Kakà a Forza Milan!: "A Madrid ho perso la gioia di giocare, al Milan posso ritrovarla. Qui devo essere un leader"

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21.09.2013 08:00 di Salvatore Trovato  articolo letto 1455 volte

© foto di Daniele Buffa/Image Sport

“A Madrid sono cresciuto tanto a livello personale, ma ho anche perso la gioia di giocare. Qui è il posto giusto per ritrovarla”. Ricardo Kakà non ha dubbi: al Milan può finalmente riscattarsi. Dopo anni difficili, la maglia rossonera può aiutarlo a riaccendere il suo estro, la sua classe, la sua stella. Il brasiliano, nel corso di una lunga intervista a “Forza Milan”, la rivista ufficiale del club di via Turati, ha parlato ancora della sua esperienza a Madrid: “E’ tornato un Kakà molto più esperto e un uomo più forte, dopo quattro anni difficili a livello professionale e personale. A Madrid ho imparato a subire le critiche, a essere messo in discussione e continuamente sotto pressione. Tanti dubbi che alla fine mi hanno fatto crescere”. Il rapporto con Mourinho, così come gli infortuni, hanno contribuito a rendere difficile, fin dal principio, la sua esperienza al Real: “Ho sempre cercato di avere la fiducia di Mourinho, ma lui aveva altre idee. Mi sono sempre messo a disposizione. A Madrid si giocava con il 4-2-3-1, ma non era il ruolo il mio problema. Le difficoltà sono iniziate dopo la pubalgia e gli arrivi di Ozil e Di Maria. Quando ho avuto la possibilità di giocare, non penso di aver fatto male”. Ora, come detto, Ricky è tornato a casa e anche questo nuovo stop preoccupa meno rispetto al recente passato: “Che cosa ha il Milan di speciale? Penso siano i rapporti personali. Qui sono sempre stati più stretti, più vicini, è questo che fa la differenza. Una differenza che ho sentito pesantemente a Madrid, ma lo dico senza alcun intento polemico. Provo a spiegarmi meglio: è il Milan ad essere l’eccezione positiva in questo contesto, l’ambiente che c’è al Real trova riscontro in molti altri club. Affronto questa nuova esperienza con una consapevolezza diversa rispetto a prima. Ora devo essere un leader, è un ruolo nuovo per me. Spero di restare tante stagioni, voglio aiutare questi ragazzi e anch’io ho ancora tanto da imparare. Dieci anni fa arrivavo al Milan in un’altra situazione, ma sono le stesse sensazioni: mi sembra di non essere mai andato via”.

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