Gioielli Ibra e il Milan si riscopre brillante

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Una tripletta dello svedese lancia verso la vittoria al Barbera un Milan devastante, che surclassa il Palermo e allunga in classifica sulla Juventus.

© foto di ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS

La rabbia, se gestita in modo positivo, può farti fare grandi cose; questo deve aver pensato Allegri nella delicata settimana del dopo Milan-Juventus e, da allenatore saggio, ha preferito lasciare da parte polemiche e proteste, pensando solo a motivare al meglio i suoi giocatori affinchè trasformassero la rabbia che avevano in corpo in energia positiva, in carica agonistica e, infatti, a Palermo, su un campo dove il Milan non vinceva da sei anni e Allegri non aveva mai vinto, si è vista una squadra devastante ed inarrestabile, che ha sommerso il Palermo sotto un’ondata di gioco irrefrenabile e di gol. Il più arrabbiato di tutti era, ovviamente, Ibrahimovic, assente a San Siro sabato scorso a causa della terza giornata di squalifica da scontare e, infatti, è stato lui il simbolo del grande Milan di Palermo, con una fantastica tripletta in trentacinque minuti che lo catapulta in vetta alla classifica dei cannonieri. I rossoneri sfatano il tabù Palermo nel migliore dei modi, con una prestazione convincente e con un monologo che ha fatto fare scena muta ad una squadra che in casa aveva un rendimento impressionante; una vittoria facile facile, con la possibilità di non sprecare troppe energie, soprattutto in una ripresa giocata al piccolo trotto, perchè martedì si torna in campo a Londra e, nonostante si parta da un altro rassicurante 4-0, non si può abbassare la guardia e, più in generale, aver la possibilità di risparmiare preziose energie in un periodo intenso e pieno di impegni difficili come questo è sempre molto importante. La serata, già ampiamente positiva per la straripante vittoria, è diventata quasi perfetta grazie al pareggio interno della Juventus contro il Chievo; ora il Milan ha tre punti di vantaggio e l’eventuale successo dei bianconeri a Bologna (tutto da conquistare su un campo non facile) consentirebbe solo l’aggancio e non più il sorpasso, quindi il duello diventa ancor più appassionante ed equilibrato.

Allegri deve affrontare la solita estrema e infinita emergenza che lo costringe a scelte obbligate: Bonera è il secondo centrale al fianco di Thiago Silva; Antonini è l’esterno di sinistra, capitan Ambrosini è il centrale di centrocampo e consente a Van Bommel di rifiatare; erano questi i tre soli dubbi della vigilia, perchè per il resto la squadra era fatta, con Muntari e Nocerino a completare il centrocampo, Emanuelson trequartista e la coppia d’attacco Ibrahimovic-Robinho. Partita difficile, partita decisiva (questa la convinzione di Allegri), perchè il Palermo è implacabile in casa ma il Milan non può permettersi di perdere altri punti su un campo dove ne ha lasciati molti in questi anni, visto che nelle ultime quattro stagioni ha sempre perso; oltretutto i rossoneri giocano prima della Juventus e devono mettere pressione ai bianconeri in un duello che non è più solo tecnico ma anche psicologico e le sfumature possono fare la differenza.

Il Milan parte fortissimo e mette subito in difficoltà il Palermo: dieci minuti di dominio assoluto con l’unico neo di non concretizzarlo subito (Emanuelson sfiora il palo) e, infatti, ci potrebbe anche scappare la beffa al primo affondo dei rosanero, ma fortunatamente il tiro di Barreto è troppo centrale. Subito dopo i rossoneri ricominciano ad assediare gli avversari con affondi da tutte le parti e sale in cattedra Ibrahimovic, che rifinisce, sforna assist e conclude in porta; la marea rossonera, anzi bianca (vista la divisa indossata dal Milan) sommerge il Palermo che va in apnea e non ci capisce più nulla. Verso metà tempo la difesa rosanero crolla, l’errore di Mantovani spalanca la via della rete agli attaccanti del Milan e Ibra, servito da Robinho infila Viviano di esterno. Il Palermo prova generosamente a reagire e una lunga mischia in area rossonera mette i brividi, ma improvvisamente scatta un micidiale contropiede in cui Robinho serve ancora Ibrahimovic che con una finta e un preciso tiro batte nuovamente Viviano. Il tris di Ibra arriva poco dopo con un gran tiro a giro dal limite che lascia impietrito il povero portiere del Palermo, bravo ad evitare il poker dello svedese con una provvidenziale deviazione di piede. La partita è virtualmente finita qui; restano da giocare 55 minuti ma la vittoria è in cassaforte, anche perchè il Palermo è stordito, confuso, annientato da una gragnuola di tiri in porta di cui il tris di gol rappresenta solo la classica punta dell’iceberg.

