© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Mariolone, cosa mi combini? Nove mesi orsono arrivasti al Milan, la tua squadra tanto amata e desiderata. Hai fatto un giro lungo tutta l’Europa per poter completare l’escamotage che ti ha vestito finalmente di rosso e di nero. Hai navigato per mari e scalato monti. E questo sembrava essere sufficiente a trasformare la tua natura, quella più burrascosa.
Hai cambiato latitudini, staccato biglietti, conosciuto persone. Eppure sembri rimasto incredibilmente lo stesso. Alla faccia del “panta rei” eracliteo.
Why always me? Ti sei chiesto al centro dell’Old Trafford nell’incredulità generale e sgomento plateale. Voglio provare a darti una risposta, voglio provare a illuminarti sul motivo per cui – riporta il blog dietroalpallone.com – tutti ce l’hanno con te e con te soltanto. Ingiustificatamente, ingiustamente, iniquamente.
Prodigio, campione, fenomeno, flop, delusione, bad boy: tutte definizioni che ti vengono appiccicate addosso come figurine, poi staccate, per poi riattaccarne sempre una nuova. Quale etichetta ti porti dietro questa volta? Quale in futuro? Questo dipenderà dalle tue scelte. “Mario ha sbagliato”, ha detto il sempre placido Allegri, preceduto da Tassotti, seguito a sua volta dalla società che ha rinunciato al ricorso.
Balotelli squalificato: 77 gialli in 222 gare ufficiali
Ti costa così tanto prendere da esempio qualcuno in grado di insegnarti qualcosa che farebbe il bene tuo, e che lo farebbe per sempre nella tua carriera? Se riuscissi a temperare questi aspetti acuminati del tuo carattere, allora sì, parleremmo di uno dei giocatori più forti al mondo. C’è già chi ti inserisce da tempo, neanche troppo timidamente, nella lista dei fuoriclasse. Personalmente, non credo tu possa stare in coda nella fila dei campioni. Non ancora, almeno. Serve altro, serve quella stilla che completa il grande giocatore, c’è bisogno della freddezza che di fronte ai soprusi e alle situazioni che vivi come ingiustizie ti renda capace di voltare le spalle e di darti modo di accelerare, di caricare la squadra sulle grosse spallone che hai mostrato in mondovisione contro la Germania agli Europei e ti dia la forza di ripartire, verso la porta, per fare quello che ti riesce meglio, meglio degli altri.
Balotelli squalificato: i 5 ingredienti
Voglio darti la mia lista degli ingredienti sbagliati, quelli che rovinano il piatto e senza i quali il ristorante – il Milan – sarebbe degno di premi e riconoscimenti che oggi sembrano lontani come stelle. Ti impediscono di essere il più grande, Mario. È ora di rendersene conto…
S come Sciocco. Ogni tanto ti comporti come tale. Prendiamo il dizionario: “Di persona, che manca o difetta di senno, di buon senso, di avvedutezza, di giudizio”. Spesso crolli sotto il peso dei colpi che prendi sul campo – quelle ci sono e le vedono tutti – ma difficilmente riesci a rialzarti e andare dritto verso la porta; invece, come spesso accade, piombi come tempesta su arbitro e allegra compagnia. Così facendo perdi energie preziose, Mario, distrai le tue capacità per il fine sbagliato. Quello che troppo di frequente fa sì che un cartellino giallo ti sventoli davanti al naso. Non sono storie, sono fatti: 20 squalifiche, 8 rossi, 77 gialli già collezionati manco fossero francobolli.
C come Coscienza, quella che dovresti usare più spesso. Ti faccio un esempio veloce, facile facile, senza andare troppo indietro nel tempo. Anzi. Un pizzico di coscienza ti avrebbe dato la lucidità di comprendere che la gara contro il Napoli era finita, ultimata, conclusa. Il risultato era passato agli archivi e non poteva cambiare; sarebbe stato meglio andare sotto la doccia a rimuginare sugli errori commessi e a pensare alla prossima gara, perché il massimo l’avevi dato e, va detto, che razza di giocate riesci a fare quando decidi di giocare! Quelle sì, terranno sempre vivo e vegeto il dubbio amletico: Mario Balotelli, fenomeno o incompiuto?
E come Entusiasmo. Se tu sorridessi un po’ di più quella rabbia svanirebbe come neve al sole. Esulta ai gol! Gioisci! Perché sei in grado di mandare in estasi migliaia di persone; ma forse nemmeno te ne rendi conto. L’entusiasmo nel fare quello che si fa è la chiave di ogni porta… Invece no, giù il broncio come un bimbo offeso o faccia incollerita contro il mondo. Non vuoi ascoltare me? Benissimo, dai retta allora ad Epicuro: “L’uomo sereno procura serenità a sé e agli altri”. Lui qualcosa da insegnare ce l’avrà pure…
M come Malmostoso. Dici di no? Io credo convintamente di sì. Le lamentele continue, irritanti, urticanti che hai avuto a Verona non hanno cambiato la partita. Quelle all’indirizzo di Banti e colleghi men che meno: due sconfitte due, non è cambiato niente. Quando capirai che spaccare balle invece che palloni non porterà a nulla? Né a te, né alla squadra per cui giochi, tiri, segni e… sbraiti. Ecco, quest’ultimo aspetto cestinalo.
O come Ossessione. Che sei per te stesso, che sei per gli avversari. Lo vedi? Ancora un bivio, ancora una scelta. A sinistra c’è quella che ti porterebbe a ossessionare i giocatori avversari, a ossessionare solo ed unicamente i Rafael, i Padelli, gli Agazzi e i Reina. Quelli che hai incontrato lungo il cammino. Per carità, le castagne dal tuo destro ossessionano i pensieri di qualsiasi portiere, ma finora, solo contro il Cagliari hai portato il Milan ai tre punti. Un po’ pochino. No, non può essere solo colpa tua, Mario, non sono miope. Ci vedo benissimo e vedo che fai parte di una squadra con mille defezioni e diverse lacune non colmate in sede di mercato. Lo so. Ma quel bivio è di fronte a te, da tempo immemore ormai, e sembra tu gli stia voltando le spalle. Salvo scegliere la strada di destra, in via “rabbia” numero 9, per qualche scampagnata: opti sempre per quella che finisce per ossessionare solo te stesso, che tormenta tutti quelli che fanno il tifo per te e che – andando avanti così – ti farà passare alla storia come un ossesso.
Ma solo per te stesso…