Massima concentrazione per evitare brutti scherzi

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Il Milan è a Londra per ufficializzare la qualificazione ai quarti di finale di Champions League, che sembra al sicuro dopo il 4-0 dell’andata ai danni dell’Arsenal, ma il calcio sa essere folle e il Milan lo sa…

06.03.2012 01:45 di Davide Bin   articolo letto 123 volte

© foto di Alberto Lingria/PhotoViews

Da un tabù all’altro nel segno del poker: dopo aver espugnato il Barbera di Palermo (dove aveva raccolto quattro sconfitte consecutive e non vinceva da sei anni) con un rotondo 4-0, il Milan scende in campo all’Emirates Stadium per centrare una qualificazione ai quarti di finale di Champions League che manca dall’anno di grazia 2007 (quello del trionfo di Atene e del triplete internazionale, ovvero Champions League, Supercoppa Europea e Mondiale per club), partendo dal rassicurante 4-0 dell’andata, quando sfatò il tabù delle sfide contro le squadre inglesi (non vinceva con una squadra d’oltremanica proprio dal 2007, Milan-Manchester United 3-0). Fra poche ore, insomma, il Milan potrebbe cancellare un quadriennio di delusioni europee targate Inghilterra, ma guai a sentirsi già qualificati e a pensare che si tratti di una pura formalità, perchè il calcio sa essere imprevedibile e anche le situazioni teoricamente impossibili possono essere ribaltate. Istanbul e La Coruna sono tappe dolorose della storia rossonera che nessuno ha dimenticato e proprio quel ricordo deve servire a tenere tutti concentrati e determinati, perchè basta poco per rovinare tutto e rischiare una figuraccia epocale: un approccio sbagliato alla partita, un atteggiamento troppo rilassato e potrebbero essere guai seri contro una squadra capace, non più tardi di una decina di giorni fa, di segnare cinque gol al Tottenham in campionato. Sarà importante passare indenni i primi minuti, smorzare sul nascere il tentativo di rimonta dei Gunners e, magari, segnare quel gol che farebbe stare davvero tranquilli tutti e chiuderebbe definitivamente la questione, per poi festeggiare un traguardo assolutamente parziale ma importante, perchè dimostrerebbe che la squadra di Allegri è cresciuta e maturata anche in campo internazionale in questi mesi; un anno fa il Milan usciva dalla Champions negli ottavi di finale proprio a Londra, giocando una grande gara contro il Tottenham ma non riuscendo a segnare e ribaltare la sconfitta dell’andata a San Siro; da Londra a Londra dodici mesi dopo, con in mezzo uno scudetto e una Supercoppa italiana, il Milan è pronto a dimostrare all’Europa che può arrivare fino in fondo e giocarsela contro chiunque, nonostante i tanti problemi che sta affrontando.

Tre giovani inseriti nella lista dei ventuno convocati sono già una dimostrazione eloquente che l’emergenza continua e questa è una difficoltà in più per una gara che rimane insidiosa nonostante i quattro gol di vantaggio: la buona notizia è il rientro di Aquilani (pronto, però, solo per la panchina), ma saranno assenti, oltre ai solti, lo squalificato Ambrosini e Muntari, non inserito nella lista Champions; ecco perchè sembrava più che probabile l’avanzamento di Mesbah sulla linea dei centrocampisti a sinistra, con Van Bommel e Nocerino unici superstiti del reparto per consentire ad Emanuelson, fortunatamente recuperato in fretta dal lieve problema alla caviglia accusato a Palermo di giocare da trequartista come nelle ultime occasioni, ma Allegri sembra preferire la seconda ozpione, con Urby a centrocampo e l’inserimento di El Shaarawy (che ha l’occasione per mettere in mostra le sue qualità anche sul palcoscenico europeo), per non snaturare nessuno mettendolo fuori ruolo, anche se tre punte in una partita da gestire senza l’assoluta necessità di segnare sembrano un azzardo eccessivo e, oltretutto, non ci sono altri attaccanti da fare entrare in caso di necessità (a parte il giovane Ganz). La lista degli indisponibili è ancora lunghissima e l’allenatore ha gli uomini contati, ma ormai ci è abituato e poi l’emergenza sta per finire, perchè cominciano i recuperi e sembra proprio che molti giocatori siano sul punto di tornare disponibili proprio per la volata finale di una stagione intensissima. Il Milan è ancora in corsa su tutti i fronti e non vuole fermarsi, visto che sta riuscendo a gestire bene i tanti impegni nonostante l’emergenza. Il morale è molto alto dopo lo splendido successo di Palermo e riuscire finalmente a superare l’ostacolo degli ottavi di finale darebbe ulteriore entusiasmo a tutto l’ambiente; con il devastante Ibrahimovic ammirato al Barbera tutto è possibile, ma non parliamo ancora di Pallone d’oro per lo svedese, almeno fino a quando non riuscirà ad essere decisivo e altrettanto implacabile anche in Europa, soprattutto nella fase ad eliminazione diretta. Il rigore trasformato nella partita di andata contro l’Arsenal è il primo gol di Ibra con la maglia di una squadra italiana nelle partite “dentro o fuori” della Champions e ciò fa capire che lo svedese deve ancora dare il meglio di sè in questa competizione, che non gli ha mai dato grosse soddisfazioni, personali e di squadra; è giunta l’ora di adeguare il rendimento europeo a quello in campionato e se Zlatan ci riuscisse il Milan sarebbe davvero la “mina vagante” di questa Champions, in grado di sfidare senza timori chiunque, anche lo stesso Barcellona, con il quale ha giocato già un’ottima partita a san Siro nella fase a gironi. Ora, però, non è ancora tempo di pensare ad eventuali avversari per i turni successivi e bisogna concentrarsi solo sull’Arsenal; guai a pensare che la squadra di Wenger si senta già eliminata e giochi senza impegno, perchè non rientra nella mentalità inglese; i Gunners si giocheranno fino in fondo le loro residue e scarse possibilità di passaggio del turno e il Milan deve essere bravo ad interpretare la partita come se si partisse da 0-0; dimenticarsi i quattro gol di vantaggio per evitare brutte sorprese e non far soffrire i propri tifosi dopo l’esaltante partita di andata, questo è ciò che devono fare i rossoneri per sfatare definitivamente il tabù inglese e mandare un messaggio forte e chiaro alla concorrenza e, soprattutto, alle altre “grandi” del continente che ancora sono in corsa: il Milan ha grande voglia d’Europa e l’Arsenal lo ha capito due settimane fa!   

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