Nella ripresa Allegri manda in campo Mesbah al posto dell’acciaccato Antonini e il Milan sembra non voler rallentare; Viviano si conferma miglior dei suoi con due parate che evitano altrettanti gol e ciò la dice lunga sulla splendida prestazione del Milan, perchè se il migliore in campo di una squadra sotto di tre gol è il portiere, vuol davvero dire che di fronte hanno una squadra di marziani imprendibili. Anche la seconda sostituzione in casa Milan è forzata, perchè Emanuelson prende una botta alla caviglia e deve uscire e questo rischia di essere l’unico aspetto negativo della serata, con altri due giocatori in non perfetta salute che vanno ad allungare una lista di infortunati già chilometrica, sperando che per entrambi non si tratti di nulla di grave. Al posto di Emanuelson entra El Shaarawy con la solita voglia di spaccare il mondo e mettersi in mostra con velocità e tecnica; il Faraone sfiora il quarto gol, negatogli ancora da Viviano e mette al centro l’invitante cross che Thiago Silva trasforma nel quarto gol rossonero con un imperioso colpo di testa. Al Palermo resta solo l’orgoglio, con il quale cerca il gol della bandiera negato da un palo dispettoso sul tiro di Barreto che lascia impietrito e immobile Abbiati, ma la furia agonistica del Milan non si placa, anche perchè Allegri continua ad arrabbiarsi in panchina per qualunque minimo errore e non vuole cali di concentrazione. Nel finale c’è spazio anche per Inzaghi al posto di Robinho e nonostante i compagni di reparto abbiano il preciso ordine di giocare alla sue spalle e cercare di lanciarlo verso la rete, ancora una volta SuperPippo deve rinviare l’appuntamento con il primo gol stagionale, non facile da trovare giocando solo brevi ed inutili spezzoni di partite già decise.

Il Milan finisce in scioltezza, riesce a mantenere imbattuta la porta e stravince su un campo storicamente difficile, lanciando un segnale forte e chiaro ai rivali per lo scudetto: i rossoneri sono in salute nonostante i tanti infortuni e il rocambolesco e clamoroso successo di Udine sembra averli definitivamente sbloccati; da allora sono arrivate nette vittorie e il pareggio beffardo contro la Juve, che con quel gol non visto di Muntari avrebbe potuto essere un risultato ben diverso. Inutile, però, piangere ancora sul latte versato, oltretutto per colpe non proprie; meglio pensare al futuro, che con una squadra così motivata e vogliosa di far bene sembra davvero roseo. Piano piano il Milan sta spostando gli equilibri e i rapporti di forza nel duello con la Juve e il pareggio dei bianconeri contro il Chievo non fa che aumentare questa sensazione. I rossoneri sono stati devastanti e hanno dato una grande dimostrazione di forza che non può lasciare indifferenti gli avversari, ma, soprattutto, hanno fatto vedere di cosa sono capaci quando hanno straordinarie motivazioni e grande concentrazione, riuscendo a coniugare bel gioco e vittorie e diventando una squadra bella e concreta, cioè micidiale per qualunque avversario, perchè quando il Milan gioca così, guidato da uno straordinario Ibra, è difficile, per non dire impossibile, tenergli testa e il Palermo se n’è accorto nel modo più tremendo possibile, subendo una severa lezione.  

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