Pareggio sofferto ma prezioso

24 Ago 2013 18:00
Serie A TIM 2013-2014

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PSV-MILAN, IL MIGLIORE IN CAMPO

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Nella partita di andata del play-off di Champions League il Milan ottiene un prezioso pareggio con gol, che è un risultato positivo ma non mette al sicuro la qualificazione, ancora tutta da conquistare.

21.08.2013 01:16 di Davide Bin

© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Alla fine di partite come questa di Eindhoven resta sempre una strana sensazione, perchè è difficile capire se prevalga la soddisfazione per lo scampato pericolo o il rammarico per non aver ottenuto di più. Il Milan ha sofferto in avvio, ha rischiato più volte di capitolare, ma poi si è portato in vantaggio, ha avuto anche le occasioni per raddoppiare pur continuando a soffrire la velocità e il pressing dei giovanotti olandesi, poi nella ripresa, quando sembrava controllare agevolmente la partita, ha subito il gol del pareggio per colpa di una papera di Abbiati, che nel primo tempo era stato assoluto protagonista in positivo con alcune parate decisive; l’episodio ha fatto nuovamente girare la partita e ha ridato coraggio al PSV che sembrava tramortito e i rossoneri hanno ricominciato a soffrire, anche perchè è affiorata la stanchezza, ma alla fine è arrivato un pareggio tutto sommato giusto che rimanda il verdetto della qualificazione alla partita di ritorno e concede un piccolo ma importante vantaggio al Milan, che giocherà in casa e potrà permettersi il “lusso” di non dover far la partita a tutti i costi, perchè con lo 0-0 di partenza a San Siro si qualificherebbe. Tutto sommato abbiamo ammirato un buon Milan in questa prima partita ufficiale: ci sono state luci e ombre, ma è ovvio che sia così, visto che siamo ancora ad agosto e la preparazione è da rifinire, ma i ragazzi di Allegri hanno saputo gestire la partita, hanno resistito sul piano fisico e hanno ribattuto colpo su colpo ad avversari più preparati e veloci; si poteva anche vincere, ma in fondo si poteva anche perdere e per questo il risultato si può considerare giusto; un gol e un legno per parte, tante occasioni da una parte e dall’altra e, quindi, ognuno decida liberamente se deve prevalere la soddisfazione o il rammarico.

Allegri schiera la formazione ipotizzata alla vigilia e anche gli unici due dubbi vengono risolti senza sorprese: a sinistra sulla linea dei difensori c’è Emanuelson e non Constant, a centrocampo c’è Muntari (squalificato sabato prossimo a Verona) e non Nocerino. Per il resto tutto confermato, con Balotelli alla sua prima partita europea in maglia rossonera e Montolivo alla prima da capitano effettivo della squadra. Partita ostica e difficile quella di Eindhoven, anche perchè è l’unica dei play-off in cui si sfidano due squadre che hanno vinto la coppa dalla grandi orecchie; ecco perchè l’ho definita alla vigilia sfida crudele, ecco perchè ci vuole il miglior Milan per uscire indenni dal Philips Stadion, impianto che evoca dolci ricordi e terribili sofferenze (la semifinale del 2005 risolta solo ai supplementari con una faticosissima qualificazione). C’è grande entusiasmo sugli spalti fra i tifosi olandesi che creano una grande atmosfera, ma anche i tanti sostenitori rossoneri si fanno sentire e non lasciano sola la squadra in questo appuntamento, prima partita ufficiale stagionale ma già decisiva e da non fallire.

