Livaja shock: "Mi sono picchiato con Colantuono"

Il suo rapporto con l’Atalanta, definirlo ‘tormentato’ è poco. Per fortuna di entrambi il presente di Marko Livaja si chiama Rubin Kazan, ma l’attaccante croato riavvolge il nastro e svela clamorosi retroscena sulla difficile avventura orobica. Alla Gazzetta dello Sport, il talento cresciuto nell’Inter ha raccontato l’impatto con la ‘Dea’: “Arrivavo dai nerazzurri, mi hanno preso di mira, c’era invidia tra i compagni. E Colantuono non mi ha aiutato, anzi. In un allenamento ci siamo presi, se non ci dividevano i compagni non so come sarebbe finita”. “È iniziato tutto a gennaio – ha aggiunto Livaja – sono rientrato dalla Croazia con un virus, non mi sono allenato, dopo 4 giorni è passato. Erano venuti a trovarmi i miei genitori, mi hanno visto a pranzo con loro al ristorante e sui giornali mi hanno massacrato: non si allena e va al ristorante”. Poi il battibecco col pubblico durante Atalanta-Verona: “Immaginate i tifosi. Insulti su Facebook, alla mia famiglia anche dopo la partita. L’allenatore mi aveva sostituito dopo 6′ nel secondo tempo, ero arrabbiato, dietro la panchina i tifosi mi hanno dato dello zingaro, insulti razzisti, minacce alla famiglia: ho detto basta”. Il croato ha comunque precisato: “Sì, ho scritto italiani bastardi ma ce l’avevo solo con quei quattro tifosi, io la faccia la metto sempre”.

Fonte: Goal.com

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