grande soddisfazione, farlo contro il rivale più odiato quella soddisfazione la aumenta a dismisura! La partita metteva in palio qualcosa in più della Supercoppa Italiana: c’era da confermare una superiorità nei confronti dell’Inter e dimostrare a qualcuno che quella superiorità apparsa evidente per tutta la scorsa stagione non era riconducibile solamente “a tre maledetti giorni di black-out nerazzurro”. Da questo punto di vista l’obiettivo è stato perfettamente centrato. Il Milan, con 55 minuti di grande intensità, ha messo in chiaro chi, attualmente, comanda in città. E’ vero che l’Inter era priva di alcuni dei suoi sudamericani reduci dalla Coppa America, ma è risultato abbastanza evidente che quella di Allegri oggi è una squadra ben collaudata a differenza di quella di Gasperini che sembra un cantiere ancora aperto. Le sorti del neo tecnico interista dipenderanno moltissimo da come si evolverà il chiacchieratissimo mercato nerazzurro: avere o non avere gente come Sneijder e/o Eto’o non è proprio la stessa cosa. Il Milan di Allegri è invece una squadra in continuo progresso. Al di là degli aspetti tecnici o tattici, quello che oggi piace è il fatto che la squadra ha acquisito una mentalità vincente, una consapevolezza nei propri mezzi che gli permette di venire fuori dalle situazioni più complicate. Come diceva sempre il buon Zaccheroni “vincere aiuta a vincere”, e non c’è dubbio che la conquista del diciottesimo scudetto ha aumentato non poco l’autostima dei rossoneri. Non è un caso che quella contro l’Inter a Pechino è stata la prima rimonta vittoriosa della squadra di Allegri in un anno e passa di gestione, la conferma che oggi il Milan “sente” di essere la squadra più forte, almeno in Italia. Oltre a questo, non si può non sottolineare che forse oggi il Milan ha in squadra i due migliori interpreti, a livello planetario, del ruolo del difensore e dell’attaccante, e cioè Thiago Silva e Zlatan Ibrahimovic. Tuttavia, nell’euforia del post vittoria, bisogna sottolineare che non sono solo rose e fiori. Al di là del fatto che la squadra ha approcciato la gara con una “mollezza” che poteva risultare fatale nel contesto della sfida “dentro o fuori”, per lunghi tratti le caratteristiche del nostro centrocampo sono sembrate rappresentare un freno alla manovra. Oggi nella rosa dei centrocampisti abbiamo un solo giocatore con doti di palleggiatore, e cioè Clarence Seedorf, giocatore che non ha nella continuità la sua arma migliore (continuità sia nel corso della stessa partita sia, soprattutto, nel corso di un’intera stagione). Con gente dalle caratteristiche di Van Bommel, Ambrosini, Gattuso e Flamini la squadra spesso tende a recuperare il pallone troppo nella nostra metà campo senza avere le doti per cambi di gioco che permettano di rilanciare con velocità l’azione d’attacco. Si predilige il tocco breve in orizzontale che rappresenta un handicap per le caratteristiche dei nostri attaccanti. La chiave della partita di Pechino è stato il coraggio con cui il Milan ha interpretato il secondo tempo, spingendo i suoi mastini ad un pressing adeguato nella metà campo avversaria e favorendo così gli attacchi con la difesa avversaria spesso non schierata. Il Milan oggi è una squadra di ottimo livello, ma per il decisivo salto di qualità è necessario aumentare il livello della qualità a metà campo. Lo hanno capito tutti, anche tecnico e dirigenti che sono alla ricerca della famosa mezz’ala di cui abbiamo tanto bisogno. La speranza è che la difficoltà nell’ingaggiare un top player unita all’euforia dei successi non spinga la società a pensare definitivamente “che stiamo bene così”: sarebbe un delitto non provare a mettere la famosa ciliegina sulla torta che ci permetterebbe di cominciare a guardare dritto negli occhi anche gli avversari più blasonati in campo europeo
Mercato Milan, un grande lavoro con un solo obiettivo: la Champions
Ora si lavora con l’obiettivo Champions MERCATO MILAN, TUTTE LE IPOTESI – Dettagli insignificanti, forse, ma al Milan di Massimiliano Allegri manca ancora qualcosa per essere competitivo al 100% in Europa e lottare per quella Champions che manca ormai dal 2007. La trattativa per il tanto discusso “Mister X” è vicina alla soluzione. Fabregas è il primo della lista, non dimentichiamo, però, l’ipotesi Montolivo, un giocatore che, in rossonero, aggiungerebbe qualità e freschezza al centrocampo tutto esperienza di Mister Allegri. Per essere competitivi in Champions League bisogna aggiungere qualità; piccoli dettagli, abbiamo detto, ma fondamentali per dare quell’apporto in più ad una squadra già molto esperta in campo europeo, fattori che il Milan non trascurerà. Il reparto difensivo non ha bisogno di nient’altro, per l’attacco, invece, urge un giocatore all’altezza di Zlatan Ibrahimovic che, in quasi tutta la sua carriera, ha pagato il grande dispendio di energie nella prima parte di stagione, soprattutto a causa dei numerosi impegni in serie A. Problema già riscontrato nell’arco della scorsa stagione. Ibrahimovic ha trascinato il Milan durante tutto il girone di