Giulia Polloli inizia a seguire il Milan per Varesenotizie.it, voce del commento tecnico su Radio RVL, collabora con Vco Azzurra Tv, Tribuna Novarese e Il Biancorosso.
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Galliani è contento di non dover lasciar partire Robinho. O almeno questo è ciò che si evince dalle parole uscite dal Byblos in sede di presentazione della nuova maglia rossonera, quella seconda pelle di cui tutti i giocatori a Milanello sembrano magicamente ricoperti, anche dopo sole poche ore, nel centro sportivo più famoso d’Italia.
Eppure la contentezza di Galliani non sembra essere trascinante, i tifosi chiedono a gran voce la cessione dell’attaccante verdeoro, che lo scorso anno non è mai entrato nel vivo di una qualsiasi delle competizioni rossonere. Eppure quando arrivò, Robinho era il nome caldo che tutti sembravano aspettare. Già dal suo esordio però qualche maligno ha cominciato a contestare l’alto tasso di errori sotto porta, alcuni dei quali eclatanti. In fondo un attaccante deve spiccare nella massa proprio per la vena realizzativa, ma tant’è, Robinho è reduce da una stagione quasi completamente anonima, forse a causa della saudade che trascina nel baratro molti dei giocatori brasiliani nel mondo.
A meno di un miracolo, se così si vuol chiamare un eventuale cambio di direzione da parte dei dirigenti del Santos, Binho rimarrà a Milanello e già ha chiesto ai tifosi rossoneri sostegno. Già, lui ago della bilancia del mercato rossonero, lui che già agli occhi dei tifosi sembrava metamorfosato nei dolci tratti di Ljajic è invece tornato prepotentemente in possesso dei suoi tratti e si è presentato ancora al Milan con entusiasmo, sottolineato anche dalle parole di Galliani. Non è mai stato sul mercato, voleva solo tornare a casa.
Il sorriso torna ad accennarsi sulle labbra rossonere se si pensa invece a Honda e soprattutto diventa sorriso a tutta arcata per la dirigenza rossonera che intravvede nell’arrivo del nipponico canali di marketing e merchandising assolutamente nuovi. L’accordo pare essere stato trovato, mancano solo i dettagli, tra questi la data di arrivo. A gennaio sarà un giocatore a parametro zero e dunque se non dovessero sbloccarsi altri tasselli di mercato, Honda passerà il Natale in Russia ma potrebbe brindare al nuovo anno a Milanello.
Ecco dunque lo status quo del mercato rossonero. Nessun ingresso eclatante nelle prime settimane e soprattutto pochi movimenti in vista della data fatidica dei playoff di Champions. Il rientro dei nazionali consentirà ad Allegri di poter lavorare con il gruppo compatto al raggiungimento di quello che si profila essere l’obiettivo stagionale per eccellenza. Partecipare alla Champions tra le grandi. Ribadisco un pensiero che ho già espresso in precedenza: se i giocatori in forze al Milan dovessero ritrovare se stessi, dovessero ricordare i fasti che li hanno resi papabili agli occhi dei dirigenti di via Turati, allora anche sulla carta, il Milan è una delle squadre favorite in ogni competizione. Se invece il declino di alcuni interpreti in rossonero, dovesse persistere, se dovesse mancare l’entusiasmo iniziale, se mancasse la voglia di rimettersi in gioco, allora non c’è colpo di mercato che tenga, il Milan e qualsiasi altra squadra, sarebbe tagliata fuori da qualsiasi competizione. Ricordo con piacere le parole che ha scritto qualche giorno fa il caro collega Pellegatti, nostalgiche certo, ma non solo, riguardo al sogno di rivedere Kakà al Milan. La risposta di qualche tifoso, peraltro condivisibile dal mero piano tecnico-tattico, esula però dal piano emotivo. Il ritorno di Kakà al Milan dovrebbe essere preso come un evento positivo. Il Milan, come le squadre che hanno fatto la storia del calcio nostrano e mondiale, non possono prescindere dal rievocare i fasti del passato. Non possono prescindere, per guardare al futuro, dal voltarsi alle spalle con occhi sognanti per imprimere nella memoria pagine di storia dense e traboccanti di successi. Si guarda avanti, ma qualcuno dovrà insegnare alle nuove leve cosa vuol dire indossare quella maglia che, per quanto tecnologica, per quanto studiata per ottenere le migliori performances, deve potersi imbibire di quel sudore, di lacrime, di gioia e dolore dei successi e delle sconfitte. Qualcuno deve poter educare i nuovi campioni allo stile Milan, qualcuno dovrà prendere per mano la squadra per riportarla a quel livello mentale che poi, senza troppi giri di parole, è ciò che differenzia una squadra di calcio qualsiasi, dal Milan.
Rimangono Abbiati e Bonera a poter trasmettere le gioie di Champions e mentre Montolivo si prepara ad indossare la fascia da capitano, con Pellegatti continuo a sognare quel ritorno che sembra miraggio, quell’evento che regali emozione da cui trarre nuova linfa per tornare sul gradino più alto del podio, quel momento in cui tutti i tifosi rossoneri, anche quelli della new generation, possano sentirsi completamente orgogliosi di innalzare a gran voce il loro urlo rossonero.

non penso che robinho rimane. il santos ne ha di soldi.. ha venduto neymar e un altro. cerca di tirare il prezzo da buoni brasiliani……..