Il commento al mercato rossonero di Abatantuono

Canale Milan

Il mercato è chiuso, verrebbe da dire “finalmente”. Per i milanisti è stato un tormento: dopo l’addio di campioni come Nesta, Zambrotta, Gattuso, Seedorf, Van Bommel, Inzaghi, è arrivata la doppia randellata delle cessioni di Thiago Silva e Ibrahimovic. Non si può dire che gli arrivi di Acerbi, Zapata, Traoré (fa rima con “chi è?”), Constant abbiano entusiasmato le folle, l’asticella è stata alzata un pochino con Montolivo, Pazzini, Bojan e De Jong, ma insomma il bilancio resta positivo per i quattrini incassati e non spesi, ampiamente negativo dal punto di vista tecnico. Pensiamo che la stagione rossonera sarà difficile, soprattutto se non si dà una svegliatina Boateng e non va a farsi dare una benedizione particolare Pato. L’unica certezza è che è ricominciata la solfa degli infortuni. Di Niang onestamente sappiamo pochino.
Qualcuno è diventato bravo nel marketing, spacciando operazioni minori come colpi eclatanti, oppure illudendo tutti con colpi sensazionali che poi si trasformano in colpettini senza eco. Applaudiamo l’Inter che si entusiasma per la ventata di Stramaccioni e per la qualificazione in Europa League: l’ambiente è carico, pur arrivando da una stagione negativa.
In tutta onestà, non ci sembra che il mercato degli altri sia stato più eclatante: la Juve ha preso Bendtner, scartato tempo fa dall’Arsenal per Van Persie e casomai Chamberlain, perdendo Berbatov scartato dal Manchester United ancora a favore di Van Persie che era il grande obiettivo dei bianconeri. L’Inter ha preso Palacio che è bravissimo, il pavido Cassano, ma bisogna vedere come convivranno con Snejider e Milito, mentre Gargano vale un qualsiasi centrocampista del Milan. Il Napoli ha perso Lavezzi rimpiazzandolo col promettente Insigne. Insomma, non ci pare in tutta onestà che qualcuno abbia alzato il livello in maniera decisa rispetto agli altri. Ci piace la Roma e applaudiamo la Fiorentina che si è mossa bene ricostruendo una squadra giunta al capolinea. Siamo un po’ arrabbiati con l’Udinese: arriva meritatamente terza da 2 stagioni, vende i suoi pezzi migliori e non ne compra neanche uno in grado di far passare i preliminari contro i portoghesi del Braga. Nel ranking europeo continuiamo a scendere anche a causa di questo. 
Dopo esserci goduti la 2a di campionato, prima sosta dedicata alla Nazionale: aspettiamo curiosi di vedere come e se crescono gli azzurri di Prandelli, già respirando il clima della Champions che si avvicina.

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