andata, trovandosi stanco fisicamente e mentalmente per poter essere decisivo anche in Champions. Non a caso lo svedese ha vinto 9 titoli nazionali consecutivi, ma in Europa ancora niente di fatto. Sono molti i nomi accostati al Milan nelle ultime settimane: Drogba è un sogno realizzabile, Adebayor sembrerebbe l’alternativa, ma attenzione a Balotelli il cui sogno rossonero non è mai stato nascosto. Il futuro di Antonio Cassano potrebbe determinare l’andamento della fine di questo mercato estivo; il n° 99, infatti, è ancora indeciso se restare al Milan facendo, con molta probabilità, il 4° attaccante, o giocare con continuità, in vista degli Europei 2012, in un’altra squadra. Nuovi importanti arrivi permetterebbero ad Allegri di far riposare i giocatori chiave in vista delle partite più decisive, potendone schierare altri, di altissimo livello tecnico potenzialmente titolari, al fianco dei cosiddetti intoccabili. Lo scopo della dirigenza rossonera è di arrivare ai livelli delle grandi in Europa, come il Barcellona o il Real Madrid. Mister Allegri si è già dimostrato disponibile nei confronti della società e dello spogliatoio, non avrebbe problemi a gestire nuove stelle, in una squadra che, di costellazioni, ne ha davvero tante. Giacomo Giuffrida – www.Milanlive.it Posted by Giacomo Giuffrida on ago 9 2011. Filed under Mercato Milan , News Milan , Primo Piano , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry
Milan, Ibrahimovic: “Al Milan mi sento in famiglia, non andrò mai via”
Ibrhaimovic: “Non me ne andrò mai dal Milan” MILAN, IBRAHIMOVIC E LA GIOIA DI ESSERE UN ROSSONERO – Nel corso di un’intervista per il quotidiano svedese Aftonbladet , ha parlato Zlatan Ibrahimovic della sua situazione in rossonero, della gioia di indossare questa maglia e del desiderio di non andare mai via: “Mi sento proprio forte forte in questo momento, sono felice perché al Milan mi capiscono, mi ascoltano, mi hanno dato una settimana di riposo in più perché hanno capito che ne avevo davvero bisogno. – continua parlando del desiderio di passare un po’ di tempo con i suoi figli per ricaricarsi – Avevo bisogno di riposarmi anche mentalmente, di stare con i miei figli. E’ bello sentire quello che dice Galliani di me, come mi sento al Milan non mi sono mai sentito in un altro club. – per poi aggiungere – Io rimango al Milan a vita, almeno fino al 2014. Io non andrò mai via dal Milan, se non mi vendono loro io rimango qua’. Quando fai un’esperienza negativa come è capitato a me al Barcellona, apprezzi ancora di più quando le cose vanno bene. Io non voglio spendere troppe parole sullo spogliatoio del Milan, dico solo che è fantastico ed è la verità. Al Barcellona ero forse nella più forte squadra del mondo, ma non importa se non stai bene. Qui mi sento come in famiglia”. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it Posted by Direttore on ago 9 2011. Filed under Interviste , News Milan , Primo Piano , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry
Milan, Thiago Silva: “Ibrahimovic? Una forza della natura”
Thiago Silva e Samuel Eto’o MILAN, THIAGO SILVA E LA FORZA DI IBRAHIMOVIC – Thiago Silva, durante la lunga intervista per la Gazzetta dello Sport ha parlato anche di Zlatan Ibrahimovic, già esaltato dalle dichiarazioni dell’amministratore delegato Adriano Galliani: “Ibra è una forza della natura – dice – , ti fa male pure quando non vuole. Guardi, mi ha lasciato pure un marchio sulla caviglia, un segno che mi porterò finché campo, così mi ricorderò sempre quanto è difficile per gli altri difensori giocare contro Zlatan Ibrahimovic. Cerco di averlo sempre con me in partitella, non si sa mai” . Ibrahimovic è l’uomo-Milan di cui non si può fare a meno e che, durante la stagione 2011-2012, potrebbe essere molto utile non solo in Campionato ma anche per la rincorsa alla Champions League che manca ormai dal 2007. L’unica cosa da considerare, al momento, è la possibilità di trovare un adeguato sostituto per alleggerire il suo carico di lavoro. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it Posted by Direttore on ago 8 2011. Filed under Interviste , News Milan , Primo Piano , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry
Winning tradition
Zlatan Ibrahimovic declares Milan success is part of club tradition….
CALCIOMERCATO/ MILAN: Gattuso esalta Ibrahimovic ma dice: ‘Segna troppo poco’
Autore del primo gol nella finale di Supercoppa Italiana, contro l’Inter, Zlatan Ibrahimovic è oramai un mito a Milano. E’ inoltre un punto di riferimento anche per i compagni, verso cui ora, proprio in linea con il suo nuovo look di capelli, sembra un Gengis Khan pronto a condurre alla vittoria il Milan. Gennaro Gattuso individua in lui un solo difetto: segnare poco. Alla Gazzetta dello Sport dice infatti: “Uno come Ibra in Italia dovrebbe segnare 30 gol a stagione . Per la qualità che ha segna troppo poco” Il Milanista.it Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Commenti Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cosi’ come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!!
