Ci vuole la partita perfetta e noi ci crediamo!

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CATANIA-MILAN, IL MIGLIORE IN CAMPO

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Il Milan è a Barcellona per tentare l’impresa; si parte dallo 0-0 dell’andata e da una situazione di equilibrio, ma i rossoneri sono sfavoriti a detta di tutti e questo deve essere uno stimolo in più per stupire e credere nell’impossibile.

03.04.2012 01:30 di Davide Bin   articolo letto 251 volte

© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Ormai il Milan conosce bene il Barcellona: siamo alla quarta ed ultima sfida stagionale e, ovviamente, è quella più importante, perchè per una delle due squadre non ci sarà un domani in questa edizione della Champions League; tutti pensano che sia il Milan la vittima predestinata in questa partita contro i campioni di tutto nonchè squadra più forte del mondo, ma i tre precedenti, compreso quello “fresco” di una settimana fa, dimostrano che i catalani soffrono i rossoneri e il dominio non è mai stato netto per quanto riguarda il risultato e spesso nemmeno dal punto di vista del gioco. Questa volta si gioca al Camp Nou ed è uno svantaggio in più, non tanto per la qualità del terreno di gioco, perfetto contrariamente a quello di San Siro, quanto per le sue dimensioni, visto che il campo è molto grande e il Barcellona si trova meglio perchè può allargare maggiormente il gioco e trovare difese più aperte centralmente perchè devono schierarsi a maglie più larghe per coprire tutta la larghezza del campo. I rossoneri hanno fatto le prove generali a Catania, contro il “piccolo Barcellona” italiano e la partita del Massimino, al di là delle sterili polemiche sul gol-non gol, ha dato indicazioni importanti, cioè ha detto che il Milan ha sofferto il ritmo e il dinamismo della squadra di Montella e ciò potrebbe ripetersi se il Barcellona trovasse quegli spazi e la velocità nei fraseggi stretti che non ha avuto a San Siro anche grazie alla grande concentrazione e alla splendida tattica difensiva di un Milan capace di chiudere tutti i varchi e interrompere le traiettorie della fitta rete di passaggi dei blaugrana. Partire dallo 0-0 casalingo è un piccolo vantaggio per i rossoneri, che hanno a disposizione due risultati su tre, cioè vittoria e pareggio con gol; ovviamente bisogna segnare almeno una rete, ma questa sembra essere l’impresa meno difficile contro una difesa che, comunque, come si è evidenziato anche a San Siro, concede molto, soprattutto in avvio di partita e lascia ampi spazzi che vanno sfruttati meglio di quanto non sia avvenuto una settimana fa. Il vero problema, semmai, sarà fermare Messi e compagni, cioè riuscire a non subire gol o, almeno subirne in quantità pari a quelli segnati; ripetere il 2-2 della partita del girone giocata a settembre sarebbe perfetto, magari non per le coronarie dei tifosi, ma bisognerà prepararsi a soffrire, perchè il Barcellona metterà in campo tutte le sue grandi qualità tecniche e se dovesse riuscire ad andare in vantaggio costringerebbe poi i rossoneri ad aprirsi con tutti i rischi del caso.

