Dal gol fantasma a un Pato invisibile: così non va…

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Giornalista e anchor per Sportitalia. Opinionista per la trasmissione “Il Campionato dei Campioni” in onda su Odeon tv. Conduttrice su Radio Milaninter.

28.02.2012 00:00 di Gaia Brunelli   articolo letto 587 volte

© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS

Per la prima volta in questa stagione, a parte l’agostano trofeo Berlusconi che notoriamente poco conta, il Milan ha dimostrato di essere più forte della Juventus. Per la prima volta nei rossoneri è tornata quella fame e quella rabbia che sembravano svanite per accasarsi dalla parti di Torino. Esattamente come nella scorsa stagione, la squadra di Allegri ha reagito alla squalifica di Ibrahimovic con la stessa foga di chi si sente in qualche modo condizionato da eventi esterni, forse ingiusti, più sicuramente evitabili dai giocatori stessi. In ogni caso senza i suoi uomini migliori e con molte assenze in tutti i reparti il Milan ha dimostrato di poter essere superiore ai bianconeri e di non essere solo qualità individuale, ma anche organizzazione e compattezza. Un primo tempo strabiliante, in cui Allegri vince lo scontro diretto a livello tattico contro Conte. Il tecnico toscano è bravo ad arginare gli esterni bianconeri, con Abate e Antonini che impegnano molto in fase difensiva Estigarribia e Lichtsteiner non consentendogli le consuete scorribande offensive. Questo ovviamente porta Pirlo ad avere meno scelte per i suoi lanci. La conseguenza, quindi, è che la Juve non tira mai in porta. E pensare che per 45 minuti i rossoneri hanno pure giocato in dieci uomini. Sì perché se nel racconto di quella che è stata la gara tra Milan e Juve non si può prescindere dagli errori arbitrali, è anche vero che non ci si può nascondere di fronte alla totale inutilità di Pato. Quello che resta sono due ombre sulla serata rossonera. Che storia sarebbe stata con il Milan avanti due a zero al 25esimo minuto? Un rimpianto che non troverà mai una risposta. Romagnoli resta immobile vicino alla bandierina. Tagliavento va in confusione. Nel dubbio si prosegue. Gol che pesa sulla gara, ma anche sul campionato in generale. Perché è meglio non immaginarsi cosa potrebbe accadere se le due squadre dovessero arrivare a pari punti alla fine. Quel 2 a 0 avrebbe eguagliato il risultato dell’andata. Quel 2 a 0 avrebbe spostato gli equilibri sulla differenza reti. Da un fantasma all’altro. Se qualcuno non se ne fosse accorto in campo c’era anche Pato. Avulso dalla manovra, non votato al sacrificio e ancora acciaccato tanto da lasciare il campo a fine primo tempo. Allegri spiega che si è trattato di un indurimento ai soliti muscoli di cristallo, sarebbe forse stato meglio parlare di scelta tecnica. E così la grande sfida si arena su un 1 a 1 che in fin dei conti accontenta tutti e chissà che tra buffetti, piagnistei, insulti e risse finali, non ne esca una volata scudetto che da anni non emozionava così tanto…

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