Milan, Gattuso: “Ibrahimovic dovrebbe segnare 30 gol a stagione”
Gattuso e la sua grande stima nei confronti di Ibrahimovic MILAN, GATTUSO E IBRAHIMOVIC – Gennaro Ivan Gattuso, ai microfoni della Gazzetta dello Sport ha parlato di Zlatan Ibrahimovic lasciandosi andare in un commento di stima ed estrema fiducia nei confronti dell’attaccante svedese che ha già dimostrato di essere in grande forma fisica: “Uno come Ibra in Italia dovrebbe segnare 30 gol a stagione – ha detto Gattuso -. Per la qualità che ha segna troppo poco”. Una grandissima qualità che, nel corso della stagione 2010-2011, non è emersa in maniera completa a causa delle due espulsioni consecutive subite nella seconda metà di campionato ma che potrebbe esplicarsi con forza nell’arco di una nuova stagione inaugurata con una vittoria importante ottenuta anche grazie al suo primo gol stagionale proprio contro l’Inter. Ibrahimovic è un giocatore fondamentale all’interno del Milan e Mister Allegri ha saputo, e sa, amalgamare il suo gioco con quello dei compagni costruendo una squadra imbattibile. Le prerogative per la creazione di una nuova era-Milan ci sono, ora non resta che continuare a giocare e a vincere. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it Posted by Direttore on ago 7 2011. Filed under Interviste , News Milan , Primo Piano , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry
Milan, Galliani: “Ibrahimovic è semplicemente il più forte al mondo”
Il numero 1 al mondo MILAN, GALLIANI E IL GRANDE IBRAHIMOVIC – Adriano Galliani, per la Gazzetta dello Sport ha parlato anche di Zlatan Ibrahimovic: “Zlatan Ibrahimovic è semplicemente il centravanti più forte del mondo – afferma con decisione – , non lo cambierei con nessuno. E’ un mostro e si vede. Avevamo smesso di vincere e con lui abbiamo ricominciato, perché questo è il secondo titolo”. A quanto traspare dalle parole dell’amministratore delegato Ibrahimovic è il numero uno al mondo e non si può assolutamente farne a meno: “Non voglio fare l’elogio di Ibrahimovic – continua – perché non vince Ibrahimovic, a vincere è il Milan. Ma è chiaro che il nostro attaccante ha una grande partecipazione nei nostri successi”. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it Posted by Direttore on ago 7 2011. Filed under Interviste , News Milan , Primo Piano , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry
RASSEGNA STAMPA/ Milan, Ibrahimovic: E adesso voglio vincere tutto
Averne, di azionisti così. «Zlatan Ibrahimovic è semplicemente il centravanti più forte del mondo, non lo cambierei con nessuno. E’ un mostro e si vede. Avevamo smesso di vincere e con lui abbiamo ricominciato, perché questo è il secondo titolo», dice Adriano Galliani. «Non voglio fare l’elogio di Ibrahimovic perché non vince Ibrahimovic, a vincere è il Milan. Ma è chiaro che il nostro attaccante ha una grande partecipazione nei nostri successi». Sicurezza L’amministratore delegato parla di quote, i compagni e l’allenatore parlano di sensazioni, e di sicurezza. Giocare con Ibrahimovic ti fa sentire meglio. «E in forma splendida», dice Allegri. «Ha segnato un grandissimo gol, ma per noi non è importante soltanto per quello ». «Uno come Ibra in Italia dovrebbe segnare 30 gol a stagione », esagera Rino Gattuso. «Per la qualità che ha segna troppo poco». Ibrahimovic è una polizza, in campionato è sempre stato così, in Europa un po’ meno e in generale nelle partite secche lo svedese non determinava quanto determina nelle corse a tappe. Fino a ieri aveva giocato 10 finali e vinte 5, più una ai rigori, segnando un solo gol (e un rigore nella sequenza finale della Supercoppa 2008 Inter- Roma). A Pechino ha determinato la partita non solo segnando, ma guidando la rivolta: il Milan aveva fatto la rivoluzione in campionato, l’Inter stava tentando la restaurazione dopo due derby persi. Ibra ha portato i suoi in pareggio e poi ancora avanti entrando nell’azione del gol decisivo di Boateng. Ora tutti si aspettano qualche sigillo europeo in più, che lui non vede l’ora di mettere sulla Champions League. «Ho voglia di vincere tutto e non sono mai stato così bene, ma devo ammettere che senza i miei compagni di squadra sarei morto. Anche stavolta ho segnato grazie a Seedorf, i compagni si sono mossi bene durante l’azione e io cosa dovevo fare se non segnare?». Fatica «Però è stata una settimana dura», dice lo svedese. «Faticosissima, perché non si riusciva a dormire. Per fortuna abbiamo portato a casa il primo trofeo della stagione». Ma Ibrahimovic non è mai contento, forse per questo è diventato Ibra. «Non abbiamo giocato al massimo della nostra qualità, non abbiamo giocato al cento per cento e più. Noi possiamo crescere ancora tanto dal punto di vista tecnico. Possiamo migliorare molto». Che lui possa migliorare tecnicamente, è difficile immaginarlo: Zlatan, pensano al Milan, è tecnicamente