Notte da Milan per fare un dispetto alla Vecchia Signora

21 Apr 2013 20:45
Serie A TIM 2012-2013

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MILAN-NAPOLI, IL MIGLIORE IN CAMPO

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Allo Juventus Stadium i rossoneri affrontano gli storici rivali in una partita che ha sempre un sapore speciale e che è fondamentale vincere, non solo per la classifica.

21.04.2013 01:01 di Davide Bin  articolo letto 66 volte

© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Lo abbiamo detto tante volte e sembrerà una cosa ovvia e scontata, ma è giusto ribadirlo: Juventus-Milan non è una partita come le altre e appartiene, insieme ai derby, alla ristretta cerchia di sfide che si va a cercare sul calendario della serie A appena viene compilato in estate e le date vengono cerchiate in rosso come tutti gli appuntamenti importanti della stagione calcistica. Ciò vale indipendentemente dalla classifica delle due squadre, ma è chiaro che se la partita mette in palio anche punti importanti, l’attesa è ancor più spasmodica e tensione e ansia delle due tifoserie salgono ulteriormente. La classifica dice chiaramente che la Juventus è vicinissima allo scudetto e siccome vuole far presto a chiudere la pratica, ha bisogno di vincere, a maggior ragione contro rivali storici; il Milan, però, non può perdere altro terreno dopo due pareggi consecutivi, perchè il Napoli è rimasto quattro punti più avanti e potrebbe scappare definitivamente via e la Fiorentina preme alle spalle (quattro punti più sotto) e potrebbe arrivare prepotentemente alle spalle dei rossoneri in caso di vittoria abbinata al mancato successo del Milan. Inoltre Conte ha chiaramente fatto intuire che considera il Milan come il rivale più pericoloso nella prossima stagione e costringerlo a disputare i preliminari di Champions League vorrebbe dire complicargli la prima parte di stagione, quella fondamentale della preparazione estiva e questo è uno stimolo in più nel caso in cui i suoi giocatori si sentissero così vicini al traguardo dello scudetto da non affrontare la sfida con le giuste motivazioni. Come si può notare, c’è abbastanza carne al fuoco per considerare importantissima e sentitissima una sfida che è sempre particolare anche quando si tratta di una semplice amichevole, che in molte occasioni ha messo in palio lo scudetto e dieci anni fa addirittura una Champions League, nell’indimenticabile finale di Manchester. La squadra di Allegri deve provare a vincere, ben sapendo che non sarà facile; i due pareggi, soprattutto quello sciagurato di Firenze (visto il modo in cui è arrivato), hanno rallentato la corsa dei rossoneri e sarebbe pericolosissimo perdere altri punti, anche se andare a cercarli in casa di chi sta dominando il campionato è davvero complicato. Il Milan ha fatto una lunga rincorsa in classifica, spendendo molte energie psicofisiche e ora non è al meglio della condizione fisica e mentale, ma bisogna stringere i denti per non rovinare quanto di buono è stato fatto in questi mesi; il fatto di essere qui a parlare di lotta per il secondo o terzo posto fa capire chiaramente che Allegri e i suoi ragazzi hanno fatto grandissime cose, se solo ci ricordiamo i discorsi che stavamo facendo un girone fa, alla vigilia della partita di andata; il Milan sembrava destinato ad un campionato anonimo e anche la vittoria contro i bianconeri a San Siro pareva più una sporadica e inattesa soddisfazione che non l’inizio di un’esaltante cavalcata, che ha portato i rossoneri a superare tantissime squadre in classifica. Dopo rincorse del genere è umano e fisiologico tirare il fiato e avere qualche momento di sbandamento o inconscio rilassamento e la circostanza di aver affrontato in rapida sequenza la quarta e poi la seconda in classifica non ha certo giovato e, oltretutto, ora arriva la sfida più difficile, quella con la capolista, ma non si possono più commettere altri errori e anche un pareggio potrebbe non bastare, soprattutto se si vuole ancora puntare al bersaglio grosso, ovvero al secondo posto.

Allegri ha pochi dubbi di formazione (terzino sinistro e posizione di Boateng) e questa volta non dovrebbero esserci clamorose sorprese come quella dell’esclusione di El Shaarawy nella partita contro il Napoli. Si è parlato tanto, forse troppo, di questo e si è cercato di costruire un caso laddove non c’è: è capitato anche a campioni come Van Basten di andare in panchina una volta ogni tanto, quindi non è un’offesa mandarci un ventenne e bisogna sempre pensare che se El Shaarawy è arrivato tanto rapidamente a certi livelli deve ringraziare sicuramente le sue doti, ma anche un po’ Allegri che gli ha dato fiducia nella scorsa stagione e, soprattutto, in questa, aiutandolo a crescere e a migliorarsi e in un percorso di crescita serve ogni tanto anche concedere una pausa di riposo e di riflessione ad un ragazzo che sta riprendendo fiato dopo aver tirato la carretta per tanti mesi. In fondo Allegri in estate ha accettato senza problemi la cessione di Ibrahimovic sapendo che nel reparto d’attacco c’erano giovani promettenti come il Faraone e tutto è andato per il meglio per tanti mesi. Un turno di riposo per ricaricare le pile non è un dramma; lo ha fatto capire l’allenatore e lo ha confermato il giocatore e allora dove sta il caso? Meglio pensare alla Juve, ad una partita difficile e importante da affrontare sul campo della capolista e in uno stadio come sempre esaurito (ma ricordiamo che ha solo poco più di 40000 posti e che, quindi, San Siro con quel numero di spettatori sarebbe mezzo vuoto…) e in questo scenario ci vuole anche il contributo di El Shaarawy, soprattutto visto che ormai è ufficiale l’assenza di Balotelli per squalifica anche in questa partita. Peccato perchè SuperMario sarebbe stato utile in una sfida come questa, ma, in fondo, all’andata il Milan ha battuto la Juventus anche senza Balotelli e, allora, perchè non riprovarci? Sicuramente servirà anche l’esperienza di un grande gladiatore come Ambrosini, capitano coraggioso che si piazzerà davanti alla difesa sostituendo lo squalificato Flamini; queste sono le sue partite, perchè ne ha giocate tantissime e può essere d’esempio trascinando i compagni e dando la carica ad una squadra che deve fare il salto di qualità negli scontri diretti, che raramente ha vinto in questa stagione. Galliani ha fatto giustamente notare che, escludendo le prime otto disastrose giornate, il Milan ha fatto gli stessi punti della Juventus e, inoltre, rivendica con orgoglio che negli ultimi cinque anni il Milan ha fatto complessivamente più punti dei bianconeri; sull’aritmetica non si può discutere e ciò deve servire per non sentirsi inferiori all’avversario nonostante la classifica e, sicuramente, servirà da stimolo anche ciò che è successo nello scorso campionato e che nessuno nell’ambiente rossonero ha ancora dimenticato. Non abbiamo le controprove, ma chissà cosa sarebbe successo se quel gol di Muntari fosse stato visto e convalidato e anche questo deve essere uno stimolo per andare a testa alta nel catino dello Juventus Stadium e far vedere che siamo il Milan e non abbiamo paura di nessuno, perchè storia e blasone rendono “pesante”  e gloriosa la maglia che gli undici giocatori scelti da Allegri indosseranno al cospetto dell’altrettanto nobile Vecchia Signora. Ci vuole una notte da Milan: la impone la classifica, la reclama il popolo rossonero che vuole una grande soddisfazione per impreziosire un campionato comunque positivo, viste le premesse, quindi forza vecchio cuore rossonero, perchè questa è una tappa decisiva di questo campionato ed è vietato fallire! 

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