Il Milan espugna il Celtic Park con un netto 3-0 e conserva il secondo posto nel girone di Champions League; Kakà, Zapata e Balotelli firmano la vittoria che potrebbe rilanciare i rossoneri.
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Aspettavamo da più di un mese di poter esultare per una vittoria del Milan e finalmente questo momento è arrivato: l’ultimo successo era stato quello del 19 ottobre contro l’Udinese, poi solo delusioni che avevano esasperato i tifosi e creato un ambiente difficile e una crisi che sembrava senza fine. La vittoria del Celtic Park è importantissima perchè cancella in un sol colpo tutte queste negatività e ci restituisce una squadra capace di giocare bene, creare occasioni da gol e sfruttarle, difendersi con concentrazione e lucidità e mantenere la porta inviolata e, udite udite, sfruttare addirittura due calci d’angolo per segnare altrettanti gol, cosa che non accadeva da tempo immemorabile. Sarà stata la musichetta della Champions League, che da sempre carica chi indossa la maglia rossonera, sarà stata la magica atmosfera del Celtic Park e delle sfide di coppa, perchè il Milan ha l’Europa e la Champions nel suo D.N.A., sarà stata la circostanza di giocare lontano da Milano e dai veleni che stavano intossicando l’ambiente, ma sta di fatto che abbiamo visto un Milan diversissimo da quello delle ultime settimane ed è arrivata una vittoria convincente, meritata e importante, perchè mantiene i rossoneri al secondo posto nel girone e ora basterà non perdere l’ultima partita, lo scontro diretto di San Siro contro l’Ajax per approdare agli ottavi di finale di Champions League e raggiungere un obiettivo, seppur parziale, in questa stagione così sofferta. Peccato per la sconfitta del Barcellona all’Amsterdam Arena, perchè una vittoria dei blaugrana avrebbe permesso ai rossoneri di qualificarsi con una giornata di anticipo e rendere perfetta la serata, ma in questo momento la soddisfazione per aver ritrovato una squadra competitiva e vincente basta e avanza dopo tante delusioni e sofferenze e, in fondo, il Milan rimane padrone del proprio destino e con un’altra prestazione così dovrebbe raggiungere il traguardo. I più scettici diranno subito che il Celtic non è certo una grande squadra e questo è vero, ma teniamo presente che solo due volte le squadre italiane avevano vinto al Celtic Park, lo stesso Milan nel lontano 1969 e la Juventus nello scorso marzo con identico punteggio (3-0), perchè nel loro stadio gli scozzesi si trasformano, giocano con impeto e grande agonismo e hanno fatto anche vittime eccellenti, come il Barcellona nella scorsa stagione, quindi questo successo ha un peso specifico maggiore di quello che potrebbe sembrare e può costituire finalmente il punto di svolta e ripartenza per rimettere in sesto la stagione anche in campionato.
Allegri schiera il Milan con uno schema ad albero di Natale di ancelottiana memoria: c’è solo Balotelli in avanti, con Birsa e Kakà alle spalle; Poli sostituisce l’infortunato Muntari e completa il terzetto di centrocampo composto da capitan Montolivo e De Jong, mentre in difesa, davanti ad Abbiati, Emanuelson viene confermato a sinistra, Bonera gioca la seconda partita consecutiva da titolare al posto di Mexes e affianca Zapata con Abate a destra. Celtic Park come al solito strapieno e ribollente d’entusiasmo, ma sono tanti anche i tifosi rossoneri che si fanno sentire nei momenti di pausa della bolgia biancoverde e invitano i giocatori a tirare fuori gli attributi prima di sostenerli a gran voce in una partita fondamentale per il futuro europeo e non solo.