perfetto. «Ha una velocità di piede e di testa incredibile per un uomo con il suo fisico», ha detto Allegri qualche giorno fa. Sogni Ibrahimovic è un mondo a parte, ma se lo merita: vive senza essere sfiorato dai fastidi del turnover o dagli altri piccoli dubbi che assillano i calciatori normali. Perché lui è un marziano, e viene da Marte, e fra l’altro sa lottare oltre ad accarezzare il pallone. E’ stato l’unico a giocare bene il primo tempo e bene anche il secondo, mentre la maggior parte dei suoi compagni compagni si è svegliata sull’1 a 0 per l’Inter. «I giocatori, gli attaccanti non si giudicano dal primo o dal secondo tempo», dice Galliani. «Si giudicano nell’insieme ». L’insieme di ieri dà una coppa in più al Milan, e spinge Ibrahimovic in avanti nella classifica dei giocatori decisivi anche quando si gioca tutto in una notte. «Ma è solo un altro passo, il primo di questa stagione. Voglio fare tanto di più. La mentalità vincente del club mi ha conquistato subito, per questo mi trovo così bene a Milano ». Per questo Galliani lo trova il più bello del mondo. Un mostro, ma per modo di dire. Fonte: Gazzetta dello Sport Il Milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan
Supercoppa TIM, Milan-Inter: Tabellino e Pagelle
La gioia di IBRAHIMOVIC. FINALE SUPERCOPPA ITALIANA | TABELLINO E PAGELLE DELLA FINALE UOMO PARTITA MILANLIVE : Zlatan Ibrahimovic LA PARTITA : Sneijder (22′ 1°T); Ibrahimovic (15′ 2°T); K.P.Boateng (68′ 2°T). Milan : Abbiati; Abate, Nesta, T.Silva, Zambrotta; Gattuso (Ambrosini 75′), Van Bommel, Seedorf; K.P.Boateng (Emanuelson 81′); Robinho (Pato 61′), Ibrahimovic. Inter : J.Cesar; Ranocchia, Samuel, Chivu; J.Zanetti, T.Motta, Stankovic (Pazzini 73′), Obi (Castaignos 81′); Sneijder, Alvarez (Faraoni 63′); Eto’o. MILAN (SUPER CAMPIONI D’ITALIA) Abbiati : 5 Tenta il miracolo sulla spettacolare punizione di Sneijder che al 22′ del primo tempo porta in vantaggio l’Inter. Il portiere Italiano la manda sul palo ma non riesce ad evitare il gol. A parte sull’occasione del gol non compie una parata decisiva, a causa anche della pochezza offensiva nerazzurra. Indeciso quando si trova il pallone tra i piedi, costretto quasi sempre a mettere il pallone in rimessa laterale. Abate : 6 Soffre e non poco la presenza di Obi nella sua fascia di appartenenza, distratto e poco deciso durante i primi 40 minuti di gara, poi si sveglia ma non è il solito mangia erba che siamo abituati a vedere. Da sottolineare il lancio spettacolare che mette Pato in condizione di tirare verso la porta avversaria, azione dalla quale nasce il gol del definitivo sorpasso dei campioni d’Italia. Nesta : 6.5 Distratto durante il primo tempo nel quale sbaglia una serie di contrasti in scivolata che sono il suo punto di forza, e qualche appoggio semplice verso i compagni di squadra. Nel secondo tempo è impeccabile come lo avevamo lasciato circa 3 mesi fa. T.Silva : 7.5 Bisognerebbe inventare un nuovo aggettivo per definire lo strapotere del centrale brasiliano. Non soffre mai la pressione e nell’1 contro 1 non ha paragoni con nessuno al mondo, sembra quasi che usi la forza del pensiero per bloccare tutti gli avversari che gli vanno incontro. Zambrotta : 5.5 Non super quasi mai la metà campo di sua appartenenza, si limita quasi tutta la partita a difendere gli attacchi di Zanetti e Alvarez, quest’ultimo soprattutto nella seconda parte di gara. Gattuso (Ambrosini 75′) : 6- nervoso per quasi tutto il tempo in cui è rimasto in campo. Si fa ammonire per un’intervento su Alvarez che si trovava a 70 dalla porta. Neanche due minuti più tardi rischia l’intervento prima sullo stesso Alvarez e poi su Stankovic, poteva anche essere mandato fuori se l’arbitro fosse stato un po’ più severo. Lascia il campo ad Ambrosini al 75′. Entra subito in partita il centrocampista Pesarese che pressa in maniera decisa tutti i portatori di palla nerazzurri, si becca un ammonizione per una parola di troppo rivolta all’irritante Thiago Motta. Ambrosini voto 6. Van Bommel : 6 Va spesso e volentieri in difficoltà nel primo tempo a causa dei continui movimenti senza palla tra le linee di Sneijder e Alvarez. Nei secondi 45 minuti di gioco prende il controllo del centrocampo e cambia la partita. Seedorf: 7+ Mette in campo la sua classe e la sua infinita esperienza, che alla lunga fanno la differenza. Catechizza Abate durante il primo tempo che sembrava quasi disperato per come stava andando la partita. Nel secondo tempo sale in cattedra il “professore” che accarezza il pallone come solo lui sa fare. Decisivo il suo assist per il gol del pareggio di Ibrahimovic. K.P.Boateng (Emanuelson 81′) : 7.5 Poco attivo per circa 35 minuti di gara. Gli ultimi dieci minuti del primo tempo si inserisce spesso e volentieri nella difesa nerazzurra che va quasi sempre in difficoltà. Nella seconda parte di gara fa impazzire di gioia