Adesso serve solo vincere!

28 Apr 2013 20:45
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MILAN-JUVENTUS, IL MIGLIORE IN CAMPO

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Il Milan ospita il Catania e deve difendere il misero ma importantissimo punto di vantaggio sulla Fiorentina e il terzo posto in classifica, che con cinque vittorie in altrettante partite sarebbe al sicuro.

28.04.2013 01:17 di Davide Bin  articolo letto 119 volte

© foto di Alberto Lingria/PhotoViews

Si sapeva che il mese di aprile sarebbe stato complicato, duro, terribile e la realtà è stata aderente alle previsioni: il Milan ha conquistato solo due punti in tre scontri diretti, ha interrotto l’imbattibilità in campionato che durava dall’inizio del 2013, ha detto addio al secondo posto e ha messo a rischio anche il terzo. La buona notizia, però, c’è ed è che i rossoneri sono comunque arbitri del proprio destino, visto che con cinque successi nelle ultime cinque partite il terzo posto sarebbe loro, indipendentemente da ciò che farà la Fiorentina. Inoltre ora il calendario propone partite un po’ meno dure e il Milan deve sfruttarle al meglio come ha fatto per un girone intero, recuperando punti e posizioni; in fondo, se ci pensiamo bene, il vero peccato, speriamo non mortale, del Milan è stato quello di Firenze, quando si è fatto raggiungere sul pareggio con due gol di vantaggio da una squadra ridotta in dieci: se i rossoneri avessero portato a casa quei tre punti, il bilancio di questi tre scontri diretti sarebbe lo stesso dell’andata (una vittoria, un pareggio e una sconfitta) e il Milan avrebbe un buon margine di vantaggio sulla Fiorentina, quattro punti che consentirebbero anche un passo falso senza conseguenze. In fondo perdere con la Juventus in casa sua ci può stare (andiamo a vedere cosa hanno fatto Fiorentina e Napoli allo Juventus Stadium tanto per intenderci), anche se l’andamento della partita lascia qualche rimpianto, perchè senza quel rigore regalato dalla premiata ditta Abate-Amelia, il Milan non avrebbe avuto problemi a portare a casa almeno un punto contro una Juventus meno assatanata del solito. Anche il pareggio casalingo contro il Napoli ci può stare, soprattutto con quel finale in inferiorità numerica, quindi ciò che brucia di più è proprio quell’assurdo pareggio di Firenze, che ha complicato il cammino e, forse, minato qualche certezza all’interno del gruppo, che stava volando e ha frenato bruscamente, anche sul piano del gioco e della condizione fisica e mentale. Non è un mistero, infatti, che la squadra corre meno di prima e sembra un po’ in affanno, ma questo lo aveva preannunciato da tempo Allegri, che in tempi non sospetti aveva detto che dopo una lunga ed estenuante rincorsa e rimonta in classifica come quella fatta dal Milan, ci può essere un rallentamento e un calo di prestazioni, soprattutto dal punto di vista mentale e gli si deve credere, dal momento che lui è il più accreditato a parlare dei suoi ragazzi, che vede e controlla tutti i giorni in allenamento.

