Una qualificazione da cercare in pieno caos

26 Nov 2013 20:45
UEFA Champions League 2013-2014

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Celtic Milan
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MILAN-GENOA, IL MIGLIORE IN CAMPO

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Il Milan è a Glasgow a giocare una partita decisiva per raggiungere gli ottavi di Champions League, ma l’ambiente rossonero è scosso e confuso e in queste condizioni trovare la giusta concentrazione non è facile.

26.11.2013 01:50 di Davide Bin  articolo letto 269 volte

© foto di PHOTOVIEWS

Tra poche ore il Milan scenderà in campo al Celtic Park per giocarsi la qualificazione agli ottavi di Champions League, ma l’attenzione generale è rivolta ad altro e ciò non è certo d’aiuto; in momenti come questi giocare in trasferta, lontano dai problemi, dalle contestazioni, dal caos societario e da un ambiente “intossicato” può paradossalmente essere d’aiuto e, magari, la musichetta della Champions può servire a ritrovare un briciolo d’orgoglio e di motivazioni per ricordarsi di essere il Milan e fornire una prestazione positiva, ottenendo quella vittoria che potrebbe voler dire qualificazione aritmetica agli ottavi di Champions League con una giornata di anticipo, qualora l’Ajax non dovesse vincere contro il Barcellona. Non sarà facile, perchè il Celtic non è certo uno squadrone, ma in casa sa trasformarsi e fornire prestazioni piene di agonismo e coraggio e ne sa qualcosa il Barcellona (battuto nella scorsa stagione in Scozia) e lo stesso Milan che su questo campo ha sempre faticato anche quando si presentava in condizioni migliori di queste (basti pensare allo 0-0 nella sfida di andata degli ottavi di finale della stagione 2006-2007, quella del trionfo ad Atene nella finale contro il Liverpool). Non bastassero le insidie ambientali e tecniche derivanti dall’avversario, il Milan i problemi se li è creati da solo e sta attraversando una profonda crisi a tutti i livelli che rende difficile guardare a questa sfida con ottimismo.

Allenatore delegittimato in quanto tutti sanno già da inizio stagione, anzi dalla fine di quella scorsa, che ben che vada questa sarà l’ultima stagione sulla panchina del Milan e a giugno dirà addio (se non addirittura prima); società in cui si è creato un pericoloso vuoto di potere, visto che anche Galliani sembra prossimo all’addio, che sarebbe questione di mesi (aprile) se non addirittura di settimane, se l’A.D. deciderà di lasciare prima per incompatibilità evidente con Barbara Berlusconi; squadra allo sbando tecnicamente e dal punto di vista della disciplina, dal momento che invece dei gol e dei punti in classifica, aumentano solo il numero dei giocatori che si presentano in ritardo agli allenamenti e i minuti di tali ritardi, a dimostrazione che non c’è professionalità nello spogliatoio e ciò è riconducibile a ciò che si è detto prima, perchè se non c’è un allenatore forte e una società altrettanto compatta e decisa, i giocatori tendono ad approfittarne, ma questo è un problema che nasce anche dall’assenza di senatori e trascinatori che impongano regole ferree nello spogliatoio e le facciano rispettare come accadeva nel Milan del passato. In queste condizioni preparare una sfida come quella di Glasgow sembra un’impresa impossibile, ma bisogna provarci comunque, perchè la qualificazione agli ottavi di Champions League è uno dei pochi obiettivi rimasti in una stagione già ampiamente compromessa, soprattutto in campionato e perchè i giocatori, rappresentati da Kakà e Abbiati nell’incontro faccia a faccia con gli ultras inferociti dopo Milan-Genoa, hanno promesso il massimo impegno e una reazione e ora devono far seguire i fatti alle parole, perchè altrimenti sarebbero problemi grossi anche con i tifosi, ormai esasperati da questa situazione di crisi senza fine e stufi di giocatori che non danno il meglio di loro stessi in campo.

Intanto Allegri prova comunque a preparare una sfida delicatissima fra tutti questi problemi e dovendo affrontare anche l’emergenza: mancheranno Mexes e Muntari, non sono ancora pronti al rientro De Sciglio ed El Shaarawy, ma almeno, rispetto a sabato, rientra Montolivo e si rivede nella lista dei convocati Nocerino. I problemi di formazione sono i soliti: scegliere un terzino sinistro che non faccia disastri fra Emanuelson e Constant e trovare un partner a Balotelli, mentre per il resto la formazione sembra fatta e scontata, perchè non ci sono poi grandi alternative e, soprattutto, non conta tanto chi scende in campo, ma il modo in cui lo fa e ci vorrebbero undici giocatori motivati, decisi, grintosi, concentrati e desiderosi di onorare la maglia che indossano, sulla quale c’è scritto “il club più titolato al mondo” e che, quindi, impone un certo comportamento in campo. Una vittoria al Celtic Park sarebbe un’enorme iniezione di fiducia per il futuro e per provare a risalire anche in campionato, ma a questo punto viene da chiedersi se interessi ancora a qualcuno il futuro, perchè l’ambiente sembra davvero allo sbando. Capiremo subito, dall’atteggiamento degli undici che verranno schierati in campo, se c’è ancora una speranza di uscire dal buio tunnel della crisi che rischia di inghiottire un’intero ambiente e di far sprofondare sempre più in basso la squadra. I tifosi ci sperano, perchè vogliono che il vecchio cuore rossonero continui a battere, ma la situazione è tutt’altro che rosea e il baratro è più vicino di quanto si possa immaginare, perchè in un caos del genere vincere le partite è davvero l’ultimo dei problemi, anche se dovrebbe essere il primo…

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