Mauro Suma in esclusiva per CM. Allegri, Pato e la ricetta di Galliani …

Canale Milan

In esclusiva per i lettori di Canale Milan abbiamo contattato Mauro Suma. Giornalista, autore di libri, direttore da 12 anni del canale tematico Milan Channel, ma soprattutto e prima di tutto milanista. E da conoscitore qual è del mondo rossonero abbiamo chiesto una sua opinione approfondendo diversi temi.

Il Milan esce di scena in semifinale di Coppa Italia dopo i supplementari. Una vittoria in rimonta nei novanta minuti, trasformatasi in un pareggio non è stata sufficiente per il passaggio del turno. Nonostante tutto la squadra ha dimostrato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, di essere in possesso di una precisa identità sia a livello di gioco, che sotto il profilo mentale. Una maturazione avvenuta anche grazie all’aplomb di Allegri, ed alle sue scelte. Le esclusioni di Pirlo e Ronaldinho hanno fatto “rumore” quanto le intuizioni di Boateng ed Emanuelson. In una sua classifica personale, dove colloca il Milan di Allegri, nella storia di questo grande club?
Per fare una graduatoria, bisogna necessariamente dividere il Milan di Silvio Berlusconi in due tronconi. Il primo, dal 1986 al 1999, un certo tipo di calcio, con impegni relativi e un calendario non massacrante. Il secondo periodo lo farei andare dalla seconda metà del 1999 ad oggi. In questo secondo periodo, e si tratta di un’epoca non confrontabile e non assimilabile alla prima, il Milan dei 30 giocatori a disposizione di Allegri lo collocherei quasi alla pari con il Milan di Ancelotti che dal 2003 al 2005 ha vinto tutto e fatto 2 finali di Champions League. Io questa facilità disarmante di vincere con continuità in Campionato, non la ricordo nel Milan degli ultimi 12-13 anni.

Anche martedì sera la squadra, nonostante si giocasse in trasferta, ha espresso un gioco collaudato, fatto di possesso palla, di pressing, di intensità ed inserimenti. Solo gli infortuni e l’età di qualche giocatore hanno impedito alla squadra di affondare il colpo durante i supplementari. Crede che questi due fattori possano essere il vero spartiacque per il raggiungimento degli obiettivi stagionali?
A Torino il Milan non ha avuto un problema di età. Ricordo bene l’ultimo scatto fra Pirlo e Seedorf, in cui il 35enne Clarence al rientro da infortunio nel 2’ tempo supplementare ha avuto la meglio su Pirlo che gioca con continuità. Gli infortuni sì, sono un fattore e sono un problema. Non abbiamo amai avuto la formazione titolare per una, due, arrivo a dire tre partite di fila. Quando nel calcio italiano c’è un Napoli che tutte le partite cruciali della stagione le gioca con l’undici titolare. Quest’anno ci è successo di tutto, dai caso Cassano e Gattuso alle operazioni di Yepes e Flamini, agli oltre 50 mesi di infortunio complessivi fra tutti gli altri giocatori della rosa. Con questo gravame, un vero e proprio handicap al peso direbbero quelli del galoppo, aver raggiunto la Semifinale di Tim Cup sfiorando la finale, i Quarti di Champions e la leadership del Campionato mi sembra un miracolo assoluto.

In estate ci sarà per forza di causa maggiore un grosso rinnovamento sia a centrocampo che in difesa. Oltre a Thiago Silva, Abate e Nocerino chi rimarrà sicuramente?
La spina dorsale della rosa è collaudata, affidabile, qualitativa e non si limita certo a tre elementi.

In entrata oltre a qualche acquisto a parametro zero, o low cost in stile Nocerino, si potrebbe prospettare un grande nome? … magari il ritorno di Mister X, visto che era nato dai vostri studi di Milan Channel …
Sogno una estate senza tormentoni. Le difficoltà di bilancio ci sono e abbiamo già una rosa costosissima.