i tifosi rossoneri di Pechino e anche quelli di tutto il resto del mondo firmando il gol del vantaggio dopo il palo di Pato, si getta in scivolata anticipando tutti per ribadire in rete il gol del 2-1 finale. Esce riempito dagli applausi di tutto lo stadio “nido d’uccello”, non prima di essersi beccato il giallo al 77′, lasciando spazio ad Emanuelson. L’olandese Urby entra subito nel ritmo del gioco, spezzando il gioco dei nerazzuri, e congelando il match con continui scambi con il connazionale Seedorf. Robinho (Pato 61′): 6- Vince il ballottaggio iniziale con il connazionale Pato per un posto da titolare, poche iniziate e poco movimento per quasi tutto il tempo che rimane nel rettangolo di gioco. E’ sua la prima azione pericolosa della gare che arriva al sesto minuto ma la spreca tirando alto da posizione favorevole. Esce al minuto 61 per far spazio a Pato. Il numero 7 rossonero è subito decisivo, appena sette minuti dopo il suo ingresso, riceve un lancio da 40 metri da parte di Abate, che addomestica magistralmente e con un diagonale stampa la palla sul palo, complice una deviazione di J.Cesar, palla che finisce al centro dell’area e che mette in rete il principe rossonero Boateng. Pato voto 7. Ibrahimovic: 8 Statico per quasi tutto il primo tempo nel quale comunque serve subito un assist delizioso per lo sprecone Robinho e su un cross da destra di Abate, stampa di testa il pallone sul palo. Secondo tempo nella quale è pericoloso e quando si abbassa a prendere palla, mette il panico i suoi avversari. Firma il gol del momentaneo pareggio con un tuffo di testa in piena area servito da Seedorf. Sembra già in buonissime condizioni nonostante il periodo. Si prende un enorme soddisfazione alzando al cielo la supercoppa vinta contro la sua tanto amata e tanto odiata ex squadra. All. Allegri : Si fa cogliere impreparato dalla tattica attutata dagli avversari e per tutto il primo tempo pensa a come debba mettere in difficoltà i nerazzurri. Il secondo tempo diventa un autentico capolavoro tattica di mister Allegri. Stratega. INTER J.Cesar: 6 Poco impegnato per tutto il primo tempo. Nella seconda parte di gara subisce due gol, sul gol di Ibra nulla può fare l’estremo difensore brasiliano. Sul secondo gol fa un miracolo sul meraviglioso tiro ad incrociare di Pato che si stampa sul palo e che mette in rete il principe rossonero Boateng. Ranocchia: 5.5 Tutto pressoché perfetto durante i primi 45 minuti, grande lavoro su Ibrahimovic che erano l’unico in grado di mettere in difficoltà la difesa a tre nerazzurra. Secondo tempo meno attento sugli inserimenti da dietro degli avversari che alla lunga sono stati decisivi per l’esito finale della gara. Samuel : 6- Rientra dopo un lungo infortunio, Gasperini lo piazza nel ruolo fondamentale della difesa a 3, al centro. Non delude per quasi tutto il match, ma va in difficoltà quando deve contenere fisicamente lo svedese Ibrahimovic. Chivu: 4 Va sempre in difficoltà quando gli viene dato il pallone tra i piedi ed è sicuramente il punto debole della difesa a 3 nerazzurra. J.Zanetti : 6 Gioca in una posizione non sua, come quinto di centrocampo. Non riesce a essere continuo per tutti i 90 minuti sulla fascia destra. Tante le attenuanti, dalla condizione fisica, al clima sfavorevole di Pechino. Non dimentichiamoci che per coprire quel ruolo bisogna essere al 100% della forma, e sicuramente il 6 Agosto nessuno può esserlo, anche l’infinito capitano nerazzurro. T.Motta : 4 Molto nervoso per tutta la partita, durante il primo tempo tiene bene il centrocampo insieme a Stankovic, anche se si fa notare per gli innumerevoli tuffi ad ogni tocco più o meno falloso dei rossoneri. Nella seconda parte di gara va totalmente in bambola ed è protagonista al minuto 66 di un intervento vergognoso sulla coscia di Thiago Silva che si trovava per terra, il rosso non sarebbe bastato, l’arbitro per non sbagliare, neanche lo richiama. Stankovic (Pazzini 73′): 6+ Sembrava non dovesse giocare, lo troviamo al centro del campo insieme a Thiago Motta. Ottimo il primo tempo nella quale effettua un tiro al 35° minuto che va alto non di molto. Nel secondo tempo si addormenta come del resto tutta la squadra e concede molto campo al Milan. Lascia spazio a Pazzini al minuto 73. Pazzini: S.v. Obi (Castaignos 81′) : 7 Viene posizionato da Gasperini come esterno alto a sinistra, ruolo che ricopre davvero bene. Ottima la sua partita, attento in fase difensiva, quando c’è da raddoppiare, lui è sempre presente. Qualche spunto in fase offensiva ma quasi mai decisive. Castaignos prende il suo posto all’81° minuto: S.v. Alvarez 6.5 (Faraoni 63′) : Gioca dietro le punte insieme all’olandese Sneijder e spesso e volentieri effettuano scambi palla al piede tra le linee che mettono in difficoltà la retroguardia del Milan. I presupposti per vedere un fenomeno ci sono tutti, toccherà a lui