Il mercato del Milan è in una fase delicata. Attenzione a non commettere gli stessi errori della scorsa estate

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Giornalista, ideatore e conduttore di “Passione Rossonera” su Radio Radio, l’unico programma radiofonico esclusivamente dedicato al Milan

31.12.2013 00:00 di Fabrizio Tomasello Twitter: @radioradiomilan

I tifosi del Milan ricorderanno a lungo queste vacanze di Natale, tra le più tristi – calcisticamente parlando – degli ultimi vent’anni. Sono stati giorni lunghi, densi, carichi di un’atmosfera di sfiducia mista a rabbia, dominati da un’esplosione di sentimenti di disillusione, rancore, perplessità e frustrazione. 
Anche i più ottimisti hanno ormai riposto le speranze di rimonta in un cassetto, annichiliti dalle deprimenti prestazioni della squadra di Allegri. E nemmeno le notizie provenienti dal fronte caldo del mercato, solitamente l’unica panacea per evitare di pensare ai disastri del campo, sono riuscite a mitigare l’angoscia del popolo rossonero.
A preoccupare maggiormente però non è la stagione sfortunata, vissuta senza obiettivi di primato, e nemmeno un anonimo campionato di metà classifica (il Milan ne ha vissuti altri così, anche nell’epoca Berlusconi, e probabilmente ancora ne vivrà in futuro). No, l’aspetto più inquietante della vicenda è che questa società sembra non avere più ambizioni, soddisfatta all’idea di vivacchiare in un’oscura mediocrità che non può accontentare i milioni di tifosi rossoneri.
Nessun proclama di rinascita, nessun desiderio di tornare a trionfare, nessun segnale di rivincita. Solo parole di circostanza, amarezza diffusa ed un pericoloso stato di quiete che destabilizza ancor di più un ambiente che invece avrebbe bisogno come il pane di un’energica scossa di vitalità.
Tipo quella che si era propagata nei giorni scorsi quando ha iniziato a circolare la voce di un interessamento del Milan per Radja Nainggolan, oscuro oggetto del desiderio di tutte le big italiane (Juve, Inter, Roma e Napoli) ed anche di qualche top club europeo (PSG su tutti). 
Il fatto che la società rossonera tornasse a farsi sotto per importanti obiettivi di mercato (e non solo per prestiti o parametri 0, secondo il trend dell’ultimo periodo) ha dato una sferzata di ottimismo e di fiducia al popolo milanista.
Ma attenzione. Perché se dopo tante belle chiacchiere (oltre al belga-indonesiano il Milan è molto vicino anche al laterale D’Ambrosio del Torino e al centrocampista Parolo del Parma) la dirigenza rossonera dovesse lasciarsi sfuggire qualcuno di questi obiettivi, il rischio di sprofondare emotivamente si materializzerebbe all’istante. Troppo vividi tra i tifosi del diavolo gli spiacevoli ricordi dell’ultimo mercato, quando sono sfumati uno dopo l’altro Tevez, Strootman, Ljajic, solo per citarne alcuni, tutti arrivati ad un passo da Milanello e poi dirottati altrove (Juve e Roma, prime due in campionato), per mancanza di fondi e volontà.
 
Visto che si tratta dell’ultimo editoriale dell’anno, chiudiamo con i buoni propositi per il 2014.
L’augurio a Silvio Berlusconi è che possa tener fede alle sue parole di sostegno degli ultimi giorni e si riavvicini al Milan in pensieri, parole, opere…e soprattutto contanti.
A Barbara ed Adriano Galliani auguro di trovare la pace e mantenere un equilibrio societario al momento difficilmente preventivabile.
A mister Allegri auguro di cogliere finalmente, dopo quattro lunghi anni, lo spirito-Milan e di riuscire ad inculcarlo ai suoi giocatori, individuando la formula giusta per farli rendere al meglio. 
A Stephan El Shaarawy, più che un augurio, servirebbe una benedizione visto l’infausto anno appena trascorso. La speranza è che il Faraone torni presto in campo a giocare ed esultare per quella maglia che tanto ha dimostrato di amare.
Quello stesso amore che ci auspichiamo possa manifestare anche Super Mario Balotelli, con una seconda parte di stagione all’altezza del suo talento smisurato. Super Mino Raiola permettendo naturalmente.
E per finire, a tutti voi amici rossoneri, l’augurio sentito di ritrovare nel 2014 un Milan vincente. Che dite, è chiedere troppo? 
 
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