Un passo indietro…

Milan news

10.09.2011 22:00 di Francesco Somma   articolo letto 1029 volte

© foto di LINGRIA/PHOTOVIEWS

Quante menti, in questa lunga e strana estate senza calcio ma come sempre piena di polemiche, sono volate all’ultimo esordio in campionato del Milan, al roboante 4-0 sul Lecce che tanto fece divertire Ibrahimovic in tribuna. Tutti ci aspettavamo un esordio di quel tipo, ma è andata diversamente, per varie ragioni. Perché la Lazio di quest’anno non è quella della passata stagione, e neppure il Lecce. Perché 12 mesi fa il Milan si presentò al primo giorno di scuola con tutti gli esercizi svolti ed il libro delle vacanze completo dalla prima all’ultima pagina, mentre i rossoneri visti ieri sera hanno bisogno di qualche giorno ancora per tuffarsi anima e corpo in una stagione che si preannuncia lunga e impegnativa. Cos’è cambiato da un anno a questa parte? E’ presto per dirlo dopo una sola partita, gravida sì di spunti di riflessione, ma solo fino a un certo punto indicativa dello stato di forma del Milan. Pollice alzato per Ibra e Cassano, che hanno ripreso dall’ottima intesa palesata già lo scorso anno, ma anche per le tre A: Abate, Antonini ed Aquilani. C’era grande attesa per la prima prova del centrocampista romano: alla fine è risultato tra i migliori, così come i due terzini, che già durante il precampionato avevano fatto sfoggio di una buona condizione. Pollice verso per quella che l’anno scorso era la coppia centrale più invidiata al mondo: Thiago Silva-Nesta, con l’ex laziale apparso sorprendentemente spaesato, distratto, semplicemente in ritardo di preparazione. Merito soprattutto di Klose in occasione dell’1-0, evidente disattenzione congiunta dei due centrali sul gol di Cissé, marcato praticamente da nessuno.  Se da quel momento Grandine Nera è riuscito a rialzare la testa e tornare sui suoi standard, lo stesso non si può dire del n.13, a cui va comunque – e non è poco – il merito di aver salvato in extremis un gol praticamente già fatto. E’ inutile negare che pensare alle tante occasioni concesse alla Lazio ed immaginare, al posto di Hernanes, Klose e Cissè (con tutto il rispetto), Messi, Villa e Fabregas, mette la tremarella: Allegri ha fatto poca fatica ad ammettere che qualche partita in più prima di presentarsi nella terra dei marziani avrebbe fatto comodo, ma è inutile pensare a ciò che non esiste. Martedì ci vorrà non un altro Milan, ma semplicemente il Milan, quello granitico e fondato su una difesa solida e affidabile e sulla classe di Ibra. Tornerà in tempo, ne siamo certi.

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