Il Milan parte forte e si presenta con un sinistro di Balotelli che non inquadra la porta ma fa capire le intenzioni bellicose di una squadra che vuole assolutamente reagire. Il Celtic risponde con un’occasionissima sventata da un miracoloso recupero di Zapata, molto reattivo e concentrato dopo le tante critiche ricevute anche dalla Curva Sud. La prima svolta della partita arriva prima del quarto d’ora ed è il gol che spiana al Milan la strada verso la vittoria: Birsa batte perfettamente un calcio d’angolo che raggiunge al centro dell’area il liberissimo Kakà che di testa segna il primo gol europeo della sua seconda avventura in rossonero (l’ultimo era stato il 6 novembre 2007 a Donetsk), il terzo stagionale, il 98° con la maglia rossonera. Per una volta sono i difensori avversari e non quelli del Milan a fare le belle statuine in area ed è davvero singolare che una squadra che non sfrutta praticamente mai i calci d’angolo segni in questo modo contro un avversario che fa del gioco aereo il suo punto di forza e che solitamente sfrutta bene le palle inattive. Kakà continua a giocare divinamente e una sua progressione da vecchi tempi spalanca a Balotelli la via della rete, ma il tiro di SuperMario finisce alto. La partita è intensa e giocata a gran ritmo e il Celtic crea qualche mischia pericolosa in area, favorita da qualche disattenzione della difesa rossonera che, però, riesce sempre a salvarsi soprattutto grazie alla grande prestazione della coppia centrale Zapata-Bonera. Il Milan è sempre pericoloso nelle ripartenze, soprattutto perchè Kakà ha trovato la posizione giusta fra le linee avversarie e risulta imprendibile per la difesa del Celtic; Ricky sfiora il raddoppio con un destro a giro che esce di pochissimo e dimostra di essere il migliore in campo, il trascinatore e di aver mantenuto la promessa fatta ai tifosi sabato, mettendoci grande impegno e guidando i suoi compagni. E’ un Milan molto diverso da quello che si vede in campionato, un buon Milan che chiude il primo tempo con un vantaggio meritato e che deve solo evitare di abbassare il ritmo per non andare in difficoltà contro un Celtic al quale ha concesso qualche occasione ma senza soffrire eccessivamente, perchè gli attaccanti scozzesi non ne hanno approfittato.
La vera svolta della partita arriva a inizio ripresa: il Celtic ha subito un’occasione colossale quando Van Dijk si trova solo e libero davanti ad Abbiati, ma tira al volo addosso al portiere rossonero, bravissimo a rimanere in piedi e a respingere in modo miracoloso. Nel frattempo Allegri manda in campo Nocerino al posto di Abate, toccato duro a una caviglia nel primo tempo e stoico a tenere duro fino all’intervallo e sposta Poli nel ruolo di terzino destro. Dopo il gol clamorosamente fallito dal Celtic scatta l’implacabile legge del “gol sbagliato, gol subito”: ancora un calcio d’angolo di Birsa crea il panico nell’area del Celtic, Nocerino calcia al volo e sul primo palo Zapata mette in rete un facile tap-in. Questa volta nessuno toglie la gioia del gol al colombiano, già protagonista nell’autorete della partita di andata e si tratta della prima rete in Champions per lui, ma, soprattutto, del gol che tramortisce gli scozzesi. Appena il tempo di tremare per un gol annullato a Van Dijk per un fuorigioco peraltro netto e arriva anche il gol della sicurezza: lungo lancio di Montolivo che raggiunge in area Balotelli; SuperMario controlla, resiste al contrasto dell’avversario e mette in rete il pallone con un diagonale realizzando un gol molto simile a quello di Kakà nella partita contro il Genoa. Balotelli non segnava dal 1° ottobre e il gol impreziosisce una buona prestazione e sembra sbloccarlo definitivamente, ridandogli entusiasmo, voglia di correre, lottare e aiutare i compagni. La difesa rossonera si distrae e concede una ghiotta palla gol a Forrest che, però, scheggia il palo e non riesce a riaprire la partita. Il Celtic si arrende ed esce progressivamenta dalla partita, il Milan è molto attento e controlla senza troppi problemi un tranquillo finale di partita, concedendo poco agli avversari. Entra Constant al posto di Birsa e si passa alla linea a quattro a centrocampo, poi Allegri concede un po’ di riposo anche all’immenso Kakà, sostituendolo con l’amico Robinho. Il pubblico del Celtic Park continua ad incitare la sua squadra fino alla fine nonostante la netta sconfitta, ma la festa è tutta nello spicchio di stadio occupato dai tifosi rossoneri, che finalmente possono cantare tutta la loro gioia invece di contestare e fischiare come nelle ultime partite.
E’ la prima vittoria in trasferta del Milan in questa stagione, con tre gol all’attivo di cui due su calcio d’angolo (scusate se lo ricordo per la seconda volta ma è davvero un evento!) e nessuno al passivo, visto che Abbiati ha mantenuto la porta inviolata. Sono tante le prestazioni positive da sottolineare, a partire da quella del migliore in campo, un sontuoso Kakà, proseguendo con quella di Balotelli, in grande crescita, di Montolivo, di Birsa, del solito concreto De Jong e di una difesa concentrata davanti ad un attento Abbiati, con una menzione particolare per Bonera, che ha giocato un’ottima partita tre giorni dopo quella contro il Genoa che era la prima dopo tantissimo tempo per colpa della frattura alla rotula; il Milan aveva bisogno di giocatori d’esperienza e senatori e Bonera ha risposto presente nel momento del bisogno. Il Celtic è rimasto in partita fino al 2-0, costruendo tante azioni offensive ma risultando poche volte pericoloso, poi si è spento e il Milan ha potuto legittimare una vittoria in trasferta in coppa che mancava da circa un anno ed è arrivata con una prestazione convincente dalla quale bisogna ripartire per fare bene anche in campionato perchè non si vive di sola Champions!