© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Domani è il gran giorno di Keisuke Honda. Il fantasista giapponese atterra a Milano e sarà a tutti gli effetti un giocatore rossonero. Che aria si respira in Giappone? A riferircelo la collega di Nikkan Sports, Chigusa Namihira. In esclusiva per MilanNews.it
Chigusa Namihira, come si vive in Giappone questo passaggio di Honda al Milan?
“Con grande entusiasmo. Dovete sapere che a differenza dell’Italia, abbiamo ben 7 giornali sportivi, quindi lascio immaginare il grande rumore intorno a questo trasferimento. Noi come i colleghi delle altre testate seguiremo il suo arrivo a Milano. Insomma, vedrete già dal primo momento molti giapponesi”.
Come ha vissuto Honda questi giorni di attesa?
“Lo abbiamo seguito da molto vicino. È tornato in Giappone il 12 dicembre. Dal 19 ha ricominciato ad allenarsi con il suo staff. Da notare come la sua preparazione sia stata fatta a Okinawa, nel sud del Giappone poiché a Tokyo oppure Osaka in questo periodo fa piuttosto freddo. Non ha lasciato niente al caso ed è pronto per il suo arrivo in Italia”.
La scelta ricaduta sull’Italia come è stata accolta in Giappone? Era meglio la Premier League?
“Vedendo Kagawa al Manchester United, dove sta avendo difficoltà dopo la buona carriera al Borussia Dortmund ha portato molti giapponesi a sperare che Honda scegliesse il Milan. Certo, l’entusiasmo nei confronti della Serie A rispetto a qualche anno fa p calato. Premier League e Bundesliga oggi sono più popolari ma i tifosi stanno tornando ad appassionarsi al calcio italiano, dove c’è Nagatomo che sta facendo molto bene all’Inter. E poi vendo ora anche un rappresentante giapponese al Milan per noi sarà un gran derby”.
Qual è il livello di popolarità di Keisuke Honda?
“Keisuke a oggi è il numero uno, il più seguito di tutti. Lui e Kagawa sono i più popolari. Keisuke veniva seguito in maniera assidua anche in Russia, dove c’erano degli inviati apposta per seguire le sue partite. Adesso naturalmente seguiremo in Italia tutte le partite di Honda al Milan, come già facciamo con Nagatomo per l’Inter”.
Credi si possa adattare al calcio italiano? Venire al Milan in questo momento non è facile
“La responsabilità è tanta ma Honda ha dimostrato di saper reggere la tensione, di vivere bene i momenti cruciali e risolverli, magari con una pennellata su punizione o con un rigore decisivo. Non si fa prendere dall’emozione. L’unico dubbio è l’adattamento nel brevissimo termine, visto che rimangono sei mesi e ci sarà da apprendere in fretta le necessità tattiche di Allegri, il modo di inserirsi in una nuova squadra, in un nuovo campionato”.
Domanda secca: meglio Honda o Nakata?
“Nakata è stato un altro calciatore molto bravo, tecnicamente eccezionale. Ma non mi sento di fare un paragone perché parliamo di due epoche diverse. Il calcio dai suoi tempi è cambiato e paragonare due epoche è impossibile. Detto questo anche Honda è un grande giocatore”.