Tre punti per dimenticare una domenica orribile

Il Milan affronta la trasferta di Bologna sempre più in emergenza, ma deve assolutamente vincere per lasciarsi alle spalle la sconfitta contro il Napoli con tutte le sue conseguenze negative.

© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Non si può certo dire che sia un buon momento per il Milan: la sconfitta contro il Napoli lo ha già allontanato sensibilmente dalla vetta (8 punti) e dalle altre grandi alle quali dovrebbe contendere un posto sul podio del campionato (obiettivo dichiarato della società); la squalifica di Balotelli, cercata e trovata da un ragazzo che deve ancora maturare molto, priverà una squadra già rimaneggiata del suo elemento migliore per ben tre partite, ultima delle quali quella dello Juventus Stadium contro i campioni d’Italia; la squalifica per un turno della Curva Sud priverà la squadra del sostegno nella partita interna contro la Sampdoria, perchè, ammettiamolo, dagli altri settori dello stadio arriva ben poco in fatto di tifo. In mezzo a tutti questi problemi e in un ambiente sempre meno sereno, Allegri deve preparare una trasferta delicata, su un campo non facile contro una squadra alla disperata ricerca di punti, visto che ne ha racimolati solo due in una classifica già deficitaria per entrambe le squadre protagoniste della partita alla quale stiamo per assistere. Il Milan ci ha già abituato ad una partenza lenta nella scorsa stagione, in cui, però, c’erano delle giustificazioni e delle spiegazioni: erano stati ceduti i due giocatori più forti (Ibrahimovic e Thiago Silva), c’era stata la dolorosa rinuncia a tanti senatori, la qualità della rosa era calata sensibilmente, la squadra era profondamente rinnovata e ringiovanita e Allegri aveva bisogno di tempo per dare un’identità ad un gruppo che inizialmente sembrava smarrito e quasi sfiduciato; l’esaltante rimonta iniziata dopo l’ottava giornata aveva dato ragione al tecnico e fatto capire che tutti i problemi appena descritti erano reali e non solo scuse per giustificare i risultati negativi e le prestazioni deludenti. In questa stagione, invece, ci si aspettava ben altro avvio, perchè la squadra era rimasta sostanzialmente immutata rispetto alla scorsa stagione, non c’era bisogno di conoscersi e fare un periodo di rodaggio, anzi c’era l’esigenza di partire bene nel playoff di Champions League e, di conseguenza, si confidava in una partenza lanciata anche in campionato. Nulla di tutto ciò: il Milan ha un solo punto in più rispetto allo scorso campionato e quattro punti sono davvero pochi per una squadra che ha ambizioni di alta classifica; difficile anche sperare in una replica della rimonta, perchè sembrano essere più numerose le squadre in grado di lottare per i primi posti e, quindi, serve una reazione immediata. Contro il Napoli la squadra ha reagito dopo un avvio imbarazzante, ha giocato con cuore e volontà, ha creato qualche buona occasione, ma ha mostrato problemi, limiti in ogni reparto e alla fine ha perso meritatamente e l’attenuante di aver giocato la miglior partita di questo inizio di stagione diventa un’aggravante davanti ad un risultato negativo contro una squadra apparsa superiore.

Discorso a parte merita Balotelli, grande protagonista nei novanta e più minuti, perchè è stato l’unico a rendersi pericoloso e a tirare verso la porta avversaria, ha inscenato un bel duello con il portiere avversario, ha sbagliato il primo rigore da professionista dopo ben 21 tiri dal dischetto implacabilmente realizzati (ma “non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”) e ha davvero dato l’impressione di essere il giocatore più forte e decisivo di questa squadra. Purtroppo, però, a partita già finita ha trovato il modo di guadagnarsi ben tre giornate di squalifica, prima facendosi espellere per doppia ammonizione (una giornata di stop), poi insultando l’arbitro (altre due) e lasciando sola la squadra in un momento già difficile e delicatissimo a causa di tante altre assenze. Come sempre Mario ha preso tante botte e subito tanti falli, ma questo è il “triste” destino di tutti gli attaccanti, a maggior ragione di quelli forti e decisivi (chiedere a Messi e Cristiano Ronaldo per conferma), quindi o Balotelli lo capisce e si adegua o gli conviene cambiare mestiere; in fondo deve capire che così facendo mette in difficoltà i compagni, l’allenatore e la società ed è pagato profumatamente anche per far lavorare il cervello e capire che non bisogna eccedere nel nervosismo e negli attacchi isterici, ma si deve essere più tranquilli ed equilibrati. In questo senso è saggia la decisione di non far ricorso, per far capire al ragazzo, ancor prima che al giocatore, che da questo momento in poi non verrà più difeso e giustificato quando ha palesemente torto e finalmente è stato messo davanti alle proprie responsabilità.

