Il Milan sprofonda

I rossoneri segnano all’inizio e alla fine della partita, ma per novanta minuti combinano poco e, soprattutto, subiscono tre gol dalla Juve e perdono per la terza volta consecutiva allo Juventus Stadium.

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Il Milan perde a Torino contro la Juventus giocando una discreta partita; tutto nella logica, si dirà, ed è proprio questo che è raccapricciante, perchè ormai si affrontano certi avversari sapendo che il destino è segnato e ciò, permettetemi, non è da Milan. I rossoneri hanno iniziato bene la partita, segnando alla prima azione, ma questo evento fortunato si è rivelato un boomerang, perchè ha scatenato la reazione della Juventus che per un quarto d’ora ha chiuso il Milan nella propria area e mitragliato Abbiati fino a quando non ha trovato il pareggio. Poi la partita si è riequilibrata, perchè la Juventus si è placata e il Milan l’ha gestita bene nel primo tempo e in avvio di ripresa, ma poi è bastata un’accelerazione del ritmo da parte dei bianconeri e un paio di cambi azzeccati di Conte per abbattere una squadra fragile e senz’anima, che poi, come al solito, è andata a fondo per poi provare a tornare disperatamante a galla nel finale e se quel colpo di testa di Zapata all’ultima azione fosse entrato, ora staremmo parlando dell’ennesimo miracolo di una squadra tutto cuore e generosità, mentre la realtà è che dobbiamo inghiottire un altro boccone amaro in una stagione fin qui negativa e che si preannuncia molto sofferta, perchè questa volta sarà durissima raggiungere quel terzo posto che la società considera fondamentale, ma prima di addossare tutte le colpe all’allenatore, come è successo negli ultimi anni, anche i dirigenti dovranno fare un’esame di coscienza e ripensare ai tanti errori fatti sul mercato, come quello di intestardirsi a comprare giocatori offensivi che fanno vendere le magliette dicendo che la difesa è a posto così (infatti ha già subito 13 reti in sette partite), o costringere la squadra a tournèe e amichevoli prestigiose e remunerative in estate invece di allenarsi. La cosa più dolorosa per il popolo rossonero, però, è la sensazione di essere ormai dichiaratamente inferiori ad alcune squadre, non solo in Europa, ma ora anche in Italia e ciò, ripeto, è inaccettabile se ti chiami Milan e se porti sulla maglia la scritta “il club più titolato del mondo”, che andrebbe onorata in ben altro modo. Ora arriverà la sosta che in quindici giorni dovrebbe miracolare il Milan, torneranno alcuni giocatori e speriamo davvero che Allegri, che proclama fiducia ed è sicuro che a Natale la classifica sarà molto diversa, abbia ragione, anche se in questo momento è davvero difficile credergli.

Allegri schiera la formazione ampiamente ipotizzata alla vigilia: Montolivo trequartista, Constant a sinistra in difesa e Nocerino titolare; il sacrificato a centrocampo è Poli e non Muntari e la scelta si rivelerà azzeccata. Piove a dirotto su Torino, ma ciò non raffredda gli entusiasmi del pubblico juventino, che gremisce come al solito lo stadio; è pieno anche il settore ospiti, perchè questa è una sfida molto sentita, una grande classica del calcio italiano e bisogna stare vicini ai ragazzi in un momento molto delicato. Purtroppo il Milan è ancora molto rimaneggiato e dispiace dover affrontare una partita importante e prestigiosa in queste condizioni, ma bisogna stringere i denti e provare comunque a fare una buona prestazione e, se possibile, un risultato positivo per non cadere troppo in basso in classifica.

L’inizio di partita è incredibile: dopo soli diciannove secondi Nocerino ciabatta maldestramente un tiro che diventa un assist per Muntari, che devia prontamente con riflesso fulmineo e batte Buffon; questa volta tutti, arbitro compreso, vedono che il pallone è entrato (ogni riferimento a ciò che è avvenuto a San Siro due stagioni fa è fortemente voluto) e il ghanese può esultare insieme ai compagni. Partita sbloccata e tutta in discesa? Nemmeno per sogno, perchè la reazione della Juventus è furibonda e il Milan viene schiacciato nelle sua metà campo a ridosso dell’area e passa un bruttissimo quarto d’ora. La difesa comincia a scricchiolare lasciando Quagliarella solo davanti ad Abbiati, ma viene graziata dall’attaccante che spara alle stelle da favorevolissima posizione; poi tocca ad Abbiati alzare sopra la traversa le staffilate di Asamoah e Chiellini, ma si ha la sensazione che il gol della Juve sia solo questione di tempo e, infatti, arriva quando De Jong atterra al limite lo scatenato Tevez, viene ammonito e, in quanto diffidato, sarà squalificato per la prossima partita dopo la sosta. La punizione dal limite viene tirata da Pirlo, la barriera si apre e Abbiati rimane sorpreso; classico gol dell’ex, il primo per il metronomo che fu del Milan e la considerazione che la punizione sia stata conquistata da un giocatore che avrebbe dovuto essere acquistato dal Milan (e che sta dimostrando il suo valore) rende ancor più doloroso e bruciante l’episodio. Il pareggio placa la furia della Juve e i rossoneri possono alzare nuovamente il baricentro, giocando una buona mezz’ora in cui mantengono il possesso palla, mostrano una discreta personalità, rischiano poco ma creano anche poco, perchè Matri è come sempre impalpabile e macchinoso e Robinho si vede a sprazzi; così tocca a Zapata rendersi pericoloso con un tiro indirizzato all’angolino basso più lontano e che Buffon devia non senza difficoltà in angolo. Si va al riposo sul risultato di parità, che sembra tutto sommato giusto e dà la sensazione che il Milan possa reggere il confronto con una squadra da tutti considerata più forte e competitiva.