Come ampiamente prevedibile, il PSV parte forte e il Milan pare sorpreso: lunghi brividi percorrono la schiena dei tifosi rossoneri quando un tiro dalla distanza deviato da un giocatore olandese esce di pochissimo ad Abbiati immobile e battuto, o quando la stesso Abbiati comincia la lunga serie di parate del primo tempo; eppure in mezzo a tanta sofferenza è proprio il Milan a costruire l’occasione più pericolosa con El Shaarawy, che riceve palla dopo che Balotelli in pressing ha mandato in confusione il portiere avversario, ma è poco reattivo e invece di concludere a porta vuota permette che Zoet torni indietro e impatti il suo tiro. Peccato ma poco male, perchè il Milan riesce comunque a portarsi in vantaggio nonostante il PSV sia padrone del campo: Abate conclude una caparbia azione sulla fascia destra con un bel cross che raggiunge proprio la testa del solissimo El Shaarawy, libero di piazzare la capocciata vincente senza alcun disturbo, cosa che dimostra l’inadeguatezza della difesa olandese se presa in velocità (altra cosa prevedibile fin dalla vigilia). Gol importante per tutto il Milan ma in particolare per il Faraone, che non segnava in partite ufficiali dal derby di fine febbraio. PSV colpito e quasi affondato un minuto dopo, quando Balotelli tira dalla distanza e il pallone sembra destinato sotto la traversa, ma la mano di Zoet lo manda a sbattere sul legno e nega a SuperMario il primo eurogol in maglia rossonera. Non inganni il vantaggio e il quasi 2-0: il Milan del primo tempo è tutto qui e da quel momento c’è solo il PSV, che torna a spingere, mette in affanno i rossoneri e costringe agli straordinari Abbiati, che vola a respingere tutto ciò che è indirizzato verso la sua porta. Il più intraprendente è Maher, che insidia la porta rossonera tre volte, l’ultima grazie ad un clamoroso errore di Abate che con un retropassaggio sciagurato regala palla agli avversari, ma il missile si stampa sulla traversa e lo stesso Ignazio si fa perdonare l’errore salvando di testa sulla linea il pallone che stava per varcare la linea di porta. Il primo tempo si chiude così in modo contraddittorio: il Milan ha sofferto molto ma è in vantaggio, il PSV ha dominato ma è sotto nel punteggio e tutto ciò conferma quanto sia strano e imprevedibile questo appassionante sport che si chiama calcio.

Ti aspetti gli olandesi che caricano a testa bassa alla ricerca del (meritato) pareggio e, invece, i giovanotti di Cocu giocano a ritmo basso e il Milan si adegua, ben sapendo di avere una condizione fisica peggiore e prediligendo il gioco lento e compassato, che affatica meno le gambe. I rossoneri vanno vicini al raddoppio con un paio di ottime combinazioni fra Balotelli ed El Shaarawy, a dimostrazione che l’intesa fra i due cresce e i movimenti sono quelli giusti: SuperMario rifinisce e imbecca il Faraone, che prima salta il portiere con un pallonetto ma il pallone finisce fuori di un soffio e poi si fa anticipare dal difensore in area piccola e non riesce a deviare in rete. Come avvenuto nel primo tempo, nel momento migliore di una squadra arriva il gol dell’altra: proprio quando sembra che il Milan possa agevolmente controllare la partita, un tiro da distanza siderale nemmeno troppo insidioso di Bouma manda in tilt Abbiati, che respinge goffamente il pallone centralmente e proprio sulla testa di Matavz, che ringrazia per il gentile regalo e insacca il gol dell’1-1. Inizia da questo momento una terza fase della partita, in cui il PSV che sembrava spento rinasce, galvanizzato dal gol e spinto dal pubblico e il Milan, che sembrava tranquillo e in totale controllo, torna a preoccuparsi e a soffrire, ma a ben vedere sono i rossoneri a creare le più ghiotte occasioni per segnare, con il solito El Shaarawy, una vera spina nel fianco per la difesa olandese e, soprattutto, con il nuovo entrato Poli, che da ottima posizione scaglia il tiro che sembra decisivo ma trova la miracolosa e impercettibile deviazione di Zoet che salva un pareggio tutto sommato giusto in una partita contraddittoria e dai mille volti, in cui il PSV ha giocato e corso di più ma i rossoneri sono stati più pericolosi e in cui anche nelle prestazioni individuali si sono alternate prodezze a clamorosi svarioni (si pensi alla papera di Abbiati dopo tante parate efficaci o all’errore di Abate che stava macchiando un’ottima prestazione). Finisce 1-1, risultato prezioso ma che lascia tutto aperto in chiave qualificazione ed è per questo che la soddisfazione si mischia al rammarico e solo fra otto giorni potremo davvero sapere quale sentimento prevarrà e, soprattuto, se il Milan riuscirà a raggiungere la fase a gironi della Champions, il primo vero ed irrinunciabile obiettivo di questa stagione appena iniziata, ma già ad un crocevia decisivo per il futuro sportivo ed economico del Milan.

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