Allegri ha un problema in più per allestire la formazione anti-Bologna e spera che il Dall’Ara abbia su Matri lo stesso effetto che ebbe dodici mesi fa su Pazzini, grande protagonista nel successo sui rossoblu alla seconda giornata con un’esaltante tripletta. Ora più che mai il Milan ha bisogno che l’ex attaccante della Juventus si sblocchi, perchè ci vuole qualcuno che la butti dentro e faccia vincere la squadra, in attesa di qualche rientro dall’infermeria (El Shaarawy, Montolivo e De Sciglio praticamente pronti) che alzi il tasso tecnico di una squadra in difficoltà. Il mister rossonero vorrebbe anche fare un po’ di turn-over, ma non ne ha la possibilità e molti giocatori sono costretti agli straordinari, perchè si gioca ogni tre giorni e le alternative sono poche. Inutile sperare, quindi, nella brillantezza fisica e nel bel gioco, meglio sperare di vincere in qualunque modo, perchè i tre punti sono troppo importanti e il Milan è già in una situazione in cui è vietato sbagliare ancora, per non compromettere fin da subito un intero campionato.

Sugli spalti del Dall’Ara ci sarà anche la Curva Sud, chiusa dal giudice sportivo per la gara interna contro la Sampdoria di sabato prossimo: si è già discusso e si discuterà molto su questa bizzarra squalifica originata da un coro che si sente da più di venticinque anni in occasione di ogni Milan-Napoli, ma siccome si è capito che da questa stagione c’è meno tolleranza e la “discriminazione territoriale” viene equiparata al razzismo, sembra che ci siano le basi giuridiche per tale decisione. Mi chiedo, però, che differenza ci sia fra quel coro e “Un solo grido, un solo allarme, Milano in fiamme, Milano in fiamme” cantato dai tifosi napoletani; anche in un coro come questo si cita una città, quindi un territorio, di conseguenza c’è discriminazione territoriale, ma chissà perchè va tutto bene e viene il sospetto che i giudici siano i primi a fare razzismo e discriminazione, proteggendo i napoletani quasi fossero una razza diversa dagli altri italiani, cosa che personalmente non penso ma qualche sospetto te lo fanno venire a furia di decisioni cervellotiche. Se la curva rossonera ce l’avesse davvero con tutti i napoletani non avrebbe fra i suoi idoli Nocerino, appena difeso a suon di cori dai fischi del resto dello stadio, visto che il giocatore è napoletano e se vogliamo portare il ragionamento all’eccesso, qualora potessimo chiedere la carta d’identità a tutti quelli che hanno cantato quel coro incriminato, sicuramente scopriremmo che c’è qualche napoletano che ha cantato contro se stesso e si è autoinsultato e discriminato. Diciamo allora che non si tratta di razzismo o discriminazione razziale che dir si voglia, ma solo di sfottò e cori di scherno di stampo calcistico, magari indelicati e poco educati, ma che si sentono da decenni in tutte e ribadisco tutte, le curve d’Italia e come tali vanno trattati. Pensiamo ad educare la gente, invece che, come al solito, punire tutti per colpire pochi, visto che anche la gestione di tale squalifica è quantomeno bizzarra, almeno stando alle frammentarie e poco chiare spiegazioni burocratiche: sembra infatti che chi aveva già acquistato un biglietto nel secondo anello blu per Milan-Sampdoria, potrà acquistarne un altro in un altro settore, anche se magari era in curva anche domenica scorsa e ha cantato quel coro incriminato; gli abbonati, invece, dovranno restare a casa, anche se quel coro non lo hanno cantato e questa la chiamate giustizia? Ripeto, per problemi delicati come questi serve educare le persone fin da quando sono piccole e punizioni apparentemente “esemplari” come questa servono a poco, anzi creano vera discriminazione, perchè ci sarà sempre qualche coro che non viene sentito dagli arbitri di turno e punito dal giudice sportivo e questo potrebbe davvero portare a inasprire le rivalità e aumentare la tensione, ottenendo l’obiettivo opposto.

Comunque, polemiche a parte, il Milan deve lasciarsi alle spalle tutti i problemi e pensare solo a vincere a Bologna e anche contro la Sampdoria; la classifica è già deficitaria e bisogna alimentarla con sei punti per presentarsi abbastanza sereni allo Juventus Stadium prima della sosta. Allegri ha promesso che il vero Milan si vedrà dopo la sosta per le nazionali, un po’ come avvenuto nella scorsa stagione, ma non ci si può staccare troppo dalle altre grandi se si vuole mantenere vive le speranze di lottare per il podio. Chi scenderà in campo a Bologna deve dare tutto se stesso e provare a gettare il cuore oltre l’ostacolo; in verità sul piano dell’impegno non c’è molto da rimproverare ai ragazzi, che ci hanno sempre messo grande volontà e generosità, ma bisogna cercare di fare, se possibile, qualcosa in più, perchè ora servono solo vittorie per uscire da un momento già molto difficile e tornare a vedere la luce del sole in fondo al tunnel dei problemi e delle polemiche, eredità di una domenica terribile per l’ambiente rossonero.

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