Tornando al discorso infortuni, qual è la sua opinione su Pato? C’è chi parla di problemi fisiologici cronici, chi di problemi psicologici, chi di carichi in palestra eccessivi e senza il monitoraggio dello staff del Milan. C’è una verità in tutto questo?
Credo che sia Pato che il Milan debbano trovare la forza di riavvolgere il nastro. Spero vivamente che questo accada.

Rimanendo in attacco, Filippo Inzaghi rappresenta un decennio di storia rossonera. Crede che El Shaarawi avrà le capacità soprattutto mentali, di poter ereditare questa responsabilità?
Ogni giocatore fa storia a sé. Stephan, che stimo molto e nel quale credo ciecamente, ha doti diversissime da quelle di Pippo. Il Faraone deve crescere abbinando la sua tecnica alla ferocia. Il gol di Udine, che spero risulti decisivo in questa stagione, sintetizza l’asticella sopra la quale El Shaarawy deve cercare di andare il più possibile.

Sabato a Parma, i tifosi del Milan hanno ricordato il trascorso in maglia rossonera di Roberto Donadoni tributandogli un doveroso riconoscimento. Lo stesso trattamento è stato riservato per esempio a Del Piero (come per altri giocatori), quando era uscito a San Siro, nonostante non abbia trascorsi con la maglia del Milan. Come interpreta i fischi da parte dei tifosi juventini, riservati a Filippo Inzaghi ieri al suo ingresso? Considerando il contributo apportato negli anni trascorsi a Torino.
I tifosi del Milan non hanno mai fischiato un loro ex. Anche all’epoca di Carlo Ancelotti allenatore della Juventus, da noi viene applaudito. Credo che abbiamo la fortuna di avere una Curva dotata di memoria e mai segnalata da nessuno per episodi di razzismo, buuu o simili. Una sola eccezione, non in relazione al razzismo, ma alla memoria: Leonardo. La classica, fragorosa, eccezione che conferma la regola.

Quando si parla di calcio mercato subito si associa il nome di Adriano Galliani. Spesso gli “addetti ai lavori” tendono a ricordare ed evidenziare solo gli acquisti che poi non si sono rilevati all’altezza, dimenticando 25 anni di lavoro, di trattative che hanno portato al Milan non solo campioni premiati col Pallone d’oro ma anche ottimi giocatori frutto di visioni lungimiranti. Ultima in ordine cronologico porta il nome di Nocerino. Come mai quando si parla di Milan si tende sempre a menzionare solo le cose negative? Per esempio in casa Inter (o degli altri come dice Lei, ndr) sempre gli stessi “addetti ai lavori” specificano che è solo un momento poco fortunato, dimenticandosi di gente come Forlan, Zarate, Guarin, Palombo, R.Alvarez. Stessa cosa era successa per la Juventus ai tempi di Tiago, Felipe Melo, Diego, Martinez …
Adriano Galliani ha dimostrato di saper fare il mercato sia con tanti soldi (Inzaghi, Rui Costa, in parte anche Shevchenko), che con pochi soldi (Kakà, Boateng, Nocerino). Lui spiega spesso che son capaci tutti di presentarsi con i soldi grazie ad un bilancio florido. Quando i soldi non ci sono, bisogna sapersi inventare i Nocerino della situazione. La ricetta? Essere sempre in ufficio ed essere sempre reattivi…

Per la qualificazione in Europa League squadre come Udinese e Catania, pensa che debbano preoccuparsi della rimonta dell’Inter?
Io mi auguro che l’Inter vada in Europa League. Come dimostra la Juventus di quest’anno, le grandi senza impegni infrasettimanali sono sempre delle mine vaganti…

Per concludere Le faccio un gioco. Immagini di essere a fine maggio. È nella sala dei trofei in Via Turati. Dopo 5 minuti, tempo minimo necessario per controllare tutti i trofei vinti, nota qualcosa di nuovo?
Qualcosa di nuovo c’è già: la Supercoppa-derby, la Supercoppa di Pechino…Molti tendono a dimenticarlo, ma è figlia di questa stagione…non è figlia di nessuno…

Grazie per la disponibilità.
Un saluto ai lettori di Canale Milan.

Riccardo Zavagno

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