dimostrare quanto vale. Lascia il posto a Faraoni, giovane della primavera nerazzurra campione al torneo di Viareggio. S.v. Sneijder: 7.5 Per usare un eufemismo potremmo definire il gol che porta in vantaggio l’Inter, meraviglioso, ma forse è troppo poco. Una punizione d’autore che al 22° del primo tempo fa gioire i tantissimi tifosi nerazzurri in Pechino. Seconda parte di gara nella quale si muove sempre bene tra le linee ma con meno lucidità. Lucidità che perde al 92° minuto quando effettua un tiro da quasi 50 metri con Abbiati che si fa una risatina sotto i baffi. Eto’o : 5 Prestazione opaca per tutta la partita. Un solo tiro in porta che arriva al 37′ da posizione proibitiva che Abbiati blocca in tranquillità. Nel primo tempo potrebbe punire il Milan quando si trova 1 contro 1 con Thiago Silva, ma contro il brasiliano non c’è nulla da fare. Al 94′ l’occasione che poteva cambiare tutta la partita, servito da Sneijder mette alle spalle di Abbiati il pallone ma l’arbitro segnala il netto fuorigioco del fenomeno camerunense. Quasi inesistenti le proteste dei nerazzurri. All. Gasperini : 6.5 Capolavoro tattico nella prima parte di gara nella quale sorprende letteralmente il collega Massimiliano Allegri, ma che non basta per portare a casa il primo titolo stagionale. Nel secondo tempo la sua squadra cala dal punto di vista fisico e soprattutto mentale. Giacomo Giuffrida – www.Milanlive.it Posted by Giacomo Giuffrida on ago 6 2011. Filed under Pagelle , Primo Piano , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry
RASSEGNA STAMPA / Milan: Ibrahimovic prepara nuovi colpi
Un risveglio per niente soft. Zlatan Ibrahimovic si è attardato in camera ieri pomeriggio, e quando è sceso per andare a prendere il pullman della squadra la security cinese aveva già tolto il nastro sottile che divide i calciatori del Milan dal resto del mondo. Per raggiungere i compagni che lo aspettavano per andare ad allenarsi, Zlatan ha dovuto combattere con i cacciatori di autografi più di quanto gli capiti di solito con i difensori avversari. Un bell’allenamento per la partita che vale il primo titolo della stagione. Perché oggi l’attaccante svedese, con le sue mosse di kung fu calcistico, lo strapotere fisico e la classe infinita, è il sorvegliato speciale della formazione nerazzurra. Zlatan ha deciso in campionato con un rigore e un’esultanza muta. Quelli che all’Inter ancora lo ricordano con la lacrimuccia agli occhi (non sono pochi) se non altro sono stati ripagati con un po’ di compostezza. Emozioni Zlatan non si scompone facilmente, questo ormai lo hanno capito tutti dopo tanti anni di Italia, ma anche lui ha un cuore e una finale non è mai la stessa cosa. In campionato la strada è lunga e qualche partita la puoi anche sbagliare, come ha ammesso ieri il tecnico ossonero Allegri, una finale non vorresti sbagliarla mai. E allo svedese le finali piacciono. Gli piace il rumore dei nemici, eppure nelle finali non ha raccolto numeri da scolpire nella pietra: dieci giocate, cinque vinte, più un successo ai rigori. Un gol firmato in partita (nell’1-3 del Barcellonacontro il Siviglia, andata della Supercoppa spagnola del 2010), più un rigore messo a segno nelle sequenze finali (Inter- Roma del 2008, Supercoppa italiana anche quella, portata a casa dai nerazzurri). Se fosse un uomo sentimentale si direbbe che c’è un buco nella sua anima di calciatore, e quel buco è dato dall’impressione di non aver inciso quando più si doveva.Maprobabilmente Zlatan non è un sentimentale. Soprattutto incide sempre, e pesantemente, nella corsa a tappe chiamata campionato. E questo chiude l’argomento. Stimoli Comunque oggi c’è una finale contro una delle sue ex squadre, c’è la prima partita ufficiale con lo scudetto rossonero al collo, c’è l’esigenza di cominciare bene una stagione che sarà piena di battaglie, perché la sua Svezia vuole qualificarsi all’Europeo ma nel girone della Super Olanda non sarà facile. Ibra e i suoi compagni puntano al secondo posto e ai playoff. Il trentesimo anno di Ibrahimovic si chiuderà con le partite più importanti a livello internazionale e il trentesimo anno non è mai un anno come gli altri. Soprattutto per un calciatore. Qualcosa di più E la stagione decisiva comincia qui, in questo stadio imponente come tutto quello che parla di Olimpia. Ibrahimovic non è uno che si lascia intimorire dagli ambienti o dalle partite. Semplicemente, qualcosa a volte non va, però i numeri del campionato e la forma di questi giorni rendono Massimiliano Allegri tranquillo. Il Milan ricomincia come aveva chiuso, con le incrollabili certezze riposte in un talento da tutelare come un sacro panda. La Gazzetta dello Sport IL Milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Commenti Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cosi’ come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!!
