Giornalista sportivo a Mediaset dove cura “Sport Mediaset XXL”. Opinionista a “Novastadio”. I suoi libri: “Soianito”, “Calcinculo”, “La vita è una”, “Sembra facile”, “L’oro di Sheva”.
© foto di Pietro Mazzara
Quando non si esprime un’opinione, ma si testimonia qualcosa è necessario scrivere in prima persona. Esercizio che per il resto è figlio di sconfinata presunzione e scarso rispetto per il lettore. Oggi testimonio su Rino Gattuso, sui suoi valori per la famiglia, per l’amicizia, per la sua professione, per il territorio inteso come la cultura della terra in cui è nato e quella in cui ha vissuto, per il senso di lealtà e di correttezza, per le mortificazioni che ha provato dopo che gli è partito l’embolo (l’insofferenza ciclica nel volersene andare dal Milan, la reazione a Joe Jordan, quel fallo da rigore ed espulsione nel derby). Testimonio del fatto che è un pirla e una volta si è portato un po’ troppo contante da giocare al Cesar Palace di Las Vegas e la Polizia americana glielo ha sequestrato, è un facilone con una innata competitività e un 1X2 sicuramente se l’è giocato con amici, qualche volta, per dimostrare che ne sa di più. E’ uno di quei campioni che mi hanno reso poco obiettivo nel mio mestiere: al momento di scrivere le pagelle, per colpa sua e di quelli come lui quando gli ho aggiunto mezzo voto (cioè in ogni partita) mi sono sentito la coscienza sporca.
Per questo prometto ufficialmente che se Rino Gattuso ha tradito questa mia testimonianza, cadendo in un tranello miserabile e disonesto, mi ritirerò da questo mestiere, ammettendo di non averci capito un accidente per troppo tempo. Nessuno si strapperà i capelli, anzi molti potranno esibire la prova di aver avuto ragione nel ritenermi un pirla per molti anni.
Che stronzata questa storia delle Curve chiuse per razzismo. Che falso problema, che ennesima pagliacciata dei governi italiani per distogliere l’attenzione dai problemi reali per cui ci accecano con provvedimenti civetta che non servono a niente, se non a distrarci appunto. Le piccole e medie imprese sono nella merda, i giovani non hanno lavoro, aziende e privati sono tutti indebitati, Equitalia va a caccia di cittadini nelle cantine come i nazisti facevano con gli ebrei e questi si affannano per varare una legge di stabilità che per noi nsuona quindi come restare stabilmente nella merda.
Gli stadi si svuotano, la sottocultura sportiva imperversa in campo, sugli spalti, in Lega, nelle scuole e sui media, il razzismo vero si scatena nella quotidianità anche per il mancato controllo e disciplina sulla clandestinità e sull’occupazione degli immigrati (per forza, sono disoccupati gli italiani!), ma basta un coro di sfottimento per squalificare un settore di uno stadio in nome del razzismo dopo che per anni allo stadio si è potuto picchiare, sparare, lanciare fumogeni, bloccare partite, strangolare le suocere con una sciarpa diversa. Buffoni.
Dopo due anni di mezze figure salvo qualche rara eccezione, finalmente su radiomercato tornano a circolare nomi da Milan, su tutti Nainggolan e Parolo. Che sia l’alba di un nuovo giorno…