Guardiola: "Se il Barcellona è forte, non è merito mio"

Milan news

10.09.2011 19:00 di Sergio Bassi   articolo letto 211 volte

Fonte: Marca

© foto di Daniele Buffa/Image sport

“Sono stato un calciatore appassionato e ora lo sono come allenatore. Mi piace fare felice la gente alla quale piace il barcellona in generale “. Questo ha detto Josep Guardiola ieri alla conferenza stampa prima della partita contro il Real Sociedad, e un giorno dopo aver ricevuto la Medaglia d’Oro del Parlamento catalano.
Dopo il suo discorso, si sono sollevate delle voci riguardo al fatto che sia stato chiamato ad rivestire un ruolo istituzionale al di fuori del calcio: “Sono solo un allenatore, non un politico. Il mondo del calcio, come quello del giornalismo, è un ambiente molto particolare. Molti mi considerano il miglior allenatore del mondo, quando invece sono io il primo ad essere nelle mani dei miei giocatori. Non so come sarebbe diversamente. Sono orgoglioso di esser un loro contemporaneo”.
Subito, Sandro Rosell gli ha rilanciato la sfida di proseguire alla guida del club. Il tecnico ha così risposto: “Io lo ringrazio, ma ci sono sfde più importanti. Ed è giusto che il club non dipenda da nessuno. Se pensiamo di dipendere da un allenatore, allora non siamo una squadra forte. Sono felice qui, ma gli allenatori cambiano sempre e così sempre sarà.”.
Fin dall’inizio della stagione, ha dichiarato: “L’anno scorso abbiamo vinto un titolo e quest’anno due. Questo mi da tranquillità e mi rasserena. Ma l’anno scorso l’ Hercules vinse in casa nostra. Ci è sempre costato caro giocare subito dopo gli impegni delle Nazionali. La partita si terrà in un orario non abituale, farà caldo e il Real Sociedad ha ben impressionato al Molinón”.
Sulla riunione di Siviglia dei club ribelli e della loro critica sull’impoverimento della Liga, ha detto: “Mi sembre giusto che i presidenti di alcuni club si organizzino per risolvere le loro problematiche. Ma non credo che vinciamo le partite senza sforzo.. Ho la sensazione che non ci sia un allenatore o un giocatore che non voglia battere il Barcellona o il Real Madrid. I miei giocatori si allenano e lavorano sodo. E’ vero che c’è una differenza di trattamento, ma non possiamo entrare nelle loro questioni come gli accordi sui diritti televisivi, ma mi sembra comunque un modo per sminuire se stessi e i loro giocatori. Se noi vinciamo è perché abbiamo fatto le cose migliori, non perché loro non sono all’altezza “.
Per quanto riguarda le voci sull’interesse del Barça per l’attaccante brasiliano del Santos, Neymar, ha detto di non prevedere altri acquisti in questa stagione. “Il mercato è chiuso. Non credo ci saranno altri acquisti. Il club opera, ovviamente, ma per ora non ci saranno altri arrivi. Non ho bisogno di nessun altro, perché ho il mio modello in testa”.

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