RASSEGNA STAMPA / Milan: Ibrahimovic, Eto’o, i goal e la questione finale
Uno è abituato a decidere a suon di gol le finali che gioca, l’altro pur vincendo spesso i trofei, quasi mai lascia il segno. Samuel Eto’o e Zlatan Ibrahimovic, i due attaccanti che calcisticamente rimarranno per sempre “legati” dopo lo scambio che li ha visti coinvolti nell’estate 2009 tra l’Inter e il Barcellona (lo svedese in Spagna per 42 milioni più il cartellino del camerunense), hanno comportamenti diversi quando la partita è di quelle importanti. Samuel non trema, ma fa tremare; Zlatan l’opposto. La Supercoppa di oggi cambierà il corso della storia? Di certo i due centravanti hanno vissuto vigilie simili, almeno sotto il profilo dell’affetto della gente. Osannati dai tifosi, sentono il “peso” di dover trascinare la squadra verso il primo titolo della stagione. Magari con un gol. Eto’o sembra avere una certa dimestichezza (15 centri in 23 finali), mentre Ibra l’ultima volta in una finale ha segnato nel 2002 (1 rete in 10 appuntamenti). Non un bel biglietto da visita per lo svedese che a oltre 8.000 chilometri di distanza dall’Italia cerca di cambiare l’ultima pagina della storia e di essere determinante in un match decisivo come è spesso capitato al numero 9 nerazzurro. TRASCINATORE – Da quando è all’Inter Eto’o ha segnato 6 gol in 7 finali conquistando 5 trofei su 7. Nessuno in fondo è rimasto sorpreso visto che l’africano ha solo confermato una tendenza che era già largamente positiva nei suoi anni al Barcellona, quando aveva deciso l’atto conclusivo di due Champions League. «Una finale non si gioca, si vince» ha scritto nella sua autobiografia. Sul campo ennesima conferma poco più di 2 mesi fa all’Olimpico, quando con una doppietta ha steso il Palermo e ha permesso a Leonardo di alzare il primo trofeo della sua carriera. Il 2011-12 lo vuole iniziare nello stesso modo anche se avere di fronte il Milan non lo aiuta. Motivo? Da quando è arrivato in Italia, ai rossoneri non ha mai segnato e lo scorso anno nel derby di ritorno ha fallito anche un’occasione molto propizia. Il Milan è dunque il tabù di Samuel? Non si direbbe dai precedenti al Barcellona visto che contro la formazione di Ancelotti aveva segnato in Champions League (2 novembre 2004: Barcellona- Milan 2-1), ma ai milanisti aveva regalato un’amarezza anche l’1 agosto 2000 nell’amichevole vinta per 5-1 dal Real Madrid al Bernabeu. Insomma, sa come si fa e deve solo riuscirci con l’Inter. Sarà la finale di Supercoppa a sbloccarlo? Un’esultanza particolare, raccontano, è già pronta. TRASCINATO – Diverso il discorso di Ibrahimovic che in carriera aveva alzato da protagonista la Coppa d’Olanda 2002 con l’Ajax firmando una delle reti necessarie per battere l’Utrecht, ma che poi non è stato in grado di ripetersi su certi livelli di “decisività” nelle stagioni successive. Né alla Juventus, né all’Inter, né al Barcellona. Una conferma eloquente arriva dagli oltre 9 anni durante i quali non è più riuscito a battere il portiere avversario in una finale. E pensare che di occasioni ne ha avute: tutte sprecate a livello personale anche se poi come squadra i suoi compagni gli hanno spesso permesso di festeggiare a fine partita. Da avversario del-l’Inter ha deciso il derby d’andata dello scorso anno per un calcio di rigore procurato (fallo subito da Materazzi) e poi trasformato, mentre al ritorno era out per squalifica. Scena muta negli incroci con il Barcellona quando le sue prestazioni deludenti hanno penalizzato non poco la formazione di Guardiola, ma zero reti anche ai tempi della Juventus, con una sconfitta nella finale di Supercoppa Italiana del 2005. Pechino sarà l’occasione del suo riscatto? Il Corriere dello Sport Il Milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan Commenti Per commentare le notizie puoi usare il modulo piu’ in basso. E’ facile, e puoi autenticarti con il tuo account Facebook o Twitter, cosi’ come di altri diffusi social network. Cos� potrai condividere i tuoi commenti con tutti i tuoi amici e non solo con i lettori di ilmilanista! Che cosa Aspetti? Fai sentire la tua voce su ilmilanista.it!!