Improvvisamente il popolo rossonero è tornato a vedere tutto nero per colpa di questo vistoso rallentamento in classifica, ma non bisogna essere esageratamente pessimisti: ricordiamoci sempre cosa si diceva e pensava un girone fa, quando la zona Champions sembrava lontanissima ed irraggiungibile; ora la squadra è comunque terza e se il campionato finisse oggi i rossoneri sarebbero qualificati ai preliminari di Champions; squadre che sembravano molto più attrezzate e che si pensava di vedere solo con il binocolo sono dietro in classifica (ad esempio l’Inter o la Lazio che qualche mese fa volavano e ora stentano) e il Milan è stato comunque bravo a sfruttare il calendario quando ha proposto una serie di sfide abbordabili; prima o poi dovevano arrivare partite più difficili, quegli scontri diretti che sono il tallone d’Achille di questo Milan (ha vinto solo con la Juve all’andata e con la Lazio al ritorno), squadra tutto sommato giovane che è cresciuta e migliorata in fretta ma deve ancora maturare, soprattutto in queste sfide dirette, come dimostra il disastro di Firenze. Errori di concentrazione e attenzione o superficialità possono provocare problemi, sottrarre punti importanti e rovinare il lavoro di mesi, ma, come già detto, il Milan è comunque arbitro del proprio destino e ora l’asticella della difficoltà si abbassa, anche se il Catania è squadra insidiosa e ostica; inoltre torna Balotelli al centro dell’attacco e ciò è un dettaglio importante, visto che i gol di SuperMario hanno portato tanti punti in classifica da gennaio fino al momento della squalifica di due turni proprio in occasione delle due sfide più importanti (grave ingenuità da parte del giocatore, visto come è arrivata la squalifica). Il Milan deve assolutamente ripartire e ricominciare a vincere, dimenticando le ultime prestazioni, ricaricando le batterie e tornando a fare ciò che fino a qualche settimana fa gli è riuscito benissimo, cioè vincere e conquistare punti. Il Catania è un’ottima squadra, gioca un buon calcio, ha ancora qualche piccola speranza di agganciare la zona Europa League, quindi non si può sottovalutare e non bisogna pensare che sia una partita semplice o scontata. I siciliani hanno qualche assenza ma ciò vale anche per il Milan, che a Torino ha perso nel corso della gara due senatori per infortunio (Abbiati e Ambrosini) e sarà privo anche di Zapata (squalificato), ormai titolare fisso nel ruolo di centrale perchè ha dato solidità al reparto difensivo. In pratica l’unico rappresentante della vecchia guardia in campo a San Siro contro il Catania sarà Bonera, al rientro proprio al posto dello squalificato Zapata e ciò la dice lunga su quanto sia cambiato il Milan in questi mesi dopo la rivoluzione estiva. Per questo il terzo posto è già da considerare un grande risultato, anche se il travolgente cammino del Milan nei primi mesi del 2013 aveva fatto sognare il secondo posto (i rossoneri erano arrivati a soli due punti dal Napoli) e ad alcuni aveva addirittura fatto venire pensieri impossibili e improponibili come lo scudetto. Ora bisogna ancora lottare per difendere il terzo posto, ma questa squadra ha le qualità per vincere le partite che mancano, visto che ben tre sono in casa e le due trasferte (Pescara e Siena) non sono certo impossibili. Inutile lasciarsi andare al pessimismo, meglio pensare positivo e provare anche a ritrovare la forma migliore di alcuni giocatori, primo fra tutti El Shaarawy, che per mesi ha tirato la carretta a suon di gol, ora è in normale e fisiologico calo, ma deve fare un ultimo sforzo perchè il suo contributo in campo è importantissimo, non solo per le reti segnate, ma anche perchè dà una mano a centrocampo e difesa, corre, lotta, pressa, recupera palloni e tutto ciò è un grande pregio anche se comporta un enrome dispendio fisico e mentale che ha provocato il calo delle ultime settimane. Tutto il Milan non è al meglio della condizione fisica e mentale, ma bisogna stringere i denti e cercare di vincere le ultime partite, perchè sarebbe imperdonabile rovinare tutto dopo una così bella rincorsa. In queste situazioni è importante anche il sostegno del pubblico, che può davvero diventare il dodicesimo uomo in aiuto agli undici in debito di energie; speriamo che lo stadio sia abbastanza pieno, speriamo che la delusione per gli ultimi risultati non abbia tolto al popolo rossonero l’entusiasmo e la voglia di incitare e sostenere i ragazzi dagli spalti di San Siro, perchè l’ultimo sforzo non lo devono compiere solo i giocatori ma anche i tifosi. Uniti come sempre, in magica simbiosi, nel bene e nel male; lottiamo insieme per raggiungere il traguardo, l’ultimo rimasto, non molto prestigioso, ma prezioso in chiave prossima stagione e, soprattutto, soddisfacente viste le premesse e alcuni pronostici catastrofici di inizio stagione. Il ciclo terribile è finito, il peggio è alle spalle, ma c’è comunque una squadra insidiosa e forte da affrontare; serve solo vincere, contro il Catania e, più in generale, da qui a fine stagione, quindi forza vecchio cuore rossonero, continua a battere forte!

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