Allegri sa benissimo cosa deve fare la sua squadra per compiere l’impresa, ma fra il dire e il fare, come sempre, c’è di mezzo il mare e, soprattutto, c’è di mezzo un avversario molto temibile e con tanti giocatori decisivi; purtroppo ancora una volta il Milan gioca una partita decisiva e uno scontro diretto in piena emergenza, perchè gli assenti sono ancora tanti e molti di quelli che giocheranno non sono certo nelle migliori condizioni. La buona notizia è il rientro di Pato, tornato nella lista dei convocati dopo tanto tempo e dopo un consulto negli Stati Uniti che ha definitivamente chiarito che è perfettamente guarito; è suo il gol fulmineo nel 2-2 di settembre e potrebbe ripetersi anche in quest’occasione, anche se difficilmente giocherà dall’inizio per vari motivi (è assente da molto tempo, non ha i novanta minuti nelle gambe, Ibrahimovic preferisce Robinho come partner d’attacco e la sua velocità potrebbe essere utile a partita iniziata con le squadre stanche). La formazione sembra fatta, perchè gli ottimi Abate e Antonini meritano la riconferma sulle fasce, Nesta è pronto, nonostante gli acciacchi, ad affiancare Mexes al centro della difesa, dando esperienza e sostanza ad un reparto che sarà messo sotto pressione, mentre a centrocampo Ambrosini sarà costretto agli straordinari perchè Van Bommel è ancora alle prese con i problemi alla schiena e non è stato convocato; al fianco del capitano (splendido nella partita di andata) ci sarà sicuramente Nocerino (stanco ma che deve stringere i denti in quanto ormai elemento insostituibile), mentre l’unico dubbio sembra essere chi fra Seedorf e Aquilani deve completare il reparto, con Boateng trequartista e Ibra e Robinho in attacco. Questa è la formazione più affidabile che ricalca in gran parte quella dell’andata, ma ci sono molti giocatori che non sono nelle migliori condizioni di forma e questo potrebbe essere un handicap se il Barcellona riuscirà ad alzare i ritmi e a giocare in velocità. Ovviamente il Camp Nou è esaurito e questa volta anche il fattore ambientale sarà a favore dei catalani; mercoledì scorso lo splendido pubblico di San Siro ha trasformato lo stadio in un vero inferno sportivo e ha dato una grossa mano alla squadra; questa volta i rossoneri non saranno soli, perchè lassù, nel settore più alto dello stadio, ci saranno molti cuori rossoneri con tanto di maglietta rossa a creare una piccola onda “anomala” nell’oceano blaugrana e a cercare di farsi sentire sempre e comunque, ma è chiaro che il fattore campo sarà tutto a favore degli spagnoli.

Se si vuole avere una speranza di passare il turno e qualificarsi alle semifinali, ci vuole la partita perfetta; bisogna dimenticare le polemiche della partita di sabato, il nervosismo che sa tanto di paura, la stanchezza per i tanti impegni ravvicinati, il disagio di un viaggio tribolato per arrivare a Barcellona e dare tutto ciò che si ha per provare a raggiungere un traguardo importantissimo; non sarà facile, ma il Milan non ha nulla da perdere, sembra spacciato a detta di tutti (per conferma basta guardare le quote dei bookmakers), ma ha le qualità e gli uomini per far male a questo Barcellona, che sembra spavaldo e sicuro di sè dall’alto della sua forza e dei tanti trofei conquistati in questi anni, ma che in fondo un po’ teme questo Milan che riesce sempre a tenergli testa almeno nel punteggio, se non proprio nella prestazione. I rossoneri sono cresciuti tantissimo da settembre, quando vennero dominati sul piano del gioco ma conquistarono comunque un prezioso pareggio; già a novembre riuscirono a giocare alla pari contro il Barcellona in una partita spettacolare e combattuta e mercoledì scorso hanno giocato una partita tatticamente perfetta (nonostante le velate critiche del presidente Berlusconi), limitando la pericolosità offensiva dei catalani, sfiorando il gol all’inizio e facendo capire che questa squadra incerottata e acciaccata vuole giocarsela fino in fondo e vuole tentare il tutto per tutto prima di darsi per vinta. Nel calcio nulla è scontato e ce lo ricorda quella finale del 1994 molte volte evocata in questi giorni, giocata proprio contro il Barcellona, che sembrava imbattibile e invece venne travolto. Questa partita assomiglia molto ad una finale e il Milan sa come si giocano queste partite, perchè in campo ci saranno molti giocatori che di finali vere e proprie ne hanno giocate e alcuni che sognano di giocarne una e per riuscirci devono fare quest’impresa. Servirà il miglior Milan, servirà il miglior Ibra, quello che spadroneggia in campionato ma troppo spesso nella partite decisive si eclissa e sparisce dal campo; nessuna occasione è migliore di questa per invertire la tendenza, perchè Ibra torna su un campo dove non è riuscito a sfondare con la maglia blaugrana e contro la squadra di quel Guardiola con il quale non ha avuto certamente un rapporto idilliaco. La voglia di riscatto dello svedese contro il suo passato e in quella competizione in cui non ha mai davvero convinto deve finalmente trascinare tutta la squadra e il popolo rossonero sa che si può fare l’impresa, mettendoci grinta, determinazione, intensità, grande voglia e quel cuore rossonero che può fare la differenza. L’importante è dare tutto in campo e uscire a testa alta, con la coscienza a posto e con la sensazione di non aver lasciato nulla di intentato; se poi gli avversari saranno superiori come sembra, ci inchineremo, ma noi ci crediamo e tutti insieme vogliamo provare a vivere la notte perfetta! 

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