Sacchi dice addio alla Nazionale: "Lotto con lo stress da 22 anni"

MILANO – Dopo quattro anni si è esaurita oggi l’esperienza dell’ex condottiero rossonero e Ct Azzurro Arrigo Sacchi alla guida delle Nazionali Giovanili: “Devo ringraziare il mio vice Maurizio Viscidi e la Federazione – ha spiegato Sacchi – che ha deciso di investire nei giovani in un Paese che non ci crede”.

“Lascio con dispiacere un incarico a cui tengo molto – ha confessato Sacchi – ma ho un avversario terribile che sono riuscito a governare per 22-23 anni e che alla fine sta vincendo: lo stress. Ho avvisato la Figc già da un anno che a fine mandato avrei lasciato. Non sono stato un bravo padre, ho trascurato mia figlia, e non voglio fare lo stesso con la nipotina nata due anni e mezzo fa. E poi non sono più un giovanotto, il mio recupero è più lento”.

Tra i diversi risultati positivi ottenuti dalle Nazionali giovanili negli ultimi quattro anni spicca il secondo posto conquistato all’Europeo Under 21 alle spalle della Spagna: “Abbiamo eliminato una squadra come l’Olanda – ha ricordato Sacchi – e cinque loro giocatori sono partiti titolari in occasione della semifinale del Mondiale brasiliano. In questi quattro anni abbiamo lavorato molto, abbiamo cercato di dare ai ragazzi anche una dimensione e una mentalità internazionale”. A giovani come De Sciglio, Florenzi, Insigne e Immobile, che si sono messi in mostra in Serie A, vanno aggiunti i vari Verratti, Caldirola, Donati, Fausto Rossi, passati dalla Serie B ad alcuni dei club stranieri più titolati”.

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