Milan, Robinho: “Stare in panchina non mi spaventa, mi intristisce”
In campo o in panchina darà comunque il massimo MILAN, ROBINHO IN ATTESA DELLA DECISIONE DI MISTER ALLEGRI – Come riporta la Gazzetta dello Sport anche Robinho si è espresso in riferimento al caso Balotelli, scontento al Manchester e sempre più vicino ai colori rossoneri: “Non mi meraviglia che non si trovi bene là , – afferma l’attaccante rossonero – non è il primo e non sarà l’ultimo” . A poche ore dall’atteso derby valido per la Supercoppa Italiana Massimiliano Allegri non è ancora sicuro sulla coppia da schierare in attacco, non ci sono dubbi sulla presenza in campo dell’ormai in grande forma Zlatan Ibrahimovic ma Robinho potrebbe rimanere in panchina: “Stare in panchina non mi spaventa, perché rispetto le scelte dell’allenatore e rispetto il compagno che gioca al posto mio. – Continua dicendo – Stare fuori mi intristisce, come succede a tutti, ma io cerco di giocare con allegria, sia che siano novanta minuti, sia che mi si lascino pochi attimi”. Non è escluso che Robinho possa sostituire Kevin-Prince Boateng nel ruolo di trequartista, infatti il Prince rossonero non sembra ancora essere nella sua massima condizione fisica, anche questa è un’eventualità che bisogna considerare anche se di certezze non ce ne sono: “Sto dove mi mettono. Certo, da trequartista hai l’obbligo di tornare di più e aiutare moltissimo i compagni. Per gli attaccanti l’obbligo non è così totale”. Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it Posted by Direttore on ago 5 2011. Filed under Interviste , News Milan , Primo Piano , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry
RASSEGNA STAMPA / Milan: A Pechino, dove nascono i piccoli Ibra
Il più piccolo si chiama Gu Jin Wen, ha 7 anni. Tiene alla Roma, ma a chiedergli perché sorride furbo come fosse un segreto troppo prezioso da divulgare, poi parte palla al piede, un tocco di destro, uno di sinistro, fino a centrocampo, comegli chiede l’allenatore. Campo sintetico di non ultima generazione, una trentina di bambini in calzoncini e maglietta azzurra. I genitori osservano sulle sedie a bordo campo. Il Nido d’Uccello sullo sfondo sembra messo lì apposta a stuzzicare sogni di gloria. Questa è la scuola calcio più prestigiosa di Pechino, lo Yeu Ye F.C.: 500 allievi, 21 allenatori, 10 squadre dai 7 ai 17 anni. O, meglio, è la sua anticamera. Su questo campetto nel Parco olimpico si tengono lezioni nel week end, gratuite. Chi vuole, prova e paga solo gli indumenti. Ieri lezione speciale perché un giornalista arrivato dalla città di Milan e Inter voleva incontrarli. Li abbiamoriuniti a centrocampo e hanno votato per alzata di mano. Ibra o Eto’o? Le mani per Zlatan hanno superato di quattro volte quelle per Samuel. Prof La Serie A? La Champions? No, Gu Jin Wen e i suoi amici sognano molto di meno: spostarsi di un paio di chilometri, nella palazzina a tre piani dello Sporting Outdoor Center dello Yue Ye F.C, dove vivono i 50 bambini più bravi dell’area di Pechino, selezionati nei week end. Li chiamano i «Professionisti ». Si allenano con la stessa divisa azzurra,mahanno già il nome stampato sulla schiena. Cai Wei, ex calciatore professionista, direttore della scuola calcio, ci accompagna nella visita e ci detta la giornata tipo: «Sveglia alle 7. Colazione alle 8, scuola dalle 9 alle 12. Pranzo, studio dalle 14 alle 16. Allenamento dalle 16 alle 18. Dopo cena ncora studio. Abbiamo una sala computer per i videogame, ma si possono divertire solo una volta alla settimana». Piccoli soldati del pallone. Applicazione maniacale, distrazioni ridotte all’osso. Chi sta qui vuole provarci sul serio. La Yeu Ye F.C., sponsorizzata dalla Guonan, società statale che finanzia anche il club di Pechino in Super League, vince di regola i campionati di categoria. Più bravo Cai Wei richiama a bordo campo un bambino: «Lin Ji Shen, 11 anni, il più bravo». Senza bisogno di ordini, Lin comincia a palleggiare solo di tacco e non smette più. Ruolo? «Stopper», risponde Cai Wei. Figuriamoci il trequartista… Lin corre a prendere una bandiera rossonera e racconta, illuminato: «Abbiamo appena incontrato i giocatori del Milan! Ho l’autografo di Pato, Ibra è il mio preferito. Gioco in difesa perché sono bravo a portar via la palla. Un giorno mi iacerebbe giocare in Italia. I miei genitori? Vogliono che giochi sempre a pallone ». Risposta che rende un filo più inquietanti le sbarre alle finestre della palazzina. Sogni d’oro Lungo il corridoio delle aule di scuola sono appesi gli esercizi di calligrafia dei ragazzi. Lungo il corridoio dei dormitori sono appese le foto degli ex allievi arrivati in Nazionale: gli antenati virtuosi da imitare. I «Professionisti» dormono in letti a castello, raggruppati in stanzette a tema: quella del Real Madrid, quella del Manchester United, quella del Barcellona, che hanno lenzuola e cuscino marchiati dallo stemma del club. Così è più facile addormentarsi e sognarsi campioni. «Ho appena ordinato lenzuola del Milan e dell’Inter », rivela il direttore Cai Wei.Il passaggio della upercoppa italiana ha prodotto anche questo. La Gazzetta dello Sport Il Milanista Segui anche tutte le notizie sulla Lazio su Cittaceleste.it Segui anche tutte le notizie sull’ Inter su Interistaweb.it Segui anche tutte le notizie sulla Roma su Imperoromanista.it Segui tutte le notizie sulla Juventus su Juvenews.eu Acquista biglietti Milan