Mercanzie

corso-mercanzieBuon pareggio in trasferta, in ottica sesto posto. Questa è la dimensione del Giannino. Brutto il primo tempo. Migliore il secondo. Fatto sta che non riusciamo a tirare in porta. Cincischiamo, cazzeggiamo. Sbagliamo sempre nell’attimo decisivo. Nessuna meraviglia. Queste sono cose che capitano ai mediocri. E poi mancava il nostro faro, Montolivo, che della mediocrità è l’emblema. Per questo, giustamente, porta la fascia di capitano. Se ci mettiamo pure il problema muscolare accusato nel riscaldamento da Kucka, non si capisce cosa si potesse pretendere. Tra il nostro monte ingaggi e quello del Chievo ci sono un centinaio di milioni di differenza? Quasi duecento tra i rispettivi fatturati? La colpa è di Miha, perbacco! Incomprensibile come questo allenatore scarso non riesca a far rendere al meglio una rosa così profumata. Quel somaro di Sinisa vanifica lo splendido lavoro del Condor, che si sottopone al sacrificio di laute gozzoviglie al solo scopo di fare meravigliosi Mercati. Lui porta sempre mercanzia di pregio e quei somari di allenatori non la sanno utilizzare.

A proposito di mercanzia, mi viene in mente un fatto realmente accadutomi. E’ tipico di chi non ha presente e futuro rifugiarsi a volte nel passato. Nel mio caso ritorno a un Chievo Milan di parecchi anni fa. E’ una partita notturna. Io e la mia amica Marina partiamo in macchina alla volta del Bentegodi. Io non voglio parcheggiare troppo lontano dallo stadio. Sono una pigra e non do retta ai vivaci suggerimenti di Marina. “ Dai, parcheggia qui!”, mi urla più volte nelle orecchie. La ignoro. Accade che, quando vorrei parcheggiare, non trovo posto. Arriviamo nei pressi del Bentegodi. “ Hai, visto, cretina? Adesso ci tocca tornare indietro e arriviamo in ritardo alla partita!” Ma, all’improvviso, eccolo il posto auto libero, proprio attaccato allo stadio! Mi ci butto dentro al volo, tutta trionfante. Cappero, che c…aso fortunato! Catechizzo signorilmente la donna dal carattere vivace almeno quanto il mio, mandandola non so più dove, ed entriamo. Doppietta di Sheva! E vai! Mando un messaggio a Milan Channel, a cui sono abbonata. “ Sheva 100! Sheva 101! E io c’ero!” Ci rimettiamo in macchina contente come una Pasqua. Si torna trionfanti a Solferino. Ogni screzio è dimenticato. Abbiamo il nostro Milan nella mente, nel cuore, nell’anima. Siamo felici! I sensi unici sono delle brutte bestie. Non ti permettono di rifare il percorso dell’andata. Alla fine troviamo l’accesso alla provinciale. Sono, però, obbligata ad andare verso Verona e non in direzione Peschiera. Poco male. “Alla prima piazzola che trovo sulla sinistra, volto. Così possiamo fare l’inversione, dando la precedenza a una sola corsia di marcia.” Marina è d’accordo. Dice che sono una faina. Detto, fatto. Mica vero che, mentre faccio manovra, si avvicina all’auto una signora piuttosto attempata? Ci sorride e ci mostra tutta la sua non appetibile mercanzia, eh! Che sgommata ho fatto! Via, più veloce della luce.

Ecco, quella discutibile mercanzia fa il paio con l’altra, di genere diverso, che di solito il nostro insuperabile Imperatore del Mercato tratta con gli amici procuratori. Del resto, la colpa non è sua, ma di chi, per stanchezza, dabbenaggine o complicità, gli lascia fare il bello e il cattivo tempo. Così Barbara deve volare a Nyon per concordare il voluntary agreement. Qui bisogna rientrare nel fair play finanziario, perché, oltre ad aver depauperato tecnicamente la squadra, si sono create voragini nel bilancio. Un’ottima gestione, non c’è che dire. Con questi chiari di luna e senza nessuno che abbia un minimo di competenza tecnica e di progettualità, chissà che sontuoso Mercato dobbiamo aspettarci. Cerco di buttarla sul ridere, per non piangere. Ma nella vita non c’è solo il Milan. Ci sono anche i Gobbi, purtroppo. Forza Bayern!   Allegri vince il Seminatore d’oro. Forse la capra non era lui. Max è un allenatore normale. Forse le capre stanno in Società. Spero solo che l’anno prossimo non arrivi Donadoni. Gli voglio troppo bene, per augurargli di dibattersi in questa Corte dei Miracoli.

E la partita? L’ho vista. Non riesco proprio a sottrarmi a questo rito. La cosa è più forte di me.   Mi rifiuto, però, di farne la cronaca. Le mie speranze si infrangono su quel doppio legno consecutivo di Abate e Bertolacci. Stop. Bacca, pur con le attenuanti dovute al non gioco, da tempo sbaglia davvero tutto. Dybala è un campione giovane. Carlos è un discreto, vecchio centravanti. Ma non mi interessa parlare dei singoli. Il mio pensiero va solo a Gigio. Spero tanto che stia bene.

Vogliamo dire la nuda verità? Già, la verità è sempre nuda. Credo faccia un po’ la scostumata, per liberarsi dagli orpelli in cui la si vuole avvinghiare e nascondere. Bando alle divagazioni. Il problema vero è uno : la Società. Proprietà e dirigenza sono imbarazzanti. La squadra, già di per sé modesta e mal assortita, recepisce i miasmi provenienti dall’alto. Siamo allo sbando, perché manca il manico. In queste situazioni gli egoismi individuali prevalgono sugli ideali di gruppo. E l’allenatore può fare ben poco. In più mi pare anche che ora siamo in calo di condizione atletica. Un punto al Bentegodi, quindi, è quel che potevamo raccattare, al di là dei singoli episodi che poi influiscono sui risultati. Purtroppo l’intelligenza è una mercanzia che non appartiene alle nostre alte sfere. Cosa ti hanno fatto, caro, vecchio, amatissimo Milan? Povero diavolo, che pena mi fai. E mi faccio pena anch’io, che soffro tanto per te.

Chiara

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