L’artista Balotelli: un campione che studia per diventare fuoriclasse

Nato a Milano, dopo i trascorsi a Radio Peter Flower e TeleLombardia, è approdato a Mediaset come inviato prima e telecronista delle partite del Milan poi. Volto noto di Milan Channel, opinionista per Odeon TV è anche azionista del club.

Mario Balotelli è un campione che sta studiando per diventare un fuoriclasse! Lo sto scoprendo, lo sto gustando a poco a poco, come un arancio dal succo dolce da assaporare spicchio dopo spicchio. In Nazionale, contro l’Armenia, la sua entrata ha rappresentato una scossa di classe al gruppo di Prandelli. Con i suoi piedi, delicati come un quadro di Degas, ha deliziato il palato fine dei tifosi del San Paolo e dei tanti appassionati, davanti alla tv. Balotelli può incidere con il bulino, lo strumento preferito di Canova, quando scolpiva “Venere Imperatrice“, oppure usare lo scalpello incisivo, duro, a volte crudele, che esaltò il genio di Michelangelo. Soffice quando appoggia ad un compagno, spietato quando si trova davanti al portiere. Delicato martedì in maglia azzurra, quasi fragile, nel… piatto di pura ceramica di Sevres, che batte il numero uno armeno. La sua andatura dinoccolata, che ricorda il Bounty Killer di “Django Unchained” ormai è entrata nella leggenda, come il suo sorriso che sa essere crudele dopo aver superato il portiere, ma anche beffardo e irridente, dopo aver creato una prodezza, come se pochi potessero capire il suo genio. Un  genio degno di un  rapper “Free Style”, che inventano poesie e strofe in un istante, grazie al suo estro e alla sua inventiva. “Coda, Timbro, Firma, Segna”. Questo il suo motto. Prima si paventa  dietro l’avversario, gli toglie poi il pallone, mette quindi la sua griffe per segnare infine la rete. Senza distinzione. Il gol banale da pochi metri oppure il gol esplosivo e spettacolare, magari grazie ad un tiro parabolico, affilato come una lama di Solingen. Ma la massima arte è il calcio di rigore, arte pura, che Guy Cocheval, il direttore del Musée D’Orsay, il museo parigino dedicato agli impressionisti, vorrebbe esporre accanto ai quadri di Monet, Renoir, Cezanne e Manet. Un capolavoro che stupisce sempre per il suo tocco, per la sua abilità pittorica, per la sua creatività, per i suoi colori.

Tutto questo è Mario Balotelli! Ah, un momento!

E il suo carattere? E il suo atteggiamento? E le sue reazioni? Dovrei certo soffermarmi su questo lato di Balo B The Rapper, sul suo carattere che, a volte, ha arrecato danni alla squadra, privata della sua classe e della sua grandezza, ma è un argomento che non mi affascina. Fosse un purosangue, l’allenatore metterebbe nel suo box una capretta o un pony, per tranquillizzarlo. Per Mario è sufficiente invece l’affetto della sua famiglia, l’amore della sua ragazza, la compagnia di amici fidati, per permettergli di dimenticare la pressione, l’attenzione morbosa, la continua curiosità nei confronti della sua vita privata e tornare a concentrarsi sulla sua Arte.

 Quello che il tifoso vuole solo ammirare ed amare è infatti il Balotelli che stupisce e che esalta, che delizia e che ammalia, che crea e che inventa. Un Campione che sta studiando per diventare uno fuoriclasse, con la maglia del suo cuore, quella rossonera, quella del Milan!

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