Thriller Galliani-Barbara: vince la linea del Presidente. Ecco di cosa si occuperà Barbara. Area sportiva: per il dopo Galliani pronti due piani

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Giornalista pubblicista, a MilanNews.it dal 2009, è una delle prime firme del sito. Corrispondente e radiocronista per Radio Sportiva. Ha lavorato a Milan Channel. Inviato al seguito della squadra.

02.12.2013 00:00 di Pietro Mazzara Twitter: @PietroMazzara

© foto di Studio Buzzi

Se questo è un romanzo, allora siamo davanti a un thriller che non ha ancora finito di regalarci colpi di scena. Nemmeno la mente più sagace della letteratura mondiale avrebbe potuto immaginare uno scenario così ricco di sorpassi e marce indietro come quello che stiamo vivendo in casa Milan in questi giorni. La settimana che si è appena conclusa ci ha portato in dote il nuovo assetto societario rossonero con l’intervento in prima persona del Presidente Silvio Berlusconi, deciso a rimanere fedele alla sua linea originaria ossia quella convivenza tra la figlia designata a raccogliere la sua eredità nel club e colui che da 34 anni, una vita, gli ha fatto da fido scudiero. Eppure sembrava che la cosa fosse impossibile, con Galliani che si era lasciato andare a uno sfogo molto forte nei confronti di Barbara sui modi adottati da Lady B per dare vita al cambio generazionale. Un cambio che lo stesso Galliani non ha mai rinnegato anche perché – come normale che sia – prima o poi questo momento sarebbe dovuto arrivare. Le dimissioni dell’Amministratore Delegato sembravano essere irrevocabili, ferme, decise come non mai. Ma qualcosa è cambiato. Dietro a quello che è trapelato (e che vi abbiamo raccontato) c’è qualcosa che tutt’ora rimane celata alle orecchie e agli schermi degli smartphone dei giornalisti. Un qualcosa che può essere riconducibile ad un’opera di mediazione che solo Silvio Berlusconi poteva portare a termine.

Di certo c’è che la presenza di Bruno Ermolli, uomo di fiducia di Berlusconi, alla cena di Arcore di venerdì sera ha tanti significati. Uno di questi è quello della buonuscita e del suo ammontare. Partendo da un presupposto: Galliani è l’Amministratore Delegato di una società che fa parte del gruppo Fininvest che è quotato in borsa. Le sue dimissioni avrebbero potuto portare degli effetti negativi sul titolo della holding di casa Berlusconi a Piazza Affari in quanto i mercati avrebbero registrato una perdita di stabilità all’interno del gruppo. Questa eventuale reazione negativa si sarebbe potuta ripercuotere sulla buonuscita di Galliani in quanto gli sarebbe stato contestato un danno d’immagine all’azienda. Un qualcosa che Galliani stesso non vorrebbe mai e poi mai che possa accadere. Se ci sarà la fine del rapporto con il Milan, l’attuale co-AD avrà quanto gli spetta.

Ma un dato è sotto gli occhi di tutti: la divisione delle cariche decisa dal Presidente sposta il Milan verso un nuovo scheletro societario, ad un’impostazione più aziendale con una suddivisione dei compiti specifica che sarà poi la base del cambiamento primaverile. In pratica il Milan si trova ad avere due Amministratori Delegati destinati ad aree specifiche: Galliani si occuperà del ramo sportivo, Barbara delle questioni istituzionali. In particolare, Barbara si occuperà del ramo commerciale, dello sviluppo del marchio, dei nuovi mercarti (con particolare attenzione a quelli in Cina e Giappone) e seguirà da molto vicino la vicenda dello stadio ovvero sia il progetto su San Siro sia quello già avviato per il nuovo impianto nella zona dell’Expo. La sensazione è quella che si sia davanti, in ogni caso, all’ultima tappa di questa vicenda che è esplosa fragorosa e che ci sta permettendo di raccontare uno degli eventi più importanti, per non dire il più importante, della cronaca rossonera da quando si è insediato sul timone di comando Silvio Berlusconi.

La telefonata della pace tra i due AD è comunque un passaggio importante della vicenda. Le due fiamme del Milan che si contendono il braciere hanno deciso di ardere insieme per il bene del club. Ma come dicevamo, il cambiamento nelle sale dei bottoni del Milan avverrà. Come in ogni cosa ci sono due piani: il piano A e il piano B. Stando sulla questione DS, che poi è quella che più interessa i tifosi, il piano A è rappresentato da Fabio Paratici della Juventus. Il braccio destro di Beppe Marotta rappresenta il profilo del DS che viaggia e che si basa su una fitta rete di osservatori. Rete che dovrà essere messa a punto secondo le indicazioni di Mauro Bianchessi che dopo anni da scopritore di talenti nel settore giovanile è pronto a fare il grande salto. Il piano B prevede Sean Sogliano. Anche lui giovane ma con grande propensione al lavoro di scouting tanto da muoversi con un suo staff ben preciso che, in ogni caso, sarebbe arricchito da Bianchessi.

Tutto questo scenario, al momento, lo collochiamo da parte. Per ora si va avanti con Adriano e Barbara a braccetto. E non è detto che questo sia un male… 

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