La ripresa inizia sulla falsariga del finale di primo tempo, ma la Juve comincia a lievitare, mentre Mexes commette la prima ingenuità di una ripresa per lui disastrosa, rifilando un pugno in piena area a Chiellini; se l’arbitro avesse visto avrebbe decretato rigore ed espulsione per il francese, che si salva ma potrebbe essere punito con la prova televisiva (gesto violento, tre giornate?) e, comunque, da quel momento sarà innervosito e continuamente beccato dal pubblico juventino. In ogni caso è il Milan ad avere l’occasione migliore per tornare in vantaggio, perchè Padoin perde un pallone pericoloso, Matri lo appoggia a Robinho, che si trova solo davanti a Buffon, angola anche bene il tiro ma trova la deviazione del portiere della Nazionale che mette in angolo. E’ l’ultimo guizzo di un Milan che comincia a calare, mentre Conte rivitalizza la Juve con le sostituzioni: Pogba e Giovinco danno la scossa alla squadra, che prima si rende pericolosa con lo stesso Pogba e con Asamoah e poi trova il gol con Giovinco; l’azione parte da un colossale errore in disimpegno del Milan, con Zapata che sbaglia il passaggio, Montolivo che perde un pallone sanguinoso e ancora Zapata che si fa mettere a terra dalla finta di Giovinco che poi impallina Abbiati. La partita ora è tutta in salita per il Milan e diventare addirittura una missione impossibile quando Mexes, ammonito in occasione del gol di Giovinco per proteste, commette un fallo da dietro sullo stesso Giovinco al limite dell’area, si becca il secondo giallo e va fuori, aggiungendo un’altra giornata di squalifica a quelle eventuali per la prova televisiva. La punizione calciata da Pirlo sbatte sulla traversa, torna in campo e Chiellini al volo scaraventa il pallone in rete, mandando definitivamente all’inferno il Diavolo. Allegri, che aveva appena inserito Niang al posto di Nocerino, sistema la difesa orfana di Mexes con Zaccardo al posto di Robinho e poi prova anche la carta Poli, ma quindici minuti in inferiorità numerica non possono bastare per recuperare due gol ad una squadra come la Juve, che gestisce la situazione e il pallone con molta tranquillità, ma poi si addormenta nel finale, cioè nella cosiddetta “zona Milan” e rischia qualcosa, perchè Muntari batte per la seconda volta Buffon proprio all’ultimo minuto, i rossoneri ci credono e provano l’ennesima rimonta impossibile nei minuti di recupero, che potrebbe materializzarsi quando Zapata incorna in piena area un pallone spiovente da calcio d’angolo, ma alza troppo sopra la traversa. Sarebbe stato un pareggio dal sapore di vittoria, vista la situazione, l’avversario e l’andamento della partita, invece è ancora la Juve a festeggiare, mentre il Milan esce sconfitto per la terza volta consecutiva dallo Juventus Stadium.

Si era detto alla vigilia che ci sarebbe voluta una prestazione perfetta dei ragazzi, che in campo avrebbero dovuto dare tutto quello che avevano e, invece, abbiamo assistito a molti errori banali: se la barriera si apre davanti alla punizione di Pirlo come il Mar Rosso davanti a Mosè e Abbiati si fa sorprendere da un tiro non irresistibile (abbiamo visto di meglio da parte di Pirlo), se la difesa si intestardisce a voler giocare la palla invece di rifugiarsi in qualche sano rinvio lungo e perde banalmente un pallone al limite dell’area innnescando l’azione del secondo gol, se Mexes perde la testa e si fa espellere in modo banale lasciando i compagni in dieci (se sai di essere ammonito un fallo come quello su Giovinco lo devi evitare), è davvero difficile sperare di uscire indenni dallo Juventus Stadium e, invece, il Milan ci poteva anche riuscire in quel concitato finale. Resta, però, la sensazione di inferiorità e al momento sembra impossibile colmare il divario con i soli rientri dei tanti assenti, anche se giocare con la squadra al completo sarebbe sicuramente stata un’altra cosa. Per fortuna arriva la sosta che permetterà di recuperare gli assenti, fare il punto della situazione, provare a correggere errori ormai cronici e tentare di ripartire alla caccia di un’altra rimonta in classifica che al momento sembra davvero difficile, per non dire impossibile, visto che questo Milan sprofonda in modo inaccettabile e tutti devono fare un esame di coscienza e prendersi le loro responsabilità, perchè le colpe di questa situazione sono varie e assortite e l’unica certezza in questo momento è che il popolo rossonero si sente smarrito e avvilito e vuole delle risposte a tanti interrogativi che sorgono spontanei in un’altra serata da incubo.

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