…Il germoglio varesino fiorito a Palermo

Milan news

14.10.2011 10:30 di Federico Gambaro   articolo letto 100 volte

© foto di Carmelo Imbesi/Image Sport

Fino all’anno scorso svolgevano i rispettivi compiti di direttore sportivo e allenatore della Primavera, a pochi chilometri di distanza da Milanello, in quel di Varese. La grande ribalta della serie B svelava a poco a poco la bravura e l’istinto naturale di questi due nuovi protagonisti del panorama calcistico nostrano, in panchina e davanti la scrivania. A dodici mesi di distanza, però, nemmeno i diretti interessati potevano pensare di trovarsi insieme in una piazza importante ed esigente (anche per i desiderata presidenziali) come Palermo; e di salire a San Siro, nella casa dei Campioni d’Italia, da secondi in classifica in serie A e con la convinzione di poter conquistare i 3 punti.
Dopo un’estate buia e rovente che ha determinato l’ennesimo esonero dell’era zampariniana, lo sliding doors della storia recente rosanero ha concesso alla società siciliana di operare una scelta che si sta rivelando felice e innovativa: Devis Mangia by Sean Sogliano. Sono loro, infatti, ad aver gettato il seme della rinascita forzando la mano e la mente del presidente Zamparini che in poche ore stava perdendo la guida tecnica e dirigenziale della squadra, ma ha avuto la prontezza e il fiuto di accettare l’aut-aut del neo ds venuto da Varese che ha presentato un’unica soluzione ai problemi del Palermo: promuovere colui che l’aveva seguito dal club lombardo fino in Sicilia per crescere la Primavera del club palermitano.
Cinque gare di campionato: 3 vittorie, un pareggio e una sconfitta a Bergamo contro l’Atalanta. 10 punti in classifica, secondo miglior attacco del torneo con 9 gol, 6 le reti subite e un ruolino di marcia in casa fino ad ora impeccabile. Questi i numeri del Palermo di Mangia che ha trasformato una squadra abulica e senza punti di riferimento innestando subito il suo credo calcistico basato sull’antica formula del 4-4-2 condita da tanto pressing, maglie corte, movimenti senza palla, terzini di tutta fascia e mezzi trequartisti camuffati da esterni alti.
La difesa a quattro (che al momento non può essere considerata un fortino inespugnabile) punta sulla spinta ai lati di Balzaretti (squalificato con il Milan, al suo posto Mantovani) e Eros Pisano (tifoso rossonero), altro prodotto proveniente dal Varese, scovato da Sogliano quando aveva 17 anni, poi plasmato dalla guida tecnica di Mangia in queste stagioni e ora titolare fisso in rosanero dopo l’addio di Cassani. Al centro della retroguardia, invece, stazionano l’ex Catania Silvestre e l’“ex” centrocampista Migliaccio, innovazione targata 2011-2012 con l’adattamento a perno centrale della difesa voluto dall’allenatore di Cernusco sul Naviglio.
A centrocampo, gli interpreti interni sono altri due nuovi acquisti: il paraguaiano Edgar Barreto (ovvero il post Nocerino) e Francesco Della Rocca, cresciuto nel vivaio del Bologna e salito alla ribalta della serie A proprio la scorsa stagione con 27 presenze in maglia rossoblù. Sugli esterni, gli esperimenti con giocatori dalle caratteristiche ibride per il ruolo ma in grado di sfruttare le proprie qualità dinamiche, tecniche e balistiche. Come l’argentino Bertolo, risfoderato a destra in Palermo-Cagliari dove sigla il primo gol italiano e fornisce una prestazione convincente che gli permette di conquistare il posto da titolare visto anche l’infortunio della freccia Alvarez (altra arma tornata a disposizione per la trasferta milanese). O a sinistra con l’indole “trequartistica” dell’israeliano Zahavi e di Josip Ilicic, vero boccone amaro della nuova stagione rosanero che ha visto lo sloveno piuttosto in ombra, ma che lo stesso Mangia e il presidente vorrebbero rilanciare in questa nuova posizione a metà campo.
In attacco, infine, nulla prescinde dalla bestia nera del Milan, Fabrizio Miccoli, uomo indispensabile nello scacchiere del tecnico lombardo che ha fatto di tutto, insieme al suo staff, pur di recuperarlo e di poterlo far scendere in campo sabato sera a San Siro al fianco di uno tra Pinilla ed Hernandez, nel tentativo di allungare la striscia positiva di risultati e di alimentare questo piccolo grande miracolo calcistico dalle origini varesine.
In campo, però, dovrebbe scenderci (e seriamente per la prima volta) anche un Milan ritemprato e ricaricato dopo la sosta. Arriva il Palermo di Mangia e ai rossoneri deve per forza tornare la fame…di vittorie. 
 

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